
{"id":58559,"date":"2021-04-17T18:20:12","date_gmt":"2021-04-17T17:20:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58559"},"modified":"2021-04-23T12:14:37","modified_gmt":"2021-04-23T11:14:37","slug":"se-la-stabilizzazione-dei-precari-prevale-sul-criterio-meritocratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58559","title":{"rendered":"SE LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI PREVALE SUL CRITERIO MERITOCRATICO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Luci e ombre delle nuove norme che riaprono i concorsi per 125mila posti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche &#8211; Il rischio di una stabilizzazione massiva, assai poco meritocratica, nel settore scolastico <\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Alessandro Battaglia, in corso di pubblicazione sul magazine online <\/em><a href=\"https:\/\/www.actanonverba.it\/investire-di-piu-in-ricollocamento-e-formazione\/\">Acta non Verba<\/a> &#8211; <em>Le altre interviste e gli articoli in tema di lavoro pubblico sono raccolti nella <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?cat=10\">sezione del sito a esso dedicata<\/a><\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_41236\" style=\"width: 294px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=41236\" rel=\"attachment wp-att-41236\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41236\" class=\" wp-image-41236\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/brunetta.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/brunetta.jpg 250w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/brunetta-150x107.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-41236\" class=\"wp-caption-text\">Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta<\/p><\/div>\n<p>Il decreto legge n. 44\/2021, da poco pubblicato in\u00a0<em>Gazzetta Ufficiale<\/em>, sbloccher\u00e0 l\u2019iter di oltre 60 concorsi per 125mila posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione, accelerando i tempi per il reclutamento nel pubblico impiego. Immediata la levata di scudi da parte dei sindacati, poich\u00e9 la nuova normativa prevede una procedura di preselezioni per titoli ed esperienza professionale che privilegerebbe solo alcuni candidati, vale a dire i pi\u00f9 titolati. Mentre la gran massa di concorsisti, formata da neolaureati o da semplici diplomati, rimarrebbe esclusa.<\/p>\n<p>Abbiamo chiesto a\u00a0<strong>Pietro Ichino<\/strong>, giurista, ex deputato e noto accademico, un parere su una possibile svolta meritocratica nel mondo della Pubblica Amministrazione generata dall\u2019emergenza pandemica.<\/p>\n<p><strong>Il decreto-legge n. 44\/2021, da poco pubblicato in <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>, sbloccher\u00e0 l\u2019iter di oltre 60 concorsi per 125mila posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione, accelerando i tempi per il reclutamento nel pubblico impiego. Levata di scudi da parte dei sindacati, perch\u00e9 la nuova normativa prevede un iter di preselezioni per titoli ed esperienza professionale che avvantaggerebbe solo alcuni candidati (i pi\u00f9 titolati, appunto) a scapito della platea generale dei concorsisti formata anche da semplici diplomati o neolaureati). Il nuovo provvedimento \u00e8 stato criticato perch\u00e9 basato su un algoritmo che privilegia titoli ed esperienza lasciando fuori i candidati con minore scolarizzazione o preparazione. Qual \u00e8 la sua opinione?<br \/>\n<\/strong>A dire il vero, al nuovo provvedimento \u00e8 stata mossa anche la critica diametralmente opposta: gli si \u00e8 imputato, cio\u00e8, di essere strutturato in modo da consentire la stabilizzazione generalizzata di ampie fasce di attuali precari, che verrebbero privilegiati dal riferimento all\u2019\u201cesperienza\u201d. Per esempio, nella scuola, col prevedere quasi 50.000 assunzioni stabili, che potranno avvenire privilegiando il possesso di \u201ctitoli di servizio\u201d, di fatto si creano i presupposti perch\u00e9 a vincere sia chi \u00e8 gi\u00e0 entrato come precario, senza concorso. Si calcola che in questo modo addirittura un terzo del totale degli insegnanti della scuola primaria e media in Italia risulter\u00e0 assunto in pianta stabile senza superamento di un vero concorso.<\/p>\n<p><strong>A suo modo di vedere, quale delle due critiche coglie nel segno?<br \/>\n<\/strong>Per quel che riguarda la scuola, effettivamente, mi sembra che l\u2019esigenza di stabilizzazione dei precari prevalga su quella di privilegiare le persone pi\u00f9 dotate e pi\u00f9 preparate per l\u2019insegnamento. In riferimento agli altri settori non mi pronuncio, per difetto mio di conoscenza delle diverse situazioni e di come le nuove regole impatteranno su di esse.<\/p>\n<p><strong>Eppure la normativa vuole premiare l\u2019accesso a un impiego molto ambito a cui pochi meritevoli dovrebbero essere ammessi, secondo la logica virtuosa del \u201ccherry picking\u201d. Che cosa sta succedendo? Perch\u00e9 manca ancora questa banale sensibilit\u00e0 meritocratica?