
{"id":5876,"date":"2009-10-30T16:22:51","date_gmt":"2009-10-30T15:22:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=5876"},"modified":"2009-10-31T17:36:06","modified_gmt":"2009-10-31T16:36:06","slug":"quanto-ci-costa-mantenere-immutato-il-modello-mediterraneo-di-welfare-e-mercato-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=5876","title":{"rendered":"QUANTO CI COSTA MANTENERE IMMUTATO IL MODELLO MEDITERRANEO DI WELFARE E MERCATO DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">I FAUTORI \u2013 DI DESTRA E DI SINISTRA &#8211; \u00a0DELLA CONSERVAZIONE DEL NOSTRO PICCOLO MONDO ANTICO, DELLE SUE VISCHIOSITA\u2019 E DELLE SUE CHIUSURE, TENDONO A MOSTRARCENE SOLTANTO GLI ASPETTI RASSICURANTI; MA OCCORRE CONSIDERARNE ANCHE I COSTI PESANTI, IN TERMINI DI ESCLUSIONE DI MILIONI DI PERSONE DAL LAVORO PROFESSIONALE, DI MINORE MOBILITA\u2019 SOCIALE, MINORE PRODUTTIVITA\u2019 E MINOR REDDITO <\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di <strong>Alberto Alesina<\/strong> e <strong>Andrea Ichino<\/strong> pubblicato sul<\/em> Sole 24 Ore<em> del 29 ottobre 2009<\/em><\/p>\n<p><!--more-->L&#8217;instabilit\u00e0 causata dalla crisi finanziaria e dalla recessione globale ha creato, comprensibilmente, reazioni difensive e conservatrici (nel senso letterale del termine, cio\u00e8 di conservazione del passato) in molti italiani. Un rifiuto del mercato, della mobilit\u00e0 sociale e geografica, del rischio, della competizione, della globalizzazione, del confronto con il resto del mondo (a cominciare dalla Cina), un rifiuto dell&#8217;immigrazione anche di quella ad alto capitale umano, una chiusura nelle tradizioni locali, persino una rivitalizzazione dei dialetti. Un ritorno al \u201cpiccolo mondo antico\u201d ricordato da Barbara Spinelli domenica 25 ottobre sulla Stampa, in cui le banche sono inefficienti e (magari) pubbliche, ma rischiano poco, in cui i veri \u201cproduttori\u201d sono quelli che sfornano beni tangibili, come automobili, lavatrici, acciao, insomma la vecchia industria. Il tutto sotto l\u2019ala protettrice dello stato e dei regolatori che, meglio del mercato, sanno controllare il sistema economico: la cosiddetta \u201csuperiorit\u00e0 della politica\u201d, una delle tesi celebri del Ministro Giulio Tremonti. Un mondo in cui il welfare lo fa la famiglia, centrata sull&#8217;uomo che lavora nel mercato e la donna che lavora in casa, con nonni figli e nipoti che vivono e si assistono gli uni con gli altri senza mai allontanarsi dal focolare. Un mondo in cui lo stato non offre assicurazione sociale se non con le pensioni e con la sicurezza del posto fisso per un membro (ed uno solo) della famiglia, garantito attraverso l&#8217;impiego pubblico e una legislazione del lavoro che ingessa il mercato e impedisce l&#8217;allocazione ottimale dei lavoratori nelle imprese.<br \/>\nGiulio Tremonti si \u00e8 fatto interprete di queste paure e la sua recente esaltazione del \u201cposto fisso\u201d non deve quindi stupire, perch\u00e9 \u00e8 un tassello importante e coerente con questa visione dell&#8217;economia e della societ\u00e0.<br \/>\n\u00c8 una visione che ha una sua coerenza, fondata sull&#8217;avversione al rischio, la tranquillit\u00e0, il rifiuto del multiculturalismo a favore dell&#8217;uniformit\u00e0, magari definita da una religione unica, il cristianesimo. La gente vuole sicurezza, e, aggiungiamo noi, vota chi promette sicurezza senza evidenziarne i costi, un particolare che sicuramente non sfugge al Ministro Tremonti. Facendo un paragone con gli Stati Uniti, \u00e8 qualcosa di simile a quella visione della destra repubblicana vicina alla \u201creligious right\u201d del Sud e della \u201cBible belt\u201d del centro che si contende la direzione di quel partito con la destra liberista e pro-mercato dei Repubblicani del Nord Est. L\u2019analogo di questi ultimi in Italia, se esiste nel centro destra, non riesce a farsi valere e preferisce vivere della luce riflessa del Ministro dell&#8217;Economia che forse diventer\u00e0 Vice Presidente del Consiglio, sancendo cosi la vittoria della sua linea.