
{"id":57140,"date":"2020-10-27T16:24:34","date_gmt":"2020-10-27T15:24:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57140"},"modified":"2020-11-01T23:36:20","modified_gmt":"2020-11-01T22:36:20","slug":"le-nuove-competenze-soffocate-dalla-burocrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57140","title":{"rendered":"IL &#8220;FONDO NUOVE COMPETENZE&#8221; SOFFOCATO SUL NASCERE DALLA BUROCRAZIA"},"content":{"rendered":"<div class=\"body-wrapper\">\n<div class=\"container\">\n<div class=\"content-wrapper sidebar-included right-sidebar\">\n<div class=\"gdl-page-float-left\">\n<div class=\"gdl-page-item\">\n<div class=\"sixteen columns mt0\">\n<div class=\"bkp-frame-wrapper\">\n<div class=\"bkp-frame single-page-frame aggiunta\">\n<div class=\"single-content fixed4\">\n<div>\n<h4><span style=\"color: #993300;\">Le nuove risorse messe a disposizione dalla UE dovrebbero consentire ai lavoratori di adattarsi ai cambiamenti del mondo del lavoro, ma la scadenza per l\u2019inizio dei corsi, finanziati con 700 milioni, \u00e8 a fine anno; e il percorso per attivarli \u00e8 quanto mai tortuoso<\/span><span id=\"more-70197\"><\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Articolo di Lucia Valente, professoressa di diritto del lavoro nell&#8217;Universit\u00e0 La Sapienza di Roma, pubblicato su <\/em><a href=\"https:\/\/www.lavoce.info\/archives\/70197\/nuove-competenze-soffocate-dalla-burocrazia\/\">lavoce.info<\/a><em> il 27 ottobre 2020 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54492\">Il peso dell&#8217;offerta di lavoro inadeguata sulla crescita in Italia<\/a><br \/>\n<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_57147\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=57147\" rel=\"attachment wp-att-57147\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-57147\" class=\"size-medium wp-image-57147\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lucia-Valente-leggero-300x223.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lucia-Valente-leggero-300x223.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lucia-Valente-leggero-150x111.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lucia-Valente-leggero-768x570.png 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lucia-Valente-leggero-1024x760.png 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lucia-Valente-leggero.png 1045w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-57147\" class=\"wp-caption-text\">La professoressa Lucia Valente<\/p><\/div>\n<p><strong>Un Fondo per aumentare le competenze<\/strong><\/p>\n<p>Ideato a maggio, il \u201cFondo nuove competenze\u201d \u00e8 diventato finalmente operativo il 22 ottobre 2020. Il suo obiettivo \u00e8 consentire ai lavoratori di adattare le loro competenze ai cambiamenti nella carriera professionale.<\/p>\n<p>In gergo si chiama formazione continua; ma la novit\u00e0 \u00e8 che la formazione \u00e8 accompagnata da una riduzione dell\u2019orario di lavoro (la norma parla di \u201crimodulazione\u201d) a parit\u00e0 di retribuzione per tutti i lavoratori interessati allo sviluppo del proprio capitale umano. Grazie alla stretta collaborazione tra imprese e sindacati \u2013 che devono sottoscrivere uno specifico accordo \u2013 il Fondo finanzia una sorta di \u201creddito per il lavoratore in formazione\u201d a carico del Fondo sociale europeo, attraverso il Piano operativo nazionale sistemi di politiche dell\u2019occupazione (Pon-Spao), e delle regioni, attraverso i Piani operativi regionali (Por) e i fondi interprofessionali.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che la norma istitutiva del Fondo (art. 88 del decreto legge 34, convertito in legge 128\/2020 modificato dall\u2019art. 4, del Dl n. 104, convertito in legge 226\/2020) attribuisce un ruolo, nella sua governance, al ministero del Lavoro, all\u2019Anpal, alle regioni, all\u2019Inps, ai fondi paritetici interprofessionali e al Fondo per la formazione dei lavoratori somministrati. Il dialogo tra tutti questi soggetti deve svolgersi mediante intese, convenzioni, pareri, avvisi: sono attivit\u00e0 burocratiche che devono concludersi entro il 31 dicembre 2020, data entro la quale, per\u00f2, devono anche partire i corsi di formazione. Se ogni tassello non va al suo posto entro questa data \u2013 ormai molto vicina \u2013 il Fondo, che vale pi\u00f9 di 700 milioni di euro, non \u00e8 operativo.<\/p>\n<p><strong>Una corsa contro il tempo<\/strong><\/p>\n<p>Bisogna dunque correre. Ma il decreto attuativo, emanato con grande ritardo rispetto al decreto legge n. 34 che ha istituito il Fondo, non sembra favorire l\u2019impegno delle risorse in tempi rapidi.<\/p>\n<p>Il primo passo da compiere \u00e8 un accordo sindacale aziendale o territoriale che deve individuare un progetto formativo per lo sviluppo di nuove o maggiori competenze da acquisire entro novanta giorni (centoventi se la formazione \u00e8 impartita da un fondo interprofessionale), con una riduzione di orario per ciascun lavoratore di 250 ore al massimo.