
{"id":61131,"date":"2022-04-14T21:21:59","date_gmt":"2022-04-14T20:21:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61131"},"modified":"2022-04-14T21:21:59","modified_gmt":"2022-04-14T20:21:59","slug":"la-disinformacjia-del-sindacato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61131","title":{"rendered":"LA DISINFORMACJIA DEL SINDACATO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La comunicazione sindacale per slogan, modellata sulla percezione diffusa della realt\u00e0 ma non su una sua analisi corretta, si trasforma in un meccanismo amplificatore di <em>fake news<\/em> su numerosi temi caldi della politica sociale e del lavoro, dal \u201cprecariato\u201d agli infortuni, dalle pensioni alla sanit\u00e0<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo <strong>di Claudio Negro<\/strong> pubblicato il 13 aprile 2022 su <\/em>Il Diario del Lavoro<em> \u2013 In argomento v. anche, dello stesso Autore, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=59595\">Il penultimatum di Cgil Cisl e Uil a Draghi<\/a> <!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=49984\" rel=\"attachment wp-att-49984\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-49984\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diritti-e-tutele-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diritti-e-tutele-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diritti-e-tutele-150x82.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diritti-e-tutele.jpg 304w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La cosa che pi\u00f9 colpisce nella comunicazione sindacale dei tempi pi\u00f9 recenti \u00e8 il ricorso costante al formato dello spot, con modalit\u00e0 che ricordano da vicino (e forse sono anche volute) le campagne pubblicitarie per promuovere un prodotto.\u00a0\u00c8 caratteristica ad esempio la ripetitivit\u00e0 martellante dello slogan, che \u00e8 inteso a indurre una riconoscibilit\u00e0 immediata e un collegamento automatico con il brand (in questo caso la sigla sindacale).<\/p>\n<p>Una caratteristica molto evidente nella campagna della UIL \u00a0\u201cPatto di Stabilit\u00e0 No Grazie\u201d, che pare essere il leit motiv della comunicazione UIL dopo lo \u201c0 morti sul lavoro? OK!\u201d del 2021: allo slogan, enunciato e poi declinato in piccoli paragrafi, si accompagna l\u2019immagine di un cartellone che lo riprende, enfatizzato dalla presenza nell\u2019immagine di diversi dirigenti UIL ai vari livelli (un\u2019ottima idea la fungibilit\u00e0 e la flessibilit\u00e0 della formula cartellone + sindacalista). Il target della campagna \u00e8 tutto nel dar vita a un meccanismo di identificazione tra slogan e brand e quindi stimolare i meccanismi di riconoscimento e appartenenza.<\/p>\n<p>Meno aggressiva sui social (e magari meno smart\u2026) la propaganda della CGIL, che per\u00f2 si attiene anch\u2019essa, e con grande coerenza, a una seconda caratteristica della comunicazione sindacale: le informazioni che vengono comunicate sono inesatte, incomplete in modo tale da alterarne la reale consistenza, talvolta del tutto false ma sempre in consonanza con qualche luogo comune; <em>fake news<\/em> ma coincidenti con le opinioni comuni meno informate e pi\u00f9 \u201cdi pancia\u201d. In generale improntate a confermare la fondatezza delle parole d\u2019ordine sindacali.<\/p>\n<p>La forza di questa <em>disinformacjia<\/em> si basa essenzialmente sul dato di fatto che la gran parte dei media la riprendono senza fare verifiche e la amplificano (per ragioni commerciali o semplicemente di sciatteria professionale); i social la moltiplicano come ogni altra cosa, le fonti non allineate non hanno appeal e cos\u00ec la \u201cnarrazione\u201d spiega le sue ali al vento. Per un po\u2019 pu\u00f2 sembrare una cosa buffa, ma alla fine ci troviamo a fare i conti con una \u201csapienza popolare\u201d che prescinde dall\u2019osservazione oggettiva, paragonabile in termini empirici alle teorie no-vax o della terra piatta.