
{"id":61047,"date":"2022-04-12T16:25:01","date_gmt":"2022-04-12T15:25:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61047"},"modified":"2022-04-18T09:23:16","modified_gmt":"2022-04-18T08:23:16","slug":"appunti-per-un-rilancio-delle-politiche-attive-del-lavoro-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61047","title":{"rendered":"APPUNTI PER UN RILANCIO DELLE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO IN ITALIA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Un sistema ancora in attesa di decollare &#8211; Il primo anello della catena: l&#8217;orientamento professionale &#8211; La &#8220;materia prima&#8221; indispensabile per l&#8217;orientamento: l&#8217;informazione sull&#8217;efficacia dei servizi di formazione &#8211; La difficile condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito &#8211; Come si attivano gli incentivi giusti perch\u00e9 la condizionalit\u00e0 possa funzionare<\/span><\/h4>\n<p><em><br \/>\nSaggio pubblicato sulla rivista<\/em> Diritto delle Relazioni Industriali<em>, n. 1\/2022 &#8211; In argomeno v. anche il mio articolo del novembre 2021, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60063\">Sette tesi sulle politiche attive del\u00a0 lavoro<\/a><em><br \/>\n<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><em> .<\/em><\/span><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Studi-Scognamiglio-Politiche-attive-DRI-I2022.pdf\" rel=\"attachment wp-att-139\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-139\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl7.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Studi-Scognamiglio-Politiche-attive-DRI-I2022.pdf\">Scarica l&#8217;estratto del saggio in formato PDF<\/a><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>Sommario<\/strong><br \/>\n1. Un sistema ancora in attesa di decollare<br \/>\n2. Il primo anello della catena: un servizio di informazione e orientamento scolastico e professionale, capillare e facilmente accessibile per chiunque<br \/>\n3. La \u201cmateria prima\u201d indispensabile per il servizio di orientamento: l\u2019informazione sull\u2019efficacia dei servizi di formazione<br \/>\n4. La difficile condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito dei disoccupati<br \/>\n5. Attivare gli incentivi giusti per far funzionare la condizionalit\u00e0. A) L\u2019opportunit\u00e0 del coinvolgimento dell\u2019Inps nel controllo della disponibilit\u00e0 alla ricerca della nuova occupazione<br \/>\n6. <em>Segue<\/em>. B) Un meccanismo di quasi-mercato attivato per mezzo degli assegni di ricollocazione<br \/>\n7. Considerazioni conclusive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Un sistema ancora in attesa di decollare<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Se per \u201cpolitiche attive del lavoro\u201d si intende l\u2019implementazione sull\u2019intero territorio nazionale di misure volte a fornire in modo capillare a persone e imprese l\u2019intera catena dei servizi necessari per favorire l\u2019incontro fra offerta e domanda di lavoro, secondo standard adeguati a quanto accade in questo campo nei maggiori Paesi del centro e nord-Europa, occorre riconoscere che questa implementazione in Italia ancora non \u00e8 decollata. In singole realt\u00e0 territoriali si osservano questa o quella esperienza positiva nel campo dell\u2019orientamento scolastico e professionale, oppure della formazione specificamente mirata a sbocchi occupazionali precisamente individuati, oppure ancora in quello dell\u2019alternanza scuola-lavoro o della cooperazione tra servizio pubblico e operatori privati; ma siamo ancora molto lontani da un sistema nazionale capace di promuovere un sistema di servizi rispondenti a standard precisi (i \u201clivelli essenziali della prestazione\u201d), controllarne in modo sistematico e permanente il funzionamento e intervenire in via sussidiaria dove una Regione si mostri non in grado di adempiere il compito.<\/p>\n<p>Il capitolo dedicato a questa materia contenuto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (primo punto della 5a missione) \u00e8 formulato in modo molto (troppo, a mio avviso) generico. Difetto, questo, che non mi sembra essere corretto dal decreto interministeriale 27 dicembre 2021, nel quale all\u2019abbondanza testuale non corrispondono contenuti debitamente individuati, con fissazione di obiettivi specifici, espressi anche in termini quantitativi e pertanto suscettibili di misurazione, legati a scadenze temporali determinate. Capisco che la necessit\u00e0 di raggiungere su di esso l\u2019accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni abbia contribuito al tasso di genericit\u00e0 \u2013 a tratti anche fumosit\u00e0 \u2013 del contenuto del decreto; sta di fatto che esso non sembra dare il colpo di reni del quale, su questo terreno, il nostro Paese avrebbe bisogno.