
{"id":61022,"date":"2022-04-01T17:13:45","date_gmt":"2022-04-01T16:13:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61022"},"modified":"2022-04-03T08:51:50","modified_gmt":"2022-04-03T07:51:50","slug":"il-lavoro-di-qualita-lo-creano-solo-le-politiche-attive-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61022","title":{"rendered":"IL LAVORO DI QUALIT\u00c0 SI CREA FAVORENDO LE TRANSIZIONI CON LE POLITICHE ATTIVE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\"> Il dato delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato non \u00e8 mai stato cos\u00ec alto dal 2019 &#8211; Ma ogni mese 300.000 assunzioni mancano all&#8217;appello per mancanza dei profili professionali richiesti &#8211; La qualit\u00e0 del lavoro migliora solo con la formazione mirata e il sostegno alle persone nel passaggio dal lavoro vecchio al nuovo<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNumero 125 del bollettino<\/em> Mercato del Lavoro News<em>, organo della Fondazione Anna Kuliscioff, 1\u00b0 aprile 2022, a cura <strong>di Claudio Negro<\/strong> &#8211; In argomento v. anche il numero precedente, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60892\">Il lavoro smette di crescere, ma diventa pi\u00f9 stabile<\/a> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=44464\" rel=\"attachment wp-att-44464\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-44464\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"77\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-150x38.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff.jpg 349w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il Rapporto Occupati-Disoccupati pubblicato il 31 Marzo dall\u2019ISTAT con i dati aggiornati a Febbraio non mostra particolari novit\u00e0 rispetto a quello del mese precedente (vedi <a href=\"https:\/\/www.itinerariprevidenziali.it\/site\/home\/ilpunto\/lavoro\/mercato-del-lavoro-ripresa-e-pnrr-cosa-aspettarsi-dal-2022.html\">https:\/\/www.itinerariprevidenziali.it\/site\/home\/ilpunto\/lavoro\/mercato-del-lavoro-ripresa-e-pnrr-cosa-aspettarsi-dal-2022.html<\/a>). In sostanza si registra una graduale salita dell\u2019occupazione, generalmente diffusa tra tutte le classi di et\u00e0. E, come per il mese precedente, una modesta tendenza alla stabilizzazione.<\/p>\n<p>Tuttavia il Sindacato ha commentato questi dati muovendo alcune obiezioni, che meritano di essere commentate.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che questi dati mostrano una crescita impetuosa dei rapporti di lavoro a termine: \u201c<em>abbiamo circa 3,2 milioni di occupati dipendenti a termine con un trend in forte crescita mese su mese, a tutto danno della stabilit\u00e0 lavorativa che si mostra, viceversa, in calo\u201d. <\/em>Ma i numeri dicono un\u2019altra cosa: i tempi determinati sono il 13,84% ed erano il 13,15% a fine del 2019, prima dell\u2019inizio della crisi Covid. Come si vede un aumento molto modesto\u2026 Invece la dinamica dei contratti stabili\/a termine pu\u00f2 essere meglio capita se invece di guardare solo ai dati di stock comunicati da ISTAT teniamo anche conto dei dati di flusso (assunzioni-cessazioni) comunicati per lo stesso periodo da Ministero, ANPAL e Bankitalia.<br \/>\nAllora vediamo che nel trimestre dicembre \u201921\/febbraio \u201922 per quanto concerne i contratti a termine il saldo tra avviamenti al lavoro e cessazioni \u00e8 negativo: meno 14.000, tenendo conto delle trasformazioni da tempo determinato a contratto stabile (circa 79.000). Mentre per i contratti a tempo indeterminato c\u2019\u00e8 un saldo positivo importante: oltre 45.000, determinato da 262.000 nuove assunzioni, 105.000 trasformazioni in contratti stabili di rapporti a termine e di apprendistato, e da 323.000 cessazioni. Vale la pena fare due osservazioni: le cessazioni sembrano alte ma in realt\u00e0 sono allo stesso livello del Febbraio 2020 (pre crisi) e comunque incorporano tutti quei licenziamenti economici che erano stati congelati per tutto il 2021. Ma soprattutto va correttamente valutato <strong>il dato delle trasformazioni da tempo determinato e apprendistato in contratto a tempo indeterminato, mai cos\u00ec alto dal 2019<\/strong>. Il che \u00e8 un indicatore evidente di stabilizzazione dell\u2019occupazione: esattamente il contrario della precarizzazione! O, per dirla in modo che sia facilmente compresa, le assunzioni a termine sono alte ma tendono a trasformarsi in contratti stabili e non a sostituirli.