
{"id":60646,"date":"2022-02-06T13:19:09","date_gmt":"2022-02-06T12:19:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60646"},"modified":"2022-02-06T13:19:09","modified_gmt":"2022-02-06T12:19:09","slug":"the-great-resignation-quando-sono-i-lavoratori-a-scegliersi-limprenditore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60646","title":{"rendered":"THE GREAT RESIGNATION: QUANDO SONO I LAVORATORI A SCEGLIERSI L&#8217;IMPRENDITORE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;aumento della mobilit\u00e0 volontaria conferma che il mercato del lavoro non pu\u00f2 pi\u00f9 considerarsi come un luogo dove \u00e8 solo l&#8217;imprenditore a selezionare i propri collaboratori<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervisa a cura di Guido Lombardi, pubblicata sul quotidiano<\/em> La Provincia di Como<em>, 6 febbraio 2022 &#8211; In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico del giorno successivo <\/em>Great Resignation: la persona protagonista nel mercato del lavoro <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=50170\" rel=\"attachment wp-att-50170\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-50170\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-provincia-di-Como-203x300.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-provincia-di-Como-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-provincia-di-Como-102x150.jpg 102w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/La-provincia-di-Como.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>Le prospettive relative al mercato del lavoro nel nuovo anno sono positive perch\u00e9 \u201cci troviamo davanti a una situazione di grande espansione e ripresa con nuove e importanti conferme di tendenze gi\u00e0 presenti <em>in nuce<\/em> un anno fa\u201d. Pietro Ichino, giuslavorista, saggista, giornalista e politico, guarda con ottimismo alla situazione occupazionale italiana nel 2022, pur evidenziando alcune criticit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, questi mesi sono caratterizzati da un elevato numero di dimissioni volontarie. Come spiega questo fenomeno?<br \/>\n<\/strong>\u201cTra le novit\u00e0 pi\u00f9 consistenti di questo ultimo periodo emerge quella che negli USA chiamano la <em>Great Resignation<\/em>, con un incremento del 35% delle dimissioni volontarie rispetto al periodo precedente la pandemia. Si pu\u00f2 considerare in parte come effetto delle misure straordinarie adottate per stimolare la crescita ma, a ben vedere, si tratta di un fenomeno gi\u00e0 presente prima, che ora risulta enfatizzato. I lavoratori, gi\u00e0 da alcuni anni, hanno sempre pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di scegliere, di guardarsi intorno per trovare l\u2019impresa che meglio pu\u00f2 valorizzare il loro lavoro. Le persone possono oggi, pi\u00f9 di quanto avvenisse prima, muoversi verso le aziende che offrono le condizioni di lavoro migliori. Questo \u00e8 importante anche nell\u2019ottica di un incremento della produttivit\u00e0 del lavoro, indispensabile in Italia. Non si aumenta la produttivit\u00e0 del lavoro se non si promuove la mobilit\u00e0 delle persone verso l\u2019azienda che pu\u00f2 meglio valorizzare le persone\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quindi oggi sono i lavoratori a scegliere, pi\u00f9 che gli imprenditori.<br \/>\n<\/strong>\u201cMettiamola cos\u00ec: il mercato del lavoro non \u00e8 pi\u00f9 soltanto il luogo dove le imprese scelgono i propri collaboratori ma \u00e8 anche il luogo in cui le persone scelgono \u00a0dove lavoreranno tra pi\u00f9 possibilit\u00e0. La persona che vive del proprio lavoro non \u00e8 pi\u00f9 \u00a0soltanto oggetto di scelta ma diventa un soggetto, un protagonista che in maggiore o minore misura ha la capacit\u00e0 di negoziare le condizioni del proprio lavoro. Questo non riguarda ancora tutti, ma chi non ha neppure la minima capacit\u00e0 di scelta fa parte ormai di una minoranza. C\u2019\u00e8 una responsabilit\u00e0 sociale e politica in capo a chi governa per fare in modo che tutti abbiano questa capacit\u00e0 negoziale\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=55695\" rel=\"attachment wp-att-55695\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-55695\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-186x300.jpg\" alt=\"\" width=\"186\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-186x300.jpg 186w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-93x150.jpg 93w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-768x1241.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2-634x1024.jpg 634w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Intelligenza-del-lavoro-2.jpg 1594w\" sizes=\"auto, (max-width: 186px) 100vw, 186px\" \/><\/a>Quali sono le misure da mettere in campo in favore della minoranza che non \u00e8 ancora nella condizione di scegliere?