
{"id":57194,"date":"2020-11-21T20:39:44","date_gmt":"2020-11-21T19:39:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57194"},"modified":"2020-11-21T20:41:09","modified_gmt":"2020-11-21T19:41:09","slug":"i-requisiti-per-il-cambiamento-nel-mercato-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57194","title":{"rendered":"LE CONDIZIONI PER IL CAMBIAMENTO NEL MERCATO DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Occorrono amministrazioni pubbliche pi\u00f9 reattive e una rete di servizi al mercato del lavoro capace di attivare i percorsi mirati alle occasioni di lavoro esistenti (che si moltiplicano se sappiamo attivare quei percorsi)<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Stefania Micheli, pubblicata sul quotidiano di Piacenza<\/em> Il nuovo giornale <em>il 20 novembre 2020, in occasione della mia conferenza presso la sede dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di quella citt\u00e0, nell&#8217;ambito della manifestazione <\/em>Cives <em>&#8211; Tutti gli altri articoli, interviste e commenti in materia di smart working pubblicati su questo sito sono agevolmente reperibili attraverso <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=56468\">il portale dedicato a questo tema <\/a><\/em><em><br \/>\n<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=57195\" rel=\"attachment wp-att-57195\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-57195\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Innovazione-tecnologica-2.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Innovazione-tecnologica-2.jpg 254w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Innovazione-tecnologica-2-150x117.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/><\/a>Professor Ichino, il tema dell\u2019edizione <em>Cives<\/em> di quest\u2019anno \u00e8 \u201cil Cambiamento\u201d: ritiene che l\u2019attuale emergenza sanitaria abbia portato qualche processo di cambiamento nel mondo del lavoro?<br \/>\n<\/strong>Lo shock del lockdown ha sicuramente prodotto, almeno nel settore privato, una forte accelerazione della diffusione delle tecnologie necessarie per lo smart working. Milioni di persone sono state costrette a familiarizzarsi con i nuovi strumenti, e con la possibilit\u00e0 stessa di organizzare incontri in forma telematica.<\/p>\n<p><strong>Lei dice \u201calmeno nel settore privato\u201d. Vuol dire che questo fenomeno non ha investito anche il settore pubblico?<br \/>\n<\/strong>Il lockdown ha certamente investito il settore pubblico, anche pi\u00f9 di quanto abbia investito quello privato. Ma in quel settore un vero e proprio smart working lo si \u00e8 visto soltanto in una piccola minoranza di casi, per lo pi\u00f9 nelle amministrazioni locali: per il resto si \u00e8 scelto di chiamare in questo modo quella che \u00e8 stata in realt\u00e0 una sospensione dell\u2019attivit\u00e0 di interi settori, da gran parte della Giustizia e dell\u2019Agenzia delle Entrate al ministero del Lavoro, alla Motorizzazione Civile, alle Sovrintendenze, agli Ispettorati. Con questo non intendo sminuire quanto \u00e8 stato fatto in piena pandemia dal Servizio Sanitario, dalle forze di Polizia, e da una parte degli insegnanti: quelli che hanno voluto e saputo tenere in piedi la scuola nonostante la pandemia.<\/p>\n<p><strong>Nelle altre amministrazioni pubbliche che cosa \u00e8 mancato?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 mancata innanzitutto la capacit\u00e0 di distinguere chi nonostante tutto \u201ctira la carretta\u201d da chi si rassegna all\u2019inerzia, o addirittura approfitta del lockdown per imboscarsi. La capacit\u00e0 di rilevare analiticamente ci\u00f2 che accade settore per settore, ufficio per ufficio. Se lo si fosse fatto, ci si sarebbe accorti, tra l\u2019altro, che nella maggior parte delle situazioni sono mancati tutti o la maggior parte dei presupposti essenziali per un passaggio serio dall\u2019organizzazione tradizionale del lavoro allo smart working.<\/p>\n<p><strong>Quali sono questi presupposti?