
{"id":58275,"date":"2021-03-07T10:40:53","date_gmt":"2021-03-07T09:40:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58275"},"modified":"2021-04-03T11:30:42","modified_gmt":"2021-04-03T10:30:42","slug":"il-ruolo-insostituibile-della-contrattazione-collettiva-per-risolvere-la-questione-dei-rider","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58275","title":{"rendered":"IL RUOLO INSOSTITUIBILE DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA PER RISOLVERE LA QUESTIONE DEI RIDER"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Un comunicato-stampa del capo della Procura di Milano non \u00e8 una sentenza definitiva \u2013 Le questioni che invece restano aperte e meritano una discussione pacata: in particolare sul ruolo che pu\u00f2 svolgere il sistema delle relazioni industriali per adattare la disciplina generale alle caratteristiche del settore<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Articolo pubblicato sul sito<\/em> Pensiamo all&#8217;Italia <em>il 15 marzo 2021,\u00a0 risultante dalla fusione dei due miei ultimi interventi precedenti sullo stesso argomento:<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58245\"><em>l&#8217;editoriale telegrafico<\/em><\/a><em> per la <\/em>Nwsl <em>n. 539 e <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58239\">una scheda tecnica sull\u2019indagine giudiziaria in corso<\/a>: ivi i link agli interventi precedenti dedicati a questo argomento<br \/>\n<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>I media hanno trasformato in una sentenza definitiva quello che \u00e8 solo un comunicato-stampa <\/strong>del capo dell\u2019Ufficio giudiziario, riferito a un\u2019indagine sulla situazione del lavoro nel settore precedente all\u2019ottobre 2020. Restano aperte altre questioni che meritano una discussione pacata (non suscettibile di svolgersi in piazza).<\/p>\n<p><strong>Il 24 febbraio 2021 i siti web dei giornali hanno sparato la notizia<\/strong> secondo cui \u201cla Procura della Repubblica di Milano impone l\u2019assunzione di 60.000 riders\u201d. Subito si \u00e8 scatenato su Twitter e Facebook un diluvio di commenti entusiastici, non controbilanciati dai pochi che si interrogano su come una Procura della Repubblica possa imporre delle assunzioni. Vado a vedere che cosa effettivamente sia accaduto e scopro quanto segue:<\/p>\n<ul>\n<li>la Procura non ha emanato alcun provvedimento, bens\u00ec soltanto un comunicato stampa, nel quale d\u00e0 conto dei risultati, a oggi, di una propria indagine;<\/li>\n<li>l\u2019indagine riguarda le modalit\u00e0 di svolgimento dei rapporti di lavoro dei rider in tutta Italia tra il 2016 e l\u2019ottobre del 2020, cio\u00e8 nel periodo precedente all\u2019entrata in vigore sia del contratto collettivo stipulato da Assodelivery e UGL-Rider il 16 settembre 2020, sia della nuova disciplina legislativa dettata dal c.d. \u201cdecreto Di Maio\u201d, entrato in vigore nel novembre 2020;<\/li>\n<li>i risultati dell\u2019indagine inducono la Procura a qualificare quei rapporti come contratti di collaborazione (non occasionale, come era per lo pi\u00f9 qualificata in quel periodo, ma) coordinata e continuativa;<\/li>\n<li>in applicazione dell\u2019articolo 2 del d.lgs. n. 81\/2015 (uno degli otto attuativi del Jobs Act), la Procura ritiene applicabile a quei rapporti la disciplina generale del rapporto di lavoro subordinato;<\/li>\n<li>conseguentemente, Polizia giudiziaria e Ispettorato del Lavoro hanno emanato, a carico di quattro grandi imprese del settore, un verbale di accertamento di violazione di alcune prescrizioni in materia di sicurezza del lavoro.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Comunicato e verbali, dunque, hanno per oggetto una situazione pregressa, non quella attuale<\/strong>; e, soprattutto, non affrontano la questione che, in materia di lavoro dei rider, \u00e8 cruciale oggi: se, cio\u00e8, il contratto Assodelivery\/UGL-Rider 16 settembre 2020 applicato dall\u2019ottobre successivo nella maggior parte delle imprese interessate sia valido ed efficace.