
{"id":61577,"date":"2022-07-09T08:25:14","date_gmt":"2022-07-09T07:25:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61577"},"modified":"2022-07-09T08:25:53","modified_gmt":"2022-07-09T07:25:53","slug":"il-crollo-del-contenzioso-in-materia-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61577","title":{"rendered":"IL CROLLO DEL CONTENZIOSO IN MATERIA DI LAVORO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Con la legge Fornero e il Jobs Act si \u00e8 sgonfiata l\u2019ipertrofia del contenzioso giudiziale in materia di lavoro, che aveva costituito per decenni un\u2019anomalia italiana rispetto agli altri Paesi della UE, senza intaccare il primato italiano della tutela del lavoro<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><strong><br \/>\n<\/strong><em>Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 570, 11 luglio 2022 &#8211; In argomento v. anche, pi\u00f9 ampiamente, l&#8217;articolo pubblicato sul sito <\/em>lavoce.info<em>, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61546\">Cosa significa la riduzione delle cause di lavoro<\/a> <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<br \/>\n.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61562\" rel=\"attachment wp-att-61562\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-61562\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Contenzioso-lavoro-2012-21-grafico-300x202.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" \/><\/a>La notizia \u00e8 che dal 2012 \u2013 anno della riforma Fornero \u2013 al 2021 i procedimenti giudiziali in materia di lavoro si sono dimezzati: meno 47,4 per cento. E che a questo dimezzamento ha contribuito soprattutto la riduzione delle cause in tema di contratto a termine, meno 91,2, e in tema di licenziamento per motivo economico, meno 66,4.<\/p>\n<p>Nell\u2019arco del decennio la quota di rapporti a termine sul totale \u00e8 leggermente aumentata, come in tutti i Paesi sviluppati, ma rimanendo comunque intorno a un sesto del totale dei lavoratori dipendenti. Ed \u00e8 rimasto sostanzialmente invariato il rischio di essere licenziati, per i lavoratori italiani, per i quali la legge prevede ora un indennizzo massimo di 36 mensilit\u00e0, a fronte delle 24 spagnole, delle 20 francesi e delle 18 tedesche. I lavoratori italiani continuano, dunque, a essere fra i pi\u00f9 protetti in Europa. Se il contenzioso giudiziale \u00e8 crollato, ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che le riforme attuate nella XVI e nella XVII legislatura hanno sostituito l\u2019obbligo della \u201ccausale\u201d per il contratto a termine, fonte di grande incertezza sull\u2019esito del controllo giudiziale, con un limite temporale rigido e un altrettanto rigido limite riferito alla quota di personale a termine rispetto al totale; e hanno predeterminato nel minimo e nel massimo l\u2019indennit\u00e0 dovuta al lavoratore licenziato nel caso di insufficienza del motivo addotto dall\u2019imprenditore, riducendo cos\u00ec drasticamente l\u2019alea circa il possibile esito del giudizio in proposito: ora le parti si accordano molto pi\u00f9 facilmente senza bisogno dell\u2019intervento del giudice.<\/p>\n<p>Con la legge Fornero del 2012 e il Jobs Act del 2015, dunque, si \u00e8 sgonfiata l\u2019enorme ipertrofia del contenzioso giudiziale in materia di lavoro che aveva costituito per decenni un\u2019anomalia italiana rispetto agli altri Paesi della UE: ben possiamo presentare a Bruxelles questa come una riforma strutturale molto incisiva. E si \u00e8 smentita l\u2019idea che la protezione di chi lavora non sia veramente tale se non passa per le aule dei tribunali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la legge Fornero e il Jobs Act si \u00e8 sgonfiata l\u2019ipertrofia del contenzioso giudiziale in materia di lavoro, che aveva costituito per decenni un\u2019anomalia italiana rispetto agli altri Paesi della UE, senza intaccare il primato italiano della tutela del lavoro . 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