
{"id":61115,"date":"2022-04-13T10:15:57","date_gmt":"2022-04-13T09:15:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61115"},"modified":"2022-04-13T10:15:57","modified_gmt":"2022-04-13T09:15:57","slug":"la-necessita-urgente-di-rinunciare-al-gas-russo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61115","title":{"rendered":"LA NECESSIT\u00c0 URGENTE DI RINUNCIARE AL GAS RUSSO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">&#8220;\u00c8 l&#8217;unica arma che ci pu\u00f2 consentire di evitare i rischi di una guerra lunga&#8221; dice Enrico Morando &#8211; &#8220;Gli europei non possono pensare di sconfiggere un avversario pronto a sopportare un calo del 20% del PIL, se non sono disposti a rischiare un calo del 2%&#8221; &#8211; Il valore strategico della <\/span><span style=\"color: #993300;\">ripresa di un programma energetico nucleare<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nRelazione svolta <strong>da Enrico Morando<\/strong> a Roma l&#8217;8 aprile 2022 in apertura della riunione della Presidenza di Libert\u00e0Eguale &#8211; In argomento v. anche il mio fondo pubblicato sulla <\/em>Gazzetta di Parma<em>, <\/em>La questione della spesa militare<!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>L\u2019aggressione russa all\u2019Ucraina impone radicali mutamenti di agenda, anche ai riformisti della sinistra liberale, perch\u00e9 cambia profondamente il contesto nel quale sono chiamati a operare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61096\" rel=\"attachment wp-att-61096\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-61096\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/globalizzazione-4.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/globalizzazione-4.jpg 225w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/globalizzazione-4-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>1- Ha proposto la <strong>priorit\u00e0 assoluta del tema della sicurezza<\/strong>: impone cio\u00e8 di progettare una nuova architettura di sicurezza globale, per la quale occorreranno anni di lavoro e di cooperazione lungo un progetto preciso. Infonde fiducia constatare che si tratta di un processo che \u00e8 gi\u00e0 in corso. Lo dimostrano, tra gli altri, due fatti: il primo, \u00e8 accaduto mercoled\u00ec scorso. Al vertice Nato hanno partecipato, oltre ai 30 membri del Patto, altri otto Paesi: quattro europei (Svezia, Finlandia, Georgia e Ucraina) e quattro dell\u2019area Asia e Pacifico (Giappone, Corea del sud, Australia e Nuova Zelanda). \u00c8 certamente rilevante se i Paesi europei in questione aderiranno o no alla NATO. Ma \u00e8 ancora pi\u00f9 rilevante\u00a0 che con questo incontro, di fronte alla minaccia sistemica della Russia, l\u2019Alleanza delle democrazie, proposta da Biden gi\u00e0 nel discorso di insediamento e nella vittoriosa campagna contro Trump, abbia cominciato a tradursi in cooperazione attiva, ai fini della sicurezza comune.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa accelerazione? Semplicemente perch\u00e9 l\u2019aggressione a una nazione indipendente e pacifica, nel cuore dell\u2019Europa, da parte di una potenza nucleare che dispone del secondo esercito del mondo, non \u00e8 un fatto locale, circoscritto all\u2019ambito europeo, per quanto gravissimo. \u00a0\u00c8 una \u201csfida alla sicurezza globale\u201c. Qualsiasi strategia di risposta che non assuma la stessa dimensione sarebbe a priori destinata al fallimento e ci esporrebbe a rischi fino a ieri \u201cimpensabili\u201d.<\/p>\n<p>Il secondo fatto \u00e8 la <strong>svolta nella politica verso la Russia e nella politica di difesa della Germania<\/strong>. Nel suo grande discorso al Bundestag del 27 febbraio, il cancelliere Olaf Scholz non ha esitato n\u00e9 ad impegnare la Germania a fornire armi alla resistenza Ucraina, insieme agli altri paesi Nato, n\u00e9 ad affermare che \u201cchiunque legga i saggi storicizzanti di Putin, chi abbia assistito alla sua dichiarazione di guerra all\u2019Ucraina, [\u2026] non pu\u00f2 pi\u00f9 avere dubbi sul fatto che Putin voglia costruire un impero russo\u201c. N\u00e8 ha esitato a trarne le conclusioni: \u201c\u2026dobbiamo investire molto di pi\u00f9 nella sicurezza del nostro Paese. Per proteggere la nostra libert\u00e0 e la nostra democrazia\u2026 L\u2019obiettivo \u00e8 un esercito tedesco potente, all\u2019avanguardia e progressista su cui fare affidamento e proteggerci. [\u2026] Nella consapevolezza che la <em>Bundeswer<\/em> da sola non ha i mezzi per contenere tutte le future minacce\u201d.