
{"id":58637,"date":"2021-04-26T04:37:03","date_gmt":"2021-04-26T03:37:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58637"},"modified":"2021-05-02T20:40:11","modified_gmt":"2021-05-02T19:40:11","slug":"a-che-cosa-dovrebbe-servire-il-25-aprile-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58637","title":{"rendered":"A CHE COSA DOVREBBE SERVIRE IL 25 APRILE &#8211; 2"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Risposta alle reazioni sdegnate, e in alcuni casi violente, suscitate dal mio invito a una riflessione sulle responsabilit\u00e0 (anche) delle forze antifasciste nell\u2019avvento del regime mussoliniano: davvero discutere pacatamente sulle radici della catastrofe \u00e8 un insulto alla Resistenza?<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Editoriale del giorno dopo, 26 aprile 2021, a seguito dell\u2019acceso dibattito suscitato da quello della Festa della Liberazione, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58622\">A che cosa dovrebbe servire il 25 aprile<\/a><em> &#8211; A questo articolo nessuno dei miei numerosi contestatori ha saputo replicare: non una parola (forse \u00e8 per questo che essi invocano qualcuno che la parola la tolga a me?)<br \/>\n<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58638\" rel=\"attachment wp-att-58638\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-58638\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Reazioni-25IV-300x250.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Reazioni-25IV-300x250.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Reazioni-25IV-150x125.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Reazioni-25IV.jpg 465w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il mio <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58622\">editoriale di ieri<\/a>, sulla necessit\u00e0 che la Festa della Liberazione sia anche l\u2019occasione per una riflessione approfondita sulle radici della dittatura, ha suscitato un gran numero di reazioni di rifiuto sdegnato, in alcuni casi anche violento (un esempio nell\u2019immagine qui a sinistra). Come se io avessi messo in dubbio che in questa ricorrenza importantissima si debbano ricordare con immensa gratitudine tutti coloro che per liberare il Paese dal nazi-fascismo hanno sacrificato la vita. Ovviamente non sostenevo questo, bens\u00ec soltanto che celebrarla <em>bene<\/em> implica anche coglierne l&#8217;occasione per riflettere sul tema cruciale delle cause della catastrofe del fascismo e della guerra.<\/p>\n<p>Se chiarirsi le idee sulle radici del male \u00e8 necessario, dobbiamo riflettere sul fatto che nel quinquennio 1919-1924 l\u2019Italia non si \u00e8 trovata a scegliere tra un regime liberal-democratico e una dittatura: le alternative maggiori, in quegli anni, erano costituite da due movimenti politici ispirati entrambi a una drastica svalutazione del regime liberal-democratico.<\/p>\n<div id=\"attachment_58640\" style=\"width: 147px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58640\" rel=\"attachment wp-att-58640\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-58640\" class=\" wp-image-58640\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Georg-Wilhelm-Friedric-Hegel-117x150.jpg\" alt=\"\" width=\"137\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Georg-Wilhelm-Friedric-Hegel-117x150.jpg 117w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Georg-Wilhelm-Friedric-Hegel.jpg 202w\" sizes=\"auto, (max-width: 137px) 100vw, 137px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-58640\" class=\"wp-caption-text\">Georg Wilhelm Friedric Hegel<\/p><\/div>\n<p>Erano le due versioni, di sinistra e di destra, dell\u2019idea hegeliana della violenza rivoluzionaria come levatrice della storia, che giustifica s\u00e9 stessa per il solo fatto di essere vincente:\u00a0 a sinistra erano tutti convinti che anche da noi dovesse accadere ci\u00f2 che era appena accaduto in Russia e stava gi\u00e0 allora evolvendo in senso totalitario; da destra si rispondeva nella forma del fascismo liberticida, dotato del braccio armato dello squadrismo assassino.