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto l\u2019accessibilit\u00e0 da remoto del gestionale dell\u2019amministrazione, oltre che dei suoi <em>data-base<\/em>. Poi, che la prestazione lavorativa si presti a essere misurata in base a compiti da eseguire anche da remoto, obiettivi da raggiungere, non essendo pi\u00f9 misurabile in ragione della sola estensione temporale. Terzo: che la persona interessata sia dotata di un computer adatto, di un buon collegamento alla rete, e sia raggiungibile telefonicamente dai colleghi e dove necessario anche dall\u2019utente. Infine, che essa sia dotata di un luogo adatto per lo svolgimento della prestazione: la maggior parte delle abitazioni non offre questa disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Tomasi di Lampedusa nel <em>Gattopardo<\/em> scriveva <\/strong><strong>\u00ab<\/strong><strong>Se vogliamo che tutto rimanga come \u00e8, bisogna che tutto cambi\u00bb. Il modo di agire delle amministrazioni che lei descrive ha forse effettivamente impedito una loro reale modernizzazione. Ritiene che oggi siano maturi tempi per un salto di qualit\u00e0?<br \/>\n<\/strong>Il nostro \u00e8 un Paese che sa anche dare il colpo di reni quando \u00e8 necessario, ma tende ad aspettare l\u2019ultimo momento utile: a darlo solo quando si trova sull\u2019orlo del baratro. Il problema \u00e8 convincerlo che sull\u2019orlo del baratro ora ci siamo proprio. Che se vogliamo evitare di caderci dentro dobbiamo aprire gli occhi sui ritardi spaventosi delle nostre amministrazioni, sul piano culturale e organizzativo oltre che su quello tecnologico.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55695\" rel=\"attachment wp-att-55695\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-55695\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-186x300.jpg\" alt=\"\" width=\"186\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-186x300.jpg 186w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-93x150.jpg 93w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-768x1241.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-634x1024.jpg 634w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2.jpg 1594w\" sizes=\"auto, (max-width: 186px) 100vw, 186px\" \/><\/a>Nel suo ultimo libro (Rizzoli, 2020) lei parla di \u201cintelligenza del lavoro\u201d, di un mondo dove i lavoratori possono scegliersi l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>imprenditore, rovesciando il modo tradizionale d\u2019intendere il mercato del lavoro. Ci\u00f2 di cui parla nel libro \u00e8 realt\u00e0 o utopia?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 gi\u00e0 oggi realt\u00e0 per una met\u00e0 abbondante della forza-lavoro: quella che \u00e8 in grado di scegliersi l\u2019impresa meglio in grado di valorizzare le sue capacit\u00e0. Ma l\u2019articolo 4 della Costituzione vincola la Repubblica a far s\u00ec che questa possibilit\u00e0 di scelta sia data a tutti i cittadini, non soltanto alla met\u00e0 pi\u00f9 dotata.<\/p>\n<p><strong>E questo secondo lei \u00e8 concretamente possibile?<br \/>\n<\/strong>Certo che s\u00ec!<\/p>\n<p><strong>Come?<br \/>\n<\/strong>Per prima cosa ponendo tutte le persone interessate in grado di accedere ai grandi \u201cgiacimenti occupazionali\u201d che restano inutilizzati, dei quali parlo nel primo capitolo del libro, e che ci sono anche oggi, nel cuore della crisi pi\u00f9 grave che abbiamo mai attraversato. Per questo occorrono innanzitutto servizi capillari ed efficienti di orientamento scolastico e professionale, in particolare per gli adolescenti che escono da ciascun ciclo scolastico, ma anche per gli adulti disoccupati, o che intendono cambiare lavoro. Poi servizi di formazione mirati agli sbocchi effettivamente esistenti, la cui qualit\u00e0 sia controllata rigorosamente, con l\u2019incrocio dei dati di una anagrafe della formazione con i dati delle Comunicazioni obbligatorie al ministero del Lavoro, delle iscrizioni agli albi ed elenchi professionali, e delle iscrizioni alle liste di disoccupazione. La capacit\u00e0 di formazione mirata, poi, ha un grande potere di attirare le imprese migliori.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Occorrono amministrazioni pubbliche pi\u00f9 reattive e una rete di servizi al mercato del lavoro capace di attivare i percorsi mirati alle occasioni di lavoro esistenti (che si moltiplicano se sappiamo attivare quei percorsi) . 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