
{"id":59602,"date":"2021-09-23T21:56:08","date_gmt":"2021-09-23T20:56:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=59602"},"modified":"2021-09-23T22:33:03","modified_gmt":"2021-09-23T21:33:03","slug":"il-giudice-e-il-segreto-del-gommista-efficiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=59602","title":{"rendered":"IL GIUDICE E IL SEGRETO DEL GOMMISTA EFFICIENTE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;esempio del meccanico che deve cambiare i pneumatici a 100 auto spiega perch\u00e9 se i giudici lavorassero in modo sequenziale, invece che trattare 200 o 300 giudizi contemporaneamente, i tempi della Giustizia migliorerebbero fortemente, anche a parit\u00e0 di organici<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo di Andrea Ichino pubblicato sul quotidiano <\/em>il Foglio<em> il 23 settembre 2021 &#8211; Sul progetto Themis, dal quale \u00e8 nata l&#8217;agenda A-Lex menzionata in questo articolo, v. il <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=47101\">portale a esso dedicato<\/a> &#8211; In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico del 3 agosto,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=59446\">Giustizia: il grosso \u00e8 ancora da fare<\/a> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_58950\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58950\" rel=\"attachment wp-att-58950\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-58950\" class=\"size-medium wp-image-58950\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Ichino-300x172.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Ichino-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Ichino-150x86.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Ichino.jpg 314w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-58950\" class=\"wp-caption-text\">Andrea Ichino<\/p><\/div>\n<p>\u00c8 un bene che la Prof. Cartabia abbia messo mano alla riforma della giustizia penale, ma il problema pi\u00f9 grave \u00e8 la lentezza della giustizia civile che ha costi molto maggiori e pi\u00f9 diffusi per i cittadini e lo sviluppo economico.<\/p>\n<p>In una serie di lavori scientifici, con Decio Coviello (HEC Montreal) e Nicola Persico (Northwestern), abbiamo misurato differenze elevate e persistenti di velocit\u00e0 nello smaltimento dei processi tra giudici con lo stesso carico medio di lavoro per quantit\u00e0 e qualit\u00e0. Oltre la met\u00e0 della differenza tra i pi\u00f9 veloci e i pi\u00f9 lenti \u00e8 spiegata dal grado con cui il giudice adempie l\u2019obbligo di concentrare le udienze di un processo, trattando i casi assegnati il pi\u00f9 possibile in sequenza, non in parallelo.<\/p>\n<p>Per capire la ragione di questo risultato \u00e8 utile immaginare un gommista che debba cambiare le gomme a 10 macchine\u00a0a lui consegnate tutte insieme alle 8 del mattino. Se procede cambiando prima la ruota anteriore sinistra di ogni macchina, poi l\u2019anteriore destra &#8230; e cosi\u2019 via, consegnera\u2019 le macchine ai clienti quasi tutte insieme, ma dopo molto tempo dall\u2019inizio del lavoro.\u00a0 Per esempio, se cambiare una ruota richiede 15 minuti, i clienti dovranno aspettare circa 8\/10 ore per avere la loro macchina. \u00a0Se invece il gommista cambia subito tutte le ruote della prima macchina, poi tutte le ruote della seconda e cos\u00ec via, riuscir\u00e0 a consegnare in pochissimo tempo la prima auto, poi via via le altre, mentre solo il decimo ricever\u00e0 l\u2019auto esattamente nello stesso momento in cui l\u2019avrebbe ricevuta con il primo modo di procedere. In altre parole, se il gommista lavora in modo sequenziale, il primo cliente riceve la macchina dopo un\u2019ora, il secondo dopo due ore \u2026 il decimo dopo 10 ore: la durata media in questo modo si riduce a 5.5 ore, quasi la meta\u2019 rispetto al tempo impiegato lavorando in parallelo.<\/p>\n<p>Considerando ogni ruota come l\u2019udienza di un processo, la maggior parte dei giudici italiani lavora nel primo modo, ossia \u201cparallelamente\u201d su molti processi.\u00a0I tempi della giustizia si accorcerebbero invece \u201cmeccanicamente\u201d (per il semplice principio matematico esemplificato dal gommista), se i giudici lavorassero in modo \u201csequenziale e concentrato\u201d su un numero limitato di processi, cercando di chiuderli prima di aprirne di nuovi.<\/p>\n<p>Questo modo di procedere, associato alla pubblicazione del \u201cCalendario del processo\u201d fin dall\u2019inizio del giudizio (come previsto dall\u2019art. 81-<em>bis<\/em> disp. att. c.p.c.), avrebbe anche l\u2019effetto di rendere la durata di un caso meno incerta. Non \u00e8 un vantaggio da poco perch\u00e9 anche l\u2019incertezza dei tempi di un processo, non solo la sua lunghezza, \u00e8 costosa per i cittadini.<\/p>\n<p>Per lavorare in modo sequenziale, tuttavia, il giudice ha bisogno di una agenda elettronica che sia in grado di identificare le prime date disponibili nelle quali fissare le udienze di un processo e di offrire questo servizio in modo differenziato a seconda della categoria e del livello di urgenza dei casi assegnati. Attualmente il Ministero della Giustizia non offre ai giudici un software di questo tipo, e infatti la maggioranza dei magistrati usa le agende di Google o Outlook, quando va bene, o addirittura quelle di carta. Strumenti per\u00f2 con i quali applicare il principio del gommista efficiente al lavoro del magistrato \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p>La Fondazione Giuseppe Pera insieme alla software house Centro Nuova Comunicazione, finanziate da CARILUCCA e altri donatori, tra cui tutte le maggiori associazioni imprenditoriali italiane, ha creato l\u2019agenda elettronica A-Lex che aiuta il giudice a concentrare le udienze di ciascun processo nelle prime date disponibili e a lavorare in modo il pi\u00f9 possibile sequenziale sui casi assegnati, aumentando la velocit\u00e0 di smaltimento dell\u2019arretrato.<\/p>\n<p>Quattro anni fa il software \u00e8 stato offerto in donazione al Ministero, che per ora non ha accettato la donazione e non ha messo A-lex a disposizione dei giudici, nemmeno in via sperimentale, anche se alcuni di loro hanno iniziato a usarla con successo. Sarebbe davvero un\u2019altra notizia positiva se il Governo Draghi, e in particolare i Ministri Cartabia e Colao, volessero invece approfittare di questa opportunit\u00e0 a costo zero per provare a ridurre i tempi della giustizia civile.<\/p>\n<p>L\u2019agenda A-Lex \u00e8 stata presentata mercoled\u00ec al convegno su \u201cMeasuring and Evaluating Public Administration Efficiency\u201d organizzato dalla Banca d\u2019Italia e dalla World Bank.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esempio del meccanico che deve cambiare i pneumatici a 100 auto spiega perch\u00e9 se i giudici lavorassero in modo sequenziale, invece che trattare 200 o 300 giudizi contemporaneamente, i tempi della Giustizia migliorerebbero fortemente, anche a parit\u00e0 di organici . 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