
{"id":57360,"date":"2020-11-29T22:26:51","date_gmt":"2020-11-29T21:26:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57360"},"modified":"2020-11-29T22:31:27","modified_gmt":"2020-11-29T21:31:27","slug":"i-limiti-della-manovra-di-bilancio-e-gli-effetti-dellimmobilismo-sindacale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57360","title":{"rendered":"I LIMITI DELLA MANOVRA DI BILANCIO E GLI EFFETTI DELL&#8217;IMMOBILISMO SINDACALE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\"> &#8220;[&#8230;] Sorprende la reazione dei sindacati: veementi polemiche sul piano del metodo, la recriminazione per non essere stati consultati; ma l\u2019elemento segnalato come critico dalle confederazioni \u00e8 soprattutto lo stanziamento di risorse per il rinnovo dei ccnl del pubblico impiego, giudicato insufficiente [&#8230;]&#8221;<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNumero 85 del bollettino Mercato del Lavoro<\/em> News <em>a cura <strong>di Claudio Negro<\/strong><\/em><em>, pubblicato dalla Fondazione Anna Kuliscioff, 19 novembre 2020\u00a0 &#8211;<\/em> <em>V. in argomento anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55489\">il numero 68 del bollettino<\/a> ripreso su questo sito nel maggio scorso<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=44464\" rel=\"attachment wp-att-44464\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-44464\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"77\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-150x38.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff.jpg 349w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Chiaro e scuro nella manovra approvata Dal Consiglio dei Ministri. Sostanzialmente positivi i rabbocchi di <em>Transizione 4.0 <\/em>per l\u2019innovazione delle imprese, il rifinanziamento del Fondo di Garanzia per le PMI\u00a0 e dell\u2019Assegno Unico per le Famiglie. Bene lo stanziamento di 4.400mln per personale sanitario e farmaci (ma senza il MES non basteranno). Giusta la proroga della possibilit\u00e0 di rinnovare i contratti a termine senza causali (Decreto Dignit\u00e0 quasi abrogato\u2026) anche se il provvedimento nelle tornate precedenti non ha sortito granch\u00e8.<\/p>\n<p>Discutibile il provvedimento <em>clou <\/em>della manovra: l\u2019esenzione per le aziende dai contributi previdenziali per donne e under 35 assunti con contratti a termine. Che va a sommarsi ad analoghi benefici gi\u00e0 previsti per il Sud. E\u2019 probabile che una simile misura (come gi\u00e0 \u00e8 stato per il Jobs Act e per Decreto Dignit\u00e0) produca risultati significativi in immediato. Ed \u00e8 innegabile che di risultati occupazionali in immediato vi sia bisogno. Tuttavia si tratta dell\u2019ennesimo espediente rispetto al conclamato problema di mettere mano al cuneo fiscale-contributivo (a meno che si consideri punto d\u2019arrivo l\u2019attuale soluzione, sostenuta da ulteriori 1.700 mln di stanziamento). E\u2019 una soluzione magari efficace ma temporanea: ben al di sotto\u00a0 della<em> riforma complessiva del Paese<\/em> vagheggiata da Conte ad un sindacato\u00a0 inquieto che vive tra rabbia e frustrazione.<\/p>\n<p>Un altro piatto forte della manovra \u00e8 la proroga della Cassa Integrazione (nelle sue diverse declinazioni) fino alla fine di Marzo 2021. Costo 5.300 mln. Opportunamente e tempestivamente si segnala l\u2019arrivo di circa 6 mld del Fondo SURE dall\u2019UE. Peccato che gli ammortizzatori Covid per tutto il 2020 ammontino a quasi 30 mld, a fronte di un primo prestito SURE di 10 mld. La differenza andr\u00e0 nel calderone, assieme ai costi del NASPI di un milione (o poco meno) di lavoratori che verranno licenziati alla fine del blocco. A braccio 1 mld al mese per il 2021 e a seguire.<\/p>\n<p>Ma anche rispetto a chi perder\u00e0 il lavoro dopo l\u2019occupazione \u201cfigurata\u201d il Governo ha provveduto: 500 mln per le Politiche del Lavoro. Restando alla quantit\u00e0 dell\u2019investimento, \u00e8 opportuno notare (per avere un senso delle proporzioni) che soltanto i mitici <em>navigators <\/em>costano 100 mln, che solo la Regione Lombardia stanzia per il biennio 2020 \u2013 2021 solo per Dote Unica Lavoro 140 mln, tra FSE e risorse regionali, cui si aggiungono 60 mln per Garanzia Giovani. Un totale di 200 mln che dicono tutto della congruit\u00e0 dei 500 mln a livello nazionale! \u00a0Per le politiche passive dieci volte quel che si spende per quelle attive! Alla faccia della\u00a0 <em>riforma complessiva del Paese\u2026\u00a0 <\/em>Ma in fondo il Governo non ha nascosto i costi: 38 mld. Il problema \u00e8 se basteranno, se arriver\u00e0 il Next Generation e il MES.<\/p>\n<p>Per\u00f2 ci\u00f2 che sorprende \u00e8 la reazione del Sindacato: al netto delle dirette Facebook abbiamo avuto veementi polemiche sul piano metodologico. La recriminazione per non essere stati precedentemente ascoltati. Al di l\u00e0 delle dispute dialettiche sulla concertazione, resta il fatto che l\u2019elemento segnalato come critico dai Sindacati \u00e8 soprattutto l\u2019insufficiente stanziamento di risorse per il rinnovo dei CCNL del Pubblico Impiego. E questo quando in molti commentatori si domandano perch\u00e9 mai una buona parte dei Pubblici Dipendenti in lock down debbano continuare a percepire la piena retribuzione senza che il loro home working sia sottoposto alla minima verifica. Questa rivendicazione, comunque, per quanto discutibile \u00e8 chiara. Ma ovviamente non basta: anche il Sindacato chiede la Grande Riforma del Paese.