
{"id":57213,"date":"2020-11-28T20:16:31","date_gmt":"2020-11-28T19:16:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57213"},"modified":"2020-11-28T20:16:31","modified_gmt":"2020-11-28T19:16:31","slug":"il-lavoro-indebolito-dal-difetto-dei-servizi-necessari-nel-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57213","title":{"rendered":"IL LAVORO INDEBOLITO DAL DIFETTO DEI SERVIZI NECESSARI NEL MERCATO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">In realt\u00e0 anche oggi, nella fase pi\u00f9 acuta di una crisi economica gravissima, assistiamo al fenomeno paradossale delle imprese che cercano manodopera senza trovarla: veri e propri \u201cgiacimenti occupazionali\u201d che restano utilizzati, per difetto dei servizi al mercato del lavoro necessari<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Massimiliano Rais, pubblicata su<\/em> l&#8217;Unione sarda <em>il 16 novembre 2020 &#8211; Tutte le altre recensioni de<\/em> L&#8217;intelligenza del lavoro<em> sono reberibili nella <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55591\">pagina web dedicata al libro<\/a><\/em> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=49598\" rel=\"attachment wp-att-49598\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-49598\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Unione-Sarda-300x150.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Unione-Sarda-300x150.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Unione-Sarda-150x75.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Unione-Sarda.png 318w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il giuslavorista Pietro Ichino, 71 anni, milanese, gi\u00e0 parlamentare (deputato eletto come indipendente con il Pci e senatore con il Pd), nel suo libro, <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55591\"><em>L\u2019intelligenza del lavoro<\/em><\/a><strong>, <\/strong>appena pubblicato da Rizzoli, riprende, aggiornandole ai tempi nuovi, questioni che hanno sempre caratterizzato la sua attivit\u00e0 di studioso spesso controcorrente. Ha \u201csfidato\u201d le Brigate Rosse con strumenti pacifici: analisi coraggiose per le quali ha vissuto anni di vita blindata. \u201cIl mercato del lavoro &#8211; sostiene nel volume &#8211; va visto anche come un luogo dove sono le persone a scegliersi l\u2019imprenditore\u201d.<\/p>\n<p><strong>Questo vero e proprio rovesciamento di prospettiva le sembra sostenibile anche in questo momento, nel quale milioni di persone stanno perdendo il lavoro?<br \/>\n<\/strong>In realt\u00e0 anche oggi, nella fase pi\u00f9 acuta di una crisi economica gravissima, assistiamo al fenomeno paradossale delle imprese che cercano manodopera senza trovarla: dai servizi informatici a quelli medico-sanitari, dai servizi alle famiglie e alle comunit\u00e0 locali a quelli logistici e delle consegne a domicilio, di installazione e manutenzione, della certificazione e controllo di qualit\u00e0, della sicurezza e della tutela ambientale. Il discorso vale anche per quasi tutti i settori dell\u2019artigianato. Nel libro li indico come veri e propri \u201cgiacimenti occupazionali\u201d che restano utilizzati, per difetto dei servizi al mercato del lavoro necessari.<\/p>\n<p><strong>Non crede che, per\u00f2,<\/strong> <strong>in questo momento il Covid stia modificando profondamente il mercato del lavoro?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 cos\u00ec; ed \u00e8 sacrosanto che a chi perde il posto venga assicurato un robusto sostegno del reddito. Ma ci\u00f2 che oggi troppo pochi hanno \u00e8 la possibilit\u00e0 di scelta tra diversi possibili percorsi efficaci verso le opportunit\u00e0 di lavoro esistenti.<\/p>\n<p><strong>Che per\u00f2 ora non bastano certo per assicurare l\u2019occupazione a tutti quelli che ne hanno bisogno.<br \/>\n<\/strong>Nel libro mostro che subito prima della pandemia i posti di lavoro permanentemente scoperti per mancanza delle persone adatte a ricoprirli erano, secondo il censimento Unioncamere-ANPAL, 1,2 milioni: abbastanza per dimezzare il tasso di disoccupazione che si registrava all\u2019inizio dell\u2019anno, riducendolo nei limiti fisiologici della cosiddetta \u201cdisoccupazione frizionale\u201d. E anche oggi, pur nell\u2019occhio del ciclone di una crisi gravissima, ci sono molti settori che avrebbero bisogno di personale che non trovano: sarebbe importantissimo che dei percorsi di formazione mirata indirizzassero i disoccupati verso quei settori.