<\/p>\n<p>Un discorso e delle decisioni che costituiscono di per s\u00e9 la prova che siamo gi\u00e0 usciti dal vecchio contesto della politica di sicurezza &#8211; quello nel quale un massiccio riarmo tedesco non era annoverato n\u00e9 tra le cose probabili, n\u00e9 tra quelle possibili -, per entrare nella fase in cui si deve costruire quello nuovo.<\/p>\n<div id=\"attachment_60925\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60925\" rel=\"attachment wp-att-60925\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-60925\" class=\"size-medium wp-image-60925\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Pechino-oggi-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Pechino-oggi-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Pechino-oggi-150x102.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Pechino-oggi.jpg 419w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-60925\" class=\"wp-caption-text\">Pechino oggi<\/p><\/div>\n<p>Questo nuovo contesto \u00e8 quello di una guerra fredda tra USA e Cina? Non so se si possa gi\u00e0 rispondere positivamente a questa domanda. La Cina ha certamente ambizioni geostrategiche e punta a un ruolo da protagonista nel processo volto a stabilire nuove regole della governance globale. <strong>Il totale allineamento alla posizione della Russia<\/strong> &#8211; se questo \u00e8 il suo obiettivo &#8211; <strong>presenta per la Cina dei rischi enormi<\/strong>: la Russia, infatti, le regole della governance globale esistenti le viola tutte e, per questo, si appresta a divenire un specie di paria. Al tempo stesso, non si pu\u00f2 chiudere gli occhi sul fatto che in questo momento i media controllati dallo Stato cinese &#8211; a cominciare dal <em>Quotidiano del popolo<\/em> &#8211; forniscono ai loro lettori una versione della vicenda Ucraina del tutto coincidente con quella di Putin. \u00c8 un particolare molto importante, se teniamo in conto il rilievo strategico che ha assunto l\u2019informazione.<\/p>\n<p>In ogni caso, per concludere su questo primo punto: nel lavoro di costruzione di questo nuovo contesto di sicurezza globale dovranno essere tenute in gran conto due scelte di fondo (ne ha parlato recentemente Jeremy Fleming, direttore della comunicazione dell\u2019Agenzia per la sicurezza del Regno Unito). In primo luogo, devono essere definiti nuovi modi per collaborare e cooperare con tutti i partner dell\u2019Alleanza delle democrazie e devono essere costruite proposte convincenti di cooperazione rivolte agli Stati che non hanno ancora deciso da che parte stare. In secondo luogo, dovr\u00e0 essere sempre garantita &#8211; nel processo di costruzione di questo nuovo contesto di sicurezza globale -, la <strong>piena fedelt\u00e0 ai valori e ai principi fondamentali che hanno fatto il successo della democrazia liberale negli anni che ci stanno alle spalle<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che si colloca la scelta di rispettare l\u2019impegno preso con gli alleati ad accrescere fino al 2% del PIL le spese per la difesa. Non dobbiamo farlo solo perch\u00e9 \u201cquest\u2019impegno \u00e8 stato preso da tempo\u201c ( della serie: &#8220;io, potessi scegliere, non lo farei. Ma i governi precedenti\u2026\u201d). Ma perch\u00e9 \u00e8 vitale per la sicurezza di ciascuno. Ed \u00e8 decisivo, per l\u2019efficacia di questa scelta, che l\u2019impegno di ogni singola nazione europea sia immediatamente collocato nel contesto della costruzione di <strong>uno strumento unitario di difesa europea<\/strong>, pilastro fondamentale della capacit\u00e0 operativa della NATO. \u00c8 molto importante che, su questo punto, il PD e le forze della sinistra riformista italiana &#8211; grazie alla nettezza delle scelte operate dal segretario Enrico Letta &#8211; abbiano sostenuto con vigore la posizione di Draghi e del Governo, con un impegno che garantisce il Paese &#8211; da parte del centrosinistra &#8211; ben oltre l\u2019orizzonte temporale del Governo in carica in questo momento.