
{"id":58779,"date":"2021-05-16T10:00:39","date_gmt":"2021-05-16T09:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58779"},"modified":"2021-05-16T10:00:39","modified_gmt":"2021-05-16T09:00:39","slug":"le-borse-universitarie-previste-nel-pnrr-un-modo-per-rendere-la-misura-permanente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58779","title":{"rendered":"LE BORSE UNIVERSITARIE PREVISTE NEL PNRR: UN MODO PER RENDERE LA MISURA PERMANENTE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Bene l&#8217;investimento sul diritto allo studio previsto nel PNRR; ma<\/span> <span style=\"color: #993300;\">perch\u00e9 non finanziare il ripetersi futuro del sostegno a favore di nuovi studenti, col prevedere un rimborso a carico del beneficiario al superamento di una determinata soglia di reddito, cos\u00ec responsabilizzandolo e di riflesso responsabilizzando gli atenei?<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo <strong>di Andrea Ichino e Daniele Terlizzese<\/strong> pubblicato su<\/em> Il Foglio<em> il 13 maggio 2021<\/em><em> &#8211;\u00a0 Sul progetto che i due Autori hanno presentato nel loro libro<\/em> Facolt\u00e0 di scelta <em>(Rizzoli, 2013)<\/em>\u00a0<em>v. il portale <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17427\">Il finanziamento indiretto degli atenei mediante il sistema degli income contingent loans<\/a><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_58787\" style=\"width: 205px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58787\" rel=\"attachment wp-att-58787\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-58787\" class=\"size-full wp-image-58787\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Daniele-Terlizzese.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Daniele-Terlizzese.jpg 195w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Daniele-Terlizzese-113x150.jpg 113w\" sizes=\"auto, (max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-58787\" class=\"wp-caption-text\">Daniele Terlizzese<\/p><\/div>\n<p>Il meglio \u00e8 nemico del bene. Ma se dietro al meglio ci fosse un progetto chiaro e fattibile, perch\u00e9 non provarci? Le iniziative per l\u2019universit\u00e0 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sollecitano questa domanda.<\/p>\n<p>Il PNRR si propone di \u201cfavorire l\u2019accesso all\u2019universit\u00e0\u2026 e rafforzare gli strumenti di orientamento nella scelta del percorso universitario\u201d. A tal fine, investe 500 milioni per borse di studio; altri 250 per dare agli studenti delle superiori informazioni sull\u2019offerta didattica nelle universit\u00e0 e per colmare i gap nelle competenze di base richieste. A questi investimenti associa una piattaforma digitale con informazioni circa l\u2019offerta formativa terziaria; una riforma delle classi di laurea triennali, che dia flessibilit\u00e0 agli ordinamenti didattici per fare spazio a competenze multidisciplinari, soprattutto digitali e ambientali.<\/p>\n<p>Tutto bene. Ma si pu\u00f2 fare meglio?<\/p>\n<p>Cominciamo dalle borse di studio. Perch\u00e9 non prevedere che, quando possibile, esse siano restituite? Gli studenti che, sostenuti da una borsa, abbiano ottenuto una laurea, potrebbero versare per un certo numero di anni una frazione del reddito guadagnato, consentendo cos\u00ec l\u2019erogazione di altre borse: per esempio, potrebbero restituire il 10% del reddito che eccede 15.000 euro netti annui. Se il reddito non fosse mai superiore a 15.000 euro, il contributo inizialmente ricevuto non verrebbe restituito, e saremmo quindi nella situazione prevista dal PNRR; se superasse solo di poco i 15.000 euro, i rimborsi sarebbero limitati (200 euro all\u2019anno per un reddito di 17.000 euro) e in questo caso, alla fine della vita lavorativa, la borsa iniziale verrebbe almeno parzialmente restituita.