
{"id":61687,"date":"2022-09-07T20:57:33","date_gmt":"2022-09-07T19:57:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61687"},"modified":"2022-09-11T09:08:07","modified_gmt":"2022-09-11T08:08:07","slug":"le-idee-confuse-di-letta-sul-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61687","title":{"rendered":"LE IDEE CONFUSE DI LETTA SUL LAVORO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Il Pd resta il principale garante della continuit\u00e0 della politica europea e atlantica dell&#8217;Italia; ma le sue due anime, sono riluttanti a discuterne apertamente fino in fondo le implicazioni sul piano della politica economica e del lavoro<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Alessandra Ricciardi per <\/em>Italia Oggi<em>, 7 settembre 2022 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61681\">Il Jobs Act spiegato a Enrico Letta<\/a><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61691\" rel=\"attachment wp-att-61691\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-61691 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata-150x103.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00abIl Pd, che si presenta come il partito del lavoro, su questa materia per tutta l&#8217;ultima legislatura si \u00e8 connotato per l\u2019assenza di analisi e dibattito&#8230; E il risultato \u00e8 sotto gli occhi di tutti: nessuna elaborazione, nessun confronto in seno al partito; e in questi giorni le prese di posizione del vertice su questa materia fumose, imprecise, tutte impregnate di politicismo\u00bb, dice <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Pietro Ichino<\/span><\/strong>, giuslavorista ed ex parlamentare del Pd, che della riforma del lavoro conosciuta come Jobs act \u00e8 considerato il padre. Al segretario del Pd, <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Enrico Letta<\/span><\/strong>, che ha annunciato di volerla superare, Ichino replica: \u00abLetta dovrebbe chiarire a quale parte di questa riforma si riferisce, visto che \u00e8 composta di otto decreti delegati\u00bb. E circa il modello spagnolo, a cui il segretario del Pd dice ora di volersi ispirare, Ichino osserva: \u00abEsso prevede per il caso di licenziamento non adeguatamente motivato l\u2019indennizzo del lavoratore fino al limite massimo di 24 mensilit\u00e0: esattamente quello che \u00e8 stato introdotto in Italia nel 2015. Poi da noi, nel 2018, il Decreto dignit\u00e0 ha aumentato il limite dell\u2019indennizzo a 36 mensilit\u00e0; ma non credo che il Pd di Letta intenda riallineare il limite italiano a quello spagnolo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Domanda. Professore che cosa ha pensato quando Letta ha annunciato che il blairismo in Italia \u00e8 finito?<br \/>\n<\/strong><strong>Risposta.<\/strong> Mi sono chiesto quando mai ci sia stato, in Italia, il blairismo: in Gran Bretagna ha connotato una lunga stagione politica convintamente promossa da un partito che aveva fatto propria una cultura economico-sociale profondamente nuova rispetto al passato.<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 il Pd di Renzi un po\u2019 di blairismo lo aveva fatto proprio.\u00a0<\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 nel Pd un\u2019anima che potremmo anche chiamare blairiana; ma nel Pd ce n\u2019\u00e8 pure un\u2019altra, quella rappresentata al vertice dal vicesegretario Provenzano. \u00c8 quella ancora legata all\u2019idea dell\u2019antagonismo irriducibile degli interessi dei lavoratori rispetto a quelli degli imprenditori, all\u2019idea che le multinazionali siano intrinsecamente pericolose sul piano economico-sociale, all\u2019idea che la gestione diretta di un servizio da parte dello Stato o di un Comune sia sempre intrinsecamente migliore rispetto a quella che pu\u00f2 offrire un\u2019impresa privata. E il problema \u00e8 che tra le due anime non c\u2019\u00e8 dialogo, non c\u2019\u00e8 una elaborazione politica comune. Letta vuole tenerle insieme, ma fin qui l\u2019operazione \u00e8 parsa avere un respiro soltanto tattico.<\/p>\n<p><strong> Il segretario del Pd ha precisato che finalmente il programma del partito supera il Jobs act, sul modello di quanto fatto in Spagna contro il lavoro povero e precario. Lei, che del Jobs act \u00e8 considerato il padre, che ne pensa?