
{"id":59137,"date":"2021-06-18T17:48:31","date_gmt":"2021-06-18T16:48:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=59137"},"modified":"2021-06-18T17:48:31","modified_gmt":"2021-06-18T16:48:31","slug":"il-problema-del-lavoro-povero-e-la-questione-del-minimum-wage","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=59137","title":{"rendered":"IL PROBLEMA DEL LAVORO POVERO E LA QUESTIONE DEL MINIMUM WAGE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Come si deve affrontare e risolvere il problema della bassa produttivit\u00e0 del lavoro in Italia &#8211; Come potrebbe (e perch\u00e9 dovrebbe) essere istituito uno standard retributivo orario minimo assoluto<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Intervista a cura di Giuseppe Colombo pubblicata sullo <\/em>Huffigton Post <em>il 17 giugno 2021 &#8211; In argomento v. anche la mia intervista pubblicata da Italia Oggi il 4 giugno 2021<br \/>\n<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=59149\" rel=\"attachment wp-att-59149\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-59149\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Lavoro-povero-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Lavoro-povero-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Lavoro-povero-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Lavoro-povero-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Lavoro-povero.jpg 780w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Professor Ichino, il gancio per entrare nelle dinamiche del lavoro povero ce lo d\u00e0 l&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Istat. L&#8217;incidenza della povert\u00e0 \u00e8 in aumento in modo consistente anche nelle famiglie dove la persona di riferimento ha un lavoro. Come si rid\u00e0 a questo lavoro la sua funzione principale, cio\u00e8 essere innanzitutto una forma di sostentamento per se stessi e per la propria famiglia?<br \/>\n<\/strong>Su questo terreno si pongono due problemi molto diversi tra loro: uno \u00e8 il problema della correzione delle distorsioni del mercato del lavoro, che hanno effetti depressivi sui livelli delle retribuzioni. Altro, e completamente diverso \u00e8 il problema della scarsa produttivit\u00e0 media del lavoro nel nostro tessuto produttivo. La via maestra per valorizzare meglio il lavoro consiste nel favorirne l\u2019aumento di produttivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>E come si aumenta la produttivit\u00e0 del lavoro?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto con servizi di formazione mirati agli sbocchi professionali offerti dalle imprese pi\u00f9 produttive, pi\u00f9 capaci di valorizzare il lavoro dei propri dipendenti. Ma anche favorendo il passaggio della manodopera dalle aziende marginali o addirittura in stato fallimentare, che oggi tendiamo a tenere in vita con la respirazione artificiale, a quelle pi\u00f9 produttive. Che oggi stentano a trovare il personale di cui hanno bisogno.<\/p>\n<p><strong>Torneremo pi\u00f9 avanti su quello che si pu\u00f2 fare. Restiamo alla situazione attuale: il lavoro povero, pagato meno di 9 euro all&#8217;ora, riguardava quasi 3 milioni di persone gi\u00e0 prima della pandemia. Oltre un milione erano giovani, con meno di 30 anni. Perch\u00e9 le competenze e le conoscenze dei giovani sono soggette a questa logica di scarsissima valorizzazione economica e in alcuni casi di sfruttamento?<br \/>\n<\/strong>I giovani italiani soffrono di un grave difetto del primo \u201canello della catena\u201d dei servizi al mercato del lavoro: cio\u00e8 del servizio di orientamento scolastico e professionale. Nei Paesi dove questo servizio funziona, esso raggiunge in modo sistematico, a tappeto, ogni adolescente all\u2019uscita di ogni ciclo della scuola media inferiore e superiore, traccia il profilo delle sue attitudini e quello delle sue aspirazioni, mette a confronto le une con le altre e indica i percorsi di formazione pi\u00f9 appropriati. Il tasso altissimo di disoccupazione giovanile si spiega principalmente con l\u2019assenza di questo servizio, organizzato in modo capillare. L\u2019alto tasso di disoccupazione, poi, diventa causa di debolezza nel mercato, che si traduce in lavoro pi\u00f9 precario e mal retribuito.<\/p>\n<p><strong>Veniamo alla questione che divide: i salari. Dal 2015 in poi i governi ci hanno provato a farli crescere con la decontribuzione e anche le imprese, soprattutto quelle del turismo, sono tornate a chiedere sconti fiscali per alzare i salari. Basta?<br \/>\n<\/strong>Il cuneo fiscale e contributivo, in Italia, grava sulle retribuzioni nette in misura nettamente superiore rispetto alla Germania, e ancor pi\u00f9 rispetto al Regno Unito. Nel 2015 il Governo enunci\u00f2 un progetto tendente alla riduzione progressiva del cuneo contributivo, che trov\u00f2 poi un inizio di attuazione con le leggi finanziarie del dicembre 2015 e 2016, con misure strutturali di decontribuzione del lavoro dei pi\u00f9 giovani. Quel progetto andrebbe ripreso e rilanciato.<\/p>\n<p><strong>Su questo giornale in molti, dallo specialista di previdenza Giuliano Cazzola all&#8217;ex segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli, spingono per dare pi\u00f9 spazio al contratto di prossimit\u00e0 in tema di salari. Non si rischia una deregulation a danno dei lavoratori se si sminuisce troppo il ruolo del contratto nazionale?