
{"id":58752,"date":"2021-06-06T21:26:29","date_gmt":"2021-06-06T20:26:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58752"},"modified":"2021-06-12T15:00:44","modified_gmt":"2021-06-12T14:00:44","slug":"bartezzaghi-come-radersi-a-tavola-e-vivere-felici-nel-mondo-dei-rebus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58752","title":{"rendered":"BARTEZZAGHI: COME RADERSI A TAVOLA E VIVERE FELICI (NEL MONDO DEI REBUS)"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">&#8220;[&#8230;] Almeno un vantaggio dell&#8217;essere italiani \u00e8 sicuro: possiamo godere dei rebus pi\u00f9 belli del mondo; lo dobbiamo a una serie di circostanze storiche e di personalit\u00e0 note e meno note [&#8230;] Fra queste \u00e8 possibile che venga iscritto Pietro Ichino, grazie a questo libro discreto e ambiziosissimo [&#8230;]<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAlcuni passaggi tratti dalla <\/em>Prefazione<em> <strong>di Stefano Bartezzaghi<\/strong>, direttore della collana &#8220;Amletica leggera&#8221;, al libro <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58732\">L&#8217;ora desiata vola &#8211; Guida al mondo dei rebus per solutori (ancora) poco abili<\/a><em>\u00a0 <\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58754\" rel=\"attachment wp-att-58754\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-58754\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Dante-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Dante-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Dante-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Dante.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 lecito pensare che i vantaggi che si possano avere per essere nati italiani siano pochi o sostenere che siano molti. Almeno uno \u00e8 per\u00f2 sicuro: i madrelingua italiani possono godere dei pi\u00f9 bei rebus del mondo. Dobbiamo questa distinzione a una serie di circostanze storiche e di personalit\u00e0 note e meno note: Dante Alighieri, che si ritiene comunemente padre della lingua italiana, \u00e8 noto; lo \u00e8 meno Maria Ghezzi, che ha codificato l&#8217;illustrazione del rebus e in pi\u00f9 di mezzo secolo di attivit\u00e0 ha stabilito uno standard qualitativo inarrivabile. Diversi suoi disegni si ammirano in questo e a lei \u00e8 dedicata l&#8217;ultima pagina. Ogni volta che un italiano qualsiasi compone un rebus emula Leonardo da Vinci, perch\u00e9 l&#8217;enigmistica \u00e8 anche una via di comunicazione fra l&#8217;alto e il basso della cultura. Fra queste personalit\u00e0 \u00e8 possibile che venga iscritto Pietro Ichino, grazie a questo libro discreto e ambiziosissimo. Non spiega come inventare rebus o come illustrarli, ma \u00e8 una guida per entrare nel loro mondo e al momento non ne esistono altre. Se il rebus fosse una religione (e naturalmente non lo \u00e8) Ichino non avrebbe fatto teologia ma catechesi.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>Dante Alighieri ha dapprima cercato di dimostrare (in latino) l&#8217;eloquenza del volgare italiano, per poi passare direttamente alle vie di fatto e scrivere la sua <em>Commedia<\/em>. Ha cos\u00ec stabilito il canone di una lingua letteraria, scritta, con un grado di congruenza di entit\u00e0 anomala fra l&#8217;inventario dei suoni e quello delle lettere alfabetiche. Inoltre &#8211; ma c&#8217;\u00e8 da credere involontariamente &#8211; ha indotto all&#8217;arte del rebus tutti quei suoi lettori che a leggere di Dante che chiede a Virgilio: &#8220;Maestro, che \u00e8 quel ch&#8217; i&#8217; odo?&#8221; (Inferno, III) non hanno potuto far a meno di pensare alla ferramenta.<\/p>\n<p>Se il &#8220;chiodo&#8221; dantesco era involontario, costruite con intenzione ed esplicitamente per giocare con il linguaggio furono invece le &#8220;chiavi&#8221; di rebus che Leonardo da Vinci ha annotato in un suo codice. Un amo da pesca e una scala di note musicali sono l&#8217;illustrazione della frase &#8220;L&#8217;amore mi fa sollazzare&#8221; (l&#8217;amo, re mi fa sol la&#8230;.). Il rebus infatti stava diventando la versione giocosa delle seriose &#8220;imprese&#8221; che dalla tradizione cavalleresca si diffusero come forma d&#8217;arte minore in epoca rinascimentale e poi manierista e barocca.