<br \/>\n<\/strong>\u201cLe istituzioni devono potenziare i servizi al mercato del lavoro: orientamento, formazione, informazione mirata e assistenza alla mobilit\u00e0, cio\u00e8 i servizi essenziali per aumentare la possibilit\u00e0 di scelta delle persone e soprattutto garantirla a tutti. Per\u00f2 \u00e8 importante proprio cambiare paradigma a livello culturale, come ho cercato di evidenziare nel libro pubblicato lo scorso anno e intitolato <em>L\u2019intelligenza del lavoro. Quando sono i lavoratori a scegliersi l\u2019imprenditore<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>In Italia, tuttavia, sta crescendo sempre pi\u00f9 anche il numero di giovani che non lavorano e non studiano. \u00c8 un fenomeno che la preoccupa?<br \/>\n<\/strong>\u201cQuesto \u00e8 certamente un problema gravissimo; ed \u00e8 dovuto alla mancanza del primo anello della catena dei servizi al mercato del lavoro che \u00e8 l\u2019orientamento scolastico professionale. Nei paesi del centro e nord Europa \u00e8 chiamato <em>guidance<\/em> o <em>career service<\/em>. In Italia manca un servizio che raggiunga tutti gli adolescenti all\u2019uscita da ogni ciclo di studi di scuola media, inferiore e superiore, consenta di tracciare il profilo di ciascun giovane, delle sue aspirazioni e delle sue capacit\u00e0: spesso infatti i desideri non corrispondono alle effettive competenze. Il servizio di orientamento ha il compito di mettere in guardia rispetto al <em>gap<\/em> tra aspirazioni e capacit\u00e0 effettive. Spesso i giovani arrivano sul mercato del lavoro in una situazione di totale sbandamento. Hanno l\u2019impressione che il lavoro non ci sia, hanno l\u2019immagine di un mercato del lavoro che non c\u2019\u00e8: a quel punto si scoraggiano, si perdono e diventano i <em>NEET (<\/em><em>Not in Employment, Education or Training)<\/em>. Il tasso della disoccupazione giovanile \u00e8 intorno al 30%, mentre quello generale al 9%: questa differenza non pu\u00f2 essere dovuta alla mancanza di domanda di lavoro da parte delle imprese, perch\u00e9 la domanda \u00e8 quella che \u00e8 per gli adulti come per i pi\u00f9 giovani. Se i giovani restano disoccupati in misura tre volte superiore \u00e8 perch\u00e9 soffrono pi\u00f9 degli adulti del difetto di conoscenza del mercato del lavoro e dei suoi meccanismi. La realt\u00e0 \u00e8 che le imprese in un terzo dei casi cercano lavoratori che non trovano. Ci sono veri e propri giacimenti occupazionali non utilizzati. Se avessimo i servizi idonei per mettere in comunicazione domanda e offerta, e fossimo in grado di farvi accedere soprattutto chi ne ha pi\u00f9 bisogno, cio\u00e8 i pi\u00f9 giovani, cambieremmo la faccia del nostro mercato del lavoro\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60698\" rel=\"attachment wp-att-60698\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-60698\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Great-Resignation-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Great-Resignation-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Great-Resignation-150x90.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Great-Resignation.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Da due anni ormai si parla spesso di <em>smart working <\/em>\u00a0o lavoro agile. A suo parere il fenomeno \u00e8 adeguatamente disciplinato in Italia?<br \/>\n<\/strong>\u201cLa normativa contenuta nella legge n. 81 del 2017 \u00e8 sostanzialmente adeguata. Non servirebbe un altro intervento legislativo. Il lavoro agile per\u00f2 pu\u00f2 essere tale solo in presenza di quattro requisiti: la disponibilit\u00e0 per la singola persona della strumentazione tecnica e in particolare della connessione necessaria; l\u2019accessibilit\u00e0 da remoto del gestionale aziendale e dei database aziendali; la disponibilit\u00e0 di un luogo adatto al lavoro professionale, che non \u00e8 disponibile in tutte le abitazioni; un rapporto di lavoro nel quale la prestazione non sia misurata soltanto in ragione dell\u2019estensione temporale, ma anche in riferimento ai risultati conseguiti. Credo che nel settore della pubblica amministrazione siamo lontani anni luce dal poter considerare questi requisiti diffusamente realizzati. Mentre il settore privato \u00e8 certamente pi\u00f9 avanti: questo \u00e8 il motivo per cui nel sittore privato si pu\u00f2 certamente prospettare una immediata diffusione dello <em>smart working<\/em> e suo consolidamento, mentre del settore pubblico non si pu\u00f2 dire altrettanto\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019inflazione \u00e8 ai massimi dal 1996. Prevede tensioni sindacali per il rinnovo dei contratti?<br \/>\n<\/strong>\u201cCertamente questa fiammata produrr\u00e0 conseguenze nei rapporti di lavoro. Fortunatamente non \u00e8 pi\u00f9 presente la scala mobile che avrebbe creato un avvitamento della spirale inflazionistica. Ora credo che la Bce, dovendo perseguire l\u2019obiettivo dell\u2019inflazione al 2%, ridurr\u00e0 e progressivamente azzerer\u00e0 le politiche di <em>quantitative easing<\/em>, per abbassare la temperatura dell\u2019economia e riportare maggiore stabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;aumento della mobilit\u00e0 volontaria conferma che il mercato del lavoro non pu\u00f2 pi\u00f9 considerarsi come un luogo dove \u00e8 solo l&#8217;imprenditore a selezionare i propri collaboratori . 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