<\/p>\n<p>Per altro verso nelle politiche del lavoro effettivamente praticate dal Governo gli stanziamenti di denaro per quelle passive, ovvero volte al puro e semplice sostegno del reddito di chi perde o non riesce a trovare una occupazione, continuano a fare la parte del leone, impegnando somme con almeno uno zero in pi\u00f9 rispetto a quelle impegnate per le politiche attive.<\/p>\n<p>Vediamo pi\u00f9 da vicino che cosa dovrebbe cambiare perch\u00e9 si possa parlare finalmente dell\u2019avvio in Italia di un programma organico di rilancio delle politiche attive del lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Il primo anello della catena: un <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=52056\" rel=\"attachment wp-att-52056\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-52056\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Career-service-2-300x115.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"115\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Career-service-2-300x115.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Career-service-2-150x57.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Career-service-2.jpg 363w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>servizio di informazione e orientamento scolastico e professionale, capillare e facilmente accessibile per chiunque<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>In quasi tutte le regioni italiane manca un servizio di orientamento scolastico e professionale diffuso capillarmente e facilmente accessibile per tutti, soprattutto i pi\u00f9 giovani (quello che nella lingua franca delle politiche del lavoro viene indicato come <em>guidance<\/em> o <em>career service<\/em>), capace di eseguire la profilazione delle attitudini e delle aspirazioni di ciascun individuo, il confronto tra le une e le altre e l\u2019indicazione di itinerari di ricerca\/formazione\/riqualificazione realistici. Come nei maggiori Paesi del centro e nord-Europa, esso dovrebbe essere articolato in questo modo:<\/p>\n<p>&#8211; un servizio capace di prendere effettivamente in carico ogni adolescente all\u2019uscita di ciascun ciclo scolastico di scuola media inferiore e superiore, fornendogli\/le il primo orientamento indispensabile, sulla base del confronto tra le sue attitudini e le sue aspirazioni;<\/p>\n<p>&#8211; per la generalit\u00e0 degli utenti, e in particolare per chi aspira a cambiare occupazione o a trovarne una nuova avendo perso la precedente, una rete di servizi aperti al pubblico dislocati in ciascun centro urbano in zona centrale, in locali direttamente accessibili dalla pubblica via, con alta visibilit\u00e0 e ricettivit\u00e0: i cosiddetti <em>hub <\/em>o anche <em>one stop shop<\/em>;<\/p>\n<p>&#8211; nelle citt\u00e0 maggiori dei Paesi dove questo servizio funziona meglio sono disponibili <em>hub<\/em> che offrono un servizio di orientamento e prima informazione sulle opportunit\u00e0 esistenti specializzato in riferimento alle esigenze dei giovani, oppure delle donne che intendono riprendere l\u2019attivit\u00e0 di lavoro dopo un periodo di maternit\u00e0, oppure di chi ha perso il lavoro in una crisi aziendale, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Nelle esperienze pi\u00f9 avanzate, lo <em>hub<\/em> \u00e8 uno spazio di orientamento specialistico e accompagnamento al lavoro, dipendente o autonomo, che funge anche da aggregatore di iniziative, luogo di eventi in grado di moltiplicare le occasioni di occupabilit\u00e0 e occupazione, con il forte coinvolgimento delle aziende, di chi domanda lavoro. \u00c8 accessibile a tutti, aperto tutto il giorno fino a tardi, con un ingresso diretto da strada; nella sua versione pi\u00f9 completa si articola in<\/p>\n<p>&#8211; un primo spazio di accoglienza, all\u2019interno del quale sono immediatamente disponibili dei terminali gi\u00e0 programmati per dare accesso ai migliori siti di incontro fra domanda e offerta di lavoro, con possibilit\u00e0 di presentazione diretta della propria candidatura; personale esperto \u00e8 a disposizione per aiutare e indirizzare gli utenti nell\u2019uso di queste porte di accesso alla grande piazza digitale;<\/p>\n<p>&#8211; alcuni spazi dedicati alla profilazione in forma totalmente digitalizzata, di cui le persone possono fruire autonomamente;<\/p>\n<p>&#8211; alcuni spazi per colloqui orientativi individuali di secondo livello con il <em>job advisor<\/em>;<\/p>\n<p>&#8211; altri spazi per sessioni di orientamento di gruppo, nonch\u00e9 &#8211; sul modello del <em>Jobcentre Plus<\/em> inglese &#8211; per gli incontri fra persone e aziende;<\/p>\n<p>&#8211; uno spazio per il servizio di incontro domanda offerta dell\u2019Unione Europea <em>Eures<\/em>, destinato all\u2019utenza interessata alla mobilit\u00e0 internazionale sia attraverso seminari specifici (\u201cliving and working in\u2026\u201d), sia attraverso la partecipazione ai reclutamenti di personale;<\/p>\n<p>&#8211; uno spazio per conferenze, seminari di formazione, workshop, interazioni e presentazioni.