
{"id":57522,"date":"2020-12-12T18:56:39","date_gmt":"2020-12-12T17:56:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57522"},"modified":"2020-12-14T11:34:52","modified_gmt":"2020-12-14T10:34:52","slug":"patrimoniale-domande-e-risposte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57522","title":{"rendered":"PATRIMONIALE: DOMANDE E RISPOSTE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;idea dell&#8217;imposta sulla propriet\u00e0 per uscire da una crisi economica eccezionale soddisfa un desiderio elementare <\/span><span style=\"color: #993300;\">di equit\u00e0 sociale; ma,\u00a0<\/span><span style=\"color: #993300;\">anche se si condivide fino in fondo questo valore, non si possono <\/span><span style=\"color: #993300;\">ignorare i gravi ostacoli oggettivi a un&#8217;opzione di questo genere, ne trascurare le misure alternative disponibili<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nDomande frequenti e relative risposte sulla questione dell&#8217;imposta patrimoniale &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=51178\">Tassare i patrimoni \u00e8 la soluzione per il problema del debito?<\/a><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Nell&#8217;opinione pubblica di sinistra \u00e8 molto diffusa la convinzione che un&#8217;imposta patrimoniale\u00a0 costituisca uno strumento efficace ed equo, in quanto grava su chi \u00e8 pi\u00f9 ricco, per ridurre il debito pubblico (patrimoniale straordinaria, <em>una tantum<\/em>)\u00a0 o per ridurre il deficit di bilancio annuale (patrimoniale ordinaria). Non \u00e8 altrettanto diffusa la consapevolezza degli ostacoli oggettivi che rendono molto problematico l&#8217;uso di questo strumento. Vediamo le domande che si pongono pi\u00f9 frequentemente in proposito e le risposte che, a mio modo di vedere, devono essere date.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 l&#8217;idea di un&#8217;imposta patrimoniale per far fronte alla crisi eccezionalmente grave che stiamo attraversando, dando una bella botta al debito pubblico, incontra tanta resistenza anche in una parte della sinistra?<br \/>\n<\/strong>L\u2019idea \u00e8 suggestiva. Si dice: \u201cil debito pubblico grava mediamente su ciascun cittadino italiano per circa 60.000 euro? Facciamo un prelievo progressivo <em>una tantum<\/em> che gravi in media per 15.000 euro <em>pro capite<\/em>, e avremo ottenuto di allineare in un colpo solo il nostro debito a quello dei nostri maggiori partner europei e di mettere tranquilli i nostri creditori\u201d. Sarebbe sbagliato rifiutare questa soluzione soltanto per ragioni ideologiche. Occorre per\u00f2 valutare molto attentamente le difficolt\u00e0 pratiche che rendono questa scelta poco praticabile.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=57533\" rel=\"attachment wp-att-57533\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57533 alignright\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Ricchezza-degli-italiani.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Ricchezza-degli-italiani.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Ricchezza-degli-italiani-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quali difficolt\u00e0?<\/strong><br \/>\nLa prima \u00e8 che tassare i patrimoni immobiliari \u00e8 relativamente facile, mentre tassare quelli mobiliari \u2013 azioni, obbligazioni, conti correnti, ecc. \u2013 presenta problemi e controindicazioni molto gravi. E tassare solo i primi e non i secondi sarebbe evidentemente iniquo.<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli ostacoli alla tassazione dei beni mobili?<\/strong><br \/>\nAppena si incomincia anche soltanto a parlare di un prelievo sui patrimoni mobiliari si pu\u00f2 subito essere certi di un effetto negativo: un incentivo alla fuga dei capitali, da un Paese che gi\u00e0 soffre di un grave difetto di attrattivit\u00e0 per gli investitori. Ogni milione dei capitali che si allontanano dall&#8217;Italia ha un costo immediato sia in termini di occupazione, sia in termini di gettito per l&#8217;Erario. Non \u00e8 irragionevole temere che il gettito dell\u2019imposta, se essa verr\u00e0 istituita, non arrivi neppure a coprire il danno prodotto dal solo annuncio della stessa, in termini di fuga dei capitali dal nostro Paese.<\/p>\n<p><strong>Gli immobili, per\u00f2, non possono scappare.