
{"id":60833,"date":"2022-03-03T22:47:29","date_gmt":"2022-03-03T21:47:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60833"},"modified":"2022-03-04T20:18:40","modified_gmt":"2022-03-04T19:18:40","slug":"la-nuova-strategia-della-fim-cisl-per-il-lavoro-del-xxi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60833","title":{"rendered":"LA NUOVA STRATEGIA DELLA FIM-CISL PER IL LAVORO DEL XXI SECOLO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">&#8220;Per una nuova stagione di diritti e tutele nelle transizioni lavorative&#8221;: il sindacato guidato da Roberto Benaglia si lascia alle spalle il Novecento e punta a rendere forti le persone nel mercato, oltre che nell&#8217;organizzazione aziendale<\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nManifesto pubblicato dalla FIM-CISL come proprio contributo al dibattito congressuale della Confederazione, 3 marzo 2022 &#8211; Su questo manifesto v. <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60850\">il mio editoriale<\/a> pubblicato sulla <\/em>Gazzetta di Parma<em> il 6 marzo 2022 &#8211; In argomento v. anche un ampio stralcio della <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=45473\">relazione di Marco Bentivogli al congresso nazionale della stessa FIM-CISL del 2017 <\/a><\/em><!--more--><\/p>\n<h4><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=139\" rel=\"attachment wp-att-139\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-139\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl7.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Manifesto-FIM-CISL-2III22.pdf\">Scarica il manifesto nel suo formato originale PDF<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<br \/>\n.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_60843\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60843\" rel=\"attachment wp-att-60843\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60843\" class=\"size-medium wp-image-60843\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Roberto-Benaglia-Fim-Cisl-300x226.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Roberto-Benaglia-Fim-Cisl-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Roberto-Benaglia-Fim-Cisl-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Roberto-Benaglia-Fim-Cisl.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60843\" class=\"wp-caption-text\">Roberto Benaglia, Segretario nazionale della Fim-Cisl<\/p><\/div>\n<p><strong><em>\u00c8 un tempo nuovo per il lavoro<\/em><\/strong><em>. Le sue radicali trasformazioni chiedono nuove risposte e riforme in favore delle persone che lavorano.\u00a0\u00c8 sulla base di questa visione, che la Fim offre anzitutto all\u2019interno del dibattito congressuale della Cisl, ma anche all\u2019insieme delle parti sociali, delle istituzioni e del mondo degli intellettuali ed esperti nelle politiche per il lavoro, questo manifesto sindacale che punta a definire e a far riconoscere diritti e tutele nelle \u201ctransizioni lavorative\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>Tocca al sindacato orientare la contrattazione collettiva senza pregiudizi e con capacit\u00e0 innovativa. <\/em><strong><em>A venti anni esatti dall\u2019assassinio di Marco Biagi e nel nome di tutti i riformisti del lavoro che hanno perso la vita<\/em><\/strong><em>, crediamo sia indispensabile rilanciare la strada delle riforme per il lavoro in Italia.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019azione contrattuale e di tutela normativa promossa dal sindacato da un lato e le politiche pubbliche per il lavoro dall\u2019altro, si sono sempre prevalentemente concentrate sulla costruzione di diritti e norme per i lavoratori in costanza di rapporto di lavoro. Per chi ha un lavoro, soprattutto a tempo indeterminato, esiste nel nostro Paese una buona base di regole e norme fruibili circa il salario, la sicurezza sociale e occupazionale, ancor di pi\u00f9 nelle aziende medio-grandi laddove il sindacato \u00e8 presente e rappresentativo.<\/p>\n<p><strong>I lavoratori italiani sono invece ancora soli<\/strong>, senza diritti esercitabili, senza veri e propri strumenti di protezione e di sostegno adeguati, a fronte delle sempre pi\u00f9 <strong>innumerevoli e diversificate discontinuit\u00e0 e \u201ctransizioni lavorative\u201d<\/strong>. Si tratta di momenti nella vita delle persone che lavorano, che nel Novecento industriale erano ridotti, programmati e scanditi, mentre ora sono assai frequenti, flessibili e diffusi.