
{"id":61926,"date":"2022-11-04T11:26:50","date_gmt":"2022-11-04T10:26:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61926"},"modified":"2022-11-04T11:36:32","modified_gmt":"2022-11-04T10:36:32","slug":"leconomia-la-finanza-e-la-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61926","title":{"rendered":"L\u2019ECONOMIA, LA FINANZA E LA DEMOCRAZIA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La contraddizione in cui cade chi denuncia la pericolosit\u00e0 per la democrazia della finanza internazionale e al tempo stesso predica un aumento ulteriore del nostro debito pubblico<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Una lettera al quotidiano <\/em>Alto Adige<em> sul mio editoriale telegrafico pubblicato il 23 ottobre,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61880\">Il sovranismo e il deficit di bilancio<\/a><em>,<\/em><em> pubblicata a sua volta il 27 ottobre con <strong>la mia risposta<\/strong> &#8211; Segue una seconda lettera sullo stesso argomento, pubblicata il 29 ottobre, anche questa con <strong>la mia risposta<\/strong><br \/>\n<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61964\" rel=\"attachment wp-att-61964\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-61964\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Italia-Sovrana-e-Popolare.png\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Italia-Sovrana-e-Popolare.png 225w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Italia-Sovrana-e-Popolare-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Gentile Direttore, nell\u2019editoriale del 23 ottobre scorso del professor Ichino tematiche importanti in tempi di diffusa sofferenza per i lavoratori e i ceti popolari vengono a nostro parere banalizzate. Non sono solo, come dice il professore, i pi\u00f9 accesi militanti di sinistra e destra a ritenere che \u201cl\u2019economia mondiale sia minata dalla finanza\u201d: \u00e8 l\u2019esatta realt\u00e0. \u00c8 ampiamente dimostrato che se il tasso di rendimento delle attivit\u00e0 finanziarie, al netto dei rischi, supera quello della produzione di beni e servizi aumentano le diseguaglianze, crollano merito e ascensore sociale e la ricchezza si concentra in sempre meno mani, come si osserva negli ultimi decenni. [\u2026] Questo tipo di finanza \u00e8 inoltre azionista di riferimento di buona parte dell\u2019industria del mondo occidentale compresa quella degli armamenti, delle multinazionali del cibo, farmaceutiche, dell\u2019energia, ha vitali partecipazioni nel sistema bancario, nelle famose agenzie di rating che danno le pagelle agli Stati e, non ultimo, nell\u2019informazione. Esiste dunque un enorme conflitto di interessi se la finanza che presta soldi agli Stati stabilisce lei stessa la misura degli interessi che la arricchiscono, partecipando inoltre direttamente o indirettamente al controllo dei principali media. Sostanzialmente si limita la democrazia se chi viene eletto non ha autonomia e deve sottostare al giudizio interessato dei \u201cmercati\u201d che insegneranno addirittura ai cittadini a votare. [\u2026] Non a caso il ventennio dell\u2019euro dal 2002 ad oggi, che suggella la grande vittoria della finanza sulla Sovranit\u00e0 dello Stato e l\u2019avvento di un modello economico che noi contestiamo radicalmente, \u00e8 quello che segna il minor sviluppo del paese dal 1861. [\u2026]<\/p>\n<p>Italia sovrana e popolare Alto Adige &#8211; S\u00fcdtirol<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61963\" rel=\"attachment wp-att-61963\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-61963\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Adige-testata.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Adige-testata.jpg 189w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Adige-testata-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a>Nell\u2019editoriale di domenica mi sono limitato a denunciare la contraddizione in cui cade chi, a sinistra come a destra, un giorno denuncia i pericoli di un sovradimensionamento della finanza internazionale rispetto all\u2019economia reale, il giorno dopo predica l\u2019aumento dell\u2019indebitamento pubblico del nostro Paese; dimenticando che l\u2019indebitamento stesso \u00e8 possibile soltanto mediante il ricorso alla finanza internazionale. Dimenticando pure che ogni miliardo ulteriore di indebitamento indebolisce il Paese nei confronti della finanza internazionale, legittimando di fatto ancora di pi\u00f9 la finanza medesima, cio\u00e8 i nostri creditori, a