
{"id":60595,"date":"2022-01-29T21:28:04","date_gmt":"2022-01-29T20:28:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60595"},"modified":"2024-05-11T10:52:56","modified_gmt":"2024-05-11T09:52:56","slug":"apprendistato-del-rebus-13-90mo-della-settimana-quanta-strada-da-allora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60595","title":{"rendered":"IL 90mo DELLA &#8220;SETTIMANA ENIGMISTICA&#8221;: QUANTA STRADA DA ALLORA!"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La celebrazione di questo nuovo traguardo raggiunto dalla rivista di enigmistica destinata al grande pubblico pi\u00f9 diffusa e di gran lunga pi\u00f9 autorevole \u00e8 l&#8217;occasione per studiare l&#8217;enorme cammino che la cultura del rebus ha compiuto da allora a oggi<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nContributo alla celebrayione dei 90 anni compiuti dalla<\/em> Settimana Enigmistica <em>il<\/em> 23<em> gennaio 2022 &#8211; Tutti gli altri articoli, lettere e interviste in tema di enigmistica e di rebussistica in particolare, online su questo sito, sono contenuti nella sezione <\/em>Rebus <!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60598\" rel=\"attachment wp-att-60598\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-60598\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Copertina-n.-11932-Sett-Enigmistica-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Copertina-n.-11932-Sett-Enigmistica-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Copertina-n.-11932-Sett-Enigmistica-104x150.jpg 104w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Copertina-n.-11932-Sett-Enigmistica.jpg 599w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>Il 23 gennaio 1932, data palindroma, usciva nelle edicole il primo numero della <em>Settimana Enigmistica<\/em>, di 16 pagine, con una testata &#8211; disegnata personalmente dal fondatore, l&#8217;ingegnere sassarese Giorgio Sisini &#8211; la cui grafica \u00e8 rimasta la stessa identica a 90 anni di distanza. Fin dall&#8217;inizio la rivista incominci\u00f2 a pubblicare dei rebus, sia pure in numero molto inferiore rispetto a oggi: allora essi non costituivano ancora uno dei suoi <em>core businesses<\/em>, come lo sono oggi. E la loro &#8220;grammatica&#8221; era ancora incerta, perch\u00e9 assai indefinita era la cultura italiana del rebus, nonostante le sue antichissime e nobilissime origini (chi voglia conoscerne l&#8217;evoluzione nell&#8217;arco dei passati millenni pu\u00f2 consultare <em>Il libro dei rebus<\/em> di Franco Bosio, Vallardi, 1993). La qualit\u00e0 scadente di quei rebus pubblicati a partire dal 1932 aiuta a comprendere l&#8217;importanza del ruolo che la stessa Settimana Enigmistica ha svolto nell&#8217;arco di questi nove decenni per la selezione e il consolidamento di un&#8217;insieme di regole che, soprattutto a partire dagli anni &#8217;50, \u00e8 andato progressivamente affermandosi.<\/p>\n<p>Protagonisti indiscussi di questa evoluzione, dai primi anni &#8217;50 in poi, sono stati Giancarlo Brighenti, in arte <em>Briga<\/em>, per quel che riguarda le regole e la qualit\u00e0 delle invenzioni rebussistiche, e sua moglie Maria Ghezzi, <em>La Brighella<\/em>, per quel che riguarda lo standard di qualit\u00e0 dell&#8217;immagine (a entrambi \u00e8 dedicata una di queste lezioni, intitolata <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60012\"><em>L&#8217;autoritratto di una coppia felice<\/em><\/a>). Nel 1982 <em>Briga <\/em>sostitu\u00ec <em>Art\u00f9 <\/em>(Giancarlo Gallina), da poco deceduto, nella responsabilit\u00e0 della sezione rebus della <em>Settimana Enigmistica<\/em>, con la consulenza di <em>Zanzibar<\/em> (Piero Bartezzaghi, padre di Stefano e di Alessandro, che della rivista \u00e8 da tempo Condirettore). Oggi il degno custode della cultura rebussistica sedimentatasi nel tempo, nella responsabilit\u00e0 redazionale che fu del <em>Briga<\/em>, \u00e8 <em>Bardo<\/em>, Alfredo Baroni. Dal 1986, peraltro, a custodirla e arricchirla di continuo ci pensa anche l&#8217;Associazione Rebussistica Italiana, dal 1995 soprattutto con la sua rivista <em>Leonardo<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60599\" rel=\"attachment wp-att-60599\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-60599\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Rebus-Uno-fa-male-a-cento-300x279.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Rebus-Uno-fa-male-a-cento-300x279.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Rebus-Uno-fa-male-a-cento-150x140.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Rebus-Uno-fa-male-a-cento-768x716.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Rebus-Uno-fa-male-a-cento.