
{"id":60435,"date":"2022-01-18T14:53:53","date_gmt":"2022-01-18T13:53:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60435"},"modified":"2022-01-19T22:36:47","modified_gmt":"2022-01-19T21:36:47","slug":"apprendistato-del-rebus-12-il-divieto-della-stessa-radice-lessicale-in-prima-lettura-e-soluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60435","title":{"rendered":"APPRENDISTATO DEL REBUS &#8211; 12. IL DIVIETO DELLA STESSA RADICE LESSICALE IN PRIMA LETTURA E SOLUZIONE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La regola generale la proibisce; per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec assoluta come sembra: con le lettere di una parola ben pu\u00f2 costruirsene un&#8217;altra cha abbia la stessa origine etimologica, ma un significato profondamente diverso<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nDodicesima lezione, 24 gennaio 2022 \u2013 Nell&#8217;epigrafe della <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60390\">penultima lezione<\/a> si trovano i link a ciascuna delle lezioni precedenti<br \/>\n<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_60437\" style=\"width: 306px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60437\" rel=\"attachment wp-att-60437\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60437\" class=\"size-medium wp-image-60437\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Apppunto-di-Briga-1980-296x300.jpg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Apppunto-di-Briga-1980-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Apppunto-di-Briga-1980-148x150.jpg 148w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Apppunto-di-Briga-1980.jpg 636w\" sizes=\"auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60437\" class=\"wp-caption-text\">Appunto di Giancarlo Brighenti per un collaboratore, 1980, tratto da <em>L&#8217;estro e il maestro<\/em>. <em>Omaggio a Briga<\/em>, a cura de La <em>Settimana Enigmistica<\/em>, 2006<\/p><\/div>\n<p>Giancarlo Brighenti, allora responsabile della sezione rebus della <em>Settimana Enigmistica<\/em>, in un appunto del 1980 avvertiva un collaboratore di questa regola: tra una parola che compare nella prima lettura (&#8220;chiave&#8221;) e una che compare nella soluzione, costruita per mezzo del materiale testuale fornito dalla prima, non pu\u00f2 esserci una radice etimologica comune e quindi una parte di significato comune. Il <em>Briga<\/em> avverte che la comunanza di radice e di significato, indicata nel linguaggio degli addetti ai lavori col termine <em>equipollenza<\/em>, &#8220;\u00e8 un errore tecnico rebussistico da evitare nel modo pi\u00f9 assoluto. Quando una parola deriva da un&#8217;altra &#8211; es. forza <em>leonina<\/em> (e si fa <em>leoni<\/em>) <em>impuntarsi <\/em>(e si fa <em>punta<\/em>) con la stessa radice etimologica non va. \u00c8 accettabile invece il netto bisenso: es. diligenza, credenza, folle, ecc.&#8221;.<\/p>\n<p>A questo proposito <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58732\"><span style=\"text-decoration: underline;\">ho osservato per\u00f2 a suo luogo<\/span><\/a> che \u00abl\u2019origine etimologica lontana comune a due parole [&#8230;] non impedisce che una delle due compaia in prima lettura e l\u2019altra nella soluzione, <strong>se i rispettivi significati sono molto diversi e la divaricazione tra di essi \u00e8 antica<\/strong>. Cos\u00ec, per esempio, \u201ccommessa\u201d pu\u00f2 comparire in prima lettura con il significato di \u201caddetta alle vendite in un negozio\u201d, poi nella soluzione con quello di \u201cordine di fornitura di un bene o servizio\u201d, nonostante entrambi i significati siano riconducibili all\u2019etimo latino <em>cum mittere-missum<\/em>. Non mancano, ovviamente, i casi dubbi. [&#8230;] Il problema pu\u00f2 essere sintetizzato cos\u00ec: in alcuni casi, come quelli di \u201ccommessa\u201d, \u201ccredenza\u201d, \u201cdiligenza\u201d, \u201clega\u201d, \u201clegge\u201d, \u201cmostro\u201d o \u201cpesto\u201d, le parole simili o identiche nella composizione letterale e con un\u2019origine etimologica comune, ma con due significati molto allontanatisi fra loro, possono essere viste come <strong>gli estremi dei due bracci di una Y<\/strong>, dove il gambo rappresenta l\u2019origine delle due parole, cio\u00e8 l\u2019etimo da cui esse derivano. La possibilit\u00e0 che in un rebus una di queste parole compaia con un significato in prima lettura e con l\u2019altro significato nella soluzione [&#8230;] dipende\u2026 dalla lunghezza delle braccia, quindi dalla divaricazione dei significati, rispetto alla lunghezza del gambo della Y: se le braccia sono troppo corte, quindi il punto di divaricazione dei loro percorsi evolutivi \u00e8 troppo vicino, non si pu\u00f2. Ma quale sia il limite, l\u2019esatto confine, a quanto mi consta nessuno lo ha ancora stabilito in modo preciso.