
{"id":58288,"date":"2021-03-10T12:29:13","date_gmt":"2021-03-10T11:29:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58288"},"modified":"2021-03-10T12:29:13","modified_gmt":"2021-03-10T11:29:13","slug":"ancora-sul-blocco-dei-licenziamenti-e-il-modo-per-tutelare-davvero-il-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58288","title":{"rendered":"ANCORA SUL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI E IL MODO PER TUTELARE DAVVERO IL LAVORO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Differenziare la disciplina applicabile a seconda che la ripresa del lavoro sia possibile o no &#8211; Istituire il collegamento organico fra Anpal e Inps Attivare gli incentivi giusti per il buon funzionamento dell&#8217;assegno di ricollocazione Realizzare un coordinamento nazionale dei Centri per l&#8217;Impiego<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Articolo pubblicato su<\/em> il Riformista <em>il 9 marzo 2021 &#8211; In argomento v. anche l&#8217;articolo di Marco Bentivogli, Lucia Valente e mio pubblicato nell0 stesso giorno su <\/em>la Repubblica<em>, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58285\">Come si protegge davvero il lavoro<\/a> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58343\" rel=\"attachment wp-att-58343\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-58343\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Il-Riformista-207x300.png\" alt=\"\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Il-Riformista-207x300.png 207w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Il-Riformista-104x150.png 104w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Il-Riformista.png 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a>Curiosamente, \u00e8 molto diffusa l\u2019idea che il blocco dei licenziamenti debba essere mantenuto per le aziende pi\u00f9 colpite dalla crisi, quelle dove il lavoro presumibilmente non riprender\u00e0 neanche dopo la pandemia; e che invece sarebbe opportuno rimuoverlo, pi\u00f9 o meno in fretta, per la generalit\u00e0 degli altri settori. La logica sembrerebbe suggerire semmai l\u2019inverso: dove si pu\u00f2 prevedere che la produzione sia destinata prima o poi a essere riattivata, l\u00ec pu\u00f2 avere un senso inibire le riduzioni del personale usando la Cassa integrazione Covid fino a che sia \u201cpassata \u2018a nuttata\u201d; dove invece \u00e8 certo che il lavoro non si riattiver\u00e0, continuare a tenere le persone in freezer \u00e8 un non senso. Anche perch\u00e9 tutti gli studi mostrano che ogni mese di inerzia allontana di pi\u00f9 quelle persone dal mercato del lavoro, le rende meno \u201coccupabili\u201d.<\/p>\n<p>Che fare dunque per queste persone? Per prima cosa toglierle dal freezer. Consentire che la cessazione del loro vecchio rapporto di lavoro venga verbalizzata e nel contempo, considerata la situazione di crisi economica gravissima, aumentare l\u2019entit\u00e0 e la durata del trattamento di disoccupazione che oggi la NASpI offre loro: per esempio alzandone il tetto (che oggi per molti determina un dimezzamento del reddito) e aggiungendo 12 mesi al limite dei 24 oggi in vigore. E offrire loro subito l\u2019assegno di ricollocazione: cio\u00e8 quel voucher spendibile con qualsiasi agenzia pubblica o privata accreditata, in grado di offrire assistenza intensiva, la quale potr\u00e0 incassare senz\u2019altro, per il servizio reso, un quinto dell\u2019ammontare, ma i restanti quattro quinti solo a ricollocazione ottenuta. \u00c8 una misura di politica attiva del lavoro istituita originariamente dal Jobs Act (in particolare dal decreto legislativo n. 150 del 2015), ma soffocata in culla all\u2019inizio della nuova legislatura in odio allo stesso Jobs Act e solo ora riesumata solo con la legge finanziaria 2021.