<br \/>\n<\/strong>Ma non si possono neanche usare per pagare la tassa. Solo una parte dei contribuenti,\u00a0per saldare il debito col fisco, dispone di denaro liquido, o di azioni, o di obbligazioni, che possono essere vendute rapidamente a basso costo (l&#8217;aumento delle vendite di titoli causato dall&#8217;imposta sugli immobili ha poi comunque un effetto depressivo sulle borse, che in qualche misura si pu\u00f2 riflettere sull&#8217;economia reale). Molti altri contribuenti,\u00a0 invece, non ne dispongono e su troverebbero in grave difficolt\u00e0 per pagare l&#8217;imposta; se l\u2019aliquota fosse, per esempio, il 2 per cento, il contribuente non potrebbe pagarla cedendo all\u2019Erario il 2 per cento dell\u2019immobile di cui \u00e8 proprietario.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=57534\" rel=\"attachment wp-att-57534\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-57534 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Imu-300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Imu-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Imu-150x81.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Imu-768x414.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Imu-1024x551.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Imu.jpg 1170w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Come si colloca l&#8217;Italia rispetto agli altri Paesi occidentali, dal punto di vista della tassazione dei patrimoni?<\/strong><br \/>\nSe per \u201cpatrimoniale\u201d si intende un&#8217;imposta ordinaria, cio\u00e8 un prelievo sui patrimoni con cadenza annuale, con le misure adottate dal Governo Monti nel dicembre 2011 \u2013 in\u00a0 particolare con la reintroduzione dell\u2019IMU sulle seconde case \u2013 l\u2019Italia \u00e8 passata dall\u2019essere tra i Paesi UE con l\u2019imposizione sui patrimoni pi\u00f9 bassa, all\u2019essere tra quelli con l\u2019imposizione pi\u00f9 elevata.<\/p>\n<p><strong>Ma i titolari dei grandi patrimoni non hanno sempre una disponibilit\u00e0 di denaro liquido sufficiente anche per pagare un&#8217;imposta patrimoniale straordinaria?<br \/>\n<\/strong>Solitamente \u00e8 cos\u00ec. Per\u00f2 un&#8217;imposta limitata ai grandi patrimoni (si \u00e8 parlato, per esempio, di un&#8217;imposta straordinaria su quelli superiori ai cinque oppure ai dieci milioni di euro) darebbe un gettito modestissimo, in rapporto all&#8217;entit\u00e0 del nostro debito pubblico.<\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 pensare a una patrimoniale che risponda soltanto a un&#8217;esigenza di carattere politico, di giustizia sociale?<br \/>\n<\/strong>L\u2019imposizione, se \u00e8 limitata ai grandi patrimoni, pu\u00f2 soddisfare un\u2019istanza di redistribuzione della ricchezza, che essa piaccia o non piaccia. Ma il gettito di un\u2019imposta <em>ordinaria<\/em> limitata a questa platea non pu\u00f2 incidere molto sul bilancio annuale. E se invece l\u2019imposta \u00e8 <em>straordinaria<\/em>, il suo gettito pu\u00f2 a malapena scalfire il macigno del debito pubblico, non certo ridurlo in modo sensibile. D\u2019altra parte, se la si estende ai patrimoni di entit\u00e0 media si incontrano le difficolt\u00e0 pratiche di cui si \u00e8 detto (oltre al rischio di pregiudicare il consenso del ceto medio nei confronti della politica economica del Governo).<\/p>\n<p><strong>Quali sono le alternative all&#8217;imposta patrimoniale, per incominciare seriamente a ridurre il debito pubblico?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto occorre, appena la congiuntura lo consente, azzerare il deficit di bilancio, per evitare che lo stock complessivo del debito continui ad aumentare. Quindi smettere di prendere a prestito denaro destinato alla spesa corrente dello Stato e far s\u00ec che l&#8217;economia nazionale torni a crescere, almeno al tasso medio del resto dell&#8217;UE. Al tempo stesso occorre operare seriamente per la dismissione del patrimonio pubblico, immobiliare e mobiliare, male posseduto e male utilizzato: lo Stato non \u00e8 legittimato a ricorrere all&#8217;imposizione patrimoniale straordinaria, in funzione della riduzione dello stock del debito, finch\u00e9 tanta parte del suo stesso patrimonio \u00e8 cos\u00ec male utilizzata. In molti casi essa \u00e8 lasciata deperire senza alcuna utilit\u00e0, come una grande manomorta.<\/p>\n<div id=\"attachment_57523\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=57523\" rel=\"attachment wp-att-57523\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-57523\" class=\"size-medium wp-image-57523\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Caserma-vuota-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Caserma-vuota.