\u00bb<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60439\" rel=\"attachment wp-att-60439\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-60439 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Consoli-dimissionari.jpg\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"439\" \/><\/a> Esaminiamo, per esempio, questo rebus di <em>Cantachiaro<\/em> (Michele Farano), pubblicato a suo tempo sulla <em>Settimana Enigmistica<\/em> e ripreso ne <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58732\"><em>L&#8217;ora desiata vola<\/em><\/a> (dove compare col n. 70). Osserviamo preliminarmente che manca qualsiasi grafema: \u00e8 quello che nel linguaggio tecnico viene indicato come un &#8220;rebus muto&#8221;, nel quale cio\u00e8 la prima lettura si trasforma nella soluzione senza che alle &#8220;chiavi&#8221; si aggiungano delle lettere (indicate da grafemi) ma solo in virt\u00f9 della diversa cesura tra le parole.<\/p>\n<p>Qui la prima chiave \u00e8 chiaramente costituita dai due religiosi; e se si considerano le capanne primitive in secondo piano, \u00e8 facile giungere alla conclusione che essi sono probabilmente dei &#8220;missionari&#8221;. I due portano tra le braccia dei solidi geometrici; atteggiamento che nei rebus assai frequentemente si esprime semplicemente mediante la preposizione &#8220;con&#8221; seguita dall&#8217;oggetto o gli oggetti tenuti in mano o recati: dunque &#8220;con solidi&#8221;. A questo punto la difficolt\u00e0 della soluzione sta soltanto nella necessit\u00e0 dell&#8217;inversione tra soggetto e complemento, per ottenere la prima lettura suscettibile di trasformarsi nella soluzione mediante la diversa cesura tra le parole:<\/p>\n<p><strong>Con solidi missionari = Consoli dimissionari<\/strong>.<\/p>\n<p>Per tornare al problema del divieto di &#8220;equipollenza&#8221; tra parola della prima lettura e parola della soluzione, dal quale siamo partiti, osserviamo che anche la parola &#8220;missionario&#8221; viene dalla radice latina <em>mittere-missus-missio<\/em>; e questa \u00e8 la stessa radice da cui derivano le parole &#8220;dimissioni&#8221; e &#8220;dimissionario&#8221;, nelle quali alla radice <em>missio<\/em> si aggiunge il prefisso &#8220;de&#8221; che indica allontanamento, abbassamento o privazione. Ciononostante la <em>Settimana Enigmistica<\/em> &#8211; i cui criteri selettivi sono severissimi &#8211; ha approvato e pubblicato questo rebus: donde la conferma che, nonostante l&#8217;origine etimologica comune, \u00e8 consentito utilizzare in prima lettura la parola &#8220;missionari&#8221; per costruire nella soluzione la parola &#8220;dimissionari&#8221;, perch\u00e9 la divergenza dei significati delle due parole \u00e8 molto netta e molto antica. Ovvero: le due braccia della Y sono sufficientemente divaricate e lunghe rispetto al suo gambo.<\/p>\n<p>Dunque il divieto della radice etimologica comune, tra chiave appartenente alla prima lettura e parola appartenente alla soluzione non \u00e8 cos\u00ec assoluta, come potrebbe apparire dalla regola enunciata dal grande <em>Briga<\/em>. Del resto, due degli stessi bisensi da lui citati nell&#8217;appunto del 1980 riportato sopra &#8211; diligenza e credenza &#8211; mostrano che una una radice etimologica lontana comune non \u00e8 vietata: ciascuno di essi ha, s\u00ec, due o pi\u00f9 significati tra loro diversissimi, ma anche quei significati diversi derivano pur sempre da una radice etimologica comune: il latino <em>diligo<\/em>, cio\u00e8 &#8220;amo&#8221;,\u00a0 nel primo caso, e il latino <em>credo<\/em>, nel senso di &#8220;affido&#8221;, nel secondo. Il punto \u00e8 che i due o pi\u00f9 significati hanno incominciato a separarsi tra loro in epoca molto lontana, al punto che quell&#8217;origine comune si perde nella notte dei tempi; dunque la presenza del bisenso, in due significati tra loro molto lontani, nella prima lettura e nella soluzione del rebus diventa ammissibile. La questione sta tutta nell&#8217;entit\u00e0 della divaricazione e della lunghezza delle due braccia della Y.<\/p>\n<p>Su questo tema si vedano anche <a href=\"http:\/\/www.enignet.it\/ari.html\">i pareri di due illustri rebussisti<\/a> riportati in un articolo pubblicato ultimamente sul sito dell&#8217;Associazione Rebussistica Italiana. Torner\u00e0 su questo tema anche Guido Iazzetta, direttore de <em>La Sibilla<\/em>, che in proposito proprio in questi giorni mi ha scritto: &#8220;L&#8217;equipollenza non va considerata confrontando l&#8217;etimologia, bens\u00ec l&#8217;<em>uso<\/em> odierno dei vocaboli da studiare. Mi spiego: BALENA e BALENO hanno la stessa radice etimologica (come i famosi arma e armadio), ma non per questo sono equipollenti&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La regola generale la proibisce; per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec assoluta come sembra: con le lettere di una parola ben pu\u00f2 costruirsene un&#8217;altra cha abbia la stessa origine etimologica, ma un significato profondamente diverso . Dodicesima lezione, 24 gennaio 2022 \u2013 Nell&#8217;epigrafe della penultima lezione si trovano i link a ciascuna delle lezioni precedenti<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[54],"tags":[],"class_list":["post-60435","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rebus"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60435","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60435"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60435\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}