<\/p>\n<p>Il Presidente Draghi ha sostenuto, nei giorni scorsi, che \u201c\u00e8 un fatto che la pace arriva se l\u2019Ucraina si difende\u201c. Una frase che rende chiaro il nesso tra la guerra in corso e la prospettiva della sicurezza globale da costruire nel medio periodo: <strong>la resistenza ucraina \u00e8 una componente essenziale per il successo della costruzione di una nuova architettura di sicurezza, in Europa e nel mondo<\/strong>, perch\u00e9 pu\u00f2 impedire che Putin esca vincitore dalla tragica avventura bellica in cui ha precipitato la Russia. Benissimo, quindi, la scelta comune di sostegno attivo della resistenza.<\/p>\n<p>Proprio per questo, per\u00f2, <strong>\u00e8 urgente privare Putin del sostegno alla sua guerra che viene dagli acquisti europei di petrolio, gas e carbone<\/strong>. Ha scritto Jean Pisani-Ferry: \u201cI leader europei dovrebbero chiarire al pubblico che non possono sconfiggere un avversario pronto a sopportare un calo del 20% del PIL, se gli europei non sono disposti a rischiare un calo del 2%\u201c. Dobbiamo riconoscere che mentre gli aiuti militari stanno funzionando, grazie al coraggio e allo spirito di sacrificio dell\u2019esercito e dei cittadini dell\u2019Ucraina, le sanzioni economiche -che pure nel medio periodo avranno un peso rilevante-, non stanno funzionando, almeno nell\u2019immediato: la Russia ottiene da noi quasi un miliardo al giorno per alimentare la sua guerra.<\/p>\n<p><strong>L\u2019embargo totale subito, quindi, sembra una scelta pi\u00f9 efficace ( e dunque pi\u00f9 prudente) di quella delle sanzioni graduali e crescenti nel tempo<\/strong>. La resistenza Ucraina non ha tutto questo tempo.<\/p>\n<p>Per alcuni Paesi europei &#8211; la Germania e l\u2019Italia su tutti &#8211; \u00e8 una scelta difficile, che presenta rischi elevati. Ma \u00e8 molto probabile che, anche dal punto di vista economico, i rischi determinati dalla incertezza connessa a una guerra lunga siano addirittura pi\u00f9 elevati. Per non considerare quelli &#8211; anche di tipo economico -, connessi a una vittoria acquisita da Putin anche grazie alle risorse finanziarie che vengono dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, la scelta per l\u2019immediato va collocata in un orizzonte di tempo pi\u00f9 lungo. Nell\u2019immediato, bisogna trovare gas (e farlo arrivare nelle nostre case e alle nostre imprese) da paesi diversi dalla Russia. Cio\u00e8, dobbiamo diversificare le fonti del gas che usiamo. Ma, subito, dobbiamo compiere delle scelte che ci consentano, nel medio-lungo periodo, di essere meno dipendenti non solo dal gas russo, ma dal gas in generale. Su questo tema, ho trovato <strong>convincenti gli argomenti di\u00a0 Umberto Minopoli in materia di ripresa di un programma nucleare in Italia<\/strong>, sviluppati in un recente articolo sul Foglio.<\/p>\n<p>Gli effetti negativi della scelta dell\u2019embargo subito possono essere limitati se contemporaneamente si approva un programma europeo per la politica energetica comune che abbia dimensioni e caratteristiche analoghe a quelle del Next Generation EU, che \u00e8 stato costruito per far fronte ad una minaccia comune, ma tenendo conto della diversa esposizione al rischio di ogni singolo Paese dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Quando parlo di effetti negativi dell\u2019embargo, da contrastare con programmi europei, mi riferisco alla dimensione economica, ma soprattutto a quella sociale. Quest\u2019ultima, delle due, \u00e8 quella pi\u00f9 rilevante. Infatti, se le previsioni degli istituti di analisi economica ipotizzano che l\u2019embargo immediato potrebbe provocare una caduta del PIL &#8211; rispetto alle previsioni pre-conflitto -, tra l\u20191 e il 2%, non c\u2019\u00e8 bisogno di essere esperti per valutare quali sarebbero le fasce sociali pi\u00f9 colpite. I programmi di intervento dovrebbero dunque assumere questa priorit\u00e0, sia perch\u00e9 \u00e8 giusto in s\u00e9, sia perch\u00e9 \u00e8 per questa via che si possono contenere le derive populiste che possono essere alimentate dalle sofferenze sociali indotte dalle scelte di contrasto all\u2019aggressione di Putin.