<\/p>\n<p>A questa indicazione di rotta si obietta da diverse parti che per le centinaia di migliaia di persone che hanno perso il posto una possibilit\u00e0 di nuova occupazione non c\u2019\u00e8. Chi obietta questo non considera, innanzitutto, che nel nostro Paese anche in questa fase di crisi economica gravissima si registrano centinaia di migliaia di assunzioni regolari ogni mese: non si fa il bene di chi ha perso il posto per la pandemia tenendolo lontano da questo flusso continuo di opportunit\u00e0 di lavoro. Tanto pi\u00f9 che i professionisti dei servizi di outplacement testimoniano di un allungamento relativamente modesto dei tempi di rioccupazione delle persone che hanno assistito nell\u2019ultimo anno (un mese in pi\u00f9 rispetto a un tempo medio di sei mesi). E \u2013 anche se qualcuno ritiene soprastimato il milione di situazioni di <em>skill shortage<\/em> risultante dall\u2019indagine Excelsior di Unioncamere e Anpal \u2013 le associazioni imprenditoriali di tutti i settori non perdono occasione per confermare che le imprese associate denunciano una difficolt\u00e0 crescente nel reperimento di personale di tutti i livelli professionali, oggi anche pi\u00f9 di prima della pandemia<\/p>\n<p>Dobbiamo renderci conto che mantenere il blocco dei licenziamenti per le imprese pi\u00f9 colpite dalla crisi, dove non c\u2019\u00e8 speranza che il lavoro prima o poi riprenda, significa innanzitutto indurre i lavoratori interessati a sopportare ancora a lungo a una drastica riduzione del reddito;\u00a0significa incoraggiarli a non muoversi, dopo che sono stati fermi per tutto un anno: esattamente il consiglio opposto rispetto a quello di cui hanno bisogno. Se vogliamo stare davvero dalla loro parte, quel che occorre non \u00e8 certo tenerli in freezer ancora un po\u2019, ma incoraggiarli e aiutarli a sfruttare subito il flusso delle nuove assunzioni regolari sostenendoli vigorosamente nella transizione.<\/p>\n<p>Un\u2019altra obiezione ricorrente a questa linea di condotta \u00e8 quella che fa leva sull\u2019inesperienza degli organi amministrativi competenti per quel che riguarda il funzionamento dell\u2019assegno di ricollocazione. La prima replica a questa obiezione \u00e8 che il rafforzamento del trattamento di disoccupazione, di cui si \u00e8 detto all\u2019inizio, consente a chi ha perso il posto di lavoro di affrontare la ricerca della nuova occupazione in condizioni di relativa sicurezza economica. Ritardare l\u2019inizio di questa ricerca \u00e8 comunque un grave errore, indipendentemente dallo stato in cui versa la macchina dei servizi al mercato del lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=42979\" rel=\"attachment wp-att-42979\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-42979\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-300x112.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"112\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-300x112.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-150x56.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL.png 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In ogni caso non c\u2019\u00e8 un minuto da perdere su questo terreno. E la soluzione non va cercata, come siamo soliti fare, sul terreno legislativo, con l\u2019emanazione di nuove norme, bens\u00ec direttamente sul piano dell\u2019implementazione, dove siamo debolissimi. La prima cosa da fare \u00e8 attivare gli incentivi giusti, per far s\u00ec che il meccanismo complesso dell\u2019assegno di ricollocazione si metta in moto correttamente. Per questo \u2013 ad avviso non solo mio \u2013 \u00e8 necessario stabilire una connessione operativa tra l\u2019Inps, che eroga il trattamento di disoccupazione, e l\u2019Anpal, cui compete di promuovere e coordinare le politiche attive del lavoro; ed \u00e8 necessario altres\u00ec abilitare l\u2019Inps a istituire premi di risultato adeguati per stimolare la collaborazione efficace tra Centri per l\u2019Impiego e operatori privati. \u00a0La connessione operativa tra i due organismi consentirebbe di attivare, inoltre, un controllo adeguato sulla partecipazione delle persone beneficiarie del trattamento di disoccupazione: come erogatore di questo trattamento, l\u2019Inps ha un interesse diretto alla riduzione della durata dei periodi di disoccupazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec sarebbe proprio la catastrofe della pandemia a costringerci a sperimentare un nuovo modello di amministrazione pubblica, basato sulla responsabilizzazione e l\u2019incentivazione delle strutture, a cominciare dal management, in relazione a risultati precisi e misurabili.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Differenziare la disciplina applicabile a seconda che la ripresa del lavoro sia possibile o no &#8211; Istituire il collegamento organico fra Anpal e Inps Attivare gli incentivi giusti per il buon funzionamento dell&#8217;assegno di ricollocazione Realizzare un coordinamento nazionale dei Centri per l&#8217;Impiego . 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