
{"id":61308,"date":"2022-05-29T09:08:25","date_gmt":"2022-05-29T08:08:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61308"},"modified":"2022-05-29T09:08:25","modified_gmt":"2022-05-29T08:08:25","slug":"la-guerra-e-gli-scherzi-della-globalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61308","title":{"rendered":"LA GUERRA E GLI SCHERZI DELLA GLOBALIZZAZIONE"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Nonostante i comportamenti e i proclami reciprocamente aggressivi, ciascun Paese, Russia per prima, ha bisogno dello scambio commerciale con gli altri come dell\u2019aria che respira &#8211; E lo scambio presuppone un ordinamento giuridico funzionante, che c\u2019\u00e8 e continua a funzionare nonostante lo scontro distruttivo in atto fra le parti contendenti<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nFondo pubblicato sulla <\/em>Gazzetta di Parma <em>il 29 maggio 2022 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61241\">La Santa Madre Russia e l&#8217;Ovest demoniaco<\/a><em>: ivi il link agli editoriali precedenti sullo stesso tema \u00a0 <\/em><strong><br \/>\n<\/strong><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61311\" rel=\"attachment wp-att-61311\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61311\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Gasdotti-in-Ucraina.png\" alt=\"\" width=\"313\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Gasdotti-in-Ucraina.png 284w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Gasdotti-in-Ucraina-150x94.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 313px) 100vw, 313px\" \/><\/a>Tra i paradossi della strana guerra in Ucraina va considerato anche questo: la Russia invade il Paese vicino dichiarando l\u2019intendimento di cancellarlo come Stato sovrano, ma nelle more dell\u2019\u201coperazione militare speciale\u201d mantiene attivo un rapporto contrattuale in base al quale l\u2019Ucraina consente di far passare sul proprio territorio il gas che la Russia vende ai Paesi dell\u2019Europa occidentale. Qualcuno avrebbe potuto pensare che, a seguito dell\u2019aggressione militare, il Paese invaso chiudesse il gasdotto per ritorsione nei confronti dell\u2019aggressore; il flusso del gas \u00e8 stato invece scrupolosamente mantenuto fino a pochi giorni fa, finch\u00e9 le operazioni militari lo hanno consentito, perch\u00e9 anche il Paese invaso aveva interesse alle relative <em>royalties<\/em>, che peraltro l\u2019aggressore continuava scrupolosamente a corrispondergli, fra un bombardamento di ospedali e una strage di civili, alle scadenze pattuite.<\/p>\n<p><em>Mutatis mutandis<\/em>, \u00e8 lo stesso paradosso di cui sono protagoniste l\u2019Italia, la Germania e gli altri Paesi europei la cui economia dipende dal gas russo. Il loro sdegno vibrante nei confronti dell\u2019invasore e dei crimini raccapriccianti di cui \u00e8 disseminata la sua \u201coperazione militare speciale\u201d si esprime in una serie imponente di sanzioni economiche mirate a fargliela pagare carissima; si d\u00e0 il caso per\u00f2 che, a causa dell\u2019aumento vertiginoso del prezzo del gas in parte conseguente all\u2019operazione stessa, i corrispettivi pagati alla Russia per questo combustibile invece di ridursi siano aumentati altrettanto vertiginosamente. Certo, al momento la venditrice \u00e8 impossibilitata a spendere utilmente l\u2019enorme surplus commerciale che sta accumulando con le vendite di gas, stante l\u2019interruzione dei suoi acquisti di altri beni causata dalle sanzioni; ma l\u2019enorme flusso di merce e di denaro tuttora in atto tra le due parti impone comunque qualche riflessione.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 paradossale \u00e8 osservare le sottili disquisizioni di diritto commerciale internazionale circa gli effetti delle clausole contrattuali che regolano le forme di pagamento del combustibile: gli stessi Paesi \u2013 i cui blindati, cannoni e missili si scontrano tra loro in Ucraina con violenza inaudita \u2013 si chiedono quale potrebbe essere la decisione della Corte dell\u2019Aia nell\u2019eventuale controversia sulle modalit\u00e0 del regolamento dei loro reciproci conti di dare\/avere contrattuale. Questo significa che, nonostante lo scontro brutale in atto sia sul terreno militare sia su quello economico, il diritto commerciale internazionale \u00e8 tuttora vivo e vegeto: la sua effettivit\u00e0 regge bene e le sanzioni che esso commina costituiscono un deterrente efficace contro gli inadempimenti, nonostante che su un altro terreno di gioco le stesse parti se le diano di santa ragione senza alcun ritegno.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 porta con s\u00e9 una buona notizia. \u00c8 vero che con l\u2019invasione dell\u2019Ucraina il sistema delle relazioni internazionali ha subito un trauma gravissimo; ma \u00e8 anche vero che nonostante lo shock e nonostante i comportamenti e i proclami reciprocamente aggressivi ciascun Paese \u2013 Russia per prima \u2013 ha bisogno dello scambio commerciale con gli altri come dell\u2019aria che respira. E lo scambio presuppone un ordinamento giuridico funzionante, che c\u2019\u00e8 e continua a funzionare.<\/p>\n<p>Il Governo russo mette in conto per quest\u2019anno un calo del prodotto interno, conseguente alle sanzioni, tra il 10 e il 20 per cento rispetto al 2021. Gi\u00e0 questo \u00e8 impressionante: che un Paese con quasi 150 milioni di abitanti possa sacrificare una parte cos\u00ec rilevante del proprio reddito per soddisfare una brama di espansione a spese di Paesi vicini, oltretutto cos\u00ec male assecondata dai suoi mezzi bellici. Ma negli ambienti riservati degli economisti russi stanno incominciando a circolare previsioni molto pi\u00f9 gravi: se rester\u00e0 ancora a lungo isolata dal commercio internazionale, l\u2019industria russa subir\u00e0 un salto all\u2019indietro di tre decenni, perch\u00e9 le mancheranno componenti, che essa non \u00e8 in grado di produrre, indispensabili per la costruzione di macchine utensili, autoveicoli, treni e aerei; persino l\u2019edilizia civile subir\u00e0 un brusco regresso tecnologico, in conseguenza dell\u2019impossibilit\u00e0 di acquisto dai Paesi occidentali di semilavorati ormai ritenuti indispensabili. N\u00e9 la Cina, sorniona, sembra disposta a isolarsi anch\u2019essa dagli scambi commerciali mondiali per venire in soccorso all\u2019alleata che si \u00e8 messa nei guai.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61312\" rel=\"attachment wp-att-61312\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-61312\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Gasdotti-in-Ucraina-2-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Gasdotti-in-Ucraina-2.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Gasdotti-in-Ucraina-2-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 dunque ragionevole ritenere che, prima o poi, sulle pulsioni imperialiste e sulla diffidenza radicata nella cultura russa contro il \u201cprogresso demoniaco\u201d dell\u2019Occidente finisca col prevalere l\u2019esigenza vitale di tornare al grande gioco a somma positiva dello scambio commerciale internazionale. Sar\u00e0 interessante osservare quali forme assumer\u00e0 questa rivincita della globalizzazione e quali saranno le sue conseguenze sull\u2019assetto di vertice del regime russo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante i comportamenti e i proclami reciprocamente aggressivi, ciascun Paese, Russia per prima, ha bisogno dello scambio commerciale con gli altri come dell\u2019aria che respira &#8211; E lo scambio presuppone un ordinamento giuridico funzionante, che c\u2019\u00e8 e continua a funzionare nonostante lo scontro distruttivo in atto fra le parti contendenti . 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