
{"id":61378,"date":"2022-06-02T10:39:19","date_gmt":"2022-06-02T09:39:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61378"},"modified":"2022-06-02T12:35:07","modified_gmt":"2022-06-02T11:35:07","slug":"le-retribuzioni-non-possono-crescere-se-non-cresce-la-produttivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61378","title":{"rendered":"LE RETRIBUZIONI NON POSSONO CRESCERE SE  NON CRESCE LA PRODUTTIVIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">E perch\u00e9 aumenti la produttivit\u00e0 occorre smettere di difendere le strutture poco produttive; e favorire invece in tutti i modi, anche con incentivi economici, il trasferimento delle persone da queste strutture a quelle pi\u00f9 dinamiche, capaci di valorizzare meglio il loro lavoro &#8211; E armonizzare il contenuto assicurativo del rapporto rispetto alla UE<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Alessandra Ricciardi, pubblicata da<\/em> Italia Oggi <em>il 2 giugno 2022 &#8211; In argomento v. anche un mio intervento di dieci anni or sono:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=19880\">Che cosa mantiene basse le retribuzioni italiane<\/a> <\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"> ..<br \/>\n<\/span><strong><br \/>\n<\/strong>Gli stipendi medi in Italia sono pi\u00f9 bassi rispetto agli altri Paesi europei maggiori, anche perch\u00e9 scontano la pi\u00f9 bassa produttivit\u00e0 media del\u00a0 lavoro&#8230; tendiamo a mantenere in vita enti pubblici, cos\u00ec come aziende private, poco o per nulla produttivi pi\u00f9 a lungo di quanto accada negli altri Paesi. Cos\u00ec cresce solo la produttivit\u00e0 delle aziende pi\u00f9 avanzate, ma la media resta ferma, dice Pietro Ichino, giuslavorista dell&#8217;Universit\u00e0 Statale di Milano, ex-parlamentare del Pd, considerato il padre del Jobs Act. La proposta del ministro del Lavoro Andrea Orlando di legare i salari all&#8217;inflazione? &#8220;Il ministro Orlando sa bene che reintrodurre una scala mobile significherebbe gettare benzina sul fuoco dell&#8217;inflazione. E l&#8217;inflazione f danno soprattutto ai redditi fissi&#8221;.\u00a0 In merito al lavoro che c&#8217;\u00e8, in realt\u00e0 &#8220;da anni ormai le aziende pi\u00f9 dinamiche incontrano difficolt\u00e0 crescenti a trovare il personale che cercano: la difficolt\u00e0 riguardava il 32 per cento delle ricerche a fine 2019, prima della pandemia, ora riguarda il 38 per cento&#8221;.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61379\" rel=\"attachment wp-att-61379\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61379\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/OCSE-Retribuzioni-1990-2020-293x300.jpg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/OCSE-Retribuzioni-1990-2020-293x300.jpg 293w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/OCSE-Retribuzioni-1990-2020-146x150.jpg 146w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/OCSE-Retribuzioni-1990-2020.jpg 452w\" sizes=\"auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/a>D. Professor Ichino, la tabella pubblicata dall\u2019OCSE \u00e8 davvero impressionante: mentre in alcuni Paesi le retribuzioni sono aumentate di due volte e mezza, in Italia sono rimaste ferme o addirittura arretrate. Come si spiega questo dato disastroso?<br \/>\n<\/strong>R. La tabella dell\u2019OCSE riguarda un periodo di tre decenni, dal \u201990 al 2020, durante il quale alcuni Paesi, in particolare tutti quelli che compaiono nella parte alta, sono usciti dal sistema sovietico, raddoppiando o addirittura triplicando il prodotto interno. Non possiamo certo confrontare la nostra situazione con questi. Dobbiamo confrontarci con la Germania e la Francia, che nel trentennio hanno visto aumentare le retribuzioni medie di oltre il 30 per cento. Certo \u00e8 che noi, invece, siamo rimasti quasi fermi.