<\/p>\n<p>A questo punto la discussione diventa surreale: Conte non dimentica mai di citare la <em>riforma complessiva del Paese <\/em>anche in riferimento ai provvedimenti pi\u00f9 banali. Di che si tratti non si sa; si potrebbe pensare che i Progetti in (permanente) programmazione per i fondi Next Generation illuminino questo magnifico futuro. Purtroppo i Progetti non sono visibili per chi volesse farsi, almeno in linee generali, un\u2019idea di come sar\u00e0 il <em>Paese Riformato. <\/em>Le Parti Sociali (e in particolare il Sindacato) rispondono sullo stesso tono, rivendicando orizzonti palingenetici, cambi di sistema, Paesi nuovi, e via cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ma tanta foga rigeneratrice fa molta fatica a produrre proposte che abbiano un minimo di contenuto praticabile e non siano soltanto slogan, per giunta neanche nuovi!<\/p>\n<p>Vediamo nel merito: sulle Politiche Attive del Lavoro (e sorvoliamo sulla rivendicazione autolesionista di bloccare i licenziamenti) c\u2019\u00e8 un aggrottar di sopracciglia per le esiguit\u00e0 delle risorse, ma neanche un accenno nel merito di quale potrebbe essere per il Sindacato un sistema efficiente di Servizi al Lavoro, neppure una riflessione su strumenti quali l\u2019Assegno di Ricollocazione o i <em>Navigators<\/em>, sul rapporto operatori privati e pubblici, sul ruolo di ANPAL. Speculare alla totale mancanza di comunicazione di idee da parte del Governo.<\/p>\n<p>A proposito del sistema di istruzione di istruzione-formazione se ne afferma con forza il ruolo determinante. Quando si passa a declinare gli interventi che sarebbero utili per\u00f2 l\u2019unica indicazione \u00e8 la politica delle assunzioni, nonch\u00e9 la difesa dei docenti che non vogliono fare didattica a distanza.\u00a0 In merito ai problemi del lavoro l\u2019ultimo (?) grido\u00a0 \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55489\">lavorare meno a parit\u00e0 di salario, per favorire l\u2019occupazione. Fascinazione vecchia di decenni<\/a> che accomuna sindacalisti e ministri. Priva di fondamento come la leggenda che i pensionamenti anticipati inducano nuove assunzioni: ma neanche una parola su quota 100.<\/p>\n<p>Giustamente sta a cuore al sindacato la questione delle retribuzioni, basse rispetto ai competitors europei. Ma viene totalmente snobbata (se non per citazioni di cortesia) la relazione tra salario e produttivit\u00e0, che viene anzi spesso accostata al cottimo o alle dottrine \u201cneoliberiste\u201d (ormai sconfitte, ci conforta il sindacato). Sicch\u00e8 anzich\u00e9 aprire un confronto su come ridisegnare un sistema contrattuale che consenta di lavorare su quella relazione, le OOSS preferiscono reclamare aumenti dei minimi tabellari nazionali; fingendo che la \u201ctutela del potere d\u2019acquisto\u201d dei salari base abbia bisogno di un rabbocco, nonostante l\u2019inflazione sia negativa. Si passa dove l\u2019acqua \u00e8 pi\u00f9 bassa, il consenso pi\u00f9 facile, l\u2019accordo (al ribasso) meno difficile. Chi poi ha filo da tessere a livello di relazioni aziendali, tesser\u00e0. Pare che l\u2019obiettivo sia essenzialmente quello di assicurare l\u2019immutabilit\u00e0 del sistema contrattuale.<\/p>\n<p>La riforma fiscale \u00e8 un\u2019emergenza segnalata sia dal Governo che dalle Parti Sociali. Sgomberato il campo da spot pubblicitari, come la flat tax, resta da definire in cosa consista\u00a0 ma nessuno lo sa. Il Governo pare essere orientato a declassarla a un potenziamento ulteriore, oltre a quello gi\u00e0 realizzato degli\u00a0 80\u20ac di Renzi. In realt\u00e0 ci sarebbe molto da discutere se i citati provvedimenti abbiano colto l\u2019obiettivo di ridurre il costo del lavoro per le imprese o semplicemente abbiano tagliato un po\u2019 di imposte al lavoro dipendente. Ma se si parla (come tutti sembrano intenzionati a fare) di una riforma epocale del sistema fiscale bisognerebbe dare qualche idea: il Sindacato ripete la parola d\u2019ordine \u201cmeno tasse per i dipendenti e i pensionati\u201d senza prendere in considerazione la realt\u00e0 dell\u2019IRPEF che massimizza la progressivit\u00e0 per chi paga le tasse e consente che il 40% dei contribuenti paghi poco o nulla.<\/p>\n<p>Si sentirebbe il bisogno, non si offenda Conte, di una nuova stagione di concertazione tra Governo e Parti Sociali, come nel 1984 col Governo Craxi e nel 1992 con Ciampi. Ma servono idee, progetti da parte del Governo, disponibilit\u00e0 a discutere di poste strategiche dalle Parti Sociali. Mi pare che latitino entrambe!<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;[&#8230;] Sorprende la reazione dei sindacati: veementi polemiche sul piano del metodo, la recriminazione per non essere stati consultati; ma l\u2019elemento segnalato come critico dalle confederazioni \u00e8 soprattutto lo stanziamento di risorse per il rinnovo dei ccnl del pubblico impiego, giudicato insufficiente [&#8230;]&#8221; . 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