<\/p>\n<p>Pochi sono consapevoli del fatto che a sinistra, in quegli anni, non erano solo i comunisti \u2013 staccatisi nel \u201921 dai socialisti \u2013 ad assumere come modello la rivoluzione bolscevica, ma anche una larga maggioranza dei socialisti stessi. Questo contribu\u00ec a indebolire gravemente l\u2019opposizione alla violenza e all\u2019illegalit\u00e0 praticate dal movimento fascista: perch\u00e9 era anche la componente maggiore di quell\u2019opposizione, il Partito socialista, a teorizzare una dittatura, ancorch\u00e9 intestata al proletariato, e l&#8217;inevitabilit\u00e0 della violenza rivoluzionaria (ancorch\u00e9 qui non ancora concretamente praticata, se non in pochi casi marginali e isolati). Non si pu\u00f2 chiudere gli occhi sul fatto che in quegli anni la prospettiva del mantenimento di un regime liberal-democratico era svalutata da entrambi i movimenti maggiori come una mistificazione; era quindi schiacciata tra le due alternative maggiori. Il che spiega il comportamento da pesce in barile, sfociato alla fine in una sostanziale condiscendenza verso il Mussolini trionfante, che in quegli anni venne tenuto, tra i liberali, anche da figure di grande prestigio come Giovanni Giolitti e Benedetto Croce.<\/p>\n<p>I socialisti in seguito avrebbero corretto per primi questo loro grave errore; i comunisti, invece, vent\u2019anni dopo avrebbero partecipato alla Resistenza perseguendo ancora come modello di Stato e di societ\u00e0 quello stalinista. Il 25 aprile dei Paesi europei non protetti dall\u2019ombrello atlantico non \u00e8 stato un passaggio dalla dittatura alla libert\u00e0, ma il passaggio <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=57515\" rel=\"attachment wp-att-57515\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-57515\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Witold-Pilecki-4-300x243.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Witold-Pilecki-4-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Witold-Pilecki-4-150x121.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Witold-Pilecki-4.jpg 465w\" sizes=\"auto, (max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a>dalla dittatura di destra a una dittatura di sinistra: basti pensare alla <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57508\">vicenda tragica dell\u2019eroe della Resistenza polacca Witold Pilecky<\/a>. Il Pci ebbe poi il merito di convertirsi alla democrazia e di promuovere la stessa conversione nell\u2019intero movimento operaio italiano; ma se nel 1945 l\u2019Italia si fosse trovata dall\u2019altra parte del confine tracciato dagli accordi di Yalta, la fine della dittatura fascista avrebbe probabilmente coinciso anche per noi con l\u2019inizio di un regime stalinista. Perch\u00e9 mai di questo nella Festa della Liberazione non si dovrebbe discutere? Non \u00e8 forse questo rifiuto sdegnato di parlarne un omaggio postumo alla grande abilit\u00e0 politica e culturale con cui il Pci in quegli anni riusc\u00ec a mettere in ombra i propri legami con il regime sovietico prima ancora che essi venissero definitivamente recisi?<\/p>\n<p>Se non mettiamo a fuoco i termini della contrapposizione politica e ideale che caratterizz\u00f2 lo scontro politico in Italia nel 1919-24, quindi l\u2019insieme delle cause dell\u2019avvento del regime mussoliniano, non possiamo neanche capire fino in fondo la stagione che ci ha donato la libert\u00e0, n\u00e9 trarre da quella storia gli insegnamenti necessari per impedire che qualche cosa di quel genere si ripeta. Con danni non trascurabili: basti pensare alla tendenza della sinistra e dei liberal-democratici a dividersi in fazioni che si guardano in cagnesco; oppure alla reazione rabbiosa, tanto violenta quanto vacua, scatenata da queste mie riflessioni in una parte della sinistra.<\/p>\n<p>L\u2019invito che rivolgo a tutti \u00e8 a una discussione pacata, non faziosa, e soprattutto bene informata. A chi vi \u00e8 interessato raccomando, come primo passo, il libro <em>M &#8211; Il figlio del secolo<\/em>, di Antonio Scurati (Giunti, 2020).<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risposta alle reazioni sdegnate, e in alcuni casi violente, suscitate dal mio invito a una riflessione sulle responsabilit\u00e0 (anche) delle forze antifasciste nell\u2019avvento del regime mussoliniano: davvero discutere pacatamente sulle radici della catastrofe \u00e8 un insulto alla Resistenza? . 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