<\/p>\n<p>In uno <em>hub<\/em> cos\u00ec concepito, ovviamente, ben possono trovare spazio anche gli sportelli di un Centro per l\u2019Impiego, o quelli di un patronato cui le persone possano rivolgersi per il disbrigo delle pratiche amministrative e previdenziali. Ma dovrebbe essere evidente la natura totalmente sburocratizzata dell\u2019attivit\u00e0 principale dello <em>hub<\/em>: cio\u00e8 dei servizi di prima informazione su tutte le opportunit\u00e0 di formazione e\/o lavoro disponibili e di assistenza nella definizione di una strategia efficace nella ricerca della nuova occupazione.<\/p>\n<p>Le esperienze pi\u00f9 evolute, inoltre, mostrano come lo stesso <em>hub <\/em>debba essere integralmente \u201cduplicato\u201d sul web mediante un sito altamente interattivo, nel quale tutte le funzioni e i servizi siano offerti anche online: questo \u00e8 il presupposto indispensabile, da un lato, per allargare molto la platea degli utenti, dall\u2019altro per evitare che la struttura fisica soccomba sotto il peso di un eccesso di afflusso degli utenti stessi di persona.<\/p>\n<p>Nella quarta missione delineata nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza \u00e8 delineata e finanziata una profonda riforma del sistema di orientamento scolastico e professionale, con la previsione di moduli didattici specifici a esso dedicati, per un totale di 30 ore annue. Lo stanziamento di risorse per questo capitolo \u00e8 apprezzabile; ed \u00e8 apprezzabile anche che l\u2019orientamento per i giovani ancora impegnati a scuola sia oggetto di un intervento a s\u00e9, distinto da quello relativo all\u2019orientamento degli adulti. L\u2019esperienza dei Paesi che su questo terreno hanno fatto di pi\u00f9 ci dice, per\u00f2, innanzitutto che l\u2019orientamento degli adolescenti ha poco a che vedere con la normale attivit\u00e0 didattica di un insegnante di scuola media: non si tratta tanto di trasmettere nozioni o informazioni, quanto di tracciare il profilo delle attitudini e quello delle aspirazioni di ogni adolescente, confrontarli tra loro per verificarne la congruenza, nel caso di incongruenza avvertirne l\u2019interessato\/a e i suoi genitori, in ogni caso tracciare i percorsi di istruzione, formazione e\/o addestramento pratico pi\u00f9 adeguati per assicurare un futuro inserimento soddisfacente nel tessuto produttivo.<\/p>\n<p>Le migliori esperienze d\u2019oltralpe ci avvertono, poi, che anche una buona attivit\u00e0 di orientamento degli adolescenti in et\u00e0 scolare, al pari di quella rivolta agli adulti, necessita di una conoscenza dettagliata e approfondita non solo di tutte le opportunit\u00e0 occupazionali che il mercato del lavoro offre, ma anche degli strumenti di formazione mirata specificamente a quelle opportunit\u00e0, e pi\u00f9 in generale della qualit\u00e0 ed efficacia di ciascuno degli strumenti stessi. \u00c8 questo il tema del paragrafo che segue.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>La \u201cmateria prima\u201d indispensabile per il servizio di orientamento: l\u2019informazione sull\u2019efficacia dei servizi di formazione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nessun servizio di orientamento \u2013 sia esso destinato ai giovani in et\u00e0 scolare o agli adulti \u2013 pu\u00f2 funzionare bene se non \u00e8 disponibile un indice di efficacia di ciascun corso di formazione professionale disponibile. Nelle migliori esperienze straniere questo indice \u00e8 costituito dal tasso di coerenza tra formazione impartita in ciascun corso e sbocchi occupazionali effettivamente conseguiti da coloro che lo hanno frequentato. Per poterlo rilevare in modo permanente \u00e8 indispensabile istituire un\u2019anagrafe della formazione professionale, i cui dati siano suscettibili di essere incrociati sistematicamente con quelli delle Comunicazioni Obbligatorie al ministero del Lavoro su costituzioni e scioglimenti di rapporti contrattuali, con quelli delle iscrizioni a qualsiasi ordine professionale, lista o albo per attivit\u00e0 autonome, nonch\u00e9 con quelli delle liste di disoccupazione: \u00e8 la tecnica su cui si basa il servizio fornito, con risultati molto apprezzabili, dalla piattaforma denominata <em>Eduscopio<\/em>, che misura continuativamente l\u2019efficacia dell\u2019istruzione impartita negli istituti scolastici di Piemonte e Lombardia.