
{"id":57480,"date":"2020-12-06T12:38:40","date_gmt":"2020-12-06T11:38:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57480"},"modified":"2020-12-06T12:38:40","modified_gmt":"2020-12-06T11:38:40","slug":"il-circolo-vizioso-del-nostro-mercato-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57480","title":{"rendered":"IL CIRCOLO VIZIOSO DEL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Il mercato del lavoro italiano \u00e8 caratterizzato da un equilibrio deteriore, tra debolezza della domanda, protezioni centrate sulla stabilit\u00e0 del posto, <\/span><span style=\"color: #993300;\">scarso sviluppo dei servizi nel mercato, <\/span><span style=\"color: #993300;\">peggiore allocazione delle risorse umane, irreperibilit\u00e0 della manodopera necessaria per le imprese, scarsa attrattivit\u00e0 del Paese per gli investitori<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Giuliano Testi pubblicata su <\/em>LawHR<em>, 15 dicembre 2020 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57213\">Il lavoro indebolito dal difetto dei servizi necessari nel mercato<\/a> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>In Italia ci sono grandi \u201cgiacimenti occupazionali\u201d che chiedono solo di essere valorizzati. La globalizzazione consente ai lavoratori, se lo vogliono e sanno farlo, di attirare in casa propria gli imprenditori da ogni parte del mondo, quindi anche di scegliere i migliori. Ma per questo occorrono un mercato del lavoro innervato da\u00a0servizi efficienti,\u00a0relazioni industriali nelle quali\u00a0modelli sindacali diversi\u00a0possano davvero\u00a0competere tra loro, la\u00a0crescita di un sindacato\u00a0capace di essere l\u2019intelligenza collettiva dei lavoratori, cio\u00e8, di\u00a0guidarli\u00a0nella scelta dell\u2019imprenditore e nella negoziazione della scommessa comune sul piano industriale innovativo. Prendiamo spunto da queste, che sono le idee centrali sulle quali \u00e8 costruito il discorso proposto da Pietro Ichino ne <em>L\u2019intelligenza del lavoro. Quando sono i lavoratori a scegliersi l\u2019imprenditore<\/em> (Rizzoli, 2020), per porgli alcune domande in proposito.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55228\" rel=\"attachment wp-att-55228\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-55228\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-96x150.jpg 96w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro.jpg 616w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a>Professor<\/strong> <strong>Ichino, in quest&#8217;ultimo suo libro lei parla di \u201cgiacimenti occupazionali\u201d, ma la sensazione percepita dalla grande massa delle persone \u00e8 quella di un\u2019estrema difficolt\u00e0 nel trovare lavoro, soprattutto all\u2019interno di determinate aree geografiche.<br \/>\n<\/strong>Il punto \u00e8 proprio questo: chi cerca un\u2019occupazione ha la percezione di un mercato in cui la domanda di lavoro \u00e8 latitante, ma contemporaneamente le imprese cercano lavoratori senza trovarli. E non soltanto nelle fasce professionali superiori: anche in quelle pi\u00f9 basse. Certo, la domanda di lavoro ha subito una forte flessione in questi mesi; ma il problema cruciale, nel nostro Paese, prima e pi\u00f9 che il difetto della domanda, \u00e8 costituito dal difetto dei servizi indispensabili per mettere la domanda in comunicazione con l\u2019offerta.<\/p>\n<p><strong>Davvero le imprese cercano e non trovano la manodopera di cui hanno bisogno?<br \/>\n<\/strong>Nel primo capitolo del libro riporto i dati dell\u2019indagine svolta da Unioncamere e Anpal sulla situazione a fine 2019: 1,2 milioni di posti permanentemente scoperti per mancanza delle persone capaci di coprirli. Ma la cosa sconcertante \u00e8 che questa situazione si protrae anche durante l\u2019attuale fase di crisi gravissima: il bollettino pubblicato da Unioncamere e Anpal a novembre 2020 d\u00e0 conto della previsione da parte delle aziende di 763mila assunzioni nell\u2019ultimo trimestre di quest\u2019anno, in tutte le fasce professionali, con difficolt\u00e0 di reperimento del personale nel 32,5 per cento dei casi: un caso su tre! \u00c8 inammissibile che, con la fame di lavoro che c\u2019\u00e8 in questo momento, noi sprechiamo 250mila posti che sarebbero l\u00ec pronti, senza bisogno di incentivi statali.<\/p>\n<p><strong>Come va affrontata \u00a0questa situazione paradossale?