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma veniamo ai primi rebus pubblicati dalla <em>Settimana Enigmistica<\/em>. Dobbiamo alla cortesia di <em>Bardo <\/em>e della rivista la possibilit\u00e0 di riprodurre proprio il primo, che risale dunque al 1932. La soluzione \u00e8:<\/p>\n<p><strong>Uno F ama Lea cento <\/strong>(la C \u00e8 qui intesa come numero romano)<strong> = Uno fa male a cento<\/strong><\/p>\n<p>Ora, se a questo gioco si applicassero le regole attuali, esso verrebbe rifiutato: innanzitutto perch\u00e9 &#8211; come abbiamo visto nella <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60435\">lezione precedente<\/a> &#8211; \u00e8 inaccettabile la chiave \u201cuno\u201d come numero in prima lettura e come pronome nella soluzione, essendo la radice lessicale delle due parole in tutto e per tutto la stessa; ma ancora pi\u00f9 grave &#8211; visto con gli occhi del rebussista contemporaneo &#8211; \u00e8 il fatto che il nome della ragazza sia stampato sulla sua spalla,\u00a0 mentre \u00e8 regola oggi assolutamente inderogabile che una chiave non possa mai comparire scritta nell&#8217;immagine: quando nell&#8217;immagine compare una parola scritta si pu\u00f2 stare certi che essa non \u00e8 utilizzabile in prima lettura e ancor meno pu\u00f2 comparire nella soluzione. Osservo, infine, che oggi molti rebussisti probabilmente storcerebbero il naso di fronte all\u2019abbinamento di un numero con una lettera per individuare o costituire una stessa chiave (1F); ma questo sarebbe davvero il difetto minore, ammesso che difetto sia.<\/p>\n<p>In un altro rebus pubblicato dalla <em>S.E.<\/em> nello stesso anno 1932 compaiono due uccelli in volo su uno stagno, con un grafema V collocato su ciascuna delle ali del primo, e un grafema A collocato su ciascuna delle ali del secondo. Per la soluzione, in linea con la retorica del tempo,<\/p>\n<p><strong>Vi V ali, tali A = Viva l\u2019Italia<\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi non si ammetterebbe mai che uno dei due primi grafemi si legga &#8220;vi&#8221; e l\u2019altro &#8220;v&#8221;: o tutti e due in un modo o tutti e due nell\u2019altro. Inoltre nell\u2019immagine le A sulle seconde due ali di un uccello sono due, mentre nella soluzione ne viene utilizzata una sola: anche questo sarebbe oggi inammissibile.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 negli anni &#8217;50, invece, si osserva un nettissimo salto di qualit\u00e0. Ne propongo come esempio uno dei primi rebus stereoscopici (probabilmente di <em>Briga<\/em>, che fu l&#8217;inventore di questo genere di rebus) pubblicati sulla <em>S.E. <\/em>Le due immagini ritraggono entrambe la stessa sala di un ristorante, nella quale uno dei tavoli \u00e8 contrassegnato con il grafema O; nella prima, su questo tavolo compare un vaso con un fiore, contrassegnato con M; nella seconda lo stesso vaso compare su un altro tavolo. Per la soluzione:<\/p>\n<p><strong>Su O c&#8217;era M; ora l\u00ec sta = Suocera moralista<\/strong>.<\/p>\n<p>Qui, pur in presenza di un rebus che si avvicina molto agli standard attuali, osserviamo per\u00f2 ancora un difetto che oggi con tutta probabilit\u00e0 verrebbe eliminato: il grafema O che contrassegna il tavolo compare in entrambe le immagini, cosicch\u00e9 il solutore non sa se l&#8217;azione-chiave principale (quella per la quale \u00e8 stato necessario fare ricorso alla doppia immagine) vada coniugata al passato o al futuro. Nei rebus stereoscopici che verranno pubblicati sulla <em>S.E.<\/em> almeno dagli anni &#8217;70 in poi,\u00a0 invece, la regola \u00e8 che l&#8217;azione-chiave va coniugata al futuro se i grafemi sono nella prima immagine, a un tempo passato se sono nella seconda.<\/p>\n<p>Propongo questi due esempi per mostrare come la cultura rebussistica si sia evoluta nel tempo; <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=59744\">altrove<\/a> ne ho proposti altri tre per mostrare quanto si sia evoluta nel tempo la qualit\u00e0 artistica del disegno delle immagini dei rebus, soprattutto per merito di Maria Ghezzi, <em>La Brighella<\/em>. Tutto ci\u00f2 lo dobbiamo in gran parte alla rivista di cui in questi giorni si celebra il novantesimo anniversario della nascita. Alla quale non possiamo dunque che augurare &#8211; soprattutto nel nostro interesse &#8211; almeno altri novant&#8217;anni, altrettanto proficui.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La celebrazione di questo nuovo traguardo raggiunto dalla rivista di enigmistica destinata al grande pubblico pi\u00f9 diffusa e di gran lunga pi\u00f9 autorevole \u00e8 l&#8217;occasione per studiare l&#8217;enorme cammino che la cultura del rebus ha compiuto da allora a oggi . 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