
{"id":60315,"date":"2021-12-18T12:50:03","date_gmt":"2021-12-18T11:50:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60315"},"modified":"2021-12-20T18:21:17","modified_gmt":"2021-12-20T17:21:17","slug":"il-rebus-del-lavoro-debole-e-come-lo-si-risolve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60315","title":{"rendered":"IL REBUS DEL LAVORO DEBOLE E COME LO SI RISOLVE"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><span class=\"gmail-s1\" style=\"color: #993300;\">Per aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro degli italiani dobbiamo incentivare e sostenere, anche economicamente, la transizione delle persone dalle strutture meno produttive (che non vanno difese a oltranza come siamo soliti fare) a quelle pi\u00f9 produttive, che cercano e non trovano il personale di cui hanno bisogno<\/span><\/h4>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm; text-align: left;\" align=\"center\"><em><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Gabriel Bertinetto pubblicata sul sito <\/span><\/span><\/em><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">AppLavoro.it<\/span><\/span><em><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\"> il 20 dicembre 2021 &#8211; Pu\u00f2 essere interessante un confronto con la <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57581\">mia intervista pubblicata esattamente un anno prima sullo stesso sito<\/a><br \/>\n<\/span><\/span><\/em><!--more--><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\" style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica', sans-serif;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60324\" rel=\"attachment wp-att-60324\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-60324\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/AppLavoro.png\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/AppLavoro.png 225w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/AppLavoro-150x107.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p>Con Piero Ichino, docente di diritto del lavoro all\u2019Universit\u00e0 di Milano, tentiamo di tracciare un bilancio di fine anno sullo stato dell\u2019economia italiana e del mercato del lavoro in particolare. Lo sguardo \u00e8 rivolto anche al futuro e alle prospettive di miglioramento offerte dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), nel quale tuttavia, secondo il prof. Ichino, il capitolo dedicato alle politiche per il lavoro \u00e8 troppo generico. Nell\u2019insieme la situazione produttiva ed occupazionale nel suo complesso ricorda uno di quei difficili rebus di cui Ichino parla in un recente libro dedicato all\u2019enigmistica: (<a href=\"https:\/\/www.bompiani.it\/catalogo\/lora-desiata-vola-9788830106529\"><strong><em>L\u2019ora desiata vola<\/em><\/strong><\/a><strong><a href=\"https:\/\/www.bompiani.it\/catalogo\/lora-desiata-vola-9788830106529\">, Bompiani, 2021<\/a><\/strong>)<\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Il suo ultimo libro\u00a0 (<\/span><\/b><\/span><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58732\"><b><i><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif;\">L\u2019ora desiata vola<\/span><\/i><\/b><\/a><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">, Bompiani, 2021) spiega come si risolvono i rebus enigmistici. Gli chiediamo: professore, vede una analogia tra quelli che lei spiega nel libro e i rebus politici ed economici che il nostro Paese deve risolvere?<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">L\u2019analogia sta in questo: che anche nel mondo della politica e dell\u2019economia c\u2019\u00e8 una realt\u00e0 apparente e una verit\u00e0 nascosta sottostante, che occorre saper leggere.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Uno piuttosto complicato \u00e8 quello che l\u2019Italia sta cercando di risolvere alle prese con i problemi provocati dalla pandemia. Qual \u00e8 la realt\u00e0 apparente e quale la verit\u00e0 nascosta, nel rebus dell\u2019economia e del mercato del lavoro in questa fase di ripresa?<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">La realt\u00e0 immediatamente percepibile \u00e8 quella di dieci persone disoccupate ogni cento presenti nel mercato del lavoro, e addirittura di trenta giovani disoccupati ogni cento: quindi di una grave carenza di posti di lavoro. La verit\u00e0 nascosta \u00e8 che le imprese stentano a trovare un dipendente ogni tre che stanno cercando: cio\u00e8 che ci sono centinaia di migliaia di posti permanentemente scoperti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">E come si risolve questo rebus?