
{"id":58795,"date":"2021-06-08T16:47:29","date_gmt":"2021-06-08T15:47:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58795"},"modified":"2021-06-13T20:03:57","modified_gmt":"2021-06-13T19:03:57","slug":"a-che-cosa-serve-il-sindacato-nel-secolo-della-globalizzazione-e-dellintelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58795","title":{"rendered":"A CHE COSA SERVE IL SINDACATO NEL SECOLO DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELL\u2019INTELLIGENZA ARTIFICIALE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Il compito principale del sindacato 4.0 non \u00e8 tanto quello del \u201cguardiano dei diritti\u201d, quanto quello di dare alle persone l&#8217;assistenza necessaria perch\u00e9 possano usare il mercato del lavoro a proprio vantaggio e, in azienda, consentire la partecipazione attiva delle persone all\u2019impresa e alla divisione dei suoi frutti<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo\u00a0tratto dal quarto capitolo del libro <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55591\">L\u2019intelligenza del lavoro. Quando sono i lavoratori a scegliersi l\u2019imprenditore<\/a><em> (Rizzoli, 2\u00b0 ed. 2021), pubblicato nel Quaderno della Formazione PER n. 4\/2021 dedicato al tema del lavoro dopo la pandemia e in corso di pubblicazione sul trimestrale <\/em>Nuova Atlantide<em>,<\/em> <em>2021 <\/em><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sommario<\/strong> &#8211; 1. Sindacato \u201canima dell\u2019impresa\u201d? &#8211; 2. Come cambia il lavoro e come cambia il ruolo del sindacato. &#8211; 3. Il nuovo sindacato al servizio delle persone nel \u201cmercato dell\u2019intrapresa\u201d. &#8211; 4. Il nuovo sindacato al servizio dei lavoratori dentro l\u2019azienda.<\/p>\n<ol>\n<li><em>Sindacato \u201canima dell\u2019impresa\u201d?<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Frank Tannenbaum, che pure in giovent\u00f9 visse, un secolo fa, il movimento sindacale nella fase nascente e pi\u00f9 turbolenta, interpretandone lo spirito di contestazione dell\u2019esistente con una determinazione tale da finir coll\u2019essere condannato a un anno di carcere e scontarlo per intero, apre il suo saggio <em>A Philosophy of Labor<\/em> (1951) con una frase sconcertante: \u201cTrade-unionism is the conservative movement of our time\u201d, il sindacalismo \u00e8 il movimento conservatore del nostro tempo. Poi per\u00f2 nel corso del saggio spiega questa affermazione, osservando (qui cito dalla p. 103 dell\u2019edizione italiana) che<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=56174\" rel=\"attachment wp-att-56174\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-56174\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Frank-Tannenbaum-A-Philosophy-of-Labor-186x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Frank-Tannenbaum-A-Philosophy-of-Labor-186x300.jpg 186w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Frank-Tannenbaum-A-Philosophy-of-Labor-93x150.jpg 93w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Frank-Tannenbaum-A-Philosophy-of-Labor-635x1024.jpg 635w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Frank-Tannenbaum-A-Philosophy-of-Labor.jpg 744w\" sizes=\"auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a>La grande impresa industriale, proprio in quanto pu\u00f2 offrire solo pane e companatico, si \u00e8 rivelata incapace di rispondere alla rivendicazione della buona vita. Il sindacato, pur con tutti i suoi difetti, pu\u00f2 salvare la grande impresa con tutta la sua efficienza incorporandola nella sua \u201csociet\u00e0\u201d naturale, vale a dire nella sua forza di lavoro unitaria, e dotandola dei significati che sono patrimonio di tutte le vere societ\u00e0: significati che offrono all\u2019uomo qualcosa d\u2019ideale nel suo viaggio dalla culla alla tomba. [\u2026] In un certo modo la grande impresa e la sua forza di lavoro debbono [\u2026] cessare di essere una famiglia divisa e apparentemente in stato di guerra.