
{"id":61319,"date":"2022-05-27T07:50:32","date_gmt":"2022-05-27T06:50:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61319"},"modified":"2022-05-30T09:16:27","modified_gmt":"2022-05-30T08:16:27","slug":"cause-e-rimedi-per-la-stagnazione-delle-retribuzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61319","title":{"rendered":"CAUSE E RIMEDI PER LA STAGNAZIONE DELLE RETRIBUZIONI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La produttivit\u00e0 media non cresce perch\u00e9 sono troppe le strutture improduttive che manteniamo in vita; ma anche a causa della nostra chiusura agli investimenti diretti esteri e della cattiva qualit\u00e0 dell&#8217;incontro domanda\/offerta &#8211; Sul livello italiano dei salari pesa anche il pi\u00f9 elevato contenuto assicurativo del contratto di lavoro subordinato<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Maurizio Cattaneo, pubblicata il 27 maggio 2022 su <\/em>Verit\u00e0 &amp; Affari &#8211; <em>In argomento v. anche un mio intervento di dieci anni or sono: <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19880\">Che cosa mantiene basse le retribuzioni italiane<\/a><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61325\" rel=\"attachment wp-att-61325\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-61325\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/VeritaAffari-27V22-300x293.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/VeritaAffari-27V22-300x293.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/VeritaAffari-27V22-150x146.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/VeritaAffari-27V22-768x750.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/VeritaAffari-27V22.jpg 856w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Professor Ichino, una ricerca della Bce dimostra come in Italia gli stipendi crescono molto meno rispetto ai paesi Ue. A fronte, nel primo trimestre, di un\u00a0+4,3% della Germania, l&#8217;Italia registra un\u00a0+0,6%. E con un\u2019inflazione al 6% ci\u00f2 genera un grande problema. Perch\u00e9 da noi le retribuzioni non crescono?<br \/>\n<\/strong>Di questa stagnazione si possono dare diverse letture. Probabilmente ciascuna di esse contribuisce a spiegare una parte del fenomeno.<\/p>\n<p><strong>Vediamole una per una.<br \/>\n<\/strong>La prima spiegazione \u00e8 anche la pi\u00f9 ovvia e banale: le retribuzioni medie non crescono perch\u00e9 non cresce la produttivit\u00e0 media del lavoro. E questa non cresce perch\u00e9 \u00e8 schiacciata dalle troppe aziende ed enti pubblici dove la produttivit\u00e0 \u00e8 molto, molto bassa e che ciononostante manteniamo in vita a tutti i costi. Per altro verso, il nostro Paese \u00e8 molto meno aperto agli investimenti diretti esteri di quanto siano gli altri maggiori Paesi europei; e le imprese multinazionali sono mediamente pi\u00f9 capaci delle imprese indigene &#8211; il dato indica addirittura un 50 per cento in pi\u00f9 &#8211; di valorizzare il lavoro dei dipendenti, cio\u00e8 di renderlo pi\u00f9 produttivo.<\/p>\n<p><strong>Passiamo alle altre chiavi di lettura del fenomeno.<br \/>\n<\/strong>La produttivit\u00e0 media \u00e8 bassa perch\u00e9 \u00e8 di cattiva qualit\u00e0 l\u2019incontro fra domanda e offerta di lavoro: in Italia si registra un tasso di sottoutilizzazione delle competenze delle persone pi\u00f9 alto rispetto agli altri maggiori Paesi europei. E questo a sua volta \u00e8 la conseguenza di una carenza diffusa di servizi di qualit\u00e0 per le persone e le imprese nel mercato del lavoro. Ma c\u2019\u00e8 anche chi attribuisce un effetto depressivo sulla produttivit\u00e0 al pi\u00f9 elevato contenuto assicurativo che caratterizza il rapporto di lavoro nel nostro Paese.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 spiegare meglio?<br \/>\n<\/strong>Il contenuto del contratto di lavoro dipendente non \u00e8 costituito soltanto da uno scambio di attivit\u00e0 con retribuzione, ma anche da una sorta di polizza assicurativa: l\u2019impresa si accolla in qualche misura il rischio delle sopravvenienze negative, \u201cvendendo sicurezza\u201d al dipendente.<\/p>\n<p><strong>In che senso \u201cvendendo sicurezza\u201d?