<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Ponendoci in condizione di costruire i percorsi \u2013 fatti di informazione, orientamento, formazione mirata agli sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e misurata nella sua efficacia, assistenza alla mobilit\u00e0 professionale e anche geografica \u2013 che consentono a chi cerca un lavoro di conoscere e quindi candidarsi con successo ai posti disponibili: in questo consistono le politiche attive del lavoro. Ma \u00e8 una materia sulla quale l\u2019Italia \u00e8 indietro di decenni rispetto ai maggiori Paesi del centro e nord-Europa.<\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Molte speranze sono riposte nel PNRR, il Piano di Nazionale di Ripresa e Resilienza, cio\u00e8 nei fondi speciali che l\u2019Unione Europea mette a disposizione dei Paesi membri per superare l\u2019emergenza originata dalla diffusione del virus. Cosa possiamo aspettarci in particolare in rapporto alla crescita produttiva e occupazionale?<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Il PNRR, con il solo suo annuncio, ha prodotto una fortissima inversione del trend congiunturale, un rimbalzo economico che probabilmente ci consentir\u00e0 di recuperare le perdite di PIL causate dalla pandemia entro il prossimo anno. Per\u00f2 il capitolo del PNRR dedicato alle politiche attive del lavoro \u00e8 molto, troppo generico; e troppo generico e astratto, a mio modo di vedere, \u00e8 anche il decreto interministeriale destinato a dargli attuazione. Su questo terreno occorrerebbe pi\u00f9 concretezza. E non occorrono tanto nuove norme legislative, quanto una molto maggiore capacit\u00e0 di implementazione di quelle vigenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Per usufruire dei finanziamenti europei l\u2019Italia, cos\u00ec come gli altri Paesi, ha dovuto garantire l\u2019attuazione di alcune importanti riforme. Come stiamo procedendo su questo terreno?<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">In alcuni campi mi sembra che stiamo procedendo bene: soprattutto in quello dello sviluppo digitale, ma anche in quello delle infrastrutture di trasporto \u2013 pur con qualche punto che offre il fianco a critiche \u2013, in quello della transizione ecologica, forse anche in quello della giustizia. Vedo invece un ritardo preoccupante sul versante scolastico e su quello delle politiche attive del lavoro. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=58668\" rel=\"attachment wp-att-58668\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-58668\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/PNRR-1-300x114.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"114\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/PNRR-1-300x114.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/PNRR-1-150x57.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/PNRR-1.jpg 364w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per\u00f2 una parte rilevante delle risorse del PNRR sar\u00e0 destinata al potenziamento dei Centri per l\u2019Impiego. Non pensa che pu\u00f2 essere la volta buona per fare un grosso passo in avanti anche in questo settore?<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Vede, il nostro problema \u00e8 che in questo settore, dopo la bocciatura della riforma costituzionale del 2016, la competenza legislativa e amministrativa \u00e8 rimasta interamente riservata alle Regioni; alla maggior parte delle quali mancano proprio le competenze basilari indispensabili per adempiere il compito. La soluzione dovrebbe consistere nella fissazione da parte dello Stato di alcuni standard minimi inderogabili, i Livelli Essenziali delle Prestazioni; poi l\u2019Agenzia a ci\u00f2 preposta \u2013 l\u2019Anpal \u2013 dovrebbe intervenire in via sussidiaria in tutte le situazioni nelle quali l\u2019amministrazione regionale si mostra non in grado di garantire quegli standard.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Ma per questo occorrerebbe che almeno l\u2019Anpal stessa fosse all\u2019altezza del compito<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">.<br \/>\nAppunto. Questa agenzia nazionale \u00e8 invece rimasta paralizzata per quasi due anni da un presidente che pretendeva di dirigerla dal Mississippi, poi \u00e8 stata reincorporata nella struttura del ministero del Lavoro, cos\u00ec perdendo anche l\u2019attitudine e la flessibilit\u00e0 necessarie per attrarre le competenze professionali indispensabili in relazione alle esigenze che via via si manifestano. Considero questo un errore; \u00e8 indicativo di una mancanza di visione strategica su questa materia e di una rinuncia a far tesoro delle esperienze pi\u00f9 positive dei nostri partner europei. L\u2019unico vantaggio che abbiamo, con l\u2019essere un Paese fortemente arretrato su questo terreno rispetto ai nostri partner, \u00e8 la possibilit\u00e0 di sfruttare per cos\u00ec dire \u201cparassitariamente\u201d le loro esperienze migliori, in modo da superare in poco tempo il ritardo pluridecennale che ci separa da loro; ma in questo momento non vedo in casa nostra la determinazione e l\u2019impegno necessari per un colpo di reni del genere.