<\/em><\/p>\n<p>Il sindacato, dunque, nella visione dell\u2019irrequieto e poliedrico studioso statunitense, \u00e8 (pi\u00f9 precisamente: pu\u00f2 e deve essere) \u201cforza conservatrice\u201d non nel senso banale del termine, cio\u00e8 di un fattore di conservazione delle strutture produttive o dei rapporti economico-sociali esistenti, bens\u00ec nel senso di forza capace di salvare l\u2019impresa capitalistica facendola vivere di una vita nuova, dandole ci\u00f2 che essa da sola ha difficolt\u00e0 a darsi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo avvenga, tra le due parti pu\u00f2 esserci dialettica, a tratti anche conflitto, ma non antagonismo: il \u201ccessare di essere una famiglia divisa\u201d di cui parla Tannenbaum implica che ciascuna delle due parti attivi nel proprio cervello i neuroni-specchio che le consentono \u2013 come si \u00e8 scritto al termine del capitolo precedente \u2013 di gioire e soffrire di ci\u00f2 di cui gioisce o soffre l\u2019altra. Solo cos\u00ec \u2013 scrive F.T. in un\u2019altra pagina del saggio \u2013 attraverso la conciliazione, resa possibile dal sindacato, del proprio interesse al profitto con l\u2019interesse dell\u2019umanit\u00e0 che in essa lavora a una buona vita, l\u2019impresa riesce, nientemeno, a \u201cdarsi un\u2019anima\u201d.<\/p>\n<p>Si capisce bene perch\u00e9, secondo questa filosofia del sindacato, il sindacalismo moderno si fonda su \u201cun radicale ripudio del marxismo\u201d (ivi, p. 5): il sindacalismo infatti incarna l\u2019antitesi dell\u2019antagonismo lavoro\/impresa. La buona qualit\u00e0 del sindacato si traduce in buona qualit\u00e0 dell\u2019impresa, e viceversa; il successo del sindacato \u00e8 il successo dell\u2019impresa, e viceversa. E se questa era una indicazione di rotta proponibile alla met\u00e0 del secolo scorso, quando ancora erano di l\u00e0 da venire i computer, Internet, l\u2019automazione e l\u2019intelligenza artificiale, ancor pi\u00f9 essa va sostenuta oggi, in un contesto tecnologico nel quale il controllo della persona umana sul processo produttivo \u00e8 messo in discussione da sfide del tutto nuove e molto pi\u00f9 impegnative.<\/p>\n<p>Durante la seconda met\u00e0 del secolo scorso \u00e8 accaduto frequentemente e a tutte le latitudini e longitudini che il sindacato abbia svolto un ruolo sostanzialmente \u201cconservatore\u201d, non nel senso in cui questo termine \u00e8 usato dallo studioso statunitense, bens\u00ec proprio nel senso assai pi\u00f9 terra terra della difesa dello <em>status quo<\/em> contro la \u201cdistruzione creatrice\u201d tipica dell\u2019economia capitalistica. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto in tutti i casi \u2013 e sono davvero molti \u2013 nei quali i lavoratori di un\u2019azienda si sono opposti con o senza temporaneo successo alla sua ristrutturazione in funzione dell\u2019evoluzione tecnologica o delle mutevoli esigenze espresse dal mercato; e anche a questo \u00e8 dovuto il declino del prestigio del sindacato che gi\u00e0 veniva rilevato dagli osservatori pi\u00f9 attenti quasi mezzo secolo fa (tra gli altri Bruno Manghi, che nel 1977 parlava a questo proposito di \u201csindacalismo di opposizione\u201d). Se questa fosse l\u2019essenza del sindacalismo, vorrebbe dire che esso \u00e8 condannato a svolgere un ruolo di retroguardia: proprio di questo, infatti, esso \u00e8 accusato da pi\u00f9 parti e a questo esso deve in gran parte la perdita di consenso subita nel corso dell\u2019ultimo mezzo secolo. Per scrollarsi di dosso l\u2019accusa di essere il freno a mano dell\u2019impresa e al tempo stesso rompere l\u2019\u201caccerchiamento\u201d cui \u00e8 intitolato il saggio di Guido Baglioni del 2008, il sindacato del XXI secolo deve riscoprire la funzione che Frank Tannenbaum gli attribuiva nel pieno della seconda rivoluzione industriale e adattarla al contesto della quarta.