<\/p>\n<p>Un argomento presentato dai sindacati \u00e8 quello per cui l\u2019accesso dei giovani al lavoro (visto che, nonostante tutto, l\u2019occupazione giovanile sale) avverrebbe tramite contratti precari. Ma questa affermazione andrebbe verificata con dati oggettivi e non originati dal \u201ccomune sentire\u201d. E comunque per un\u2019analisi seria della questione (che ci riserviamo di svolgere in un prossimo report) \u00e8 indispensabile prendere in considerazione il fenomeno del <em>mismatch<\/em> (mancato incontro tra offerta e domanda di lavoro) che ne \u00e8 alla base.<\/p>\n<p>Se esaminiamo i flussi di assunzioni\/cessazioni suddividendoli per comparti produttivi vediamo che il comparto dei servizi (in particolare commercio e turismo) ha l\u2019unico saldo negativo per quanto concerne i contratti a termine: il che \u00e8 indicativo di un\u2019organizzazione del lavoro che cerca personale non specializzato, fungibile e occasionale. Evidentemente \u00e8 diverso il clima del comparto manifatturiero o delle costruzioni, dove pi\u00f9 spesso i contratti a termine vengono stabilizzati. Ma soprattutto questi dati dovrebbero indurre il sindacato a riflettere su come intervenire rispetto al fatto che mediamente <strong>ogni mese le aziende non riescono ad assumere 300.000 lavoratori per mancanza di candidature o (meno spesso) di profili professionali richiesti<\/strong>. Che \u00e8 poi la risposta alla questione della \u201cqualit\u00e0 del lavoro\u201d che il sindacato pone sempre in alternativa ai contratti a termine poveri di salari e competenze.<\/p>\n<p>Su questo tema per\u00f2 le proposte latitano. Il problema di una scuola che invece di formare vive in un mondo tutto suo non \u00e8 preso in considerazione, e quando parla di scuola il sindacato lo fa solo per solidarizzare con gli slogan pi\u00f9 fantasiosi degli studenti (alternativa scuola-lavoro = sfruttamento e omicidio, ecc.) o farsi carico delle rivendicazioni degli insegnanti precari, che alla scuola chiedono soltanto la propria stabilizzazione. <strong>Quando si parla di politiche del lavoro il sindacato \u00e8 puntuale e determinato nel rivendicare quelle passive<\/strong> (integrazioni al reddito, blocco dei licenziamenti, rafforzamento dei sussidi di disoccupazione) <strong>ma del tutto assente nel dibattito sulle politiche attive<\/strong>: l\u2019occasione del Recovery Plan e degli interventi che prevede in materia non suscitano alcun particolare dibattito. Piani come il GOL ( Garanzia di Occupabilit\u00e0 dei Lavoratori) e provvedimenti come il Fondo Nuove Competenze non sollecitano interventi di merito, proposte, confronto. Il massimo che si \u00e8 ricavato finora \u00e8 la rivendicazione di stabilizzare i \u201cnavigators\u201d, che per ragioni oggettive hanno dato modesti risultati (molti alla fine avranno collocato fondamentalmente se stessi). Disegnare un sistema di servizi al lavoro non puramente amministrativo, ottimizzare le risorse e le esperienze, coinvolgere le Agenzie per il Lavoro, costruire un sistema di formazione continua capace di intercettare i bisogni reali, un sistema informativo che consenta un governo razionale dell\u2019incontro domanda-offerta. Questo \u00e8 ci\u00f2 che serve al nostro mercato del lavoro per fare quel salto che ci permetta di avvicinare le medie europee e di creare lavoro qualificato per quei giovani e quelle donne che oggi sono penalizzati da lavori a termine non voluti, part time involontari, sottoccupazione.<\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2 nel sindacato (con qualche eccezione: penso per esempio al <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60850\">dibattito precongressuale della FIM CISL<\/a>) sembra ancora prevalere <strong>il riflesso pavloviano per cui il lavoro di qualit\u00e0 si crea vietando per legge quello dequalificato<\/strong>, cos\u00ec come i contratti a tempo indeterminato si incrementano impedendo per via legislativa quelli a termine.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dato delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato non \u00e8 mai stato cos\u00ec alto dal 2019 &#8211; Ma ogni mese 300.000 assunzioni mancano all&#8217;appello per mancanza dei profili professionali richiesti &#8211; La qualit\u00e0 del lavoro migliora solo con la formazione mirata e il sostegno alle persone nel passaggio dal lavoro vecchio al nuovo . 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