<\/p>\n<p>Ciascun centro di formazione professionale, poi, dovr\u00e0 essere obbligato a pubblicare il proprio tasso di coerenza rilevato per i tre anni precedenti, in modo che non soltanto gli addetti ai servizi di orientamento possano disporne, ma possa conoscerlo senza difficolt\u00e0 chiunque vi abbia interesse.<\/p>\n<p>L\u2019istituzione dell\u2019anagrafe della formazione, che ricalca in qualche modo l\u2019esperienza dell\u2019anagrafe scolastica gi\u00e0 da tempo attiva presso il ministero dell\u2019Istruzione, non richiede l\u2019emanazione di nuove norme legislative: essa \u00e8 gi\u00e0 prevista dagli articoli 13, 14, 15 e 16 del decreto legislativo n. 150\/2015, uno degli otto decreti attuativi del Jobs Act. Questa previsione non \u00e8 mai stata attuata, a causa della paralisi che ha colpito l\u2019ANPAL-Agenzia per le Politiche Attive del Lavoro dall\u2019inizio di quest\u2019ultima legislatura. Per altro verso, hanno scarso o nullo interesse ad attivare questo meccanismo di valutazione gli assessori regionali competenti per questa materia, per lo pi\u00f9 riluttanti a rinunciare all\u2019ampia discrezionalit\u00e0 di cui oggi di fatto godono nella distribuzione dell\u2019ingente flusso dei finanziamenti disponibili per i servizi di formazione professionale.<\/p>\n<p>Sta di fatto che l\u2019istituzione dell\u2019anagrafe \u00e8 prevista da una legge dello Stato, che a suo tempo venne approvata anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, e che chiede solo di essere attuata: il ministro del Lavoro avrebbe il dovere di attivarsi per farlo e di disporre affinch\u00e9 l\u2019ANPAL a sua volta si attivi per l\u2019implementazione del sistema e il controllo del suo buon funzionamento in ciascuna regione (con possibilit\u00e0 di intervento in via sussidiaria nelle regioni che si rivelino incapaci di assicurarlo).<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong><em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=40403\" rel=\"attachment wp-att-40403\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-40403\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/centroimpiego.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em>La difficile condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito dei disoccupati<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>I buoni servizi di orientamento, formazione e riqualificazione professionale devono costituire la spina dorsale del sistema di condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito dei disoccupati (ivi compresi i lavoratori sospesi dal lavoro con intervento della Cassa integrazione \u201ca zero ore\u201d che si protragga oltre i tre mesi). Di ogni beneficiario deve essere individuato il profilo sia delle attitudini, sia delle aspirazioni; deve essere individuato il percorso di formazione o riqualificazione eventualmente necessario per la rioccupazione; e deve essere seguita da vicino l\u2019effettivit\u00e0 del percorso stesso.<\/p>\n<p>Se si vuole evitare che il sostegno del reddito abbia l\u2019effetto di allungare i periodi di disoccupazione, l\u2019assetto qui delineato della condizionalit\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 efficace rispetto a quello imperniato sull\u2019onere di accettare l\u2019\u201cofferta congrua di lavoro\u201d, disegnato nell\u2019art. 25 del d.lgs. n. 150\/2015. La condizionalit\u00e0 imperniata sulla sola \u201cofferta congrua di lavoro\u201d non pu\u00f2 funzionare per una serie di motivi convergenti, che mi sono proposto di illustrare con un racconto di vita vissuta pubblicato di recente ( <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=54886\"><em>Le disavventure di un collocatore<\/em><\/a>, pubblicato sul quotidiano <em>Il Riformista<\/em> il 26 ottobre 2021):<\/p>\n<p>&#8211; \u00e8 ragionevole temere un difetto di motivazione in molte delle persone il cui avviamento al lavoro avviene sotto la minaccia della perdita del sostegno del reddito, poich\u00e9 in molti casi \u00e8 proprio il godimento dell\u2019assegno ci\u00f2 che principalmente le ha spinte a rivolgersi al Centro per l\u2019Impiego;<\/p>\n<p>&#8211; al disoccupato avviato al lavoro sotto la minaccia di perdita del sostegno del reddito \u00e8 sempre facile ottenere che l\u2019avviamento fallisca, senza che questo venga imputato a un suo difetto di disponibilit\u00e0;<\/p>\n<p>&#8211; per questo motivo le imprese diffidano del servizio di collocamento svolto dallo stesso ufficio pubblico che \u00e8 competente per la concessione e il mantenimento del trattamento di disoccupazione;<\/p>\n<p>&#8211; questa diffidenza delle imprese fa s\u00ec che il Centro per l\u2019Impiego non disponga delle occasioni di lavoro che consentirebbero di proporre alla persona interessata un\u2019\u201cofferta congrua\u201d: gli incontri fra domanda e offerta di lavoro avvengono altrove;<\/p>\n<p>&#8211; donde la regola generale per cui un buon servizio di collocamento difficilmente pu\u00f2 essere svolto da un ufficio cui compete la gestione burocratica del trattamento di disoccupazione: assai meglio affidarlo alle agenzie per l\u2019impiego accreditate.