
{"id":60451,"date":"2022-02-11T11:30:33","date_gmt":"2022-02-11T10:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60451"},"modified":"2022-02-20T13:45:52","modified_gmt":"2022-02-20T12:45:52","slug":"apprendistato-del-rebus-14-la-parola-che-ricompare-costruita-con-materiali-testuali-diversi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60451","title":{"rendered":"APPRENDISTATO DEL REBUS &#8211; 14. LA PAROLA CHE RICOMPARE, COSTRUITA CON MATERIALI TESTUALI DIVERSI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Non \u00e8 affatto vietato (anzi, pu\u00f2 essere un pregio raffinato del gioco) che il termine costituente una chiave in prima lettura torni a presentarsi nella soluzione, costruito con materiale testuale completamente diverso<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nQuattordicesima lezione, 21 febbraio 2022 \u2013 Nell&#8217;epigrafe della <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60664\">penultima lezione<\/a> il link mediante il quale si pu\u00f2 risalire a ciascuna delle lezioni precedenti<br \/>\n<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNella <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60435\">dodicesima lezione<\/a> abbiamo messo a fuoco la portata della regola fondamentale per cui una parola che compare in prima lettura non pu\u00f2 comparire anche nella soluzione, n\u00e9 pu\u00f2 comparirne una che abbia la medesima radice lessicale e semantica. In questa lezione vedremo che, invece, non \u00e8 affatto vietato\u00a0 far comparire nella soluzione una parola appartenente anche alla prima lettura, quando questa sia costruita mediante una o pi\u00f9 chiavi diverse. Per mostrarlo ho creato il rebus che segue, nel quale due parole quasi identiche, con radice lessicale e semantica comune, compaiono sia nella prima lettura sia nella soluzione, ma quella che compare nella soluzione \u00e8 costruita con materiali testuali completamente diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60493\" rel=\"attachment wp-att-60493\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-60493\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Orizzontale-con-diagramma-e1641765542874.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"270\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 un rebus stereoscopico: nel quale cio\u00e8 la soluzione deve essere trovata attraverso il raffronto fra le due immagini, che indicano il tempo dell&#8217;azione, come se fossero due fotogrammi di uno stesso film. Nel nostro caso si vede in un primo tempo una persona molto avanti con gli anni, che lavora per il\u00a0 riordino assai laborioso di una biblioteca; nella seconda immagine la stessa persona &#8211; qui contrassegnata con il grafema <strong>R<\/strong> &#8211; siede compiaciuta nella biblioteca riordinata, guardando tre ragazze &#8211; contrassegnate rispettivamente con <strong>A<\/strong>, <strong>I<\/strong> ed <strong>E<\/strong> &#8211; che leggono un libro sedute al tavolo; una delle ragazze le si rivolge ringraziandola e chiamandola &#8220;nonno&#8221;. Se una parola compare nell&#8217;immagine, \u00e8 tassativamente escluso che essa possa comparire n\u00e9 in prima lettura n\u00e9 nella soluzione: la chiave costituita dal vecchio <strong>R<\/strong>, dunque, non pu\u00f2 certamente essere &#8220;nonno&#8221;. Nel linguaggio dei rebus le persone vecchie accompagnate da nitpoti sono per lo pi\u00f9 &#8220;avi&#8221;.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 i grafemi sono collocati nella seconda immagine, come si \u00e8 detto, il solutore deve guardare all&#8217;azione compiuta da <strong>R<\/strong> come gi\u00e0 svolta: essa dovr\u00e0 dunque essere espressa da una voce verbale coniugata a un tempo passato.<\/p>\n<p>Trattandosi di un rebus che presenta qualche difficolt\u00e0, il &#8220;diagramma&#8221; collocato sopra le immagini fornisce non solo la scansione della soluzione, ma anche quella della prima lettura; ed \u00e8 molto importante imparare ad avvalersene. Dalla scansione della prima lettura apprendiamo che la prima parola \u00e8 costituita da una sola lettera apostrofata: si tratta dunque con tutta probabilit\u00e0 dell&#8217;articolo determinativo &#8220;l&#8217;&#8230;&#8221;, seguito da una parola di 3 lettere: viene molto bene collocare qui la chiave &#8220;avo&#8221;. Dunque: <em>L&#8217;avo R&#8230;\u00a0<\/em>E poich\u00e9 la prima parola della soluzione \u00e8 di 6 lettere, a questo punto sappiamo che essa pu\u00f2 essere soltanto il sostantivo &#8220;lavoro&#8221;, oppure la voce verbale &#8220;lavora&#8221;.