
{"id":61951,"date":"2022-11-04T11:46:39","date_gmt":"2022-11-04T10:46:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61951"},"modified":"2022-11-04T12:26:03","modified_gmt":"2022-11-04T11:26:03","slug":"dalla-bulimia-rivendicativa-al-sindacato-del-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61951","title":{"rendered":"DALLA BULIMIA RIVENDICATIVA AL SINDACATO DEL NULLA?"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Le rivendicazioni presentate da Cgil Cisl e Uil al Governo sembrano riferite pi\u00f9 alla Londra di Dickens o alla Parigi di Hugo che all&#8217;Italia del 2022: un approccio ideologico, fondato su una lettura della realt\u00e0 emozionale, retorica ed esasperata, disancorata da un\u2019obiettiva lettura dei dati<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nNumero 136 del bollettino <\/em>Mercato del Lavoro News<em>, organo della Fondazione Anna Kuliscioff,\u00a031 ottobre 2022, a cura <strong>di Claudio Negro<\/strong> &#8211; In argomento v. anche, dello stesso Autore, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61131\">La disinformacjia del sindacato<\/a>\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=44464\" rel=\"attachment wp-att-44464\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-44464\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff.jpg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"89\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff.jpg 349w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-150x38.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><\/a>Pare ormai relativamente chiaro il panel delle rivendicazioni delle Confederazioni Sindacali al Governo che verr\u00e0. Si tratta, come del resto \u00e8 stato con il Governo Draghi, di un approccio marcatamente ideologico, fondato su una lettura della realt\u00e0 emozionale, retorica ed esasperata, disancorata da un\u2019obiettiva lettura dei dati e riportata ad una somma di percezioni individuali che, per esempio sulla questione della diffusione della povert\u00e0, confermano il pre-giudizio ideologico che il Sindacato ha della societ\u00e0 e dell\u2019economia del Paese. Una visione che, curiosamente, rimanda pi\u00f9 alla indigenza popolare nella Londra di Dickens o ai <em>Miserabili<\/em> di Hugo che all\u2019Italia del 2022 dove le imprese cercano centinaia di migliaia di lavoratori ma ne trovano si e no la met\u00e0, mentre 12 milioni di persone in et\u00e0 da lavoro n\u00e9 lavorano n\u00e9 lo cercano. Una curiosa contraddizione che per\u00f2 il Sindacato Confederale non mette mai a fuoco, derubricandola a fenomenologie di conforto, tipo le retribuzioni troppo basse (quindi questi disoccupati indigenti possono essere un po\u2019 choosy) o gli orari di lavoro non gestibili dalle donne (ma poi il part time diventa discriminazione).<br \/>\nI bisogni manifestati sono riconducibiliad un sistema di\u00a0 giudizi pseudo etici, spesso senza riscontro nella realt\u00e0 e sconfinanti in uno scenario tra il sociologico e il politico, in cui viene perduta la dialettica tra capitale e lavoro e quindi la materialit\u00e0 delle relazioni industriali.\u00a0 Le questioni poste sono collocate in una dimensione ideologico \u2013 palingenetica e declinate come diversi step di una trasformazione epocale della societ\u00e0: la missione del sindacato \u00e8 redentrice e rigeneratrice. In questo contesto \u00e8 perfino risibile parlare di requisiti di fattibilit\u00e0 e di sostenibilit\u00e0, quando i traguardi sono la fine delle diseguaglianze, delle sofferenze, una nuova societ\u00e0, ripensare il modello capitalista che \u201cha ormai mostrato tutte le sue inadeguatezze e le sue insufficienze\u201d.