<br \/>\n<\/strong>Il progetto che ho sostenuto in un libro del 2005, poi ripreso ne <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=55591\"><em>L\u2019intelligenza del lavoro<\/em><\/a>, di cui \u00e8 uscita da poco la nuova edizione, prevede che il contratto collettivo nazionale di settore conservi la funzione di \u201crete di sicurezza minima\u201d, cio\u00e8 di disciplina contrattuale che si applica per <em>default<\/em>, quando manchi un contratto aziendale; ma che il contratto aziendale, se stipulato da una coalizione sindacale maggioritaria nell\u2019impresa e che abbia un minimo di rappresentativit\u00e0 almeno in quattro regioni, possa derogare o addirittura sostituire il contratto nazionale. Come accade in Germania ormai da vent\u2019anni.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 uno storico sostenitore del contratto di secondo livello. Per\u00f2 questa strada ha prodotto una generazione di precari con salari bassissimi. \u00c8 ancora convinto che bisogna proseguire su questa strada?<br \/>\n<\/strong>Non mi pare che si possa imputare allo sviluppo, comunque fin qui modesto, della contrattazione aziendale il peggioramento relativo delle condizioni di lavoro nella fascia professionale medio-bassa, che si \u00e8 verificato nel corso dell\u2019ultimo quarto di secolo. Anche perch\u00e9 quelle condizioni non sono quasi mai l\u2019effetto di una previsione contenuta in contratto collettivo aziendale.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=53088\" rel=\"attachment wp-att-53088\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-53088\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Minimum-wage-1-300x282.png\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Minimum-wage-1-300x282.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Minimum-wage-1-150x141.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Minimum-wage-1.png 710w\" sizes=\"auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><\/a>\u00c8 arrivato il momento in Italia di introdurre il salario minimo?<br \/>\n<\/strong>Credo che la fissazione di uno standard retributivo orario minimo anche in Italia possa avere effetti molto positivi per correggere le distorsioni che si osservano molto diffusamente nella fascia bassa del mercato del lavoro e in particolare a danno degli immigrati, ma anche nell\u2019area della parasubordinazione. Dovrebbe, per\u00f2, essere uno standard espresso in termini di potere d\u2019acquisto. Il valore medio potrebbe essere fissato fra i sei e i sette euro, da moltiplicare per un coefficiente che vada da 0,8 a 1,2 in corrispondenza con le variazioni regionali del costo della vita.<\/p>\n<p><strong>I sindacati temono che la fissazione di uno standard orario minimo costituisca una mina sotto il sistema attuale della contrattazione collettiva centrata sul contratto nazionale.<br \/>\n<\/strong>Per un verso mi sembra che questo timore non costituisca un buon motivo per lasciare senza standard minimo \u2013 come lo sono oggi \u2013 le zone pi\u00f9 svantaggiate del mercato del lavoro. Per altro verso, la preoccupazione delle confederazioni maggiori potrebbe trovare risposta in una riscrittura dell\u2019ultimo comma dell\u2019articolo 39 della Costituzione, che consenta finalmente di risolvere la questione dell\u2019efficacia dei contratti collettivi nazionali di settore.<\/p>\n<p><strong>I sussidi hanno avuto un ruolo di protezione importantissimo durante la pandemia. Alcuni di questi, come il reddito di cittadinanza, esistevano gi\u00e0 prima e sono sempre pi\u00f9 richiesti. Il RdC fa parte oramai a livello strutturale del welfare italiano o va ridimensionato?<br \/>\n<\/strong>Il RdCnon \u00e8 altro che un rafforzamento e ampliamento del ReI, il reddito di inserimento, gi\u00e0 istituito in precedenza, e costituisce una parte molto rilevante del sistema del welfare italiano. Per\u00f2 va corretto per eliminare almeno gli abusi pi\u00f9 gravi che si osservano; e per evitare che abbia l\u2019effetto di un forte disincentivo al lavoro per quel 20 o 25 su cento di beneficiari che possono effettivamente essere utilmente inseriti nel tessuto produttivo. L\u00ec \u00e8 necessario che la condizionalit\u00e0 del beneficio sia effettiva; e per questo \u00e8 indispensabile investire in modo efficace sui servizi al mercato e le politiche attive del lavoro.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=59150\" rel=\"attachment wp-att-59150\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-59150\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Afol-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Afol-300x200.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Afol-150x100.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Afol-768x512.png 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Afol-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Afol.png 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Di investire sulle politiche del lavoro parlano tutti, ma ancora non si vede quasi nulla.<br \/>\n<\/strong>A Milano sta accadendo qualche cosa di importante su questo fronte: il Comune ha messo a disposizione dell\u2019Agenzia metropolitana per il lavoro e la formazione, AFOL, lo spazio necessario in una zona centrale della citt\u00e0 per la nascita dello <em>Hub Lavoro<\/em>: un grande <em>open space<\/em> nel quale soprattutto i giovani, ma anche chiunque altro sia in cerca di lavoro trover\u00e0 il \u201cprimo anello della catena\u201d dei servizi per il lavoro, oggi mancante: servizi di prima informazione, profilazione personale, <em>job counseling<\/em>, navigazione assistita nei siti web utili, incontri periodici con le aziende che assumono. Come nelle maggiori citt\u00e0 del centro e nord-Europa. Spero che questa iniziativa diventi un modello per tutto il resto del Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si deve affrontare e risolvere il problema della bassa produttivit\u00e0 del lavoro in Italia &#8211; Come potrebbe (e perch\u00e9 dovrebbe) essere istituito uno standard retributivo orario minimo assoluto . 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