<\/p>\n<p>Nell\u2019era della globalizzazione, dell\u2019automazione e dell\u2019intelligenza artificiale, nella quale il ritmo di obsolescenza delle tecniche applicate e degli stessi prodotti si misura non pi\u00f9 in decenni ma in mesi, il sindacato pu\u00f2 proporsi di restituire all\u2019impresa l\u2019\u201canima\u201d \u2013 nel senso di cui si \u00e8 appena detto \u2013 soltanto interiorizzando la necessit\u00e0 dell\u2019evoluzione tecnologica e dedicandosi a inventare le forme in cui i lavoratori possono esserne resi protagonisti, possono dominarla.<\/p>\n<p>Se gi\u00e0 nel contesto della terza rivoluzione industriale il sindacato aveva bisogno di un buon sistema di ammortizzatori sociali e di \u201cpolitiche attive del lavoro\u201d per evitare di ridursi a conservatore dello <em>status quo<\/em>, ancor pi\u00f9 si pu\u00f2 escludere che in un contesto caratterizzato dall\u2019evoluzione tecnologica pi\u00f9 rapida che si sia mai conosciuta il sindacato possa farcela da solo. E a questo punto neppure la \u201clegislazione di sostegno\u201d anni \u201970 e gli ammortizzatori sociali anni \u201980 e \u201990 bastano pi\u00f9: \u00e8 indispensabile che l\u2019azione del nuovo sindacato si coniughi con un sistema di \u201cgaranzie sociali\u201d: cio\u00e8 un sistema di <em>workfare<\/em> intelligente, che non si limiti a rilevare burocraticamente il danno causato al lavoratore da una sopravvenienza negativa e a burocraticamente indennizzarlo, ma si adoperi con gli strumenti adatti in relazione a ciascun caso, per porre ciascuna persona in grado di cavarsi d\u2019impaccio. Proponendosi di evitarlo, il danno, prima che di indennizzarlo. Senza questo sistema di <em>workfare<\/em> di nuova generazione il sindacato \u00e8 portato, per la natura delle cose, a diventare fattore di conservazione nel senso deteriore del termine; e nell\u2019epoca attuale segnata dalla quarta rivoluzione industriale questo pu\u00f2 costare carissimo al sindacato stesso e alla societ\u00e0 tutta. Proprio per questo il nuovo sindacato deve essere, del nuovo sistema di <em>workfare<\/em>, promotore assiduo, controllore attento e garante.<\/p>\n<p>In questo ordine di idee, l\u2019espressione \u201csindacato dei diritti\u201d \u00e8 appropriata solo se con essa si vuol indicare un sindacato tra le cui funzioni ci sia quella di tutelare i diritti assoluti della persona: la sua libert\u00e0, la sua dignit\u00e0, la sua salute e integrit\u00e0 fisica e psichica, il suo diritto alla riservatezza, il suo diritto a non essere discriminata. Ma per il resto il nuovo sindacato deve caratterizzarsi non in chiave meramente difensiva, bens\u00ec come agente che guida i lavoratori e li rappresenta nella loro scommessa comune con l\u2019imprenditore, li pone in condizione di conoscere e quindi in qualche misura controllare sotto ogni aspetto l\u2019andamento dell\u2019azienda. Che consente loro, nel modo opportuno in relazione alle caratteristiche di ciascuna azienda, di partecipare collettivamente essi stessi all\u2019impresa.<\/p>\n<p>Non pi\u00f9, dunque, sindacato che si limita a negoziare il \u201ccatalogo dei diritti\u201d dei lavoratori nel contratto collettivo nazionale e poi a controllarne la corretta applicazione in periferia, tutt\u2019al pi\u00f9 aggiungendo qualche cosa in sede aziendale ai diritti stabiliti in sede centrale: il compito principale del sindacato 4.0 non \u00e8 tanto quello del \u201cguardiano dei diritti\u201d, quanto quello di consentire la partecipazione attiva delle persone all\u2019impresa e alla divisione dei suoi frutti. Un compito che non pu\u00f2 essere svolto se non al livello dell\u2019impresa medesima e con un forte aumento del peso della contrattazione aziendale nel sistema delle relazioni industriali.