<\/p>\n<p><strong>Quel contratto, in estrema sintesi, qualifica anch\u2019esso i rapporti in questione come di collaborazione continuativa<\/strong>. Ma utilizza una possibilit\u00e0 offerta dallo stesso articolo 2 del d.lgs. n. 81\/2015 per sostituire la disciplina generale del lavoro subordinato con una disciplina speciale costituita da uno standard minimo orario di 10 euro, la stessa normativa di tutela della salute e sicurezza, di cui gli ispettori hanno rilevato la violazione nel periodo precedente, il diritto di controllo sull\u2019algoritmo che governa la piattaforma con cui il lavoro \u00e8 organizzato, e alcune norme poste a tutela della libert\u00e0 sindacale. Tutto questo \u00e8, ovviamente, discutibilissimo; ma non \u00e8 materia dell\u2019indagine cui si riferisce il comunicato della Procura milanese.<\/p>\n<p><strong>Colpisce, comunque, che nel nostro Paese l\u2019opinione pubblica<\/strong> &#8211; almeno quella espressa da Twitter e Facebook &#8211; per il futuro del lavoro in questo settore (comprendendosi in questa espressione sia la sicurezza e la dignit\u00e0 delle persone, sia il livello dei loro trattamenti economici, sia il livello occupazionale) si attenda molto di pi\u00f9 dall\u2019attivit\u00e0 della Procura della Repubblica che dall\u2019evoluzione della contrattazione collettiva su questa materia. Non \u00e8 un bel segnale circa lo stato di salute e l\u2019autorevolezza del sistema delle relazioni industriali.<\/p>\n<p><strong>Tutti, a proposito del lavoro dei rider, parlano di schiavismo<\/strong>; ma nessuno considera che questa forma di organizzazione del lavoro ha consentito a decine di migliaia di lavoratori immigrati un accesso facile a un\u2019attivit\u00e0 redditizia, che per la collettivit\u00e0 si \u00e8 rivelata preziosa nel corso della crisi pandemica. Quanta parte di questa attivit\u00e0 avrebbe potuto svolgersi e quante di queste persone avrebbero potuto accedervi se essa fosse stata assoggettata integralmente alla vecchia disciplina del lavoro subordinato, con il suo orario di lavoro predeterminato, la sua retribuzione per il 90 per cento fissa, le altre sue rigidit\u00e0?<\/p>\n<p><strong>Quella del lavoro dei <em>platform workers<\/em>, come del resto quella dello <em>smart working<\/em>, \u00e8 una questione molto complessa di adattamento del diritto del lavoro all\u2019evoluzione tecnologica<\/strong>, che non pu\u00f2 essere risolta con un\u00a0\u00a0 meccanico e indifferenziato assoggettamento del rapporto alla disciplina del vecchio rapporto di lavoro subordinato del secolo scorso: questa estensione, se operata in modo meccanico, equivale a mettere fuori-legge un modello di organizzazione del lavoro reso possibile dalle nuove tecnologie, che invece richiede una disciplina adatta alle sue caratteristiche.<\/p>\n<p><strong>La strada migliore per costruirla \u00e8 quella della contrattazione collettiva<\/strong>: per questo credo che almeno\u00a0\u00a0 Cisl e Uil, se la Cgil non \u00e8 disposta a entrare in questo ordine di idee, dovrebbero chiedere di riaprire con Assodelivery il discorso sul contratto collettivo nazionale, con l\u2019intendimento di perfezionare quello gi\u00e0 firmato con UGL-Rider. Introducendovi una ragionevole disciplina della malattia e del recesso, ma stando attenti a non soffocare sul nascere questo germoglio di una pianta che, se ben coltivata, pu\u00f2 dare frutti molto buoni, contribuendo al superamento di strozzature e chiusure del mercato del lavoro caratteristiche del sistema tradizionale.<\/p>\n<p><strong>Dubito, invece, che possa risolvere correttamente il problema un legislatore <em>\u00e0 la<\/em> Di Maio 2019. Ma sono certo che non pu\u00f2 risolverlo un giudice penale.<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un comunicato-stampa del capo della Procura di Milano non \u00e8 una sentenza definitiva \u2013 Le questioni che invece restano aperte e meritano una discussione pacata: in particolare sul ruolo che pu\u00f2 svolgere il sistema delle relazioni industriali per adattare la disciplina generale alle caratteristiche del settore . 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