<br \/>\n<\/strong>Attivando i servizi di informazione e orientamento, e i percorsi di formazione mirata agli sbocchi occupazionali esistenti, dei quali occorre controllare capillarmente e permanentemente i risultati in modo da garantirne l\u2019efficacia. Ma per questo occorrerebbe investire sulle politiche attive del lavoro; invece noi stiamo spendendo decine di miliardi per le politiche passive, cio\u00e8 il sostegno del reddito delle persone che perdono il lavoro, o sono temporaneamente sospese, senza investire un euro sulle politiche passive.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=57278\" rel=\"attachment wp-att-57278\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-57278\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Skill-shortage-Excelsior-2018-300x225.png\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Skill-shortage-Excelsior-2018-300x225.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Skill-shortage-Excelsior-2018-150x113.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Skill-shortage-Excelsior-2018.png 440w\" sizes=\"auto, (max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a>Il Governo, per\u00f2, ora ha stanziato 500 milioni per questo capitolo di spesa.<br \/>\n<\/strong>Ne occorrerebbero di pi\u00f9, e avrebbero dovuto essere investiti prima, perch\u00e9 le politiche attive del lavoro non si improvvisano da un giorno all\u2019altro. \u00a0Ma la mia preoccupazione \u00e8 che neanche questi 500 milioni finiscano per essere spesi sul serio nelle politiche attive: vedo il pericolo che vengano destinati principalmente a rinnovare i contratti con i cosiddetti navigator, quelle migliaia di giovani di cui si \u00e8 fatta un\u2019imbarcata due anni fa con l\u2019idea che potessero essere adibiti ad aiutare i percettori del Reddito di Cittadinanza a trovare un lavoro, ma che non avevano la preparazione necessaria\u00a0 e, di fatto, nel migliore dei casi sono stati assegnati in affiancamento ai dipendenti dei Centri per l\u2019Impiego, per il disbrigo di pratiche burocratiche. Ricordo, a questo proposito, che i Job Advisor dei Paesi del centro e nord-Europa hanno, di regola, due o tre anni di formazione specialistica post-laurea. La verit\u00e0 \u00e8 che il Governo sembra il primo a non credere davvero nell\u2019utilit\u00e0 delle politiche attive del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Che cosa la induce ad affermarlo?<br \/>\n<\/strong>Il fatto che \u2013 unico in tutto l\u2019occidente sviluppato \u2013 il Governo italiano abbia scelto la scorciatoia del blocco dei licenziamenti per un periodo di oltre un anno. Una vera follia.<\/p>\n<p><strong>Il blocco non pu\u00f2 servire per difendere l\u2019occupazione in attesa che \u201cpassi \u2019a nuttata\u201d?<br \/>\n<\/strong>Vede, i casi sono due: o l\u2019eccedenza di organico \u00e8 temporanea, essendoci una prospettiva reale di ripresa del lavoro nella stessa impresa al termine della crisi, e allora la Cassa integrazione \u201cautomatica\u201d attivata per far fronte alla pandemia \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente per evitare i licenziamenti: in questo caso l\u2019impresa non ha alcun interesse a licenziare; oppure l\u2019eccedenza di organico \u00e8 irreversibile, e allora impedire il licenziamento significa soltanto mettere delle persone in freezer, perdere tempo prezioso invece che attivare subito i percorsi per la ricollocazione, che nella maggior parte dei casi \u2013 come abbiamo visto prima \u2013 sarebbe possibilissima se si attivassero i percorsi di formazione mirata necessari. Nel primo caso il blocco dei licenziamenti \u00e8 inutile; nel secondo caso \u00e8 come nascondere la polvere sotto il tappeto. Anzi \u00e8 pi\u00f9 dannoso, perch\u00e9 ogni mese di inerzia in pi\u00f9 riduce l\u2019occupabilit\u00e0 delle persone, la loro appetibilit\u00e0 per le imprese.<\/p>\n<p><strong>E intanto le imprese cercano personale e non lo trovano&#8230;<br \/>\n<\/strong>\u2026 quindi tendono a insediarsi altrove, dove lo trovano. Dobbiamo tenere conto anche di questo: la domanda di lavoro \u00e8 funzione anche della capacit\u00e0 del tessuto economico-produttivo di rispondere alla domanda delle imprese di manodopera qualificata e specializzata in relazione alle loro esigenze specifiche.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=53307\" rel=\"attachment wp-att-53307\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-53307\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Formazione-poco-mirata-300x239.png\" alt=\"\" width=\"229\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Formazione-poco-mirata-300x239.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Formazione-poco-mirata-150x119.