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><em>Come cambia il lavoro e come cambia il ruolo del sindacato<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Ogni anno che passa la summa divisio giuridica dei lavoratori tra subordinati e autonomi corrisponde sempre meno alla realt\u00e0 dell\u2019organizzazione del lavoro nel tessuto produttivo. Prosegue la diffusione di forme non tradizionali di inserimento organico della prestazione lavorativa personale nell\u2019organizzazione aziendale: il \u201ccoordinamento spazio-temporale\u201d tipico del lavoro subordinato viene sempre pi\u00f9 diffusamente sostituito dal coordinamento realizzato mediante collegamento telematico col sistema informatico aziendale; con la legge n. 81\/2017 viene riconosciuta esplicitamente la compatibilit\u00e0 di questa forma di organizzazione della prestazione con il contratto di lavoro subordinato. Nell\u2019ultimo quinquennio prende piede l\u2019ingaggio di persone per servizi di vario genere la cui prestazione \u00e8 organizzata mediante piattaforme digitali (i <em>platform workers<\/em> tipicamente operanti nel settore della c.d. <em>gig economy<\/em>): una forma di organizzazione del lavoro che all\u2019inizio della XVII legislatura, nel 2013, quando si incominci\u00f2 a discutere della riforma che sarebbe poi stata chiamata Jobs Act, era ancora pressoch\u00e9 totalmente sconosciuta al dibattito politico-sindacale, essendo operativa soltanto per un segmento di servizi di lusso con un numero di addetti trascurabile. Oggi invece si stima che nel nostro continente essa coinvolga gi\u00e0 il due per cento della forza-lavoro, con tendenza a un aumento rapido.<\/p>\n<p>Quanto al profilo della qualit\u00e0 professionale e forza contrattuale delle persone che lavorano, in Italia come in tutti i Paesi sviluppati, i sociologi del lavoro rilevano s\u00ec un aumento della quota del lavoro precario soprattutto giovanile, ma meno marcato di quanto lo sia la \u201cprecarizzazione percepita\u201d dall\u2019opinione pubblica; e con percentuali di insoddisfazione delle persone coinvolte sorprendentemente basse: i tassi pi\u00f9 alti di insoddisfazione riguardano semmai i livelli retributivi. Assai marcata \u00e8 invece la tendenza alla polarizzazione della forza-lavoro occupata, che si registra a tutte le longitudini e latitudini: cresce la fascia alta dei professionals e dei tecnici, si riduce quella intermedia degli impiegati esecutivi e degli operai specializzati, cresce la fascia bassa degli addetti ai servizi alla persona e alle comunit\u00e0 locali; e cresce la divaricazione tra le retribuzioni della fascia alta e quelle della fascia bassa. Con la conseguenza che diventa pi\u00f9 problematica l\u2019attivazione di legami di solidariet\u00e0 tra gli appartenenti all\u2019una e all\u2019altra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=56178\" rel=\"attachment wp-att-56178\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-56178\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Maurizio-Ferrera-La-Societ\u00e0-del-quinto-stato.png\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Maurizio-Ferrera-La-Societ\u00e0-del-quinto-stato.png 110w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Maurizio-Ferrera-La-Societ\u00e0-del-quinto-stato-99x150.png 99w\" sizes=\"auto, (max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a>Nel suo ultimo libro il politologo Maurizio Ferrera (2019) individua i tratti distintivi di una nuova classe di lavoratori deboli e fortemente a rischio di povert\u00e0, che chiama il \u201cquinto stato\u201d in queste tre condizioni personali: rapporto di lavoro occasionale, a termine, comunque non a tempo indeterminato; livello basso della professionalit\u00e0 e quindi della retribuzione; assenza di reti di sicurezza di natura familiare, previdenziale o sindacale. Lo stesso M.F. attribuisce a questa classe un sesto della forza-lavoro complessiva, circa il 15 per cento degli occupati. A una valutazione quantitativa analoga giunge anche Luca Ricolfi (2019) in riferimento a quella che indica \u2013 forse con un eccesso di enfasi \u2013 come l\u2019\u201cinfrastruttura para-schiavistica\u201d.