\u00a0\u00c8 in questi frangenti che vediamo crearsi condizioni di maggior precariet\u00e0, disuguaglianze, solitudine e mancanza di una vera protezione e sostegno. <strong>Non \u00e8 cos\u00ec nei principali Paesi europei<\/strong>, dove la sicurezza sociale e il suo rapporto con il lavoro \u00e8 fortemente garantita nelle transizioni. La qualit\u00e0 del lavoro e il diritto al lavoro garantito dalla Costituzione dipendono sempre pi\u00f9 dalla certezza di avere sostegni e strumenti di tutela nelle transizioni e questa garanzia \u00e8 sempre pi\u00f9 richiesta nella ricerca di nuova occupazione.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 pi\u00f9 rinviabile la creazione di un sistema di diritti e di opportunit\u00e0 accessibili a tutti nelle transizioni anche in Italia<\/strong>. Ricreare uno stretto nesso tra lavoro e sicurezza sociale passa da questi elementi. La contrattazione, nazionale e soprattutto aziendale, ha gi\u00e0 sperimentato diverse soluzioni, ma in modo troppo frammentato e minoritario. Il sindacato moderno ha il compito di definire e ottenere come obiettivo prioritario della propria azione sindacale un sistema adeguato di tutele, che sia <strong>in parte a carico dello Stato, ma integrate e fortemente sostenute dalla contrattazione e dalla bilateralit\u00e0<\/strong>. La responsabilit\u00e0 sociale che le imprese sempre pi\u00f9 rivendicano come fattore distintivo, al fine di non essere solo dichiarata, deve misurarsi col saper rispondere e convergere verso questi veri e propri bisogni sociali.<\/p>\n<p>Nel post pandemia <strong>le persone cercano sempre pi\u00f9 percorsi di crescita nel mondo del lavoro<\/strong>, mentre le imprese soffrono di un crescente mismatch e della mancanza di competenze e disponibilit\u00e0 da parte di chi lavora. Servono certamente salari pi\u00f9 alti e lavori pi\u00f9 sostenibili, ma non di meno occorre potenziare la normativa e le pratiche contrattuali che rispondano alla <strong>crescita professionale e ad un crescente ed inedito bisogno di conciliazione vita-lavoro.<\/strong><\/p>\n<p>Investire su transizioni lavorative ben supportate costituisce una leva fondamentale per <strong>superare storiche arretratezze del mercato del lavoro italiano<\/strong>, a partire dall\u2019incremento della componente femminile e giovanile, fino a dare sostanza al criterio di occupabilit\u00e0 che da tempo inseguiamo.<\/p>\n<p>In sostanza preoccuparci di come sostenere in via universale ogni giovane che vuole transitare dalla scuola al mondo del lavoro, ogni lavoratore che vuole tornare a studiare, ogni lavoratore che deve fortemente riqualificarsi, ogni lavoratore che perde il posto di lavoro, ogni lavoratore che vuole crescere professionalmente, ogni padre o madre che non deve pi\u00f9 scegliere tra famiglia e lavoro, ogni lavoratore che deve assistere genitori bisognosi di assistenza deve diventare obiettivo irrinunciabile per le politiche del lavoro in Italia.<\/p>\n<p>Con questo <strong>manifesto sindacale <\/strong>intendiamo non solo aprire un dibattito plurale sul tema e avanzare una richiesta generale, ma identificare nel concreto quelle tutele che devono essere promosse, messe in campo e rese accessibili. Attraversare questa nuova frontiera e vincere questa nuova sfida di diritti \u00e8 il modo migliore per <strong>rendere sempre pi\u00f9 giusto il lavoro nel nostro Paese<\/strong>.<\/p>\n<p>Serve su questo accendere un importante dibattito che dia priorit\u00e0 a questa nuova dimensione <strong>sia nell\u2019azione di riforme per il lavoro che il governo deve sostenere, sia nella contrattazione collettiva<\/strong>. Non potr\u00e0 fare a tal fine tutto lo Stato, che pure deve ampliare in questa direzione i diritti e le tutele concrete per il lavoro. Solo un ingente <strong>investimento congiunto di risorse pubbliche, private e di derivazione contrattuale e bilaterale<\/strong> potr\u00e0 sostenere in tempi ragionevolmente brevi questo impianto di riforme. La sussidiariet\u00e0 e l\u2019integrazione attiva che la contrattazione collettiva pu\u00f2 fornire permette di moltiplicare gli strumenti e soprattutto di adattarli a settori, tipologie di imprese, mercati del lavoro locali e bisogni differenziati delle persone che lavorano o cercano lavoro.<\/p>\n<p><strong>Occuparsi delle persone che lavorano<\/strong> e non pi\u00f9 solo genericamente delle tipologie di lavoro e di lavoratori \u00e8 la direzione che dobbiamo imboccare<strong>. <\/strong>Ridare al lavoro quella sicurezza sociale che le persone sempre pi\u00f9 giustamente richiedono, passa in buona parte dall\u2019affrontare in Italia una stagione di riforme che diano <strong>protezione e promozione nelle transizioni lavorative<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per una nuova stagione di diritti e tutele nelle transizioni lavorative&#8221;: il sindacato guidato da Roberto Benaglia si lascia alle spalle il Novecento e punta a rendere forti le persone nel mercato, oltre che nell&#8217;organizzazione aziendale &nbsp; . 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