<\/p>\n<p><strong>Lei ultimamente ha proposto di separare gli anziani dai giovani, per proteggerli dal virus. Non sarebbe una forma di discriminazione?<br \/>\n<\/strong>Il Covid-19 ha un tasso di letalit\u00e0 bassissimo per chi ha meno di 50 anni, altissimo per chi ne ha pi\u00f9 di 60. La proposta \u00e8 dunque di consentire agli under50 di andare a scuola o al lavoro senza limitazioni, cercando invece di creare ambienti separati per i pi\u00f9 anziani e semmai riservando a loro il lavoro da remoto e la Cassa integrazione. Una separazione totale non sarebbe possibile; ma quanto pi\u00f9 si riuscisse ad attuarla, tanto pi\u00f9 si ridurrebbero i danni da contagio, limitando i danni all\u2019economia nazionale.<\/p>\n<p><strong>In questo modo, per\u00f2, non correremmo il rischio di riaprire le scuole agli studenti, mentre gli insegnanti resterebbero a casa?<br \/>\n<\/strong>No: a scuola si potrebbero lasciar andare anche gli insegnanti fino a un certo limite di et\u00e0, per esempio i 55 anni. Solo agli altri si dovrebbe chiedere di fare lezione da casa, fornendone loro i mezzi tecnici. E lasciando che siano gli insegnanti pi\u00f9 giovani a \u201ctenere\u201d in aula i ragazzi.<\/p>\n<p><strong>Lo smart working lo hanno adottato ampiamente gli altri settori della pubblica amministrazione. Con quali risultati?<br \/>\n<\/strong>Nella maggior parte dei casi, in realt\u00e0, si \u00e8 coperta con l\u2019etichetta dello smart work una sostanziale sospensione del lavoro. Non per colpa dei lavoratori interessati, ma perch\u00e9 mancavano del tutto le condizioni per il lavoro agile: a cominciare dall\u2019accessibilit\u00e0 da remoto dei gestionali e dei <em>data-set<\/em> delle amministrazioni.<\/p>\n<p><strong>Il virus ci ha fatto capire quanti danni abbiano causato i tagli al sistema sanitario&#8230;<br \/>\n<\/strong>\u2026 e anche quanto dannoso sia il ritardo nell\u2019utilizzazione degli oltre 30 miliardi che ci sarebbero messi a disposizione dal MES, proprio per ammodernare le nostre strutture sanitarie.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 a rischio il nostro sistema di welfare. Regger\u00e0 all&#8217;ondata del Covid?<br \/>\n<\/strong>Purtroppo gi\u00e0 da prima di questa catastrofe c\u2019era motivo di pensare che il nostro sistema pensionistico fosse minato da uno squilibrio strutturale, nonostante che la legge Fornero avesse eliminato le cause di squilibrio precedenti.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 spiegare meglio a che cosa si riferisce?<br \/>\n<\/strong>Mi riferisco al fatto che l\u2019equilibrio raggiunto con la riforma del 2011 si basava sul presupposto che la popolazione attiva fosse destinata a non decrescere nei decenni successivi. Ora, invece, l\u2019Istat ci dice che l\u2019Italia perde circa 300.000 italiani ogni anno, che in 20 anni fanno circa il 10 per cento del totale. Basta molto meno per mandare a gambe all\u2019aria anche un sistema pensionistico pi\u00f9 solido del nostro.<\/p>\n<p><strong>Lei ha insegnato all&#8217;universit\u00e0 di Cagliari tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Come ricorda quell&#8217;esperienza?<br \/>\n<\/strong>Sono stati i primi anni del mio insegnamento come professore di diritto del lavoro: ne ho un ricordo bellissimo, non solo per il rapporto con gli studenti, ma anche per le amicizie che ne nacquero con tanti cagliaritani e con la citt\u00e0 stessa, alla quale mi sento ancora molto legato.<\/p>\n<p><strong>Come vede a distanza la situazione della Sardegna? Il virus rischia di creare ulteriori danni soprattutto con l&#8217;industria turistica di fatto paralizzata.<br \/>\n<\/strong>La pandemia ha questo di odioso: che colpisce soprattutto i pi\u00f9 deboli, sia tra le persone sia tra le realt\u00e0 economiche. Per\u00f2 essa potrebbe avere anche un risvolto positivo per la Sardegna: ha costretto milioni di persone a familiarizzarsi con le tecniche del lavoro da remoto. Che pu\u00f2 voler dire in prospettiva una riduzione notevole degli effetti negativi dell\u2019insularismo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In realt\u00e0 anche oggi, nella fase pi\u00f9 acuta di una crisi economica gravissima, assistiamo al fenomeno paradossale delle imprese che cercano manodopera senza trovarla: veri e propri \u201cgiacimenti occupazionali\u201d che restano utilizzati, per difetto dei servizi al mercato del lavoro necessari . 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