<\/p>\n<p>Come sempre il possesso della \u201cverit\u00e0\u201d, della spiegazione, suscita certezze, intolleranza e aggressivit\u00e0 tra chi la possiede. E cos\u00ec la comunicazione sindacale tende a diventare minacciosa, ultimativa, truculenta, finalizzata con evidenza a creare identificazione e senso di appartenenza in uno scenario fortemente conflittuale. Il lessico ne viene fortemente influenzato: ricomincia a far capolino il termine \u201csfruttamento\u201d per descrivere il rapporto di lavoro; si asserisce che \u00e8 sbagliato \u201clasciare il sistema di orientamento al lavoro nelle mani dei privati\u201d, riproponendo il pubblico come baluardo contro lo sfruttamento privato del lavoro; che \u201cle multinazionali pagano zero tasse\u201d, che \u201cbisogna eliminare i contratti a tempo determinato\u201d; si afferma con accenti ottocenteschi che \u00a0\u201cgiovani precari, madri e padri disoccupati, lavoratori licenziati senza preavviso ci hanno raccontato le loro storie in lacrime\u2026\u201d; che \u201cil lavoro che vogliamo per i giovani non \u00e8 quello del Jobs Act, quello del precariato e degli algoritmi\u201d cucinando cos\u00ec un minestrone i cui ingredienti non hanno relazione tra loro se non quella di aizzare la \u201crabbia\u201d; che \u201ci licenziamenti individuali possono essere usati per mascherare i licenziamenti di massa!\u201d.<\/p>\n<p>Intendiamoci: questi messaggi nascono anche da singole vicende vere perch\u00e9 non mancano situazioni di sofferenza sociale che debbono suscitare la giusta reazione di tutti. Ma si fa di ogni erba un fascio senza alcuna analisi delle realt\u00e0 specifiche, il che finisce per indebolire gravemente la capacit\u00e0 di offrire soluzioni concrete e riduce l\u2019azione sindacale a privilegiare la dimensione della protesta.<\/p>\n<p>Si recuperano accenti guerrieri e un po\u2019 di romanticismo ribellista, e ogni tanto qualche enfatizzazione spropositata, come queste leggibili su tutti i media: \u201cQuando c\u2019\u00e8 un incidente sul lavoro per noi questo \u00e8 un attentato alla democrazia\u201d.<\/p>\n<p>Sarebbe sbagliato giudicare tutto ci\u00f2 una stramba e grottesca mania senile del sindacato: le parole danno una forma alle idee, e le parole che abbiamo visto influenzano la qualit\u00e0 delle relazioni sindacali. Tanto pi\u00f9 se strettamente legate a informazioni a tutti gli effetti false o travisate. Sembrerebbe inverosimile, eppure gli esempi sono numerosi e le verifiche facilmente fattibili.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=49871\" rel=\"attachment wp-att-49871\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-49871\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cgil-Cisl-Uil.jpeg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cgil-Cisl-Uil.jpeg 251w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cgil-Cisl-Uil-150x120.jpeg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/a>La pi\u00f9 di moda \u00e8 quella per cui ormai il lavoro \u00e8 solo a termine: basta un\u2019occhiata ai dati ISTAT per verificare che il numero di contratti a termine \u00e8 semplicemente risalito ai livelli del 2019, prima della crisi Covid, cos\u00ec come il numero dei lavoratori a tempo indeterminato. Eppure, senza nessun riscontro concreto, il precariato \u00e8 stato eletto ad emergenza cruciale. \u00c8 del tutto legittimo porsi il problema della graduale trasformazione dei contratti a termine esistenti in contratti a tempo indeterminato, ma \u00e8 altrettanto necessario costruire le condizioni per raggiungere questo obiettivo senza negare il presente, e tenendo conto che una quota di contratti a termine \u00e8 frizionale in tutte le economie, per scelta sia imprenditoriale che del lavoratore, e attualmente l\u2019Italia \u00e8 allo stesso livello degli altri Paesi Europei.<\/p>\n<p>Si badi che il contesto politico internazionale genera non poche preoccupazioni per il futuro. La crisi della globalizzazione ci potrebbe porre di fronte a scelte dolorose in uno scenario di inflazione e stagnazione, in cui bisogna ricostruire un nuovo sistema economico mondiale di nuovo diviso tra due o pi\u00f9 blocchi. Non sarebbe pi\u00f9 opportuno riflettere su questo scenario e sui contenuti di un progetto adeguato per difendere il nostro tessuto produttivo nel quadro di una costruzione degli Stati Uniti d\u2019Europa?