
{"id":59595,"date":"2021-09-26T20:54:31","date_gmt":"2021-09-26T19:54:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=59595"},"modified":"2021-09-26T20:54:31","modified_gmt":"2021-09-26T19:54:31","slug":"il-penultimatum-di-cgil-cisl-e-uil-a-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=59595","title":{"rendered":"IL PENULTIMATUM DI CGIL CISL E UIL A DRAGHI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\"> La scelta della conservazione del posto di lavoro il pi\u00f9 a lungo possibile, e quindi del consenso a costo zero, \u00e8 la stella polare di un sindacato che rischia di sancire la propria irrilevanza<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNumero 105 del bollettino<\/em> Mercato del Lavoro News<em>, organo della Fondazione Anna Kuliscioff, 19 settembre 2021, a cura <strong>di Claudio Negro<\/strong> &#8211; In argomento v. anche il mio editoriale del 27 settmbre,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=59612\">Sette punti per il &#8220;Patto&#8221; proposto da Draghi<\/a> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=44464\" rel=\"attachment wp-att-44464\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-44464\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg\" alt=\"\" width=\"370\" height=\"95\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-150x38.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff.jpg 349w\" sizes=\"auto, (max-width: 370px) 100vw, 370px\" \/><\/a>Siamo all\u2019ultimatum; che come costume nazionale pu\u00f2 sempre eventualmente declassarsi a penultimatum. Si tratta in ogni caso di un declino grave, anche se non proprio inaspettato, di quel rapporto tra Sindacati e Governo Draghi che Letta all\u2019alba della sua Segreteria pronosticava protagonista di una nuova stagione di concertazione tra Politica e Parti Sociali, magari perfino con un po\u2019 di cogestione.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte per concertare occorre che le parti in gioco abbiano in mente una strategia, un percorso e degli obiettivi che imprimano un segno all\u2019economia e alla politica: su questa base il negoziato e l\u2019inevitabile mediazione sono un valore aggiunto, permettono di fare dei passi avanti; come con Craxi nell\u201984, Amato nel \u201992, Ciampi nel \u201993.<\/p>\n<p>Stavolta la visione strategica \u00e8 tutta di Draghi, pi\u00f9 volte illustrate pubblicamente ed esposte alle forze politiche e sociali e declinate nel PNRR. La visione strategica del sindacato \u00e8 rimasta dissimulata sotto una caterva di rivendicazioni che impedivano la visione di un progetto organico. E magari \u00e8 meglio cos\u00ec, perch\u00e9 le poche volte che si poteva cogliere il balenare di un\u2019idea ne veniva illuminata la pochezza, la retorica, l\u2019inadeguatezza dell\u2019analisi e della cognizione sulla realt\u00e0 dell\u2019economia e del lavoro.<br \/>\nLe rivendicazioni costanti sono state quella del divieto di licenziamento, della proroga continuamente prorogata della Cassa Integrazione anche in presenza di concreta cessazione dell\u2019attivit\u00e0 aziendale, del divieto di delocalizzare; \u00e8 venuta fuori la lotta agli investimenti stranieri (\u201cbasta con lo strapotere delle multinazionali\u201d), \u00e8 stata rievocata una politica industriale in cui lo Stato dice alle imprese cosa devono fare (tipo Stellantis deve aumentare la produzione per combattere la crisi dell\u2019automotive), o anche che lo Stato deve tornare a fare l\u2019imprenditore, usando i soldi dei contribuenti per tenere in vita aziende decotte; e, in materia di quel mistero che si chiama Politiche Attive, che l\u2019importante \u00e8 che la riforma investa sui Centri per l\u2019Impiego Pubblici e dia certezza di assunzione ai \u201cnavigator\u201d. E ha rifatto capolino pure il Piano Quinquennale\u2026<\/p>\n<p>In realt\u00e0 questa inverosimile messa in scena indica una scelta operata nei fatti dal Sindacato, pressato e affannato dagli effetti attuali e materiali della crisi: la scelta di una politica in cui la conservazione del posto di lavoro il pi\u00f9 a lungo possibile, e quindi il consenso a costo zero, \u00e8 la stella polare, assieme ad una posizione genericamente indisponibile a discutere di riforme se non per rivendicare la sostanziale continuit\u00e0 delle situazioni in atto e a marcare in ogni caso un\u2019immagine identitaria. E una \u201cnarrazione\u201d che presenta gli ultimi anni come teatro di una continua erosione dei diritti del lavoro, i cui capisaldi sono stati la Legge Fornero e il Jobs Act.