<br \/>\n<\/strong>Il Jobs Act \u00e8 composto di otto decreti delegati, emanati nel 2015, su materie che vanno dagli ammortizzatori sociali alla disciplina dei licenziamenti e delle dimissioni, dai servizi di collocamento e formazione a quelli di ispezione, dalla disciplina del contratto a termine a quella del part-time, dell\u2019apprendistato, della somministrazione di lavoro, dai controlli a distanza al lavoro dei disabili. Letta dovrebbe chiarire a quale parte di questa riforma si riferisce.<\/p>\n<p><strong> Si pu\u00f2 presumere che si riferisca alla parte sui licenziamenti.<br \/>\n<\/strong>Ma in materia di licenziamenti il contenuto originario del Jobs Act consisteva proprio nell\u2019armonizzazione dell\u2019ordinamento italiano rispetto a quello degli altri Paesi europei, e in particolare a quello spagnolo, che prevede, per il caso di licenziamento non adeguatamente motivato, l\u2019indennizzo della persona interessata fino al limite massimo di 24 mensilit\u00e0: esattamente quello che \u00e8 stato introdotto in Italia nel 2015. Poi da noi, nel 2018, il \u201cdecreto dignit\u00e0\u201d ha aumentato il limite dell\u2019indennizzo a 36 mensilit\u00e0; ma non credo che il Pd di Letta intenda riallineare il limite italiano a quello spagnolo.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=47096\" rel=\"attachment wp-att-47096\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-47096\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Crollo-del-contenzioso.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Crollo-del-contenzioso.jpg 270w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Crollo-del-contenzioso-135x150.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a>Non ritiene che per un paese ingessato come quello italiano, dal punto di vista anche imprenditoriale, quella riforma sia stata troppo<br \/>\n<\/strong>L\u2019allineamento del diritto del lavoro italiano a quello di tutti gli altri Paesi dell\u2019UE \u00e8 stato graduale: \u00e8 incominciato con la legge Fornero del 2012. E non ne \u00e8 conseguito alcun aumento dei licenziamenti: la probabilit\u00e0 di essere licenziati, per i dipendenti delle imprese con pi\u00f9 di 15 dipendenti, \u00e8 rimasta invariata. \u00c8 invece cessata un\u2019altra grave anomalia italiana: il tasso elevatissimo del contenzioso giudiziale in materia di licenziamenti, oltre che di contratti a termine: il quale dal 2012 al 2018 si \u00e8 pi\u00f9 che dimezzato. La sola categoria seriamente danneggiata da questa riforma, a ben vedere, \u00e8 quella degli avvocati.<\/p>\n<p><strong> Anche i magistrati del lavoro, oltre che gli avvocati, hanno digerito male la riforma dei licenziamenti.<br \/>\n<\/strong>Una parte dei magistrati del lavoro ha percepito una riduzione del proprio ruolo, corrispondente alla drastica contrazione del contenzioso giudiziale in questa materia e in quella dei contratti a termine. Ma la situazione precedente era caratterizzata da una grave ipertrofia del contenzioso giudiziale rispetto a tutti gli altri Paesi su questa materia, e soprattutto quella dei contratti a termine: una vera e propria malattia, dalla quale il sistema-Italia ora \u00e8 guarito. \u00c8 su questo che Letta vuole tornare indietro?<\/p>\n<p><strong> Sta di fatto che negli ultimi anni la Consulta \u00e8 intervenuta pi\u00f9 volte a correggere il Jobs Act, proprio su questo tema.<br \/>\n<\/strong>La Corte costituzionale ha apportato alcuni ritocchi alla nuova disciplina dei licenziamenti. Ma il dato pi\u00f9 significativo \u00e8 che essa ne ha confermato l\u2019impianto fondamentale: cio\u00e8 il passaggio dalla sanzione della reintegrazione del lavoratore, che genera un regime di sostanziale <em>job property<\/em>, alla sanzione indennitaria, come in tutti gli altri Paesi del mondo. Questo \u00e8 il passaggio che la sinistra-sinistra, in Italia, non ha ancora digerito. Ma \u00e8 un passaggio da cui non \u00e8 pensabile che l\u2019Italia torni indietro.<\/p>\n<p><strong> Nessun ripensamento, non c\u2019\u00e8 niente che poteva essere fatto diversamente?<br \/>\n<\/strong>Il progetto originario, che era stato fatto proprio dal Pd di Matteo Renzi, era quello del <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=36708\">Codice semplificato del lavoro<\/a>. Nella riforma del 2014-15 al principio della semplificazione formale e sostanziale si ispirano alcuni soltanto dei decreti attuativi: quelli che furono elaborati a Palazzo Chigi. Quelli elaborati allora al ministero del Lavoro, purtroppo, molto meno.<\/p>\n<p><strong> La richiesta di tutela delle fasce povere \u00e8 cresciuta; il reddito di cittadinanza pu\u00f2 essere abbandonato?