<\/p>\n<p>Ma per quale motivo lo Stato non dovrebbe richiedere al laureato che consegua un buon reddito, grazie alla borsa, di restituirla interamente con modalit\u00e0 che si adattino a quanto guadagna e che quindi non rappresentino mai un carico insostenibile? In questo modo i 500 milioni previsti dal PNRR potrebbero essere, almeno in parte, usati nuovamente per le generazioni a venire.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile migliorare ulteriormente? Noi pensiamo di si, e nel 2013 abbiamo formulato (in <em>Facolt\u00e0 di scelta<\/em>, Rizzoli) una proposta per portare pi\u00f9 risorse alle universit\u00e0 senza gravare sul bilancio pubblico, per migliorare la loro offerta formativa e per favorire l\u2019accesso a un\u2019istruzione superiore di qualit\u00e0 dei capaci e meritevoli \u2013 come richiesto dalla Costituzione. Per ottenere questi risultati \u00e8 necessario scollegare le scelte degli studenti dal vincolo delle risorse familiari e indurli a un comportamento selettivo ed esigente nel decidere dove e che cosa studiare, in modo da rafforzare l\u2019incentivo degli atenei a migliorarsi.<\/p>\n<p>Prendendo spunto da quella proposta, se le borse fossero \u201crestituibili\u201d quando il reddito dei loro fruitori lo consentisse, le risorse necessarie per finanziarle non sarebbero pi\u00f9 limitate dallo spazio ritagliato nel bilancio pubblico. Le borse diventerebbero equivalenti a un prestito, sia pure con la modalit\u00e0 di rimborso legata al reddito sopra descritta, e quindi il loro numero e ammontare troverebbe un limite solo nella disponibilit\u00e0 di chi \u00e8 disposto a prestare. Questa, a sua volta, dipende dalla remunerazione del prestito e dal rischio di insolvenza, che pu\u00f2 essere coperto con un fondo di garanzia. Ed \u00e8 qui che, eventualmente, si pu\u00f2 immaginare un contributo pubblico, ma \u00e8 preferibile che siano le universit\u00e0 stesse a fornire la garanzia, perch\u00e9 esse hanno la possibilit\u00e0 di ridurre il rischio di insolvenza migliorando la qualit\u00e0 della loro offerta didattica: essere responsabilizzate per la garanzia darebbe loro un potente incentivo a offrire il miglior insegnamento.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=40751\" rel=\"attachment wp-att-40751\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-40751\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/andrea.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/andrea.jpg 275w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/andrea-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/a>Devono per\u00f2 essere messe in grado di farlo: attraendo pi\u00f9 risorse da chi le frequenta, con rette non pi\u00f9 limitate dalla legge ma commisurate a quanto necessario per un\u2019offerta formativa di qualit\u00e0; potendo assumere i docenti pi\u00f9 bravi, pagandoli adeguatamente senza il vincolo delle tabelle ministeriali; avendo l\u2019autonomia per costruire il percorso didattico pi\u00f9 appropriato, libere dalle costrizioni che oggi ingabbiano la didattica universitaria \u2013 una delle riforme previste nel PNRR va gi\u00e0 in questa direzione. E saranno gli studenti stessi, con le loro scelte a premiare gli atenei che avranno saputo migliorarsi maggiormente. Lo Stato pu\u00f2 favorire questo processo mettendo in rete non solo le informazioni sull\u2019offerta didattica, come previsto nel PNRR, ma soprattutto quelle sugli esiti lavorativi dopo la laurea.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 cogliere l\u2019occasione del PNRR per avviare questa sperimentazione lasciando che ci provino gli atenei che vorranno farlo, dando loro finalmente una vera autonomia, e chiedendo agli studenti di scegliere e premiare le offerte formative migliori.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bene l&#8217;investimento sul diritto allo studio previsto nel PNRR; ma perch\u00e9 non finanziare il ripetersi futuro del sostegno a favore di nuovi studenti, col prevedere un rimborso a carico del beneficiario al superamento di una determinata soglia di reddito, cos\u00ec responsabilizzandolo e di riflesso responsabilizzando gli atenei? . 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