<\/p>\n<p>Un\u2019altra emergenza fittizia \u00e8 stata individuata nei tagli alla spesa sanitaria, sull\u2019onda dei luoghi comuni profusi a piene mani durante la crisi sanitaria: tuttavia, come facilmente verificabile sul Documento di Economia e Finanza 2020 approvato dal Consiglio dei Ministri, dal 2012 al 2019 essa \u00e8 costantemente aumentata, cumulando un +5,32% (l\u2019inflazione nel frattempo \u00e8 stata del 3,8%). Poi per ovvi motivi \u00e8 rapidamente cresciuta ancora nel 2020 e 2021: nessuna traccia di tagli, se non tornando al 2008! Cosa dire: se tutti nei bar e sui social dicono che i tagli ci sono stati, vogliamo dar torto alla voce del popolo? Si pu\u00f2 certamente sostenere che la spesa sanitaria \u00e8 mal gestita, che vi sono molti sprechi o che la si deve incrementare ancor di pi\u00f9. Ma questo \u00e8 un altro discorso che implica anche la responsabilit\u00e0 di condividere politiche complessive di bilancio.<\/p>\n<p>Un allarme particolarmente emotivo, e che quindi sarebbe opportuno trattare con correttezza e misura, \u00e8 quello delle morti sul lavoro: i dati INAIL ci dicono che negli anni \u201980 i decessi sul lavoro erano 8 al giorno, negli anni 2000 sono 3,5. Il miglioramento \u00e8 evidente. In Italia il 60% degli incidenti mortali sul lavoro sono in realt\u00e0 incidenti stradali (trasporti commerciali o andata\/ritorno dal lavoro). Infine il tasso di incidenti mortali in Italia \u00e8 inferiore a quello tedesco e francese; evidentemente grazie anche a una normativa efficace, che coinvolge attivamente i sindacati nell\u2019attuazione e che quindi andrebbe attribuita a merito dello stesso sindacato. Ma poco importa: nei comunicati sindacali \u00e8 sempre \u201cstrage\u201d e come tale viene ripetuta dai media. E il sindacato pare essere molto pi\u00f9 interessato all\u2019\u201ceffettaccio\u201d dello spot piuttosto che a vedere cosa eventualmente non ha funzionato nelle norme o nell\u2019utilizzo che magari lo stesso sindacato ne ha fatto\u2026<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi la questione pensionistica che tanto consenso apporta a chi la solleva. Denuncia il sindacato che l\u2019et\u00e0 del pensionamento legale in Italia \u00e8 tra le pi\u00f9 alte in Europa (67 anni) ma omette di dire che, a causa delle diverse possibilit\u00e0 di pensionamento anticipato, l\u2019et\u00e0 media reale della pensione in Italia \u00e8 attorno ai 62 anni, tra le pi\u00f9 basse in Europa. Reclama a gran voce il sindacato che venga divisa le spesa previdenziale da quella assistenziale, lasciando intendere che i contributi pensionistici pagati da aziende e lavoratori vengano usati per \u201cassistenza\u201d: in realt\u00e0 il 47% dei pensionati \u00e8 sorretto da spesa assistenziale, non avendo mai versato i contributi necessari a garantire una adeguata rendita pensionistica (e qui abbiamo pensioni sociali, integrazioni al minimo, ma anche le 400.000 pensioni baby o di anzianit\u00e0 percepite da decenni da lavoratori andati in pensione in tenera et\u00e0).<br \/>\nReclama il sindacato che si possa andare in pensione anticipatamente e che ai giovani la pensione venga comunque garantita a prescindere dai contributi versati. L\u2019aumento di spesa (assistenziale, non certo assicurativa) verr\u00e0 finanziata dalla fiscalit\u00e0.<\/p>\n<p>E qui troviamo un\u2019altra alterazione della realt\u00e0 della comunicazione sindacale. Che si basa soprattutto su due capisaldi: lavoratori dipendenti e pensionati pagano il 90% dell\u2019imposta sul reddito; il sistema fiscale, a causa della scarsa progressivit\u00e0, penalizza i redditi pi\u00f9 bassi. Ergo: lavoratori e pensionati mantengono i \u201cricchi\u201d.<br \/>\nIn realt\u00e0 dipendenti e pensionati rappresentano il 91% dei contribuenti, e versano l\u201988% dell\u2019IRPEF. Il che \u00e8 abbastanza consequenziale. Meno logico che 8.200.000 dipendenti versino da 0 a 500 euro all\u2019anno di imposta, e che 6.133.000 pensionati paghino da 0 a un massimo di 650 euro annui. Si tratta di circa il 44% dei contribuenti che versa il 2,5% dell\u2019IRPEF totale. Se il sistema sta in piedi \u00e8 evidentemente perch\u00e9 una forte progressivit\u00e0 mette a carico del rimanente 56% di contribuenti il 97% dell\u2019imposta.