<\/p>\n<p>Una scelta per l\u2019<strong>adozione di programmi europei simili al Next Generation EU<\/strong> sembra del resto imporsi anche per far fronte ai rischi connessi al riaccendersi dell\u2019inflazione in un contesto di bassa crescita (un problema gi\u00e0 presente prima della guerra, che quest\u2019ultima rende ancora pi\u00f9 difficile).<\/p>\n<p>La politica monetaria, da sola, non pu\u00f2 tutto -esattamente come una corda pu\u00f2 molto se c\u2019\u00e8 da tirare, ma pu\u00f2 poco se c\u2019\u00e8 da spingere. Se il problema \u00e8 il rischio di stagflazione, la soluzione sta nella costruzione di un nuovo equilibrio tra politica monetaria e politica fiscale. Proseguire nella sospensione temporanea delle regole fiscali (Patto di stabilit\u00e0) e mantenere l\u2019intonazione espansiva della politica monetaria della BCE pu\u00f2 essere ed \u00e8 necessario nell\u2019immediato, ma non \u00e8 certamente sufficiente nel futuro prossimo. Allo stesso modo, in Italia, limitarsi ad invocare lo scostamento di bilancio nell\u2019immediato, come se la politica fiscale del Paese potesse essere definita a prescindere dalla costruzione di un nuovo equilibrio in sede europea, \u00e8 un\u2019illusione (la politica fiscale nazionale non ha la potenza di fuoco necessaria) e pu\u00f2 costituire addirittura un pericolo, facendo tornare il dubbio circa la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=60902\" rel=\"attachment wp-att-60902\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-60902\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Europa-con-Ucraina-e1647791444122.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"227\" \/><\/a>2- Infine, Un\u2019osservazione sulla <strong>situazione politica italiana<\/strong> e sulla prospettiva del campo del centrosinistra.<\/p>\n<p>Non descrivo in questa sede i termini della discussione che si \u00e8 sviluppata qualche tempo fa, su Libert\u00e0eguale, tra Michele Salvati, Claudio Petruccioli e il sottoscritto, nella quale sono poi intervenuti anche Fasano, Rodriguez e Addario. La ricaduta finale delle due posizioni riguardava la discussione sulla legge elettorale &#8211; maggioritaria (per me, e per Fasano, Rodriguez, Addario) o proporzionale (per Michele e Claudio). In entrambi i casi, lo sforzo era quello di collocare l\u2019alternativa tra l\u2019una e l\u2019altra proposta nella valutazione di ci\u00f2 che serve al Paese (ed \u00e8 realisticamente realizzabile), nel quadro degli attuali rapporti di forza tra centrodestra e centrosinistra e all\u2019interno di questi due campi politici.<\/p>\n<p>Come pu\u00f2 influire, la guerra in Ucraina e ci\u00f2 di cui ho parlato fino ad ora, sull\u2019evoluzione della situazione e della nomenclatura politica italiana?<\/p>\n<p>A me sembra di vedere, nel campo del centro-sinistra largo (comprendente il PD, all\u2019interno del quale si pu\u00f2 ormai collocare LEU, le forze riformiste come Azione e Italia Viva, il M5S di Conte), la conferma &#8211; contrastata, ma in via di consolidamento &#8211; della <strong>centralit\u00e0 del PD, che Letta ha collocato su solide posizioni atlantiste e ed europeiste<\/strong>. Posizioni che sono state assunte con nettezza, mantenute e sviluppate con la necessaria fermezza, senza reticenze, ritardi o contraddizioni derivanti dall\u2019esigenza di mediazioni preventive con gli alleati.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 si tratta di posizioni convergenti con quelle di Draghi &#8211; costantemente volte a determinare un terreno pi\u00f9 avanzato di mediazione per Draghi stesso all\u2019interno del governo (penso, ad esempio, alla posizione assunta da Letta sull\u2019embargo del gas russo) -, a me pare si possa dire che il PD e le forze minori di sinistra liberale sono (e vengono percepiti) come il \u201cpartito\u201c pi\u00f9 leale a Draghi e pi\u00f9 impegnato a sostenerne le politiche. \u00c8 evidente che nel\u00a0 M5S crescono le contraddizioni, le tentazioni di smarcarsi. \u00c8 infatti molta la distanza tra ci\u00f2 che si fa oggi (ad esempio, esaltare il carattere decisivo del