<br \/>\n<\/strong>Qualsiasi misura di sostegno del reddito delle persone disoccupate ha un effetto di disincentivo al lavoro, se non \u00e8 accompagnata da una verifica rigorosa della disponibilit\u00e0 al lavoro di ciascun beneficiario. Questa, nel nostro caso \u00e8 mancata e manca del tutto.<\/p>\n<p><strong> Gli stipendi italiani sono pi\u00f9 bassi della media europea: il salario minimo \u00e8 una via da percorrere per ridare dignit\u00e0 ai lavoratori e tutelare le famiglie contro il caro vita?<br \/>\n<\/strong>No: il salario minimo orario non pu\u00f2 essere spacciato come una misura efficace per un aumento generalizzato delle retribuzioni; e neanche come una misura efficace per il loro adeguamento al caro-vita. Il <em>minimum wage<\/em> \u00e8 utile solo per correggere le situazioni di sfruttamento della manodopera pi\u00f9 povera e sprovveduta, che si colloca nella fascia pi\u00f9 bassa del mercato del lavoro e che \u00e8 penalizzata da gravi difetti di informazione, di formazione professionale e\/o di conoscenza della lingua.<\/p>\n<p><strong> Per gli altri quali possono essere le misure efficaci?<br \/>\n<\/strong>La riduzione del \u201ccuneo\u201d fiscale e contributivo, anche qui con una armonizzazione rispetto alla media europea, costituisce sicuramente una misura opportuna. Ma il problema non si risolve alla radice finch\u00e9 la produttivit\u00e0 media del lavoro ristagna. \u00c8 necessario comunque un pi\u00f9 stretto collegamento tra retribuzioni e produttivit\u00e0, che pu\u00f2 essere dato soltanto da un sistema contrattuale che incentivi e privilegi la contrattazione delle retribuzioni al livello aziendale.<\/p>\n<p><strong> Lei \u00e8 stato illustre parlamentare del Pd; \u00e8 ancora il suo partito?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec. \u00c8 sempre la mia casa, perch\u00e9, nonostante tutto, lo considero come un pilastro indispensabile del sistema democratico italiano e, ancora oggi, il maggior garante della partecipazione dell\u2019Italia da protagonista al processo di costruzione della nuova UE e di integrazione in essa del nostro Paese.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61579\" rel=\"attachment wp-att-61579\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-61579\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Tinagli-e-Provenzano.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Tinagli-e-Provenzano.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Tinagli-e-Provenzano-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Cosa significa quel \u201cnonostante tutto\u201d?<br \/>\n<\/strong>Per quel che riguarda la politica del lavoro sono sconcertato dall\u2019assenza pressoch\u00e9 totale nel Pd di elaborazione e discussione. Paradossalmente, quello che si presenta come il \u201cpartito del lavoro\u201d per tutta quest\u2019ultima legislatura \u00e8 stato privo di un vero responsabile per questo settore, con la conseguente assenza di analisi e proposte su cui potesse svilupparsi un dibattito interno. Sulla politica del lavoro <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61430\">le due anime del Pd<\/a> di cui parlavo prima per un intero quinquennio si sono limitate a guardarsi in cagnesco.<\/p>\n<p><strong> Con la segreteria Letta, per\u00f2, la responsabilit\u00e0 della politica del lavoro \u00e8 stata assegnata al vicesegretario Provenzano.<br \/>\n<\/strong>Ma di politica del lavoro Provenzano non ha alcuna competenza specifica e comunque, di fatto, si \u00e8 occupato soltanto molto marginalmente: il risultato \u00e8 sotto gli occhi di tutti: nessuna elaborazione, nessun dibattito in seno al partito; e in questi giorni le prese di posizione del vertice su questa materia fumose, imprecise, tutte impregnate di politicismo.<\/p>\n<p><strong> Se dovesse spiegare che partito \u00e8 oggi il Pd a uno straniero che direbbe?<br \/>\n<\/strong>Un partito con due anime, che condividono saldamente l\u2019opzione fondamentale europea e quella atlantica, ma sono riluttanti a discuterne apertamente fino in fondo le implicazioni sul piano della politica economica e del lavoro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Pd resta il principale garante della continuit\u00e0 della politica europea e atlantica dell&#8217;Italia; ma le sue due anime, sono riluttanti a discuterne apertamente fino in fondo le implicazioni sul piano della politica economica e del lavoro . 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