<\/p>\n<p>Tra i contenuti salienti della legge di bilancio 2022 approvata nel dicembre scorso (l. 30 dicembre 2021 n. 234) nei commi 74 e 81 dell\u2019articolo 1 (che modificano il d.-l.\u00a0 28 gennaio 2019 n.\u00a0 4, convertito dalla legge 28 marzo 2019 n. 26 e l\u2019art. 25 del d.lgs. n. 150\/2015) compare una disposizione che dovrebbe rendere pi\u00f9 stringente il vincolo di disponibilit\u00e0 al lavoro dei percettori di reddito di cittadinanza. Le misure contenute nella nuova norma sono due: la prima \u00e8 l\u2019obbligo di presentarsi una volta al mese al Centro per l\u2019Impiego; ma questa \u00e8 pura burocrazia, che oltretutto appesantisce inutilmente il lavoro di questo ufficio; la seconda \u00e8 la riduzione del numero delle \u201cofferte di lavoro congrue\u201d che possono essere rifiutate dal beneficiario del RdC da due a una sola: nel senso che solo dopo il secondo rifiuto ingiustificato si perde il beneficio (la prima pu\u00f2 essere rifiutata se comporta uno spostamento superiore agli 80 chilometri dall\u2019abitazione, o comunque un tragitto coi mezzi pubblici che richieda pi\u00f9 di 100 minuti; altre modifiche alla nozione di \u201cofferta congrua\u201d riguardano la soglia della retribuzione che pu\u00f2 essere rifiutata). Ora, chiunque abbia qualche consuetudine col funzionamento concreto dei Centri per l\u2019Impiego sa che l\u2019\u201cofferta congrua\u201d, in concreto, non esiste. \u201cNessuna impresa darebbe mandato a un soggetto pubblico o privato di assumere un potenziale lavoratore senza minimamente conoscerlo\u201d spiega Francesco Giubileo in <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60091\">un suo intervento recente<\/a> (<em>lavoce.info<\/em> 16 novembre 2021): al pi\u00f9 pu\u00f2 accadere che un disoccupato si veda rivolgere l\u2019invito a presentarsi presso un potenziale datore di lavoro per un colloquio di assunzione; ma \u2013 come ho gi\u00e0 osservato \u2013 se il colloquio d\u00e0 esito negativo per la non disponibilit\u00e0 della persona interessata, non ne deriva mai la formalizzazione di una \u201cofferta congrua\u201d sulla quale si possa registrare un formale rifiuto.<\/p>\n<p>Fatto sta \u2013 e al ministero del Lavoro lo sanno bene \u2013 che nessun disoccupato e nessun beneficiario di Reddito di Cittadinanza ha mai perso l\u2019assegno per aver rifiutato una \u201cofferta di lavoro congrua\u201d; tutt\u2019al pi\u00f9 \u00e8 accaduto che sia stato tolto il sussidio a un percettore irreperibile al domicilio, ma questo \u00e8 un altro discorso. Se dunque non \u00e8 mai accaduto che si sia verificato neanche il primo rifiuto ingiustificato, ridurre i possibili rifiuti ingiustificati da due a uno solo, come disposto nella norma citata, \u00e8 sostanzialmente una norma di facciata, volta a far apparire un impegno su questo terreno che in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8. E, cos\u00ec stando le cose, sono sconcertanti i ripetuti riferimenti, nella gi\u00e0 citata legge finanziaria (n. 234\/2021, commi 74 e 75, in particolare l\u00e0 dove viene prevista l\u2019aggiunta dei commi 1-<em>ter<\/em>, 1-<em>quater<\/em> e 1-<em>quinquies<\/em> all\u2019articolo 8 del d.-l. n. 4\/2019) a obblighi di comunicazione dei rifiuti di offerta congrua a carico degli operatori accreditati, e a un compito dell\u2019ANPAL di controllo sulle offerte congrue attivate e quelle rifiutate: come se l\u2019Ufficio legislativo del ministero del Lavoro, cui la redazione di queste norme \u00e8 presumibilmente imputabile, non fosse a conoscenza del fatto che il fenomeno dell\u2019\u201cofferta congrua\u201d e quello del suo rifiuto costituiscono entit\u00e0 esistenti soltanto nell\u2019immaginario burocratico, senza alcun riscontro nella realt\u00e0 fattuale.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=42979\" rel=\"attachment wp-att-42979\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-42979\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-300x112.