<\/p>\n<p>La vera sfida che oggi le politiche del lavoro devono affrontare \u00e8 questa dell\u2019aumento apparentemente inarrestabile delle disuguaglianze di produttivit\u00e0 tra le persone nell\u2019ambito dello stesso contesto sociale, e anche della stessa categoria professionale. Qui non ci sono scorciatoie legislative o contrattuali che consentano di risolvere il problema con un tratto di penna: anzi, la pretesa di eguagliamento per decreto \u2013 ricomparsa ultimamente nella norma sui ciclofattorini collegati a distanza con la piattaforma digitale, contenuta nel decreto n. 101\/2019 convertito nella legge n. 128\/2019 \u2013 pu\u00f2 persino aggravare i danni proprio per coloro che si vogliono proteggere. Qui l\u2019uguaglianza, prima che garantita per legge o per contratto, va costruita nel vivo della societ\u00e0 civile e del tessuto produttivo, coll\u2019offrire a chi \u00e8 meno dotato un <em>surplus<\/em> di servizi di formazione mirata, di informazione e di assistenza alla mobilit\u00e0. In questo contesto, il vero compito del sindacato nel mercato del lavoro \u00e8 promuovere \u2013 pi\u00f9 che l\u2019uguaglianza \u2013 la parit\u00e0 di opportunit\u00e0: ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare soprattutto aiutando i pi\u00f9 deboli ad arricchire la propria dotazione professionale, neutralizzando i loro handicap, compensando le asimmetrie informative che li penalizzano. Su questo terreno la domanda di rappresentanza e di servizi oggi senza risposta \u00e8 molto ampia ed \u00e8 soprattutto il sindacato che deve candidarsi a dare le risposte che mancano.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><em>Il nuovo sindacato al servizio delle persone nel \u201cmercato dell\u2019intrapresa\u201d<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Si deve incominciare a ragionare di un duplice livello di adesione della singola persona all\u2019associazione sindacale, cui corrisponde una duplice funzione del nuovo sindacato: servizio alle persone nel mercato e servizio alle persone dentro l\u2019impresa.<\/p>\n<p>Il primo livello di adesione \u00e8 quello riservato a chiunque, quale che sia la condizione del suo lavoro o non lavoro: dipendente da un\u2019azienda, lavoratore autonomo, collaboratore continuativo, lavoratore \u201cagile\u201d operante nella zona grigia tra le due grandi categorie tradizionali, <em>platform worker<\/em> della <em>gig economy<\/em>, disoccupato, o giovane al primo ingresso nel mercato. A questo livello, l\u2019iscriversi al sindacato ha immediatamente l\u2019effetto per cos\u00ec dire mercantile di acquisire il diritto a un servizio di orientamento e informazione sul mercato e le opportunit\u00e0 che esso offre, del tipo di quello di cui abbiamo parlato nel primo capitolo, in rete con l\u2019analogo servizio pubblico. Ma il significato essenziale del \u201cprendere la tessera\u201d non sta nella possibilit\u00e0 di godere di questo, come di altri servizi che il sindacato pu\u00f2 offrire: sta piuttosto nell\u2019entrare a far parte di un organismo \u2013 necessariamente confederale \u2013 che si propone di sostenere il \u201clavoro in tutte le sue forme e applicazioni\u201d cui si riferisce l\u2019articolo 35 della Costituzione; che si propone di essere, pi\u00f9 precisamente, uno strumento utile per tutti coloro che vogliono porsi in grado di \u201cusare\u201d il mercato del lavoro intendendolo anche come \u201cmercato dell\u2019intrapresa\u201d; cio\u00e8 per tutti coloro che vogliono porsi nella condizione di poter scegliere l\u2019imprenditore pi\u00f9 capace di valorizzare il loro lavoro, individualmente o collettivamente, e non solo di esserne scelti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55695\" rel=\"attachment wp-att-55695\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-55695 alignright\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-186x300.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-186x300.jpg 186w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-93x150.jpg 93w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-768x1241.