<br \/>\n<\/strong>In Italia \u00e8 ancora radicatissima una concezione assistenziale delle amministrazioni pubbliche: l\u2019idea, cio\u00e8, che esse debbano servire soprattutto per fornire sicurezza e trattamento uguale a tutti i propri addetti, e solo subordinatamente a questa prima funzione servizi per la collettivit\u00e0. \u00c8 cos\u00ec in tutti i comparti del settore pubblico, ma questo \u00e8 particolarmente evidente nel settore scolastico e in quello della formazione professionale.<\/p>\n<p><strong>Come si pu\u00f2 rompere questo circolo vizioso?<br \/>\n<\/strong>Per quel che riguarda i settori della scuola e della formazione professionale, occorre attivare un sistema di monitoraggio capillare dell\u2019efficacia degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionale: cosa possibile coll\u2019incrociare i dati dell\u2019anagrafe scolastica con quelli delle Comunicazioni obbligatorie al ministero del lavoro, delle iscrizioni agli albi ed elenchi professionali e delle iscrizioni alle liste di disoccupazione. Per il settore della formazione occorrerebbe istituire una anagrafe analoga a quella scolastica. \u00c8 previsto nel decreto legislativo n. 150 del 2015, uno degli otto decreti attuativi del Jobs Act; ma \u00e8 rimasto lettera morta.<\/p>\n<p><strong>Finita la proroga del blocco, ci sar\u00e0 un\u2019ondata di licenziamenti. E questo provocher\u00e0 gravi tensioni sociali in tanti territori italiani. Che cosa si pu\u00f2 fare in questi pochi mesi che ci separano dallo sblocco (<em>in due tempi<\/em>) dei licenziamenti?<br \/>\n<\/strong>Occorrerebbe finalmente investire sulle politiche attive del lavoro: cio\u00e8 sulla costruzione dei percorsi che possono condurre chi ha perso il posto a candidarsi a una nuova occupazione.<\/p>\n<p><strong>Ma c\u2019\u00e8 domanda di manodopera sufficiente?<\/strong><br \/>\nAnche in questo periodo di crisi economica gravissima ci sono settori in forte sviluppo. Ed \u00e8 un fenomeno generale quello delle imprese che cercano personale senza trovarlo, a tutti i livelli di professionalit\u00e0. Le <em>hard-to-fill vacancies<\/em> si contano a centinaia di migliaia: un vero e proprio giacimento occupazionale che sprechiamo in modo impressionante.<\/p>\n<p><strong>Sta dicendo che occorrerebbe investire di pi\u00f9 in formazione, reskilling e ricollocamento?<br \/>\n<\/strong>Esattamente questo. Ma mentre spendiamo decine di miliardi nelle cosiddette \u201cpolitiche passive del lavoro\u201d, cio\u00e8 nel sostegno del reddito di chi ha perso il lavoro o ne \u00e8 sospeso, non troviamo neanche gli spiccioli per recuperare l\u2019enorme ritardo accumulato dal nostro Paese sul terreno delle politiche attive.<\/p>\n<p><strong>Non sarebbero, questi, tempi maturi per riproporre al dibattito pubblico l\u2019istituto del Contratto di ricollocazione?<br \/>\n<\/strong>L\u2019ultima legge di bilancio ha \u201criscoperto\u201d questo strumento. Ma non basta una norma sulla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>: si tratta di uno schema di cooperazione tra servizi pubblici e privati che richiede un <em>know-how<\/em> specifico, che occorre imparare a far funzionare.<\/p>\n<p><strong>Quali resistenze incontrerebbe oggi e da parte di chi?<br \/>\n<\/strong>La resistenza viene principalmente da chi teme che in questo modo si sottraggano risorse all\u2019amministrazione pubblica in favore delle imprese private. Ma chi solleva questa obiezione dimentica che l\u2019assistenza intensiva a chi cerca una occupazione \u00e8 una funzione pubblica anche se \u00e8 svolta da un operatore accreditato privato.<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58574\" rel=\"attachment wp-att-58574\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-58574\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Nullafacenti.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Nullafacenti.jpg 187w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Nullafacenti-104x150.jpg 104w\" sizes=\"auto, (max-width: 187px) 100vw, 187px\" \/><\/a> Quello che conta \u00e8 che la funzione sia svolta in modo imparziale e in modo efficace. L\u2019amministrazione pubblica non pu\u00f2 farcela da sola, senza la cooperazione con gli operatori privati qualificati.<\/p>\n<p><strong>Insomma, siamo alla vigilia di tensioni sociali importanti, se non si fa qualcosa immediatamente. A distanza di 15 anni pensa che il dialogo tra il precario e il sindacalista Fogliazzi prenderebbe una piega diversa?<br \/>\n<\/strong>Temo che quel dialogo, a distanza di quindici anni dall\u2019uscita de <em>I nullafacenti<\/em>, abbia conservato tutta la sua attualit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luci e ombre delle nuove norme che riaprono i concorsi per 125mila posti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche &#8211; Il rischio di una stabilizzazione massiva, assai poco meritocratica, nel settore scolastico . 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