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"112\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-300x112.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL-150x56.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ANPAL.png 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Attivare gli incentivi giusti per far funzionare la condizionalit\u00e0. A) l\u2019opportunit\u00e0 del coinvolgimento dell\u2019Inps nel controllo della disponibilit\u00e0 alla ricerca della nuova occupazione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il carattere condizionale delle misure di sostegno del reddito \u00e8 indispensabile perch\u00e9 queste non producano, nella media dei casi, l\u2019effetto di un prolungamento dei periodi di disoccupazione. Ma la condizionalit\u00e0 stessa non pu\u00f2 essere implementata se \u00e8 affidata a organi amministrativi che non hanno alcun interesse alla sua effettivit\u00e0 e anzi ne sono penalizzati. \u00c8 questo il caso dell\u2019addetto al Centro per l\u2019Impiego, per il quale la verifica dell\u2019effettiva disponibilit\u00e0 al lavoro del percettore del sussidio \u2013 quand\u2019anche essa potesse essere attuata mediante l\u2019\u201cofferta congrua\u201d, ma abbiamo visto che non pu\u00f2 \u2013 costituisce soltanto un notevole aggravio di lavoro; e lo \u00e8 ancora di pi\u00f9, nel caso di esito negativo della verifica, la pratica tendente alla sospensione del sussidio stesso. Viceversa, l\u2019addetto al Centro per l\u2019Impiego non rischia alcuna sanzione per il fatto che la condizionalit\u00e0 del trattamento resti sulla carta.<\/p>\n<p>Se si vuole davvero che la condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito funzioni, \u00e8 necessario ideare un meccanismo nel quale si attivino incentivi efficaci affinch\u00e9 gli organi preposti la facciano funzionare. Potrebbe essere risolutivo, da questo punto di vista, coinvolgere nel controllo della disponibilit\u00e0 effettiva del beneficiario del sussidio l\u2019ente stesso che lo eroga, ovvero l\u2019Inps, consentendo che una piccola frazione delle risorse risparmiate per effetto dell\u2019attivazione efficace del controllo venga destinata a finanziare un premio collettivo per gli operatori dei servizi che realizzano nel modo migliore il controllo sul comportamento dei beneficiari del trattamento, oltre che un fondo per il potenziamento dei Centri per l\u2019Impiego.<\/p>\n<p>Il comma 75 dell\u2019articolo 1 della gi\u00e0 citata legge n. 234\/2021 prevede una forma di coinvolgimento dell\u2019Inps con i ministeri del Lavoro e della Giustizia nelle attivit\u00e0 di controllo sul godimento del Reddito di Cittadinanza; ma si tratta di un meccanismo essenzialmente burocratico di scambio di dati e informazioni tra amministrazioni. Nello stesso articolo 1 della legge finanziaria il comma 83 prevede qualche cosa di pi\u00f9, assai interessante perch\u00e9 sembra recepire il suggerimento di mettere in comunicazione l\u2019interesse al risparmio sulla spesa per il sostegno del reddito dei disoccupati (le c.d. politiche passive del lavoro) con l\u2019interesse al potenziamento delle politiche attive: la disposizione prevede che l\u2019Inps svolga una \u201cattivit\u00e0\u00a0 di\u00a0 monitoraggio\u00a0 a\u00a0 cadenza trimestrale\u201d, comunicandone il risultato ai ministri del Lavoro\u00a0 e dell\u2019Economia; prevede inoltre che \u201cQualora dalla predetta attivit\u00e0 di\u00a0 monitoraggio\u00a0 siano\u00a0 annualmente accertati, anche in via prospettica [\u2026] minori\u00a0 oneri [ascrivibili alla spesa per il sostegno del reddito dei disoccupati, con] corrispondente\u00a0 minore\u00a0 esigenza\u00a0 finanziaria\u00a0 rispetto all&#8217;autorizzazione di spesa [di cui alla legge istitutiva del Reddito di Cittadinanza], tali\u00a0 correlate\u00a0 accertate\u00a0 risorse possono essere destinate ad interventi di politiche attive del lavoro di cui al decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ultima legge finanziaria dunque contiene un\u2019apertura significativa alla proposta (che era stata avanzata da Marco Bentivogli, Lucia Valente e l\u2019autore di queste note, in un <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=58285\">articolo pubblicato su <em>la Repubblica<\/em><\/a> il 9 marzo 2021) \u00a0di attivare una\u00a0connessione operativa tra Inps e Anpal per attivare incentivi efficaci in direzione di un potenziamento delle politiche attive, anche attraverso un controllo adeguato sulla partecipazione delle persone interessate e il conseguente contenimento della spesa per il sostegno del loro reddito. Non si pu\u00f2, tuttavia, non rilevare i limiti gravi di questa prima apertura: essa infatti prevede soltanto un controllo periodico di natura puramente contabile, mentre occorrerebbe prevedere la possibilit\u00e0 per l\u2019Inps di essere presente con operatori specializzati nei luoghi dove il sostegno del reddito ai disoccupati viene erogato, innanzitutto per controllare che l\u2019erogazione stessa venga effettivamente accompagnata, nel caso di protrazione dello stato di disoccupazione oltre il primo termine fissato, dall\u2019invito a stipulare l\u2019accordo di assistenza con l\u2019operatore accreditato liberamente scelto; poi per verificare che l\u2019erogazione venga sospesa nel caso in cui questo onere non venga adempiuto, secondo lo schema proposto nel paragrafo che segue.<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong><em>Segue. <\/em>B) Un meccanismo di quasi-mercato attivato per mezzo degli assegni di ricollocazione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Un meccanismo capace di assicurare una effettiva condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito pu\u00f2 essere imperniato sul vincolo per il beneficiario di reperire l\u2019agenzia per l\u2019impiego disponibile per quello che nel progetto originario del Jobs Act era stato indicato con il termine \u201ccontratto di ricollocazione\u201d. Non si tratta di inventare nulla di nuovo, ma solo di adattare al nostro sistema un meccanismo che da tempo viene sperimentato con successo nei Paesi Bassi e diffusamente anche in Gran Bretagna: l\u2019ufficio che assegna il trattamento di disoccupazione avverte la persona beneficiaria che, se entro un certo termine (per esempio: tre mesi) non sar\u00e0 stata in grado di trovare la nuova occupazione, essa avr\u00e0 l\u2019onere di scegliere un operatore accreditato che accetti di assisterla in cambio dell\u2019assegno stanziato dal servizio per l\u2019impiego, dimensionato in relazione al grado di difficolt\u00e0 del reinserimento della persona nel tessuto produttivo e suddiviso in una parte pagabile per il solo fatto dell\u2019assistenza prestata e una parte maggiore pagabile a ricollocazione ottenuta (il c.d. <em>success fee<\/em>).<\/p>\n<p>Sar\u00e0 allora il meccanismo di quasi-mercato attivato dall\u2019assegno di ricollocazione, mettendo in concorrenza tra loro le agenzie accreditate, ad assicurare una condizionalit\u00e0 efficiente: gli utenti potranno scegliere gli operatori che pongono le condizioni meno stringenti per la stipulazione del contratto, ma gli operatori pi\u00f9 indulgenti, richiedendo una meno ampia disponibilit\u00e0 da parte delle persone cui offrono il servizio, rischieranno di lavorare a vuoto. E il Centro per l\u2019Impiego potr\u00e0 negare la prosecuzione del sostegno del reddito al disoccupato che, nonostante l\u2019adeguatezza del <em>voucher<\/em>, non riesca a stipulare il contratto con alcuna agenzia accreditata.<\/p>\n<p>Il fenomeno del <em>cherry picking<\/em> da parte degli operatori privati, consistente nell\u2019occuparsi soltanto delle persone pi\u00f9 facilmente ricollocabili, pu\u00f2 e deve essere evitato con una adeguata modulazione dell\u2019entit\u00e0 del <em>voucher<\/em> in relazione alla difficolt\u00e0 di ricollocazione di ciascuna persona.<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><strong>Considerazioni conclusive<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nessuna delle misure sinteticamente delineate nelle pagine precedenti \u00e8 concretamente attuabile nel nostro Paese se non viene instaurato un sistema rigoroso di sussidiariet\u00e0, basato sul controllo centrale circa il livello di efficienza dei servizi al mercato del lavoro gestiti dalle Regioni e sulla sostituzione delle amministrazioni non in grado di assicurarli da parte dell\u2019Agenzia nazionale competente.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 necessario che l\u2019agenzia a ci\u00f2 preposta \u2013 l\u2019Anpal \u2013 curi il miglioramento costante della propria struttura, coltivando la capacit\u00e0 di attrarre e gestire con la necessaria flessibilit\u00e0 anche professionalit\u00e0 elevate. Da questo punto di vista la reincorporazione dell\u2019Anpal nella struttura del ministero del Lavoro non \u00e8 stata una buona idea: in tutti i maggiori Paesi europei la funzione oggi attribuita all\u2019Anpal \u00e8 svolta da una agenzia autonoma dal Governo, che risponde dei risultati del proprio operato. In ogni caso non ci sono alternative a una rapida acquisizione da parte di questa struttura di una capacit\u00e0 di monitoraggio costante e capillare del livello di efficienza ed efficacia dei servizi erogati dalle Regioni; e ancor pi\u00f9 della capacit\u00e0 di intervenire direttamente dove l\u2019amministrazione regionale non \u00e8 in grado di soddisfare lo standard minimo previsto.