<\/p>\n<p>E\u2019 un punto di vista \u201crevanscista\u201d che genera inevitabilmente un atteggiamento conflittuale e non collaborativo: altro che concertazione..! Del resto basta osservare la recente vicenda dei Green Pass: il Sindacato incartato (e ovviamente battuto) in un\u2019incomprensibile posizione di difesa dei no vax parallela alla richiesta di obbligo di vaccino per legge ha esclusivamente cercato di darsi un\u2019immagine intransigente e combattiva, a costo di giocarsi anche gli ultimi alleati politici, come ha dimostrato il dibattito televisivo (Agor\u00e0 17 settembre) in cui \u00e8 stato accusato perfino Fassina di aver tradito le tradizioni della sinistra e il mondo del lavoro, provocando un putiferio.<\/p>\n<p>Ma a commutare ostilit\u00e0 e rissosit\u00e0 nei confronti di Draghi in qualcosa di politicamente pi\u00f9 preciso e concreto \u00e8 intervenuto, come sempre pi\u00f9 spesso accade, Maurizio Landini, che ai delegati FIOM ha illustrato i contenuti dell\u2019ultimatum, non trascurando l\u2019appello ai combattenti per l\u2019immancabile vittoria! E ha elencato con precisione i prossimi terreni di scontro con Draghi: le pensioni, per le quali si rivendica un allargamento del diritto al pensionamento anticipato; gli ammortizzatori sociali, per i quali, aggirando il fastidio di dire qualcosa di sensato sulle politiche attive, si rivendica il prolungamento di tutto fino a (per ora) dicembre; la riforma fiscale, per la quale si reclama che tutte le risorse disponibili vengano utilizzate per aumentare il netto in busta paga dei lavoratori dipendenti. Nulla finora sulla concorrenza, ma \u00e8 facile immaginare cosa accadr\u00e0 quando dalla liberalizzazione delle professioni si passer\u00e0 a discutere delle Societ\u00e0 Partecipate o Municipalizzate che gestiscono i Servizi Pubblici.<br \/>\nIl tutto inserito in uno scenario bellicoso, compendiato dalla parola d\u2019ordine \u201criprendiamoci le piazze\u201d, che lascia poco spazio all\u2019immaginare quale potr\u00e0 essere la natura del \u201cdibattito\u201d col Governo.<\/p>\n<p>Si va delineando tragicamente un quadro in cui il Sindacato potrebbe diventare una delle pi\u00f9 agguerrite lobby ad avversare il piano di riforme del PNRR, con alcune conseguenze molto gravi sul piano delle relazioni politiche ed industriali.<br \/>\nInnanzitutto il Sindacato certificherebbe di avere un critico problema di comprensione della realt\u00e0 e di essersi rinchiuso in uno stato catatonico con serissimi problemi identitari. Come conseguenza una parte del Paese (e non \u201clor signori\u201d) si convincerebbe che del Sindacato si pu\u00f2 fare a meno, anzi sarebbe meglio\u2026 Sarebbe da sperare che, siccome nel Sindacato, come hanno indicato le recenti polemiche sul Green Pass, non tutti sono convinti che vada bene cos\u00ec, qualcuno trovi la forza e il consenso per aprire un dibattito su un tema che sta per diventare decisamente scottante: il futuro di questo Sindacato in questo Paese. In questo caso potremmo almeno affermare che non tutto il male vien per nuocere!<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scelta della conservazione del posto di lavoro il pi\u00f9 a lungo possibile, e quindi del consenso a costo zero, \u00e8 la stella polare di un sindacato che rischia di sancire la propria irrilevanza . 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