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-634x1024.jpg 634w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2.jpg 1594w\" sizes=\"auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/><\/a>In questo ordine di idee, il nuovo sindacato non si limita a fornire ai propri iscritti servizi \u2013 pur necessari \u2013 di informazione e orientamento sulle possibilit\u00e0 offerte dal mercato e i percorsi necessari per accedervi. Esso si propone soprattutto come un\u2019associazione statutariamente dedicata a rafforzare con ogni mezzo la capacit\u00e0 di iniziativa dei propri iscritti nel mercato, ad ampliare la loro libert\u00e0 di scelta tra le imprese e al tempo stesso a cambiare profondamente il loro modo di guardare alle imprese. Un\u2019associazione che li incoraggia a pretendere di valutare la qualit\u00e0 delle imprese e li aiuta a farlo concretamente.<\/p>\n<p>Rientra in questo livello di attivit\u00e0 del nuovo sindacato anche una mappatura precisa delle imprese, che indichi di ciascuna il grado effettivo di trasparenza e di partecipazione, al fine di valorizzare questo dato nel \u201cmercato dell\u2019intrapresa\u201d, attivando ed esplicitando la concorrenza tra imprese su questo terreno. E ponendo le informazioni risultanti da questa mappatura a disposizione delle persone interessate: ciascuno deve sapere, quando stipula il contratto di lavoro con un\u2019impresa, come essa si caratterizza per questo aspetto; e ci\u00f2 deve poter incidere sulla sua scelta.<\/p>\n<p>In questa prima grande area di attivit\u00e0 del nuovo sindacato va comunque sottolineata l\u2019importanza prioritaria del compito \u2013 oggi totalmente disatteso anche dalle confederazioni sindacali maggiori \u2013 di rivendicare costantemente e controllare incisivamente il buon funzionamento dei servizi pubblici per l\u2019impiego, dall\u2019orientamento alla formazione, al collocamento, all\u2019assistenza intensiva per le persone in difficolt\u00e0; con una attenzione particolare al meccanismo di attribuzione del <em>rating<\/em> a ciascun corso di formazione, sulla base della rilevazione sistematica del tasso di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi, di cui abbiamo parlato nel primo capitolo. Il tutto con l\u2019obiettivo di assicurare ai propri iscritti, e non solo a loro, quello che abbiamo chiamato \u201cl\u2019articolo 18 del XXI secolo\u201d: cio\u00e8 la formazione professionale efficace. Quella che consente davvero di accedere alle numerose opportunit\u00e0 occupazionali che si offrono nel tessuto produttivo.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><em>Il nuovo sindacato al servizio dei lavoratori dentro l\u2019azienda<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il secondo livello dell\u2019adesione all\u2019associazione sindacale \u00e8 quello che riguarda le persone gi\u00e0 inserite in un\u2019azienda. Il ruolo che il sindacato svolge nel loro interesse deve individuarsi innanzitutto, come \u00e8 ovvio, in quello tradizionale di rappresentanza nei confronti dell\u2019imprenditore e controllo sul rispetto della disciplina protettiva, di fonte legislativa o collettiva. Ma la cultura del mercato del lavoro e dell\u2019intrapresa che caratterizza il nuovo sindacalismo di cui stiamo parlando implica un\u2019evoluzione e un arricchimento di questo ruolo dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<div id=\"attachment_56175\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=56175\" rel=\"attachment wp-att-56175\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-56175\" class=\"wp-image-56175 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La-scommessa-comune-300x258.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La-scommessa-comune-300x258.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La-scommessa-comune-150x129.