<\/p>\n<p><strong> D. Appunto. Come spiega una performance italiana cos\u00ec meschina?<br \/>\n<\/strong>R. Le spiegazioni possibili sono molte; e ciascuna probabilmente coglie una parte delle cause di questa stagnazione. Tutte comunque partono, per cos\u00ec dire \u201ca raggiera\u201d, da un fatto da cui non si pu\u00f2 prescindere: l\u2019andamento delle retribuzioni \u00e8 strettamente correlato con quello della produttivit\u00e0 del lavoro. Se questa non cresce, difficilmente possono crescere quelle.<\/p>\n<p><strong> D. Partiamo dunque da questo dato. Perch\u00e9 la produttivit\u00e0 del lavoro non cresce?<br \/>\n<\/strong>R. La produttivit\u00e0 del lavoro \u00e8 il prodotto di due fattori: la qualit\u00e0 dell\u2019azienda, cio\u00e8 del contesto organizzativo e strumentale in cui la persona \u00e8 inserita, e l\u2019impegno della persona stessa. Solitamente, da sinistra si sottolinea solo il primo fattore, da destra solo il secondo. Ma contano tutti e due: basti considerare che \u00e8 sufficiente l\u2019azzeramento di uno solo dei due fattori per azzerare il risultato.<\/p>\n<p><strong> D. Incominciamo dal discorso \u201cdi sinistra\u201d: che cosa manca in Italia dal punto di vista della organizzazione e della strumentazione?<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>R. Rispetto agli altri maggiori Paesi europei, il nostro Paese \u00e8 molto meno aperto agli investimenti diretti esteri. Anche per una ostilit\u00e0 bipartisan nei confronti delle multinazionali. La realt\u00e0 \u00e8 che queste sono mediamente assai pi\u00f9 capaci delle imprese indigene di valorizzare il lavoro dei dipendenti, cio\u00e8 di renderlo pi\u00f9 produttivo. Poi occorre considerare che noi tendiamo a mantenere in vita enti pubblici, cos\u00ec come aziende private, poco o per nulla produttivi pi\u00f9 a lungo di quanto accada negli altri Paesi. Cos\u00ec cresce solo la produttivit\u00e0 delle aziende pi\u00f9 avanzate, ma la media resta bassa.<\/p>\n<p><strong> D. Rimedi?<br \/>\n<\/strong>R. Non mantenere in vita, difendendole con le unghie e coi denti, le strutture improduttive; al contrario, favorire, assistere e sostenere in ogni modo il trasferimento dai lavoratori da queste a quelle pi\u00f9 produttive. Questo trasferimento presenta dei costi per le persone, in termini di stress e di mutamento delle abitudini precedenti; talvolta richiede uno spostamento geografico; ecco: occorrerebbe una politica di assistenza e incentivo economico al trasferimento, capace di renderlo pi\u00f9 sicuro e compensarne abbondantemente il costo personale e familiare.<\/p>\n<p><strong> D. Un rimedio un po\u2019 costoso.<br \/>\n<\/strong>Non pi\u00f9 costoso, certo, che tenere in vita carrozzoni pubblici o semipubblici: penso a tante aziende regionali o comunali. Oppure aziende decotte, il cui personale viene tenuto in cassa integrazione per anni.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61380\" rel=\"attachment wp-att-61380\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-61380\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Skill-shortage-2022-300x129.jpg\" alt=\"\" width=\"363\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Skill-shortage-2022-300x129.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Skill-shortage-2022-150x64.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Skill-shortage-2022-768x329.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Skill-shortage-2022.jpg 854w\" sizes=\"auto, (max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><\/a>D. Ma le aziende pi\u00f9 produttive sono interessate ad assumere personale proveniente da queste strutture improduttive?<br \/>\n<\/strong>R. L\u2019indagine Unioncamere-Anpal risponde a questa domanda con dei dati impressionanti. Da anni ormai le aziende pi\u00f9 dinamiche incontrano difficolt\u00e0 crescenti a trovare il personale che cercano: la difficolt\u00e0 riguardava il 32 per cento delle ricerche a fine 2019, prima della pandemia, ora riguarda il 38 per cento.