\u00a0 In questo lago di retorica affiora ogni tanto un fiorellino sorprendente, esibito con sprezzo della realt\u00e0, come la contrattazione aziendale obbligatoria per legge o l\u2019abrogazione del Jobs Act per mettere limite ai licenziamenti.<\/p>\n<p>Tuttavia esiste anche un panel di rivendicazioni puntuali, il cui carattere immaginario-propagandistico \u00e8 facilmente riscontrabile. L\u2019ultimo hit \u00e8 la riduzione dell\u2019orario di lavoro a parit\u00e0 di salario, declinato in due versioni: in quella di Landini, in cui le ore non lavorate vengono destinate alla formazione (ma le ore di formazione, sia quelle fatte coi Fondi Interprofessionali che quelle fatte col Fondo Nuove Competenze, sono retribuite anche se sono aggiuntive all\u2019orario di lavoro); in quella della UIL, che innovativamente sostiene che la produttivit\u00e0 non vada misurata in orario di lavoro ma per obiettivi. In entrambi i casi la rivendicazione puntuale \u00e8 la riduzione d\u2019orario a parit\u00e0 di stipendio, mentre non \u00e8 affatto detto (forse perch\u00e9 impossibile\u2026) in cosa consisterebbe il vantaggio competitivo. In realt\u00e0 l\u2019unico effetto tangibile e collaterale dell\u2019operazione pare essere quella di aumentare la retribuzione oraria.<\/p>\n<p>Assai gettonata \u00e8 una riforma fiscale in senso progressivo: il Sindacato sa benissimo che l\u2019IRPEF \u00e8 gi\u00e0 molto fortemente progressiva, grazie alla progressivit\u00e0 delle aliquote e all\u2019effetto delle detrazioni\/esenzioni\/bonus. 8.250.000 lavoratori dipendenti hanno IRPEF = 0 o addirittura negativa, e altri 3 milioni pagano 100 \u20ac al mese. Analogamente per i pensionati, sicch\u00e8 il 43,68% dei contribuenti paga il 2,31% dell\u2019Irpef; pi\u00f9 in generale il 78,8% dei contribuenti paga il 28,3% di tutto l\u2019IRPEF. Pi\u00f9 progressivo di cos\u00ec \u2026<\/p>\n<p>Per la stessa ragione metter mano al cuneo fiscale non \u00e8 ovvio come dichiarano i sindacati: intervenire sul cuneo fiscale non diminuisce il costo-azienda e non d\u00e0 benefici, o al massimo marginalissimi agli 11 milioni e mezzo ai lavoratori che si collocano sotti 20.000 \u20ac annui lordi di reddito. Per un effetto reale sulle retribuzioni nette occorrerebbe annullare la contribuzione previdenziale, con un vantaggio medio sul netto intorno al 9%. Ma le pensioni chi le paga poi?<\/p>\n<p>Il lavoro a termine pu\u00f2 essere cancellato con un tratto di penna, \u201ccome hanno fatto in Spagna\u201d. Un delirio di onnipotenza legislativa non ancora guarito dalla fallimentare esperienza del Decreto Dignit\u00e0. Nell\u2019inguaribile propensione nazionale al provincialismo si trascura poi di notare che la legge spagnola \u00e8 soprattutto destinata alla Pubblica Amministrazione, che l\u00e0 \u00e8 usa abusare dei contratti a termine (quasi il 30% del totale), fenomeno da noi esistente solo in modo marginale. E comunque per effetto della nuova legge i contratti a termine in Spagna sono scesi al 23%, mentre in Italia sono gi\u00e0 al 17%, nella media europea.<\/p>\n<p>Gettonatissimo, e popolarissimo anche tra le forze politiche, \u00e8 un approccio al sistema previdenziale fondato su due assunti: superare (?) la Legge Fornero, anticipare l\u2019et\u00e0 pensionistica (senza penalizzazioni, s\u2019intende\u2026). Al momento va per la maggiore l\u2019ipotesi di pensionamento a 62 anni: cinque anni in meno del livello attuale. Ma la gara al ribasso \u00e8 ancora in corso\u2026 Certo, i conti sembrano volgari quando si sente la mission di costruire una nuova societ\u00e0, per\u00f2 \u00e8 opportuno notare che nel 2020 lo sbilancio tra contributi pagati e spesa previdenziale \u00e8 stato di 39 mld; se si aggiunge la spesa assistenziale, il saldonegativo del sistema obbligatorio non finanziato dalla contribuzione, ricadente sulla fiscalit\u00e0generale, \u00e8 salito a 79,3 miliardi di euro. L\u2019anticipo di 5 anni dell\u2019et\u00e0 pensionabile ovviamente amplierebbe pesantemente questo disavanzo: il Sindacato parla di una misteriosissima \u201criforma strutturale\u201d per farvi fronte, che per\u00f2 risulta arcana quanto il terzo mistero di Fatima.