interferire nelle scelte di politica economica compiute dal Governo e dal Parlamento: perch\u00e9 indebitarci significa chiedere a loro il denaro e dunque dover rendere conto a loro della nostra capacit\u00e0 di restituirlo. Per non dire del fatto che \u2013 stante l\u2019attuale entit\u00e0 abnorme del nostro debito pubblico \u2013 indebitarci di pi\u00f9, ammesso che la finanza internazionale continui a farci credito, significa spendere del denaro che saranno i nostri figli a dover restituire. L\u2019altra contraddizione che ho denunciato \u00e8 quella in cui cade chi \u2013 come i miei odierni contraddittori \u2013 predica l\u2019aumento del nostro indebitamento e nello stesso tempo l\u2019uscita dell\u2019Italia dal sistema monetario europeo, cio\u00e8 il ritorno alla lira; senza chiedersi chi al mondo, e a che prezzo, sarebbe disposto oggi a sottoscrivere un prestito all\u2019Italia denominato in lire.\u00a0\u00a0 p.i.<\/em><\/p>\n<p><strong>ANCORA SU ECONOMIA, FINANZA E DEMOCRAZIA<\/strong><\/p>\n<p>Gentile direttore, vorrei rispondere alla risposta che il prof. Ichino ha dato alla lettera \u201cL\u2019economia, la finanza, la democrazia\u201d firmata da &#8220;Italia Sovrana e Popolare&#8221; pubblicata il 27 ottobre.<br \/>\nIl professor Ichino d\u00e0 per scontato ci\u00f2 che scontato non \u00e8, cio\u00e8 che \u201cl\u2019indebitamento \u00e8 possibile solo mediante il ricorso alla finanza internazionale\u201d. Questo fatto non \u00e8 un comandamento divino, ma una scelta politica. Infatti, fino al 1981, quando ci fu il \u201cdivorzio\u201d tra Banca d\u2019Italia e Ministero del Tesoro, il debito sovrano, che non era acquistato da risparmiatori e operatori italiani, veniva acquistato dalla Banca d\u2019Italia. In pratica ci indebitavamo con noi stessi e non con il cosiddetto mercato, che da allora in poi ha potuto liberamente speculare contro l\u2019Italia, imponendoci anche determinate scelte politiche in cambio dell\u2019acquisto dei nostri titoli. Ci\u00f2 succede anche oggi con la Bce, che \u00e8 indipendente dai governi e quindi dalla democrazia. Ricordo solamente la famosa lettera inviata dalla Bce il 5 agosto del 2011 al governo Berlusconi, in cui era scritta l\u2019agenda economica che avrebbe dovuto seguire il nostro Paese (in pratica le riforme \u201clacrime e sangue\u201d poi imposte agli italiani da Monti, Fornero, ecc.) in cambio del fatto che la Bce stessa riprendesse l\u2019acquisto del nostro debito. Inoltre, a quei tempi anche i tassi di interesse erano stabiliti dal Governo.<br \/>\nDa quel momento il rapporto debito\/pil, che fino a prima del divorzio era sotto il 50%, \u00e8 schizzato fino ad arrivare all\u2019attuale 135%. Ci\u00f2 proprio grazie alla speculazione operata dalla finanza internazionale.<br \/>\n\u00c8 chiaro quindi, che l\u2019eventuale uscita dall\u2019eurozona, dovr\u00e0 essere accompagnato dal recupero della sovranit\u00e0 monetaria, con una banca di emissione dipendente dal Tesoro, che acquister\u00e0 i titoli di debito invenduti agli investitori italiani e addirittura con la possibilit\u00e0 dell\u2019emissione di una moneta di stato (come le famose 500 lire cartacee).<\/p>\n<p>Eriprando della Torre di Valsassina<\/p>\n<p><em>Se il nostro debito pubblico \u00e8 aumentato fino al 135% del nostro prodotto annuo non \u00e8 certo perch\u00e9 la Banca d\u2019Italia \u00e8 indipendente dal ministro del Tesoro: \u00e8 perch\u00e9 nei trent\u2019anni successivi a quello che il nostro lettore chiama \u201cil divorzio\u201d tra i due enti lo Stato italiano ha fatto sistematicamente ricorso al deficit di bilancio per coprire aumenti di spesa corrente che non avremmo potuto permetterci. Quanto al \u201crecupero della sovranit\u00e0 monetaria\u201d che egli auspica, cio\u00e8 l\u2019uscita dall\u2019euro e il ritorno alla lira italiana, con una Banca centrale italiana che torna ad acquistare i titoli del debito pubblico senza limiti, questo scenario ricorda molto da vicino quello del Paese dei Balocchi; ma come Pinocchio si risveglia da quell\u2019illusione con le orecchie d\u2019Asino, cos\u00ec il nostro Paese si ritroverebbe in condizioni per molti aspetti analoghe a quelle dell\u2019Albania di Enver Hoxha.\u00a0\u00a0 p.i.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La contraddizione in cui cade chi denuncia la pericolosit\u00e0 per la democrazia della finanza internazionale e al tempo stesso predica un aumento ulteriore del nostro debito pubblico . 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