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Caserma-vuota-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-57523\" class=\"wp-caption-text\">Una delle tante caserme italiane vuote, dopo la fine del servizio militare di leva, inutilizzate ormai da decenni<\/p><\/div>\n<p><strong>Che cosa potrebbe vendere lo Stato?<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 una infinit\u00e0 di palazzi storici di grande valore occupati malamente da ministeri e altri uffici pubblici centrali e locali, da caserme e carceri, nonostante che siano poco adatti a quelle funzioni. Qui un piano ventennale di dismissione e spostamento progressivo delle funzioni pubbliche in spazi costruiti modernamente su misura potrebbe fruttare anche una decina di miliardi all\u2019anno. Poi ci sono le quote azionarie che il ministero dell\u2019Economia detiene in grandi imprese, da Finmeccanica a Fincantieri, dalle Poste all\u2019Eni e all\u2019Enel, da Terna a Sace e ST Microelectronics; per non parlare delle aziende pubbliche locali. Un piano decennale di dismissione di queste partecipazioni, anche sotto l\u2019ipotesi del mantenimento in mano allo Stato della <em>golden share<\/em>, potrebbe fruttare, secondo le stime disponibili, dai 6 ai 10 miliardi l\u2019anno. Fra tutto, vorrebbe dire un abbattimento di oltre un decimo del nostro debito pubblico; ma soprattutto si lancerebbe un segnale di grande rilievo alle istituzioni europee e ai mercati finanziari.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=57531\" rel=\"attachment wp-att-57531\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-57531\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Iri.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Iri.jpg 225w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Iri-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>In questo momento, per\u00f2, sembra prevalere l&#8217;orientamento politico opposto: quello, cio\u00e8, a un aumento della presenza dello Stato nell&#8217;economia.<br \/>\n<\/strong>E non \u00e8 una cosa buona. Non \u00e8 compito dello Stato fare il mestiere dell&#8217;imprenditore, per il quale del resto esso non ha le capacit\u00e0: lo Stato non sa far volare gli aerei, produrre e vendere l&#8217;acciaio, gestire il credito alle imprese e ai consumatori, e cos\u00ec via. L&#8217;intervento dello Stato in una azienda in crisi pu\u00f2 giustificarsi soltanto per garantire e accompagnare la transizione dalla vecchia gestione a quella di un nuovo imprenditore, del quale non si pu\u00f2 fare a meno. Altrimenti si riproduce il sistema delle &#8220;partecipazioni statali&#8221; inaugurato all&#8217;indomani della grande crisi del 1929, che non ha dato buona prova nella seconda met\u00e0 del secolo scorso. E uno Stato che sperpera il denaro dei contribuenti come lo sperperava la maggior parte delle imprese a partecipazione statale nel secolo scorso \u00e8 assai poco legittimato a utilizzare lo strumento dell&#8217;imposta patrimoniale per rimettere in sesto i propri conti.<\/p>\n<p><strong>Ma lo Stato non fa bene a mantenere almeno la propria <\/strong><strong>partecipazione nelle<\/strong><strong> imprese considerate strategiche per l&#8217;economia e la sicurezza nazionale?<br \/>\n<\/strong>In primo luogo dovremmo stabilire un criterio che consenta di individuare in modo ragionevole e non arbitrario le imprese qualificabili come &#8220;strategiche&#8221; (il sospetto \u00e8 che si tratti di una qualifica, per cos\u00ec dire, molto elastica). Individuate le imprese davvero &#8220;strategiche&#8221;, poi, dobbiamo chiederci quale sia il genere di controllo necessario su di esse da parte dello Stato. Il Governo conserva sempre il potere di controllare e regolare l\u2019attivit\u00e0 delle imprese, anche in modo molto penetrante, quando \u00e8 in gioco l\u2019interesse generale del Paese. E pu\u00f2 farlo persino meglio se si limita alla propria funzione di regolatore, senza commistioni con i detentori del capitale e con i responsabili della gestione aziendale.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea dell&#8217;imposta sulla propriet\u00e0 per uscire da una crisi economica eccezionale soddisfa un desiderio elementare di equit\u00e0 sociale; ma,\u00a0anche se si condivide fino in fondo questo valore, non si possono ignorare i gravi ostacoli oggettivi a un&#8217;opzione di questo genere, ne trascurare le misure alternative disponibili . 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