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Non la convincono i progetti per rendere pi\u00f9 efficace la formazione professionale, che Lei ha sempre ritenuto essere uno dei fattori principali per vincere la disoccupazione?<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Per rendere pi\u00f9 efficace la formazione professionale occorrerebbe in primo luogo misurarne in modo capillare e sistematico la capacit\u00e0 di soddisfare le esigenze delle persone e delle imprese. Per questo occorrerebbe innanzitutto che venisse attuata l\u2019anagrafe della formazione e che i dati cos\u00ec resi disponibili venissero incrociati con quelli delle Comunicazioni Obbligatorie al ministero del Lavoro, dell\u2019iscrizione alle liste e albi professionali, nonch\u00e9 alle liste di disoccupazione: si potrebbe cos\u00ec rilevare, per ogni corso, il tasso di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi, che \u00e8 l\u2019indice di qualit\u00e0 del servizio pi\u00f9 efficace di cui possiamo disporre.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Ma per questo ci vorrebbe una legge che imponesse la rilevazione sistematica.<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">No, le norme legislative che la prevedono sono gi\u00e0 in vigore da sei anni: sono contenute negli articoli da 13 a 16 del decreto legislativo n. 150 del 2015, uno degli otto decreti attuativi del Jobs Act. Solo che n\u00e9 le Regioni si sono peritate di darvi attuazione, n\u00e9 lo Stato ha ritenuto di doverlo esigere.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Si parla molto della necessit\u00e0 di modifiche al sistema di welfare. Siamo sulla buona strada?<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-apple-converted-space\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\"><br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-apple-converted-space\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">La prima modifica che occorre, su questo terreno, consiste nel non mettere pi\u00f9 al primo posto l\u2019esigenza di mandare in pensione le persone indiscriminatamente prima del tempo, come continuano invece a chiedere prioritariamente le nostre confederazioni sindacali maggiori. La spesa sociale dello Stato non dovrebbe essere indirizzata a espellere precocemente le persone anziane dal mercato del lavoro, bens\u00ec a combattere la povert\u00e0 infantile e la deprivazione della scuola, ad assistere le famiglie che hanno a carico persone non autosufficienti, a promuovere e assistere la maternit\u00e0. Anche a combattere la povert\u00e0 degli adulti; ma in questo caso stando molto attenti a evitare che il sostegno del reddito non diventi un incentivo all\u2019uscita dal \u2013 o all\u2019inerzia nel \u2013 mercato del lavoro: per questo occorre una condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito, che non richiede tanto nuove norme legislative, quanto capacit\u00e0 di assistenza capillare e quotidiana, persona per persona.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=46979\" rel=\"attachment wp-att-46979\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-46979\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Gig-economy-3.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Gig-economy-3.jpg 298w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Gig-economy-3-150x85.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/a>Il blocco dei licenziamenti deciso durante la fase pi\u00f9 acuta della crisi Covid non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Alcune aziende ne hanno approfittato per massicci licenziamenti, bench\u00e9 quelle stesse aziende spesso avessero beneficiato di generosi contributi governativi.<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Guardi che i licenziamenti per chiusura dell\u2019azienda non erano vietati neppure durante il blocco per l\u2019emergenza Covid: se dunque negli ultimi mesi si sono verificati alcuni casi di questo genere, come quello della Whirpool napoletana, o quello della GKN fiorentina, ci\u00f2 non \u00e8 certo dovuto al fatto che sia venuto meno il blocco dei licenziamenti. Per altro verso, osservo che questi licenziamenti collettivi riguardano qualche centinaio di persone, mentre i giacimenti occupazionali inutilizzati di cui abbiamo parlato prima offrirebbero centinaia di migliaia di occasioni di lavoro: non dovrebbe dunque essere un problema drammatico costruire i percorsi di riqualificazione e riconversione necessari per riassorbire nel tessuto produttivo tutte le persone interessate. Operazione, oltretutto, necessaria per aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">In che senso?