<\/p>\n<p>Sappiamo inoltre che, come in tutti i rebus stereoscopici, anche in questo la chiave principale deve essere costituita da un&#8217;azione, la quale sar\u00e0 espressa da una voce verbale. Il problema \u00e8 dunque di individuare l&#8217;azione che &#8220;l&#8217; avo R&#8221; ha compiuto. Vengono subito in mente i verbi &#8220;riordinare&#8221; e &#8220;risistemare&#8221;, che per\u00f2 non ci aiutano affatto a completare la prima parola della soluzione, come non ci aiutano i pi\u00f9 generici &#8220;lavorare&#8221;, &#8220;faticare&#8221;, &#8220;sgobbare&#8221;. Per completare la prima parola abbiamo bisogno di un verbo che incominci con &#8220;o&#8221;, oppure con &#8220;a&#8221;; e dalla scansione della prima lettura sappiamo che la voce verbale deve essere di cinque lettere. Con il debito lavorio e con un po&#8217; di esperienza si arriva a scegliere il verbo &#8220;operare&#8221; e in particolare il suo passato remoto coniugato alla terza persona singolare: <em>L&#8217;avo R oper\u00f2.<\/em><\/p>\n<p>Il seguito \u00e8 abbastanza facile. In prima lettura la quarta parola \u00e8 di 3 lettere, seguita da tre di 1 lettera, che sono sicuramente i grafemi indicanti ciascuna delle tre ragazze: considerata la scena rappresentata nella seconda immagine, possiamo supporre che si tratti della preposizione &#8220;per&#8221;: <em>L&#8217;avo R oper\u00f2 per A I E&#8230; = Lavoro per operai e&#8230;<\/em> L&#8217;ultima parola della soluzione, di 8 lettere, va invece trovata cercando un sostantivo o aggettivo che si attagli a ci\u00f2 che stanno facendo le tre ragazze. Esse leggono, dunque sono &#8220;lettrici&#8221;; donde, giocando sulle cesure tra le parole, la soluzione:<\/p>\n<p><strong>L&#8217;avo R oper\u00f2 per A I E lettrici = Lavoro per operai elettrici<\/strong>.<\/p>\n<p>Come si vede, nella prima lettura compare la parola &#8220;oper\u00f2&#8221;, che ha la stessa radice lessicale ed etimologica di &#8220;operai&#8221;, terza parola della soluzione; tuttavia il divieto di cui abbiamo parlato nella penultima lezione qui non si applica, perch\u00e9 la parola &#8220;operai&#8221; \u00e8 costruita con materiali testuali diversi, utilizzando soltanto la desinenza di &#8220;oper\u00f2&#8221;, ma non la radice. Stesso discorso vale in riferimento alla preposizione &#8220;per&#8221;: \u00e8 vero che essa compare sia in prima lettura, sia nella soluzione; ma il materiale testuale con cui essa \u00e8 costruita nella soluzione \u00e8 costituito non dalla preposizione che compare in prima lettura, bens\u00ec da tre lettere della parola &#8220;oper\u00f2&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60444\" rel=\"attachment wp-att-60444\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-60444\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Eleganti-case-di-antichi-nobili-austriaci-2-e1640771966595.jpg\" alt=\"\" width=\"439\" height=\"256\" \/><\/a>Un altro esempio di rebus nel quale una parola che compare in prima lettura compare anche nella soluzione, ma qui in posizione diversa e costruita con materiale testuale diverso, \u00e8 questo di <em>Gringoire<\/em> (Nicol\u00f2 Cappello), pubblicato dalla <em>Settimana Enigmistica<\/em> nel 2020 e ripreso ne <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58732\"><em>L&#8217;ora desiata vola<\/em><\/a> (dove compare col n. 40: v. ivi la spiegazione dell&#8217;itinerario da seguire per la soluzione). La prima chiave \u00e8 &#8220;L e G sedia antica&#8221; (per contrapposizione con la sedia moderna in secondo piano); e l&#8217;aggettivo &#8220;antichi&#8221; compare anche nella soluzione, ma qui come risultato della combinazione di NTI con &#8220;chino&#8221;:<\/p>\n<p><strong>\u00c8 LeG antica sedia, NTI chino, bilia U stria CI = Eleganti case di antichi nobili austriaci<\/strong>.<\/p>\n<p>In questo rebus, dunque, non due parole con la stessa radice lessicale, ma addirittura la stessa parola &#8211; l&#8217;aggettivo &#8220;antico&#8221;, declinato prima al femminile singolare, poi al maschile plurale &#8211; compare in prima lettura e nella soluzione, senza violare la regola fondamentale. Questo ripetersi della parola causa un senso di straniamento anche nel solutore pi\u00f9 abile; e la conseguente difficolt\u00e0 aggiuntiva, lungi dal poter essere imputata a questo rebus come un difetto, ne costituisce semmai un elemento di raffinata eleganza: un pregio tanto maggiore quanto pi\u00f9 raro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 affatto vietato (anzi, pu\u00f2 essere un pregio raffinato del gioco) che il termine costituente una chiave in prima lettura torni a presentarsi nella soluzione, costruito con materiale testuale completamente diverso . 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