<br \/>\nIl piccolo mondo antico tremontiano offre certamente anche benefici economici non trascurabili. In un libro di prossima pubblicazione presso Mondadori, abbiamo misurato quanto la famiglia italiana produce in beni e servizi, non solo in ambiti ovvi come l&#8217;alimentazione, ma anche in quelli meno ovvi che in altri paesi sono gestiti primariamente dallo stato come l&#8217;assistenza agli anziani e ai bambini e l&#8217;assicurazione sociale contro la disoccupazione e l&#8217;instabilit\u00e0 dei redditi. La famiglia italiana \u00e8 una formidabile unit\u00e0 produttiva, i cui servizi, frutto soprattutto del lavoro familiare delle donne, non sono contabilizzati nelle statistiche ufficiali, pur essendo pi\u00f9 consistenti che in altri paesi.<br \/>\nMa affidare alla famiglia un ruolo cos\u00ec centrale ha dei costi molto alti. La coesione familiare riduce la fiducia verso il mondo esterno alla famiglia, diminuendo anche l\u2019attenzione verso il bene pubblico e quindi il \u201ccapitale sociale\u201d. La mancanza di mobilit\u00e0 geografica e sociale ostacola la meritocrazia e la concorrenza fra persone e imprese. La conseguenza \u00e8 una minore produttivit\u00e0 che si traduce in salari e profitti pi\u00f9 bassi. \u00c8 un mondo che altri paesi hanno progressivamente abbandonato, e per questo, non a caso, l&#8217;Italia sta perdendo rapidamente posizioni relativamente a questi paesi e continuer\u00e0 a farlo se a questo mondo rimarremo attaccati. Si dice che l&#8217;Italia grazie a questa sua struttura ha patito meno la crisi, ma non \u00e8 vero: la recessione in Italia \u00e8 tra le pi\u00f9 forti dei paesi OCSE.<br \/>\nE non \u00e8 solo un problema di competitivit\u00e0 ed efficienza: \u00e8 anche un problema di equit\u00e0. Il posto fisso \u00e8 tale per una minoranza ad esculsione di molti altri, donne, giovani, precari. Sancisce come sacra una famiglia in cui l&#8217;allocazione dei compiti di lavoro in casa e nel mercato \u00e8 fortemente squilibrata tra il maschio adulto percettore di un reddito stabile e la moglie e i figli adulti senza lavoro stabile, che da lui dipendono. Le imprese spaventate dal non poter adattare la forza lavoro a seconda delle esigenze produttive assumono meno, generando code di giovani in cerca di primo impiego, e possono imporre condizioni retributive peggiori perch\u00e9 non temono che i lavoratori per questo si spostino altrove, dato che rimanere vicino casa \u00e8 necessario per sfruttare il welfare familiare. I pochi che lavorano nel mercato sostengono, con le loro imposte, i tanti che non lavorano. Quindi il posto \u00e8 si fisso, ma il salario al netto delle imposte \u00e8 basso. Non solo, ma, se pochi lavorano, poco si produce e poco rimane da dividere, quindi il reddito pro capite \u00e8 scarso. Nel settore pubblico poi, in cui gli automatismi di carriera sono pi\u00f9 forti che nel privato, il posto fisso riduce la possibilit\u00e0 di migliorare la qualit\u00e0 della burocrazia. Se vogliamo davvero garantirlo, dovremo adattarci a code, lungaggini burocratiche e impiegati assenteisti dato che non rischiano nulla a lavorare poco.<br \/>\nQuesto assetto sociale, che produce tanto attraverso le famiglie ma protegge pochi a scapito di molti e spreca talenti scoraggiando la propensione al rischio e alla competizione, ha quindi dei vantaggi ma costa caro, molto caro. Siamo disposti a pagarne il prezzo? Se la risposta \u00e8 si, allora smettiamo di lamentarci se il reddito degli italiani scende relativamente a quello di altri paesi e accontentiamoci della tranquillit\u00e0, un po&#8217; mediocre ma rassicurante, del ritorno al passato.<br \/>\nAlberto Alesina\u00a0 &#8211; <a href=\"mailto:aalesina@harvard.edu\">aalesina@harvard.edu<\/a><br \/>\nAndrea Ichino &#8211; <a href=\"mailto:andrea.ichino@unibo.it\">andrea.ichino@unibo.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I FAUTORI \u2013 DI DESTRA E DI SINISTRA &#8211; \u00a0DELLA CONSERVAZIONE DEL NOSTRO PICCOLO MONDO ANTICO, DELLE SUE VISCHIOSITA\u2019 E DELLE SUE CHIUSURE, TENDONO A MOSTRARCENE SOLTANTO GLI ASPETTI RASSICURANTI; MA OCCORRE CONSIDERARNE ANCHE I COSTI PESANTI, IN TERMINI DI ESCLUSIONE DI MILIONI DI PERSONE DAL LAVORO PROFESSIONALE, DI MINORE MOBILITA\u2019 SOCIALE, MINORE PRODUTTIVITA\u2019 E [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-5876","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5876","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5876"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5876\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5876"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5876"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5876"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}