<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Se<b> <\/b>un\u2019azienda chiude, \u00e8 quasi sempre perch\u00e9 essa fa registrare un qualche difetto di produttivit\u00e0. Quando questo accade, i sindacati e le forze politiche solitamente si affannano a sostenere il contrario, affermando che l\u2019azienda funzionava benissimo e che il suo problema \u00e8 costituito solo dall\u2019incapacit\u00e0 del management; ma in questo modo sindacati e forze politiche incoraggiano le persone interessate ad aggrapparsi con le unghie e coi denti a una struttura che per lo pi\u00f9 non \u00e8 in grado di valorizzare al meglio il loro lavoro. E poich\u00e9 accade frequentemente che questa difesa della vecchia struttura abbia successo, il risultato \u00e8 che si tiene in vita una struttura nella quale la produttivit\u00e0 del lavoro \u00e8 pi\u00f9 bassa di quello che potrebbe essere. Se vogliamo aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro degli italiani, invece, dobbiamo incentivare e sostenere la transizione delle persone dalle strutture meno produttive a quelle pi\u00f9 produttive, che cercano e non trovano il personale di cui hanno bisogno.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Gi\u00e0, ma sostenere questa transizione \u00e8 molto costoso.<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Se \u00e8 per questo, \u00e8 molto pi\u00f9 costoso tenere le persone in cassa integrazione a zero ore per anni e anni, come siamo soliti fare. Pensi ai dipendenti della Whirpool: se invece di tenerli per un lustro intero in freezer avessimo attivato tempestivamente i percorsi necessari per porli in condizione di accedere ai posti di lavoro che restano scoperti per mancanza di offerta, anche ipotizzando percorsi lunghi e impegnativi, anche offrendo loro un\u2019indennit\u00e0 di formazione pari al cento per cento dell\u2019ultima retribuzione, questo ci sarebbe costato molto meno di quello che abbiamo speso.<b><\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">I sindacati, invece, paiono restii in alcuni casi a esplorare soluzioni che implichino il ricollocamento dei lavoratori. Come valuta questo atteggiamento?<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Non sempre e non tutti i sindacati assumono questo atteggiamento. Ma per incoraggiare l\u2019atteggiamento giusto occorrerebbe che la rete dei servizi al mercato del lavoro funzionasse molto meglio di come funziona oggi. \u00a0\u00c8 proprio il suo difetto di funzionamento che genera il circolo vizioso tra paura del mercato da parte dei lavoratori, aumento dei costi di separazione a carico delle aziende, abbassamento del rendimento richiesto per mantenere il posto, riduzione della produttivit\u00e0 media del lavoro, riduzione della mobilit\u00e0 delle persone, maggiore difficolt\u00e0 di trovare un nuovo lavoro quando si perde il vecchio.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"gmail-p3\" style=\"margin: 0cm;\"><span class=\"gmail-s1\"><b><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Quali voci metterebbe in risalto se dovesse fare un ipotetico bilancio consuntivo per il 2021 e preventivo per il 2022, in materia di politiche economiche e per il lavoro?<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span class=\"gmail-s1\"><span style=\"font-size: 10.5pt; font-family: 'Helvetica',sans-serif; color: #232323;\">Nel<b> <\/b>bilancio consuntivo del 2021, in materia di lavoro, se si esclude il forte recupero dei livelli occupazionali \u2013 che per\u00f2 \u00e8 interamente dovuto alle politiche macroeconomiche espansive e non a un potenziamento delle politiche attive del lavoro, che non c\u2019\u00e8 stato \u2013 non vedo molte voci positive. Quanto al bilancio preventivo per il 2022, una nota molto positiva \u00e8 costituita a mio avviso dalla previsione, contenuta nel disegno di legge del Governo in materia fiscale, di una detassazione selettiva dei redditi di lavoro femminile. Il testo legislativo parla in proposito di detassazione del \u201csecondo reddito familiare\u201d, ma la misura \u00e8 sostanzialmente mirata a sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro: una \u201cazione positiva\u201d mirata ad aumentare il nostro tasso di occupazione femminile, innaturalmente basso rispetto alla media dei Paesi OCDE, che costituisce oltretutto un inadempimento dell\u2019impegno assunto in proposito dall\u2019Italia con il trattato di Lisbona del 2000.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro degli italiani dobbiamo incentivare e sostenere, anche economicamente, la transizione delle persone dalle strutture meno produttive (che non vanno difese a oltranza come siamo soliti fare) a quelle pi\u00f9 produttive, che cercano e non trovano il personale di cui hanno bisogno . 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