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61381\" rel=\"attachment wp-att-61381\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61381\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Skill-shortage-B-2022-300x131.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Skill-shortage-B-2022-300x131.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Skill-shortage-B-2022-150x65.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Skill-shortage-B-2022-768x335.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Skill-shortage-B-2022.jpg 855w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a>Anche per le categorie professionali pi\u00f9 basse?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, ce n\u2019\u00e8 per tutti. I casi di difficolt\u00e0 di reperimento superano il 60 per cento per operai specializzati e qualificati del settore tessile e abbigliamento, per i fonditori, i saldatori, i meccanici, i riparatori, i manutentori, gli antennisti. Superano il 40% per cuochi, macellai, falegnami, mungitori, e l\u2019elenco potrebbe continuare ancora a lungo.<\/p>\n<p><strong> Dunque lei dice che sul livello medio dei salari italiani pesa anche un funzionamento difettoso dei servizi al mercato del lavoro?<br \/>\n<\/strong>R. S\u00ec: se fossimo capaci di innervare il tessuto produttivo con una rete capillare di servizi efficienti di orientamento professionale, informazione, formazione mirata alle esigenze delle imprese e controllata nella sua efficacia, non solo aumenterebbe la sicurezza economica dei lavoratori, ma aumenterebbe la loro produttivit\u00e0 media.<\/p>\n<p><strong> Lei ha sostenuto che sul livello dei salari italiani pesa anche un pi\u00f9 alto contenuto assicurativo del contratto di lavoro. Questo significa che negli altri paesi della Ue il lavoro subordinato \u00e8 meno garantito?<br \/>\n<\/strong>Ogni contratto di lavoro contiene una sorta di polizza assicurativa, nel senso che l\u2019impresa si accolla in qualche misura il rischio delle sopravvenienze negative, \u201cvendendo sicurezza\u201d al dipendente. Questa maggior sicurezza i dipendenti in realt\u00e0 la pagano con una minor retribuzione: una sorta di \u201cpremio assicurativo\u201d, che ovviamente non compare nelle buste-paga, ma che \u00e8 evidente se si confronta la differenza di retribuzione tra un lavoratore autonomo e uno subordinato, a parit\u00e0 di contenuto dell\u2019attivit\u00e0 prestata. E naturalmente, quanto pi\u00f9 alto \u00e8 il contenuto assicurativo, tanto pi\u00f9 alto \u00e8 il &#8220;premio&#8221; che si paga, in termini di minor retribuzione. Questo pu\u00f2 spiegare almeno una parte della differenza tra le retribuzioni medie dei maggiori Paesi UE.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61382\" rel=\"attachment wp-att-61382\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-61382\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-300x209.png\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-300x209.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-150x104.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE-768x534.png 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Produttivit\u00e0-Italia-e-UE.png 868w\" sizes=\"auto, (max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/><\/a>Ridurre quello che lei chiama \u201ccontenuto assicurativo\u201d del rapporto significherebbe maggiore flessibilit\u00e0. Questo non significherebbe penalizzare ulteriormente i lavoratori?