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Formazione-poco-mirata.png 422w\" sizes=\"auto, (max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><\/a>Nelle difficolt\u00e0 del nostro mercato del lavoro non vede anche una componente culturale, soprattutto per quanto riguarda i giovani?<br \/>\n<\/strong>La componente culturale c\u2019\u00e8 eccome ed \u00e8 molto rilevante; ma \u00e8 parte integrante di un equilibrio deteriore, di un circolo vizioso nel quale ogni elemento \u00e8 causa e al tempo stesso effetto di un altro. L\u2019assenza di servizi efficienti nel mercato \u00e8 (con)causa di una minore propensione delle imprese a insediarsi in Italia, perch\u00e9 trovano meno facilmente il personale qualificato e specializzato di cui hanno bisogno; questo riduce la domanda di lavoro; la percezione della debolezza della domanda genera paura del mercato del lavoro e preferenza per regole che proteggono la stabilit\u00e0 del posto di lavoro; quanto pi\u00f9 i posti di lavoro sono stabili (ovvero i licenziamenti costosi e difficili), tanto meno le persone si muovono alla ricerca dell\u2019azienda pi\u00f9 capace di valorizzare le loro capacit\u00e0, e tanto meno i servizi efficaci di informazione e formazione mirata agli sbocchi occupazionali esistenti vengono percepiti come indispensabili; donde l\u2019indifferenza dell\u2019opinione pubblica di fronte alla carenza di servizi efficienti nel mercato, lo scarso impegno del Governo per migliorarli, la preferenza per concentrare tutta la spesa sulle politiche passive, a\u00a0 scapito delle politiche attive del lavoro. Cos\u00ec il cerchio si chiude.<\/p>\n<p><strong>La crisi economico-occupazionale causata dalla pandemia, evidente sotto gli occhi di tutti, potr\u00e0 avere come conseguenza una maggiore ricerca di efficienza, una presa di coscienza della necessit\u00e0 di operare scelte anche coraggiose o quantomeno innovative a livello di mercato del lavoro e di gestione del rapporto di lavoro?<br \/>\n<\/strong>La speranza \u00e8 che le cose vadano cos\u00ec. Ho scritto questo libro proprio per spingere in questa direzione.<\/p>\n<p><strong>Sar\u00e0 possibile una maggiore apertura verso gli imprenditori stranieri o al contrario prevarr\u00e0 la spinta nazionalista\/populista della difesa dell\u2019italianit\u00e0 ad ogni costo?<br \/>\n<\/strong>Nella seconda parte del libro mi propongo di mostrare come non sia importante solo l\u2019 intelligenza del lavoro individuale, quella che consente alla singola persona di servirsi del mercato per migliorare la propria posizione, traendone forza contrattuale, ma anche l\u2019intelligenza collettiva, che \u00e8 rappresentata principalmente dal sindacato e dal Governo. Alla quale si chiede di capire che la forza contrattuale dei lavoratori, sia sul piano individuale sia su quello collettivo, \u00e8 tanto maggiore quanto maggiore \u00e8 la concorrenza tra gli imprenditori sul versante della domanda di lavoro. Per questo occorre un Governo capace di fare politiche efficaci di attrazione delle imprese straniere; e un sindacato capace di guidare i lavoratori nella valutazione dei piani industriali innovativi; e, quando la valutazione sia positiva, di guidarli nella scommessa comune con l\u2019imprenditore.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=52440\" rel=\"attachment wp-att-52440\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-52440\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Brexit-4.jpg\" alt=\"\" width=\"262\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Brexit-4.jpg 289w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Brexit-4-150x90.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 262px) 100vw, 262px\" \/><\/a>Infine, a proposito di difesa dell\u2019identit\u00e0 nazionale, cosa ne pensa della Brexit?<br \/>\n<\/strong>Penso che sia un clamoroso, tragico errore commesso dalla Gran Bretagna: scelta compiuta, oltretutto, da un elettorato massicciamente fuorviato da una disinformazione impressionante. Tuttavia non \u00e8 detto che questo male venga solo per nuocere: per l\u2019Unione Europea pu\u00f2 essere un\u2019occasione preziosa per accelerare il proprio processo di integrazione: la Gran Bretagna, da questo punto di vista, era una remora non da poco.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mercato del lavoro italiano \u00e8 caratterizzato da un equilibrio deteriore, tra debolezza della domanda, protezioni centrate sulla stabilit\u00e0 del posto, scarso sviluppo dei servizi nel mercato, peggiore allocazione delle risorse umane, irreperibilit\u00e0 della manodopera necessaria per le imprese, scarsa attrattivit\u00e0 del Paese per gli investitori . 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