<\/p>\n<p>Le prevedibili resistenze opposte dalle Regioni a un ruolo pi\u00f9 incisivo dell\u2019Anpal nel controllare e garantire i livelli essenziali di funzionalit\u00e0 dei servizi possono e devono essere superate sulla base di tre ordini di argomenti. Il primo \u00e8 quello che attiene al ritardo enorme che il nostro Paese fa registrare, su questo terreno, rispetto ai partner del centro e nord-Europa: un gap che ci siamo obbligati verso la UE a colmare \u2013 obbligo ora rinnovato nella quinta missione del PNRR \u2013 e che \u00e8 principalmente nostro interesse colmare sfruttando il grande patrimonio di esperienza accumulato dai Paesi che su questo terreno sono avanti a noi di decenni.<\/p>\n<p>Il secondo ordine di argomenti \u00e8 quello che attiene alla necessit\u00e0 vitale, per la nostra economia, di far tornare a crescere la produttivit\u00e0 del lavoro: obiettivo che comporta l\u2019abbandono del modello oggi dominante in Italia di reazione alle crisi occupazionali, consistente nell\u2019incoraggiare le persone coinvolte ad aggrapparsi con le unghie e coi denti alla vecchia struttura produttiva in crisi, quando invece le persone stesse dovrebbero essere incentivate e sostenute nella transizione verso una nuova occupazione pi\u00f9 produttiva (e all\u2019Erario costerebbe molto meno un sostegno robusto a questa transizione che non la mera politica passiva consistente nell\u2019erogare incondizionatamente integrazioni salariali senza speranza, salvo quella del prepensionamento). Osservo in proposito che, secondo quanto risulta dall\u2019indagine Excelsior svolta da Unioncamere e Anpal, mediamente in un terzo dei casi oggi le imprese italiane stentano a trovare i lavoratori che cercano: centinaia di migliaia di posti restano permanentemente scoperti per la difficolt\u00e0 di reperire le persone che possano coprirli.<\/p>\n<p>Il terzo ordine di argomenti \u2013 non certo terzo in ordine di importanza \u2013 \u00e8 quello che attiene alla protezione del lavoro e alla lotta alle disuguaglianze. Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che, se un\u2019attivit\u00e0 produttiva di beni o servizi \u00e8 poco produttiva, chi la svolge difficilmente pu\u00f2 trarne un reddito soddisfacente: l\u2019armamentario tradizionale \u2013 ovvero gli standard minimi inderogabili con il loro contorno di \u00a0interventi ispettivi e contenziosi giudiziali \u2013 pu\u00f2, s\u00ec, correggere distorsioni da monopsonio dinamico e corrispondenti forme di sfruttamento del lavoro che si producono anche in un tessuto produttivo maturo; ma esso non avr\u00e0 mai la virt\u00f9 di far diventare gratificante sul piano economico il lavoro strutturalmente povero, perch\u00e9 poco produttivo. La lotta contro il lavoro mal pagato e le disuguaglianze crescenti pu\u00f2 essere condotta soltanto in piccola parte per mezzo dell\u2019introduzione di standard minimi inderogabili; per la parte restante e ben maggiore deve essere condotta attraverso il miglioramento del sistema scolastico, il potenziamento dei servizi di orientamento, informazione, formazione mirata agli sbocchi effettivamente esistenti nel mercato, il disegno di percorsi di transizione sempre nuovi e pi\u00f9 sicuri verso il lavoro pi\u00f9 produttivo, il sostegno (anche economico) alla mobilit\u00e0 professionale e geografica: tutto quell\u2019insieme di politiche attive, appunto, in riferimento alle quali il nostro Paese accusa ancora un ritardo grave rispetto al centro e al nord-Europa.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>________________________<\/p>\n<p><em>Questo saggio \u00e8 destinato agli scritti in memoria di Renato Scognamiglio.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><em>.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un sistema ancora in attesa di decollare &#8211; Il primo anello della catena: l&#8217;orientamento professionale &#8211; La &#8220;materia prima&#8221; indispensabile per l&#8217;orientamento: l&#8217;informazione sull&#8217;efficacia dei servizi di formazione &#8211; La difficile condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito &#8211; Come si attivano gli incentivi giusti perch\u00e9 la condizionalit\u00e0 possa funzionare Saggio pubblicato sulla rivista Diritto delle Relazioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,14],"tags":[],"class_list":["post-61047","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-26-saggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61047"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61047\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}