<\/p>\n<p>Recentemente ha avuto una qualche celebrit\u00e0 anche un non meglio precisato \u201creddito universale\u201d da garantire a tutti coloro che non abbiano reddito da lavoro, pensione o ammortizzatore sociale.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della natura immaginaria di queste istanze, sulle quali non viene mai condotto un esame di fattibilit\u00e0, emerge dal discorso delle Confederazioni Sindacali un orientamento strategico piuttosto chiaro: i costi delle rivendicazioni e delle tutele dei lavoratori sono da porre a carico della spesa pubblica.\u00a0\u00c8 probabile che questa propensione si sia sviluppata durante la crisi covid, quando tutti gli interventi di sostegno all\u2019economia e ai redditi erano di natura pubblica; tuttavia lasciaperplessi constatare che perfino le ovvie rivendicazioni di tutela dei salari dall\u2019inflazione non sono rivolte alla controparte naturale ma allo Stato, con detassazioni e decontribuzioni che prendono il posto degli aumenti salariali. Ci sar\u00e0 modo di discutere e verificare se questa sia una scelta con effetti positivi sull\u2019inflazione o se sar\u00e0 una bomba sul debito pubblico. Resta il fatto che in questo quadro il sistema di relazioni industriali tende a mutare, con lo Stato che in parte si sostituisce alle imprese nella dialettica salariale. Ma, dato che lo Stato ha un altro sistema di relazioni per rispondere alle istanze delle categorie, e risponde a scelte politiche e non a sollecitazioni negoziali, il ruolo del Sindacato Confederale rischia di diventare poco pi\u00f9 che agitatorio. Rischio che naturalmente i dirigenti delle Confederazioni respingono con indignazione, citando a testimonianza della propria rappresentativit\u00e0 gli imponenti numeri dei propri iscritti: il che tuttavia testimonia assai poco, se non che la pratica sindacale concreta e quotidiana dei Sindacati di Categoria sui luoghi di lavoro \u00e8 ancora capace di gestire lo scambio tra lavoro e impresa con realismo e capacit\u00e0 negoziale e di stare al passo con l\u2019innovazione, e in questo di assicurare al sindacato il consenso dei lavoratori; assieme per la verit\u00e0 ad un sistema di servizi ai cittadini (pardon: alle persone) piuttosto efficiente.<br \/>\nMa se le Confederazioni\u00a0 non sapranno fare una riflessione su chi e come e per che cosa rappresentano rischiano di non servire pi\u00f9 a nulla, se non a scopo agitatorio.\u00a0\u00a0\u00a0 Un sindacato del nulla, di cui proprio preferiremmo fare a men<em>o.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le rivendicazioni presentate da Cgil Cisl e Uil al Governo sembrano riferite pi\u00f9 alla Londra di Dickens o alla Parigi di Hugo che all&#8217;Italia del 2022: un approccio ideologico, fondato su una lettura della realt\u00e0 emozionale, retorica ed esasperata, disancorata da un\u2019obiettiva lettura dei dati . Numero 136 del bollettino Mercato del Lavoro News, organo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-61951","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61951","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61951"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61951\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}