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La-scommessa-comune.png 332w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-56175\" class=\"wp-caption-text\">Una possibile scommessa comune dei lavoratori con l&#8217;imprenditore: ampliare la parte variabile per guadagnare di pi\u00f9<\/p><\/div>\n<p>Se la qualit\u00e0 dell\u2019imprenditore lo consente, e nella misura in cui lo consente, il nuovo sindacato deve proporsi una ragionevole evoluzione dei rapporti aziendali dal modello tradizionale caratterizzato dalla invarianza delle retribuzioni e dallo scarso interesse dei lavoratori per l\u2019andamento dell\u2019azienda, verso il modello caratterizzato dalla scommessa comune sull\u2019innovazione di processo e di prodotto, quindi sulla partecipazione organizzativa dei lavoratori, su un sistema di circolazione delle informazioni circa l\u2019andamento dell\u2019azienda che consenta un loro controllo effettivo, e su di una loro partecipazione effettiva al godimento dei frutti dell\u2019aumento di produttivit\u00e0 \u2013 se non addirittura della redditivit\u00e0 \u2013 dell\u2019impresa. In questa ottica, la dinamica delle retribuzioni deve fondarsi soprattutto su di un aumento del peso assoluto e relativo della parte variabile legata a indici di produttivit\u00e0 o di redditivit\u00e0; essa deve quindi essere governata soprattutto dalla contrattazione aziendale o comunque da meccanismi che ne determinino in qualche misura il collegamento all\u2019andamento aziendale.<\/p>\n<p>Il nuovo sindacato deve avere come suo campo d\u2019azione elettivo l\u2019azienda perch\u00e9 una parte essenziale del suo ruolo consiste nel proporsi come una sorta di partner dell\u2019imprenditore. Per questo il sindacato in azienda deve dotarsi dei \u201cneuroni-specchio\u201d necessari per godere dei successi dell\u2019impresa e soffrire delle sue difficolt\u00e0, allo stesso modo in cui altrettanto deve fare l\u2019imprenditore nei confronti dei propri dipendenti. Non si tratta di quella sorta di buonismo che nel secolo scorso veniva bollata come \u201cmistificazione interclassista\u201d; e neanche di un tentativo di riabilitazione della pratica del \u201csindacato giallo\u201d, cio\u00e8 promosso, sostenuto o comunque pilotato dall\u2019imprenditore: caratteristica essenziale del nuovo sindacato di cui stiamo parlando \u00e8, al contrario, la sua genuina autonomia, gelosamente difesa sia nella fase genetica, sia nell\u2019esercizio di tutte le sue funzioni. Si tratta invece di trarre fino in fondo le conclusioni dalla convinzione che non pu\u00f2 esserci lavoro buono senza una buona impresa, cos\u00ec come non pu\u00f2 esserci una buona impresa senza lavoro buono.<\/p>\n<p>Certo, i neuroni-specchio funzionano tanto meglio, quanto pi\u00f9 l\u2019imprenditore \u00e8 eticamente affidabile e la gestione aziendale \u00e8 trasparente. E quanto pi\u00f9 ai lavoratori \u00e8 consentito partecipare al processo decisionale sulle questioni organizzative che li riguardano pi\u00f9 da vicino. Ma spetta, appunto, anche al sindacato adoperarsi perch\u00e9 si determinino le condizioni migliori affinch\u00e9 trasparenza gestionale e partecipazione si sviluppino, nella consapevolezza che esse fanno parte di un gioco a somma positiva: tutti hanno da guadagnarci.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il compito principale del sindacato 4.0 non \u00e8 tanto quello del \u201cguardiano dei diritti\u201d, quanto quello di dare alle persone l&#8217;assistenza necessaria perch\u00e9 possano usare il mercato del lavoro a proprio vantaggio e, in azienda, consentire la partecipazione attiva delle persone all\u2019impresa e alla divisione dei suoi frutti . Articolo\u00a0tratto dal quarto capitolo del libro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14,11],"tags":[],"class_list":["post-58795","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-26-saggi","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58795","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58795"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58795\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}