<br \/>\nI redditi pi\u00f9 bassi beneficiano poi di sussidi ed esenzioni. Le polemiche del sindacato sui benefici fiscali ai \u201cricchi\u201d sono del tutto false: \u00e8 chiaro che se non paghi gi\u00e0 nulla di tasse non potrai beneficiare di un loro alleggerimento! Un argomento ben pi\u00f9 serio \u00e8 quello dell\u2019evasione. Chi non paga il dovuto dovrebbe essere perseguito in maniera efficace dallo Stato: non sarebbe bene che il sindacato ricominciasse a discutere avanzando proposte concrete sul contrasto all\u2019evasione fiscale?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=47307\" rel=\"attachment wp-att-47307\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-47307\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Cgil-e-pensioni.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Cgil-e-pensioni.jpg 279w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Cgil-e-pensioni-150x97.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a>Potremmo proseguire, ma l\u2019importante non \u00e8 il numero dei messaggi distorti che vengono spacciati, bens\u00ec l\u2019effetto che producono. Che \u00e8 quello di un\u2019immagine, fortemente avvalorata dai media e dai social, di un paese in preda a catastrofici problemi sociali, con gran parte della popolazione vittima di una povert\u00e0 devastante, un sistema di assistenza sociale alla canna del gas, un fisco predatorio a vantaggio dei ricchi, un mondo del lavoro dominato dallo sfruttamento, dall\u2019incertezza e da salari da fame, da condizioni di lavoro a quotidiano rischio mortale, e da catene che ti condurranno in et\u00e0 tardissima e inabile ad una pensione da fame.<br \/>\nSe il sindacato propone un\u2019immagine cos\u00ec tragica, ottocentesca, perfino un po\u2019 ridicola nelle sue pi\u00f9 vistose esagerazioni, si propone di raccattare consenso da un\u2019opinione popolare disorientata e spaventata, offrendosi come contenitore e gestore di rabbie e paure per evitare di lasciarle a disposizione di populismi, insurrezionalismi e avventurismi che pullulano sul mercato?<br \/>\nOppure il sindacato si identifica nell\u2019angoscia e nella frustrazione del popolo cui si rivolge e indica la lotta, la contrapposizione, il conflitto sociale come strada per l\u2019unica soluzione possibile dei problemi dell\u2019economia e del lavoro: la palingenesi di un nuovo sistema? Le parole del sindacato sembrano (con eccezioni anche importanti in alcune organizzazioni di categoria, per esempio i metalmeccanici della CISL) portare in quest\u2019ultima direzione.<\/p>\n<p>Tuttavia lo scenario reale mette a disposizione tangibili occasioni per dimostrare il contrario: l\u2019attuazione delle riforme del Recovery Plan, l\u2019irrompere dell\u2019inflazione, sono terreni i sui quali il sindacato pu\u00f2 dimostrare di volere assumersi le responsabilit\u00e0 connesse alla politica di riforme radicali e innovazione che oggi sono inevitabili per il Paese.\u00a0 Ci\u00f2 vale tanto pi\u00f9 in un momento di gravissima incertezza sul futuro nel quale il sindacato potrebbe trovarsi di fronte all\u2019assunzione di enormi responsabilit\u00e0 accompagnate beninteso ad un ruolo da protagonista nel governo di \u201crinascita\u201d.<\/p>\n<p>Ma dovr\u00e0 essere all\u2019altezza della situazione, abbandonare la propaganda e sporcarsi le mani con la realt\u00e0 perch\u00e9, in caso contrario, il rischio di essere relegato al ruolo di comparsa \u00e8 dietro l\u2019angolo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La comunicazione sindacale per slogan, modellata sulla percezione diffusa della realt\u00e0 ma non su una sua analisi corretta, si trasforma in un meccanismo amplificatore di fake news su numerosi temi caldi della politica sociale e del lavoro, dal \u201cprecariato\u201d agli infortuni, dalle pensioni alla sanit\u00e0 . Articolo di Claudio Negro pubblicato il 13 aprile 2022 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,11],"tags":[],"class_list":["post-61131","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61131","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61131"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61131\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}