
{"id":6125,"date":"2009-11-12T17:37:25","date_gmt":"2009-11-12T16:37:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=6125"},"modified":"2009-11-15T18:54:40","modified_gmt":"2009-11-15T17:54:40","slug":"sono-i-giovani-a-pagare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=6125","title":{"rendered":"SONO I GIOVANI A PAGARE PER L&#8217;IMMOBILISMO DEL GOVERNO SULLE PENSIONI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">OGGI OCCUPATI A SINGHIOZZO, DOMANI SENZA PENSIONE. QUESTO E&#8217; IL DESTINO PREVALENTE DELLE GIOVANI GENERAZIONI DI ITALIANI, SE IL GOVERNO NON ATTIVA SUBITO SERI PROVVEDIMENTI PER RISTRUTTURARE LA SPESA SOCIALE E PROMUOVERE UNA RIFORMA\u00a0VERA\u00a0DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di <strong>Tito Boeri<\/strong> pubblicato su<\/em> La Repubblica <em>dell&#8217;11 novembre 2009<\/em><\/p>\n<p><!--more-->\u00abFinch\u00e9 ci sono io non ci saranno tagli alle pensioni\u00bb. Non se n\u00b4\u00e8 accorto, ma con queste parole Tremonti ha annunciato l\u00b4intenzione di terminare il suo mandato prima della fine della legislatura. Oppure ha deciso di riformare domani, subito, il nostro mercato del lavoro. Il fatto \u00e8 che la crisi sta gi\u00e0 tagliando le pensioni. Non quelle in essere, Ma quelle di chi \u00e8 entrato, o meglio \u00e8 rimasto, in attesa di entrare nel mercato del lavoro, da quando la crisi \u00e8 iniziata. Certo, non possiamo dare la colpa della crisi al governo. Ma quella di non aver fatto sin qui nulla per evitare ai giovani un futuro pensionistico grigio, anzi grigissimo, non possiamo proprio risparmiargliela. Con tutta la buona volont\u00e0.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La crisi del lavoro\u00a0in Italia ha sin qui colpito quasi solo i giovani. A differenza di crisi precedenti, non c\u00b4\u00e8 stato solo il congelamento delle assunzioni, comunque diminuite del 30%. Ci sono anche stati licenziamenti massicci tra chi aveva contratti a tempo determinato, collaborazioni a progetto o partite Iva (tra il 10 e il 15 per cento del loro numero a inizio della crisi). Accade cos\u00ec che oggi un disoccupato su tre ha meno di 25 anni contro uno su quattro prima dell\u00b4inizio della crisi. Siamo il paese Ocse in cui il rapporto fra il tasso di disoccupazione dei giovani e il tasso di disoccupazione complessivo \u00e8 pi\u00f9 alto (pi\u00f9\u00a0che tre volte pi\u00f9 alto) ed \u00e8 aumentato di pi\u00f9 dall\u00b4inizio della recessione. Significa che il rischio di perdere il lavoro \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 concentrato sui giovani. Non era un Paese per giovani, il nostro. Lo sar\u00e0 ancora meno se non si fa qualcosa. Non sono danni transitori quelli che stiamo facendo ai giovani, non sono danni destinati a evaporare dopo la recessione. Diversi studi documentano che chi inizia la propria carriera con un periodo di disoccupazione (e chi non la inizia del tutto, pur cercando attivamente un lavoro), ha una vita lavorativa caratterizzata da frequenti periodi senza lavoro e con salari pi\u00f9 bassi, al contrario di chi non ha vissuto questa esperienza (inizialmente i salari sono fino al 20% pi\u00f9 bassi, poi il divario si riduce al 5%, ma solo nel caso in cui non si perda nuovamente il lavoro). \u00c8, quindi, una condanna che ci si porta dietro per tutta la vita, fatta di salari pi\u00f9 bassi, rischi pi\u00f9 alti di perdere il posto di lavoro e anche peggiori condizioni di salute di chi il lavoro non l\u00b4ha mai perso. A questi danni bisogna poi aggiungere quello di ricevere una pensione molto pi\u00f9 bassa al termine della propria vita lavorativa. Perch\u00e9 chi entra oggi nel mercato del lavoro avr\u00e0 una pensione\u00a0calcolata secondo\u00a0le regole del sistema contributivo, quindi legata ai salari che ha ricevuto durante l\u00b4intero arco della vita lavorativa. E chi oggi perde un lavoro precario non si vede riconoscere i cosiddetti oneri figurativi: non c\u00b4\u00e8 qualcuno, lo Stato, che gli versa i contributi mentre egli cerca un impiego alternativo. In altre parole, il giovane occupato a singhiozzo assiste impotente a un ulteriore assottigliamento della sua pensione.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Continuare a ignorare i problemi dell\u00b4ingresso nel mercato del lavoro e non disporre l\u00b4estensione di ammortizzatori sociali e oneri figurativi ai lavoratori temporanei vuol dire quindi tagliare le pensioni del domani in modo molto consistente, contando sul fatto che le vittime di questo taglio se ne accorgeranno quando ormai sar\u00e0 troppo tardi e quando i responsabili di questi tagli sono, loro s\u00ec, da tempo andati in pensione. Il nostro ministro dell\u00b4Economia si vanta spesso di avere previsto l\u00b4imprevedibile. Solo lui avrebbe avvistato il cigno nero sulle coste australiane. Gli chiediamo questa volta di vedere ci\u00f2 che noi tutti vediamo: un futuro pensionistico difficilissimo per i nostri figli e di agire di conseguenza. Ci sono tre cose da fare subito. Primo riformare i percorsi di ingresso nel mercato del lavoro, superando il suo stridente dualismo, con innovazioni come il contratto unico a tempo indeterminato a tutele progressive, ormai condivise da ampi settori dell\u00b4opposizione e del sindacato. Secondo estendere la copertura dei nostri ammortizzatori sociali, che sono oggi i meno generosi tra i paesi dell\u00b4Ocse, tra cui figura anche la Turchia, come certificato recentemente da questa organizzazione spesso citata dal ministro dell\u00b4Economia. Terzo, mandare a tutti i lavoratori un estratto conto previdenziale che, come in Svezia, li informi su quale sar\u00e0 la loro pensione futura, sulla base di proiezioni realistiche sui loro guadagni futuri. Se non lo fa, nonostante glielo sia stato chiesto da anni (e lo stesso ministro Sacconi si sia impegnato in questo senso ufficialmente all\u00b4ultima assemblea della Covip), sar\u00e0 solo perch\u00e9 ha paura di dire agli italiani la verit\u00e0 sui tagli che sta operando alle loro pensioni rinunciando a riformare il mercato del lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OGGI OCCUPATI A SINGHIOZZO, DOMANI SENZA PENSIONE. QUESTO E&#8217; IL DESTINO PREVALENTE DELLE GIOVANI GENERAZIONI DI ITALIANI, SE IL GOVERNO NON ATTIVA SUBITO SERI PROVVEDIMENTI PER RISTRUTTURARE LA SPESA SOCIALE E PROMUOVERE UNA RIFORMA\u00a0VERA\u00a0DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI Articolo di Tito Boeri pubblicato su La Repubblica dell&#8217;11 novembre 2009<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-6125","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6125","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6125"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6125\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}