
{"id":5697,"date":"2009-10-20T11:16:29","date_gmt":"2009-10-20T10:16:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=5697"},"modified":"2009-10-29T15:07:30","modified_gmt":"2009-10-29T14:07:30","slug":"il-tabu-e-il-ragionamento-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=5697","title":{"rendered":"IL TAB\u00d9 E IL RAGIONAMENTO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">CHE TREMONTI FOSSE CONTRARIO ALLA RIFORMA DEL SISTEMA ATTUALE DI PROTEZIONE DEL LAVORO, SI SAPEVA GIA&#8217; DA DUE ANNI (COME QUESTO ARTICOLO MOSTRA). MA <\/span><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;INDISPENSABILE APERTURA ALL&#8217;INNOVAZIONE E LA MERITOCRAZIA SI POSSONO CONCILIARE CON LA PROTEZIONE DELLA CONTINUITA&#8217; DEL LAVORO E DEL REDDITO SOLO NELL&#8217;AMBITO DI UN SISTEMA DI <em>FLEXSECURITY<\/em><\/span><\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato su<\/em> Guida al Lavoro \u2013 Il Sole 24 Ore il\u00a0<em><strong>12 marzo 2008<\/strong><\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sei anni fa il governo Berlusconi stipul\u00f2 un accordo, il \u201cPatto per l\u2019Italia\u201d, che, insieme a diverse altre cose, prevedeva una marginale modifica dell\u2019articolo 18 in materia di licenziamenti, destinata ad applicarsi soltanto per le piccole aziende che nei tre anni successivi avessero varcato la soglia dei 15 dipendenti. L\u2019accordo era stipulato, a titolo sperimentale e a termine, con alcune confederazioni, tra le quali Cisl, Uil e Ugl, che rappresentavano la maggioranza del movimento sindacale italiano. La Cgil e una parte della sinistra politica reagirono immediatamente con una mobilitazione che appariva sproporzionata rispetto all\u2019entit\u00e0 di quella modifica legislativa. Il fatto \u00e8 che quell\u2019opposizione fortissima aveva un obiettivo assai pi\u00f9 ambizioso; essa mirava a precostituire un baluardo insuperabile non soltanto contro quella minuscola modifica, ma contro l\u2019idea stessa di una qualsiasi modifica, da parte della maggioranza di centrodestra, della disciplina dei licenziamenti: \u201cl\u2019articolo 18 non si tocca\u201d.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il governo Berlusconi, pur dotato allora di un\u2019ampia maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, sub\u00ec il divieto. Ritenne che non valesse la pena di affrontare uno scontro cos\u00ec duro per un provvedimento di cos\u00ec poco rilievo (che oltretutto era risultato, per certi aspetti, mal congegnato). Probabilmente sottovalut\u00f2 due conseguenze di lungo periodo: per un verso la parte del movimento sindacale che aveva firmato l\u2019accordo veniva pesantemente squalificata e umiliata; per altro verso si accettava che il \u201cno\u201d drastico della sinistra sindacale e politica si trasformasse in un divieto assoluto e permanente. Divieto che le Brigate Rosse si erano incaricate poco prima di tradurre in una formulazione pi\u00f9 incisiva: \u201cchi tocca l\u2019articolo 18 muore\u201d.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il risultato \u00e8 che oggi in Italia non soltanto tutti i leader sindacali, ma anche leader del centro-destra come Giulio Tremonti, dichiarano di considerare impossibile addirittura ipotizzare una qualsiasi modifica di questa norma, pur se limitata alla sola materia dei licenziamenti per motivi economici od organizzativi (l\u2019art. 18, infatti, contrariamente a quanto comunemente ritenuto, si applica anche ai licenziamenti collettivi e a quelli individuali per \u201cmotivo oggettivo\u201d, tutti soggetti a un controllo giudiziale che pu\u00f2 richiedere anni). \u00c8 vietato anche soltanto ipotizzare che la protezione dei lavoratori italiani possa essere \u2013 su questo terreno specifico delle ristrutturazioni aziendali, nel quale non sono coinvolti valori essenziali quali la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 delle persone \u2013 affidata a tecniche normative diverse, comunemente praticate in tutti i maggiori Paesi europei.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutti oggi predicano, molto assennatamente, l\u2019apertura all\u2019innovazione nelle strutture produttive: questo \u00e8 infatti il solo modo in cui si pu\u00f2 aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro, cos\u00ec aumentandone anche la sicurezza e la retribuzione. Ma innovazione vuol dire anche trasformazione o sostituzione di strutture, avvicendamento di imprese. Come si pu\u00f2 promuovere trasformazione e avvicendamento se ci si inibisce anche solo di \u201ctoccare\u201d una norma vecchia di quasi quarant\u2019anni, nata quando ancora erano di l\u00e0 da venire l\u2019automazione, i personal computer e Internet?<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutti \u2013 anche nella sinistra tradizionale &#8211; oggi riconoscono che la sicurezza e il benessere dei lavoratori sono protette meglio nei Paesi scandinavi che in Italia. In quei Paesi fin dagli anni \u201950 e \u201960 hanno capito che la sicurezza dei lavoratori pu\u00f2 essere garantita con politiche di sostegno e assistenza intensiva alla famiglia e ai lavoratori nella fase di passaggio da un\u2019occupazione a un\u2019altra, pi\u00f9 e meglio che ingessando i posti di lavoro. Guardiamo all\u2019esperienza di Alitalia, di cui si \u00e8 impedita la ristrutturazione per tanti anni: forse che i suoi dipendenti oggi possono considerarsi sicuri? Anche l\u2019articolo 18 cede nelle situazioni fallimentari; ma le ristrutturazioni devono poter prevenire la crisi aziendale, non essere consentite soltanto come sua conseguenza.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si obietta che il modello scandinavo costa caro e lo Stato non ha soldi. Proviamo dunque a proporre agli imprenditori italiani di assumersi per intero il costo di un congruo indennizzo commisurato all\u2019anzianit\u00e0 del lavoratore licenziato per motivi economico-organizzativi e di un\u2019assicurazione contro la disoccupazione di tipo svedese o danese; magari con un meccanismo <em>bonus\/malus<\/em> che faccia crescere il contributo a ogni licenziamento. Se gli imprenditori accettassero, l\u2019obiezione cadrebbe. E a quel punto, se cadesse anche il tab\u00f9, avremmo fatto un passo avanti decisivo verso il modello della <em>flexsecurity<\/em> europea: pi\u00f9 flessibilit\u00e0 e pi\u00f9 sicurezza vera per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CHE TREMONTI FOSSE CONTRARIO ALLA RIFORMA DEL SISTEMA ATTUALE DI PROTEZIONE DEL LAVORO, SI SAPEVA GIA&#8217; DA DUE ANNI (COME QUESTO ARTICOLO MOSTRA). 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