<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58757\" rel=\"attachment wp-att-58757\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-58757\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Giovanni-Battista-Palatino-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Giovanni-Battista-Palatino-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Giovanni-Battista-Palatino-100x150.jpg 100w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Giovanni-Battista-Palatino.jpg 217w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/><\/a> Al trattatista Giovanni Battista Palatino dobbiamo una delle prime e precise istruzioni su come inventare rebus: &#8220;Le figure siano accomodate alle materie distinte et chiare et con mancho lettere che sia possibile. N\u00e9 si ricerca in esse di necessit\u00e0 molta orthographia, o parlar toscano et ornato, n\u00e9 importa che una medesima figura serva per mezzo o fine d&#8217;una parola et principio dell&#8217;altra&#8221;.<\/p>\n<p>Figura e parola si alternano, nella posologia rebussistica di Palatino. Per farsi un&#8217;idea del rapporto che passa tra l&#8217;immagine e la lingua verbale bisogna allora rivolgersi al magistero di Sigmund Freud che nei suoi libri sui linguaggi dell&#8217;inconscio (il sogno, il lapsus, il gioco di parole umoristico) ha mostrato le deformazioni, le trasformazioni, le &#8220;condensazioni&#8221; e gli &#8220;spostamenti&#8221; che possono avvenire tra figure e nomi. Un esempio convincente lo fornisce un attento lettore di Freud, Carlo Emilio Gadda che nel suo proverbiale <em>Pasticciaccio <\/em>ha fatto sognare al brigadiere Pestalozzi un topazio animato, che diventava un topo, topazzo, topo pazzo. &#8220;Il sogno \u00e8 un indovinello figurato&#8221;, stabil\u00ec Freud, che aveva in mente certi rompicapi che trovava su un giornale viennese. E proprio a Vienna, quando ancora Freud vi aveva residenza e sede professionale, il giovane ingegnere sassarese Giorgio Sisini trov\u00f2 l&#8217;amore e la passione di tutta la sua vita. Vi era andato su mandato paterno alla ricerca di macchine agricole da importare per ammodernare l&#8217;agricoltura della Sardegna, ma l\u00ec fece la conoscenza di una contessina che avrebbe presto sposato e di una rivista di cruciverba e altri giochi (fra cui i rebus), di cui avrebbe predisposto un&#8217;edizione italiana. Fu cos\u00ec che nel gennaio del 1932 usc\u00ec il primo numero della <em>Settimana Enigmistica<\/em>. Il cruciverba, inventato a New York nel 1913, era arrivato in Europa alla fine del 1924 ed era molto di moda. Con i mezzi di cui disponeva e una mentalit\u00e0 orgogliosamente gelosa delle proprie prerogative Sisini diede alla sua rivista un&#8217;autonomia editoriale che le permise di sopravvivere agli stenti dell&#8217;economia bellica e che dopo la fine della Guerra mondiale la vide ripartire (dopo qualche mese di pausa) come leader incontrastata del settore. \u00c8 a quell&#8217;epoca che in redazione entr\u00f2 il modenese Giancarlo Brighenti, il quale si appassion\u00f2 immensamente al rebus e ne intu\u00ec i possibili sviluppi. All&#8217;epoca le illustrazioni dei rebus erano perlopi\u00f9 vasti quadri non molto eleganti da cui ricavare con laboriosit\u00e0 certosina frasi prolisse di argomento morale. Brighenti invece stimol\u00f2 gli autori (fra i quali egli stesso primeggiava) a cercare chiavi originali e produrre frasi sintetiche e ben formate. Dotato di innato senso estetico, conobbe, Maria Ghezzi, una giovane artista dotata di uno squisito tratto figurativo, e la esort\u00f2 a specializzarsi nella realizzazione grafica dei rebus, con risultati invero superbi per quantit\u00e0 e qualit\u00e0. <em>La Settimana Enigmistica<\/em> divenne cos\u00ec, tra le altre cose, una palestra ineguagliata per generazioni di autori di rebus. Da ragazzino io stesso fui cooptato in una sorta di comitato per giudicare i migliori rebus di diverse annate, fra il 1974 e il 1982, e considero le riunioni a casa Brighenti Ghezzi (i due fecero poi coppia anche nella vita) come l&#8217;equivalente di un dottorato di ricerca in linguistica applicata. <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58756\" rel=\"attachment wp-att-58756\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58756 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rebus-Lora-desiata-vola.