
{"id":61934,"date":"2022-10-28T09:30:04","date_gmt":"2022-10-28T08:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61934"},"modified":"2022-10-28T09:30:43","modified_gmt":"2022-10-28T08:30:43","slug":"la-sinistra-e-la-disputa-sul-merito-nella-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61934","title":{"rendered":"LA SINISTRA E LA DISPUTA SUL MERITO NELLA SCUOLA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">La scuola non pu\u00f2 essere fattore di uguaglianza sociale se non impara a valutare e premiare il merito molto pi\u00f9 di quanto non lo faccia oggi; e il discorso riguarda, a ben vedere, allo stesso modo tutte le amministrazioni<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo pubblicato su <\/em>la Repubblica<em> il 28 ottobre 2022 &#8211; In argomento v. anche<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61808\">Il Pd e i poveri<\/a><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=48265\" rel=\"attachment wp-att-48265\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-48265\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Ministero-dellIstruzione-2.jpg\" alt=\"\" width=\"231\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Ministero-dellIstruzione-2.jpg 231w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Ministero-dellIstruzione-2-150x142.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><\/a>Contro l\u2019idea del neo-ministro dell\u2019Istruzione Valditara di porre il valore del \u201cmerito\u201d al centro del proprio programma e addirittura nel nome del proprio dicastero la sinistra italiana sembra essersi ricompattata: dal vicesegretario del PD Provenzano al segretario dei 5 Stelle Conte, al segretario della Cgil Landini, tutti convergono nel respingerla come reazionaria. Ma vi sono degli ottimi motivi per pensare proprio il contrario: cio\u00e8 che la scuola non possa essere fattore di uguaglianza sociale se non impara a valutare e premiare il merito molto pi\u00f9 di quanto non lo faccia oggi. Pi\u00f9 in generale, \u00e8 l\u2019intera amministrazione pubblica che ha bisogno di questa rivalutazione del merito al proprio interno; e la sinistra dovrebbe far proprio questo obiettivo perch\u00e9 di un\u2019amministrazione che funziona bene hanno bisogno soprattutto i pi\u00f9 deboli e i pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla scuola. Potenziare l\u2019istruzione pubblica significa, certo, investire di pi\u00f9 sull\u2019edilizia e le attrezzature didattiche; ma significa soprattutto investire sul miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento, cio\u00e8 sulla capacit\u00e0 e l\u2019impegno degli insegnanti. Questo implica non solo una formazione migliore di questi ultimi, ma anche inviarli a insegnare dove occorre e non dove fa comodo a loro. Implica far s\u00ec che la struttura scolastica sia capace di valutarne la prestazione per poter retribuire meglio i pi\u00f9 bravi e allontanare dalle cattedre quelli che non conoscono la materia affidata loro, o non sanno insegnarla, o pi\u00f9 semplicemente non hanno voglia di farlo. E per valutare gli insegnanti occorre anche rilevare capillarmente l\u2019opinione espressa su di loro dalle famiglie e dagli studenti. In altre parole, potenziare la scuola significa mettere al centro il diritto degli studenti, in particolare dei meno dotati, di quelli che non hanno alle spalle una famiglia colta.<\/p>\n<p>Nella scuola pubblica italiana tutto questo finora non si \u00e8 fatto, perch\u00e9 vi si oppongono i sindacati degli insegnanti. Oggi, dunque, se un professore insegna male o non insegna del tutto, nella quasi totalit\u00e0 dei casi non accade nulla: cos\u00ec un\u2019intera classe viene privata per uno o pi\u00f9 anni dell\u2019insegnamento di materie essenziali, come l\u2019italiano o la matematica. E questo, si osservi, accade in modo diffusissimo: quasi ogni classe ha almeno un professore \u2013 se non due o addirittura tre \u2013 che per incapacit\u00e0 o negligenza non svolge in modo appropriato il proprio servizio. Potenziare la scuola pubblica significa attivare una sistematica e rigorosa valutazione della qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento impartito dagli istituti scolastici pubblici; ma anche consentire loro di scegliere gli insegnanti e attirare i migliori premiandoli. Questo si deve fare se si vuole davvero stare dalla parte dei pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>Una forte iniezione di \u201cmerito\u201d occorrerebbe anche nel campo dei servizi al mercato del lavoro, perch\u00e9 diventassero un fattore di uguaglianza sociale, di aiuto ai pi\u00f9 deboli. La sinistra italiana appare indifferente, distratta, di fronte allo scandalo di quel 40 per cento di nuovi posti di lavoro qualificato o specializzato \u2013 in Italia sono centinaia di migliaia! \u2013 che le imprese hanno necessit\u00e0 di coprire ma non riescono a farlo per mancanza delle persone idonee. \u00c8 la conseguenza di un sistema della formazione professionale del quale nessuno controlla e misura in modo sistematico l\u2019efficacia. Per farlo il modo ci sarebbe: istituire un\u2019anagrafe della formazione professionale e incrociarne i dati con quelli delle Comunicazioni obbligatorie al ministero del Lavoro sulle assunzioni, degli albi professionali, delle liste di disoccupazione. Sarebbe cos\u00ec possibile conoscere di ogni corso il tasso di coerenza tra la formazione impartita e gli esiti occupazionali effettivi, che \u00e8 l\u2019indice migliore della qualit\u00e0 del servizio. \u00c8 previsto nel d.lgs. n. 150\/2015; ma per un\u2019intera legislatura non lo si \u00e8 fatto perch\u00e9 una mappatura rigorosa dell\u2019efficacia della formazione porterebbe a chiudere una buona met\u00e0 dei centri che oggi vengono finanziati col denaro pubblico; e alla sinistra sembra star pi\u00f9 a cuore la stabilit\u00e0 degli addetti a questi corsi che l\u2019interesse della generalit\u00e0 delle persone e delle imprese a un mercato del lavoro innervato di servizi efficienti ed efficaci.<\/p>\n<p>Il discorso riguarda, a ben vedere, allo stesso modo tutte le amministrazioni: se si vuole costruire l\u2019uguaglianza di opportunit\u00e0 tra i cittadini e migliorare la condizione dei pi\u00f9 deboli, l\u2019efficienza ed efficacia dei servizi pubblici \u00e8 indispensabile. \u00c8 questa, a ben vedere, la coniugazione virtuosa tra merito e bisogni che Giorgio Tonini indicava l\u2019altro ieri su questa stessa pagina come compito essenziale di una sinistra capace di fare bene il proprio mestiere.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola non pu\u00f2 essere fattore di uguaglianza sociale se non impara a valutare e premiare il merito molto pi\u00f9 di quanto non lo faccia oggi; e il discorso riguarda, a ben vedere, allo stesso modo tutte le amministrazioni . 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