<br \/>\n<\/strong>Nel senso che questa sicurezza i dipendenti in realt\u00e0 la pagano con una minor retribuzione. \u00c8 una sorta di \u201cpremio assicurativo\u201d, che ovviamente non viene esplicitato nelle buste-paga, ma che \u00e8 ben visibile se confrontiamo la differenza di retribuzione tra un lavoratore autonomo e uno subordinato, a parit\u00e0 di contenuto dell\u2019attivit\u00e0 prestata.<\/p>\n<p><strong>Faccia un esempio.<\/strong><br \/>\nPensiamo all\u2019idraulico, all\u2019antennista, all\u2019elettricista che ingaggiamo come lavoratore autonomo per una riparazione domestica: per un\u2019ora di lavoro gli paghiamo 80 o 100 euro. Quella stessa attivit\u00e0, se svolta in forma di lavoro subordinato, pu\u00f2 costare complessivamente all\u2019impresa 40 o 50 euro, cio\u00e8 circa la met\u00e0. Ecco: la differenza tra le due \u00e8 il premio assicurativo che il dipendente paga all\u2019imprenditore. Premio destinato a coprire i rischi che questi si accolla: malattia, imperizia o negligenza del dipendente, inattivit\u00e0 dell\u2019azienda per carenza di domanda, oppure di materia prima, ecc.<\/p>\n<p><strong>Come si fa a sostenere che il contenuto assicurativo implicito del rapporto di lavoro dipendente in Italia \u00e8 superiore rispetto al resto d\u2019Europa?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto, in Italia \u00e8 nettamente pi\u00f9 alto rispetto agli altri maggiori ordinamenti europei il costo del licenziamento: anche senza contare i casi di reintegrazione giudiziale, l\u2019indennizzo previsto dalla legge arriva a un massimo che \u00e8 pi\u00f9 alto del 50 per cento rispetto a quello spagnolo e a quello francese ed \u00e8 il doppio rispetto a quello tedesco. Questo significa che l\u2019impresa italiana, prima di arrivare al licenziamento,\u00a0 \u00e8 disposta a sopportare una perdita \u2013 in termini contabili o di \u201ccosto opportunit\u00e0\u201d \u2013 pi\u00f9 alta del 50 o del 100 per cento rispetto alla perdita che \u00e8 disposta a sopportare un\u2019impresa spagnola, francese o tedesca. Poi c\u2019\u00e8 il contenuto assicurativo esplicito: la contribuzione previdenziale.<\/p>\n<p><strong>Anche questa pi\u00f9 alta in Italia?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec: da noi il \u201ccuneo previdenziale\u201d si aggira intorno al 50 per cento della retribuzione lorda. L\u2019obiettivo dovrebbe essere di allinearlo al livello francese o a quello tedesco, che sono di almeno un terzo inferiori.<\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 pensare a una riduzione del \u201cpremio assicurativo\u201d di cui lei parla, con corrispondente aumento delle retribuzioni?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 quello che proposi in un mio libro del 2005 intitolato <em>A che cosa serve il sindacato<\/em>: per esempio, l\u2019impresa potrebbe concordare con i dipendenti un aumento secco delle retribuzioni del 3 per cento, in cambio della soppressione o riduzione della retribuzione per i primi due giorni di malattia. Con un tasso medio del 2 per cento di assenze per malattie di uno o due giorni, ci guadagnerebbero sia l\u2019impresa, sia la quasi totalit\u00e0 dei lavoratori: gli unici a perderci sarebbero gli assenteisti abituali.<\/p>\n<p><strong>Ma questo non va contro il contratto collettivo nazionale?<br \/>\n<\/strong>Dal 2011 in Italia il contratto nazionale pu\u00f2 essere derogato dal contratto aziendale, purch\u00e9 a stipularlo sia una coalizione sindacale maggioritaria nell\u2019azienda. Certo, per questo occorre un sindacato che sappia fare bene il proprio mestiere.<\/p>\n<p><strong>Crede che congelare gli aumenti sia inevitabile visti i costi dell&#8217;energia e delle materie prime?<br \/>\n<\/strong>No. Le retribuzioni possono aumentare anche in questo contesto; ma gli aumenti devono essere collegati agli aumenti di produttivit\u00e0, dunque essere negoziati al livello aziendale.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La produttivit\u00e0 media non cresce perch\u00e9 sono troppe le strutture improduttive che manteniamo in vita; ma anche a causa della nostra chiusura agli investimenti diretti esteri e della cattiva qualit\u00e0 dell&#8217;incontro domanda\/offerta &#8211; Sul livello italiano dei salari pesa anche il pi\u00f9 elevato contenuto assicurativo del contratto di lavoro subordinato . 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