<br \/>\n<\/strong>R. C\u2019\u00e8 un contenuto assicurativo implicito nel contratto di lavoro, la \u201cpolizza\u201d di cui parlavo prima, e uno esplicito, costituito dalle assicurazioni obbligatorie, con la corrispondente contribuzione. Su entrambi i piani i contratti di lavoro italiani si caratterizzano per un sovraccarico di contenuto assicurativo rispetto agli altri Paesi europei maggiori, in primo luogo Francia e Germania. Un riallineamento rispetto a questi due Paesi, per entrambi gli aspetti, avrebbe un impatto positivo anche sulla produttivit\u00e0 media del lavoro; e potrebbe essere contrattato in cambio di un aumento retributivo. Complessivamente, i lavoratori non ne risulterebbero penalizzati.<\/p>\n<p><strong> Sta proponendo di allineare la contribuzione obbligatoria a quella della Francia o della Germania?<br \/>\n<\/strong>R. Una cosa \u00e8 certa: questa \u00e8 l\u2019unica misura che lo Stato pu\u00f2 prendere per aumentare le retribuzioni nette, se si esclude l\u2019istituzione dello standard minimo orario, che per\u00f2 le parti sociali oggi sembrano rifiutare.<\/p>\n<p><strong> Il governatore della Banca d\u2019Italia invita a evitare una spirale salari-inflazione. Per il ministro del lavoro Orlando invece \u00e8 proprio all\u2019inflazione che vanno agganciati i salari.<br \/>\n<\/strong>R. Il ministro Orlando parla solo di necessit\u00e0 di aumentare le retribuzioni, ci\u00f2 che \u00e8 compito della contrattazione. Ma sa bene che reintrodurre una \u201cscala mobile\u201d significherebbe gettare benzina sul fuoco dell\u2019inflazione; e che l\u2019inflazione fa danno soprattutto ai redditi fissi.<\/p>\n<p><strong> Il segretario della Cgil chiede una riforma fiscale che riduca la tassazione su\u00a0lavoro dipendente e pensioni a partire dai redditi pi\u00f9 bassi. Concorda?<br \/>\n<\/strong>R. Attualmente la fascia di reddito da lavoro dipendente o pensione esente da Irpef arriva ai 15.000 euro annui. Mi sembra un livello accettabile. Al di sopra di questa soglia, credo anch\u2019io che si debba ridurre la pressione fiscale, al pari di quella contributiva; ma questo implica che la si sposti sul consumo, o sulla propriet\u00e0. Che \u00e8 proprio quello che ci raccomanda la UE.<\/p>\n<p><strong> Sul tavolo c\u2019\u00e8 anche la detassazione degli aumenti salariali contrattati da qui in avanti.<br \/>\n<\/strong>R. Questo, certo, \u00e8 uno dei modi in cui la detassazione pu\u00f2 realizzarsi. La detassazione dovrebbe essere riferita \u2013 come si \u00e8 gi\u00e0 fatto negli anni scorsi \u2013 ai premi collegati agli aumenti di produttivit\u00e0 o di redditivit\u00e0 dell\u2019azienda. Ivi compreso un premio <em>di default<\/em>, istituito dal ccnl ma liberamente sostituibile ad opera della contrattazione aziendale, collegato alla variazione del margine operativo lordo registrata in azienda nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p><strong>Un nuovo patto governo-sindacati-imprese potrebbe essere una via per comporre le diverse esigenze e sostenere produttivit\u00e0 e lavoro in questa fase straordinaria?<br \/>\n<\/strong> R. La concertazione pu\u00f2 costituire la \u201cmarcia in pi\u00f9\u201d per la nostra economia, come \u00e8 accaduto nel 1992-93. Ma essa presuppone che tra governo, sindacati e imprenditori ci sia un sostanziale consenso quanto meno sugli obiettivi generali da conseguire e sulle linee essenziali per realizzarli. Oggi, purtroppo, se si esclude la posizione della Cisl, non sembra che il nostro sistema delle relazioni industriali soddisfi questo requisito.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E perch\u00e9 aumenti la produttivit\u00e0 occorre smettere di difendere le strutture poco produttive; e favorire invece in tutti i modi, anche con incentivi economici, il trasferimento delle persone da queste strutture a quelle pi\u00f9 dinamiche, capaci di valorizzare meglio il loro lavoro &#8211; E armonizzare il contenuto assicurativo del rapporto rispetto alla UE . 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