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rebus-Lora-desiata-vola.jpg 243w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rebus-Lora-desiata-vola-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/a>Il punto, in quelle riunioni, spesso era trovare l&#8217;idea realizzativa pi\u00f9 convincente per valorizzare un rebus. Prendiamo quello che d\u00e0 titolo a questo libro: &#8220;L&#8217;ora desiata vola&#8221;. La chiave (&#8220;LO radesi a tavola&#8221;) impone di raffigurare qualcuno che si fa la barba in sala da pranzo, scena abbastanza assurda: si tratta di riuscire a disegnarla come se assurda non fosse, con i tocchi di naturalezza dati dal rasoio elettrico, il dopobarba che campeggia dove sarebbe pi\u00f9 congrua un&#8217;oliera e lo specchietto portatile appoggiato tra i coperti apparecchiati. La mano di Maria Ghezzi riesce a far sembrare accadimenti ordinari i re che arano, le are (altari) in mezzo a un prato, le pie che orano dove \u00e8 chino magari un avo, dei pazzi che ogni giorno feriscono degli ibis, lasciando per\u00f2 in pace degli gnu.<\/p>\n<p>Il rebus \u00e8 il pi\u00f9 incantevole degli enigmi per diversi motivi, il principale del quale \u00e8 fare del misterioso rapporto che corre tra le parole e le figure un meccanismo di gioco che congiunge esattezza e fantasia. \u00c8 un&#8217;arte che ne implica tre: l&#8217;arte della composizione, l&#8217;arte dell&#8217;illustrazione e infine l&#8217;arte della soluzione. Le prime due sono specialistiche: altamente la prima, supremamente la seconda. L&#8217;arte della soluzione \u00e8 invece alla portata di qualsiasi parlante che ami della lingua italiana e non ne abbia una concezione (erronea) di arnese al mero servizio del pensiero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>Per chi non ne sa nulla, un rebus \u00e8 paragonabile a una montagna vista da qualcuno che non conosce n\u00e9 sospetta l&#8217;esistenza dei sentieri. Ogni montagna ha per\u00f2 i suoi, cos\u00ec come ogni rebus ha le sue vie d&#8217;accesso. In questo libro discorsivo e limpido, Ichino mostra il modo in cui i sentieri sono fatti, il tipo di appigli da ricercare, l&#8217;attrezzatura necessaria: ogni rebus poi far\u00e0 storia a s\u00e9 per chi si avventurer\u00e0 ad affrontarlo e sormontarne le rupi.<\/p>\n<p>Ichino ha anche il merito di non essere un enigmista in servizio permanente effettivo e questo \u00e8 un grande vantaggio per il lettore, poich\u00e9 all&#8217;autore non potranno sfuggire tecnicismi da accademia. Nella vita essendo inoltre professore, avvocato, politico e pubblicista ha un&#8217;attitudine a spiegare cose difficili, di quelle che spesso meritano sia loro esteso il nome di &#8220;rebus&#8221;. Quindi capisce bene le difficolt\u00e0 di chi ha sempre visto i rebus (quelli enigmistici, dico ora) con eccessiva riverenza.<\/p>\n<p>Con la sua guida vedrete come si producono le trasformazioni necessarie a risolvere un rebus. Le figure devono diventare parole, le parole scomporsi in lettere, le lettere conteggiate in numeri, i numeri votlarsi di nuovo in sillabe, quindi parole, quindi frasi di senso compiuto. Succede cos\u00ec che dal radersi a tavola si passa a veder volare ore desiate: la grazia di una simile alchimia mostrer\u00e0 che dire di qualcosa &#8220;\u00e8 un rebus&#8221; non deve significare che \u00e8 incomprensibile, ma che \u00e8 affascinante.<\/p>\n<div id=\"attachment_58759\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58759\" rel=\"attachment wp-att-58759\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-58759\" class=\"wp-image-58759\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rebus-sulla-soluzione-dei-rebus.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rebus-sulla-soluzione-dei-rebus.jpg 712w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rebus-sulla-soluzione-dei-rebus-150x90.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rebus-sulla-soluzione-dei-rebus-300x180.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-58759\" class=\"wp-caption-text\">Spinoso rompicapo che se mediti molto potrai risolvere<\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;[&#8230;] Almeno un vantaggio dell&#8217;essere italiani \u00e8 sicuro: possiamo godere dei rebus pi\u00f9 belli del mondo; lo dobbiamo a una serie di circostanze storiche e di personalit\u00e0 note e meno note [&#8230;] Fra queste \u00e8 possibile che venga iscritto Pietro Ichino, grazie a questo libro discreto e ambiziosissimo [&#8230;] . 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