TAP che porta gas non russo in Italia e il successo del ministro Di Maio nella recente missione in Azerbaigian) e ci\u00f2 che si \u00e8 fatto ieri (lo stesso Di Maio, Vicepresidente del Consiglio: \u201d Sul TAP sono stato molto chiaro: il M5S era ed \u00e8 no TAP\u201c). Ma proprio questa distanza, secondo me, segnala la potenzialit\u00e0 e il realismo di una prospettiva che scommetta sulla vocazione maggioritaria del PD e delle forze riformiste nel campo del centro-sinistra, nella <strong>prospettiva di un rinnovato bipolarismo<\/strong>, cui l\u2019esperienza del Governo Draghi e i suoi risultati, assieme al consenso che riscuotono, arrecano forza e credibilit\u00e0. Non sto dicendo che sia facile. Sto dicendo che \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che &#8211; nel campo del centro-destra &#8211; Fratelli d\u2019Italia di Meloni sta tentando la stessa operazione, cambiato quello che c\u2019\u00e8 da cambiare. Meloni pu\u00f2 contare, in partenza, su di un consenso elettorale pi\u00f9 vasto e su di una maggiore omogeneit\u00e0 dell\u2019elettorato dello schieramento. Un vantaggio competitivo che non pu\u00f2 certo essere trascurato (Segatti 2021). Ma conduce l\u2019operazione di costruzione della propria egemonia sul centro-destra in condizioni di maggiore debolezza politica. <strong>Nel caso di Fratelli d\u2019Italia<\/strong>, infatti, <strong>le contraddizioni e i ritardi da superare<\/strong> non sono solo quelli degli alleati &#8211; Lega soprattutto, ma anche Forza Italia &#8211; in tema di filoputinismo. <strong>Sono anche quelli interni al partito che cerca di affermare la sua \u201cvocazione maggioritaria\u201c<\/strong>. Pu\u00f2 cos\u00ec accadere che da un lato Fratelli d\u2019Italia &#8211; unico partito di opposizione -, appaia e sia pi\u00f9 allineato al Governo, in materia di contrasto all\u2019aggressione di Putin, degli altri partiti di centrodestra che fanno parte della maggioranza. Ma, dall\u2019altro lato, accade che Meloni e il suo partito salutino la vittoria di Orban in Ungheria con toni che mostrano la fragilit\u00e0 della loro scelta europeista e atlantica: \u201c \u00c8 interesse dell\u2019Europa\u00a0 riappassionare gli ungheresi alla causa comune e chiudere gli spazi all\u2019ingerenza di Russia e Cina\u2026\u201d. Il problema, per Meloni, \u00e8 che il da lei celebrato Orban pensa che le \u201cingerenze\u201c da cui ci dovremmo difendere non sono quelle di Russia e Cina, ma quelle dell&#8217;Unione Europea rispetto alle singole nazioni che ne fanno parte. E agisce di conseguenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_52645\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=52645\" rel=\"attachment wp-att-52645\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-52645\" class=\"size-medium wp-image-52645\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-52645\" class=\"wp-caption-text\">Enrico Morando<\/p><\/div>\n<p>Tutto ci\u00f2, in vista della competizione del 2023, mina la credibilit\u00e0 e l\u2019affidabilit\u00e0 del centro-destra egemonizzato da Fratelli d\u2019Italia e gli rende difficile intestarsi &#8211; come invece pu\u00f2 fare il centro-sinistra egemonizzato dai riformisti &#8211; l\u2019esperienza del Governo Draghi. Anche perch\u00e9 il maggiore partito del centro-destra ha scelto, per calcolo elettorale, di sottrarsi al vincolo della responsabilit\u00e0 nazionale, restando fuori dalla maggioranza. Una scelta che si sta rivelando utile per la crescita del consenso, ma contraddittoria per un partito che abbia ambizioni maggioritarie.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;\u00c8 l&#8217;unica arma che ci pu\u00f2 consentire di evitare i rischi di una guerra lunga&#8221; dice Enrico Morando &#8211; &#8220;Gli europei non possono pensare di sconfiggere un avversario pronto a sopportare un calo del 20% del PIL, se non sono disposti a rischiare un calo del 2%&#8221; &#8211; Il valore strategico della ripresa di un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-61115","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61115"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61115\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}