<\/p>\n<p>Poi occorre presentare istanza di contributo all\u2019Anpal; ma prima bisogna aspettare che l\u2019Agenzia pubblichi sul sito istituzionale un avviso che stabilisca termini e modalit\u00e0 per la presentazione delle istanze datoriali e i requisiti per l\u2019ammissione. Ci\u00f2 dovrebbe avvenire entro 15 giorni dall\u2019emanazione del decreto interministeriale, cio\u00e8 entro l\u20198 novembre, ma l\u2019Anpal \u00e8 oggi paralizzata da una gravissima crisi interna. Comunque sia, ricevuta l\u2019istanza, l\u2019Anpal deve sentire la regione interessata, la quale si deve esprimere con un parere o, se abbiamo ben capito, anche con il silenzio-assenso (ma la norma nulla dice al riguardo). Poi, sempre l\u2019Anpal valuta il progetto formativo sulla base dei requisiti indicati dal decreto, ma non \u00e8 stabilito entro quanto tempo deve comunicare all\u2019impresa se \u00e8 approvato oppure no. Il tutto deve avvenire entro il 31 dicembre visto che il percorso di apprendimento deve iniziare entro questa data. Immaginiamo che le approvazioni seguano un criterio meramente cronologico fino a esaurimento delle risorse. Giunti a questo punto finalmente l\u2019Anpal pu\u00f2 deliberare l\u2019erogazione del contributo al datore di lavoro, distinguendo il costo per oneri previdenziali e retributivi e il costo per le ore in formazione.<\/p>\n<p>Il contributo per\u00f2 non \u00e8 erogato dall\u2019Anpal, presso la quale \u00e8 istituito il fondo, ma dall\u2019Inps, al quale l\u2019Agenzia trasferisce, previa convenzione, una quota parte del fondo in rate trimestrali. All\u2019Anpal resta il monitoraggio della spesa, i cui esiti devono essere resi noti con cadenza trimestrale.<\/p>\n<p>Resta da chiedersi se la formazione finanziata dal Fondo sia funzionale alla acquisizione di nuove competenze oppure se sia un modo per dare agli adulti scarsamente qualificati una occasione di generica formazione o, peggio ancora, soltanto la via per spendere fondi che l\u2019Italia da tempo ha a disposizione e che ora rischia di perdere a causa dei ritardi dovuti certo al lockdown, ma anche all\u2019incapacit\u00e0 di programmare e realizzare attraverso attivit\u00e0 formative a distanza le iniziative a cui sarebbero destinati.<\/p>\n<p>Come si legge sul sito del ministero del Lavoro, il Fondo consente di \u201cinnalzare il livello del capitale umano nel mercato del lavoro<strong>\u201d<\/strong>, offrendo ai lavoratori l\u2019opportunit\u00e0 di acquisire nuove o maggiori competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle nuove condizioni del mercato del lavoro, sostenendo le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi determinati dall\u2019emergenza epidemiologica da Covid-19. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un dettaglio non irrilevante: nessuno tra i soggetti chiamati dal decreto a erogare la formazione entro il 31 dicembre \u00e8 pronto a offrire corsi che vadano al di l\u00e0 di quelli gi\u00e0 disponibili \u201ca catalogo\u201d. Neppure le universit\u00e0, gli Its (istituti tecnici superiori) o gli enti di ricerca accreditati dal ministero dell\u2019Istruzione, i quali non sono certo in grado di impartire ai lavoratori corsi <em>on demand<\/em> mirati a esigenze specifiche, in ciascuna situazione aziendale, entro il 31 dicembre 2020.<\/p>\n<p>Che il Fondo non avesse grandi ambizioni e non fosse in grado di riformare dalle fondamenta il sistema della formazione professionale \u00e8 testimoniato dal riferimento agli esiti previsti dalla norma: il conseguimento di una qualificazione di livello EQF 3 o EQF 4. Tradotto: il lavoratore acquisisce le competenze corrispondenti a un attestato di operatore professionale (EQF 3) o diploma professionale (EQF4). Nulla a che vedere con EQF 5, 6, 7, 8, che corrispondono alle qualificazioni possedute dopo aver frequentato un Its o un corso di laurea tra quelli pi\u00f9 richiesti dalle imprese, che avrebbero potuto e dovuto costituire gli obiettivi prioritari, considerato il grave difetto di professionalit\u00e0 di questo livello che caratterizza il mercato del lavoro italiano.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da prevedere che il contenuto dei nuovi corsi sar\u00e0 costituito dalla formazione professionale per svolgere attivit\u00e0 da remoto. Insomma, smart working per tutti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nuove risorse messe a disposizione dalla UE dovrebbero consentire ai lavoratori di adattarsi ai cambiamenti del mondo del lavoro, ma la scadenza per l\u2019inizio dei corsi, finanziati con 700 milioni, \u00e8 a fine anno; e il percorso per attivarli \u00e8 quanto mai tortuoso . 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