
{"id":62003,"date":"2022-12-14T10:29:40","date_gmt":"2022-12-14T09:29:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62003"},"modified":"2022-12-14T10:44:41","modified_gmt":"2022-12-14T09:44:41","slug":"il-pd-i-poveri-e-il-merito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62003","title":{"rendered":"IL PD, I POVERI E IL MERITO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Valutare l&#8217;efficienza delle strutture scolastiche e della formazione professionale e l&#8217;efficacia dell&#8217;istruzione da esse impartita \u00e8 essenziale per garantire l&#8217;assolvimento della loro funzione di &#8220;ascensore sociale&#8221; &#8211; Ma \u00e8 parte essenziale del loro compito anche la valutazione dei risultati dell&#8217;impegno dei singoli allievi<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo pubblicato nel quaderno della <a href=\"https:\/\/perfondazione.eu\/\">Fondazione PER<\/a> di dicembre 2022 &#8211; Costituisce un ampliamento e completamento di quello pubblicato sul quotidiano <\/em>il Foglio<em> l&#8217;8 ottobre 2022, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61808\">Il PD e i poveri<\/a><em>\u00a0 <\/em><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sommario<\/strong><br \/>\n1. L\u2019istruzione<br \/>\n2. Il mercato del lavoro<br \/>\n3. Valutare il \u201cmerito\u201d degli studenti e dei partecipanti ai corsi di formazione?<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Dopo le elezioni del 25 settembre molti, a sinistra, sostengono che il Pd dovrebbe tornare a \u201coccuparsi dei poveri\u201d. Vi \u00e8 qualche ragione per ritenere che chi lo afferma non abbia le idee chiare su che cosa questo significhi in concreto; perch\u00e9, da sinistra, ci\u00f2 che occorre fare veramente per consentire ai poveri di uscire dalla loro condizione viene per lo pi\u00f9 qualificato come \u201cdi destra\u201d e dunque rifiutato.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Scuola-anni-60.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-54045\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Scuola-anni-60-300x284.png\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Scuola-anni-60-300x284.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Scuola-anni-60-150x142.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Scuola-anni-60.png 419w\" sizes=\"auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><\/a>1. <em>L\u2019istruzione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u201cOccuparsi dei poveri\u201d, se lo si vuol fare in modo efficace, significa principalmente far funzionare i cosiddetti ascensori sociali, cio\u00e8 gli strumenti che consentono alle persone meno dotate di \u201csalire\u201d, di migliorare la propria condizione socio-economica. Il primo e pi\u00f9 efficace ascensore sociale \u00e8 la scuola. Potenziare la scuola significa, certo, investire di pi\u00f9 sull\u2019edilizia e le attrezzature scolastiche; ma significa soprattutto investire sul miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento, cio\u00e8 sulla capacit\u00e0 e l\u2019impegno degli insegnanti. Questo implica non solo una formazione migliore di questi ultimi, ma anche inviarli a insegnare dove occorre (con stipendio adeguato al costo della vita nella regione) anche quando il luogo non \u00e8 quello che fa comodo a loro. Implica far s\u00ec che la struttura scolastica sia capace di valutarne la prestazione almeno nella misura minima necessaria per individuare quelli che non conoscono la materia affidata loro, o non sanno insegnarla, o pi\u00f9 semplicemente non hanno voglia di farlo; e rimuoverli dalla cattedra. Per individuarli \u00e8 molto utile valorizzare le segnalazioni in proposito provenienti dalle famiglie e dagli studenti.<\/p>\n<p>In altre parole, potenziare la scuola significa mettere al primo posto nella sua organizzazione non l\u2019interesse degli insegnanti, ma quello degli studenti e in particolare dei meno dotati, di quelli che non hanno alle spalle una famiglia colta capace di supplire alle lacune della scuola stessa. Se finora nella scuola pubblica italiana tutto questo non si \u00e8 fatto, \u00e8 perch\u00e9 porta inevitabilmente a qualche attrito con i loro sindacati. Oggi, dunque, se un professore insegna male o non insegna del tutto, nella quasi totalit\u00e0 dei casi non accade nulla: cos\u00ec un\u2019intera classe viene privata per uno o pi\u00f9 anni dell\u2019insegnamento di materie essenziali, come l\u2019italiano o la matematica. E questo, si osservi, accade in modo diffusissimo: nelle scuole medie pubbliche italiane, inferiori e superiori, quasi ogni classe ha almeno un professore \u2013 se non due o pi\u00f9 \u2013 che per incapacit\u00e0 o negligenza non svolge in modo appropriato il proprio servizio (la stagione pandemica della didattica a distanza ha contribuito a mettere a nudo il problema). Tra le cose pi\u00f9 importanti implicate dall\u2019imperativo di \u201coccuparsi dei poveri\u201d rientra dunque innanzitutto attivare una valutazione sistematica permanente della qualit\u00e0 ed efficacia dell\u2019insegnamento impartito dagli istituti scolastici pubblici, a presidio di un suo standard qualitativo e quantitativo minimo inderogabile.<\/p>\n<p>Di possibili modelli a cui ispirarsi su questo terreno il panorama internazionale ne offre diversi, a cominciare da quello dell\u2019agenzia britannica Ofsted. Tutti fondati sulla combinazione di numerosi indici della performance didattica, anche tra loro assai diversi: dalla somministrazione sistematica dei test standardizzati alla rilevazione longitudinale delle carriere scolastiche e lavorative degli studenti usciti da ciascun istituto scolastico, allo studio attento delle valutazioni espresse dalle famiglie e degli studenti stessi (dalle quali, se le si sanno leggere, possono trarsi indicazioni preziose sulla qualit\u00e0 del lavoro di ciascun insegnante); sempre ovviamente confrontando i risultati conseguiti con i punti di partenza, cio\u00e8 tenendosi conto del bacino di utenza cui ciascun istituto attinge per il reclutamento dei propri allievi: \u00e8 diverso insegnare nel centro di una grande citt\u00e0 o in una periferia degradata. Ci\u00f2 che \u00e8 indispensabile, per\u00f2, \u00e8 che alla fissazione di uno standard minimo inderogabile di efficienza ed efficacia dell\u2019insegnamento impartito da un istituto scolastico corrisponda l\u2019attribuzione alla sua dirigenza delle prerogative manageriali minime effettive indispensabili affinch\u00e9 essa possa esserne tenuta effettivamente responsabile. Oggi i dirigenti scolastici italiani dispongono soltanto di una parte molto ridotta di quelle prerogative; e sono di fatto incentivati a esercitare assai poco anche quelle.<\/p>\n<p>Fin qui si \u00e8 detto del\u2026 minimo sindacale: quel minimo di rilevazione e valutazione del merito degli istituti scolastici e di chi in essi insegna, al di sotto del quale la qualit\u00e0 e l\u2019efficacia dell\u2019insegnamento degradano irrimediabilmente \u2013 come sta accadendo nel nostro Paese \u2013 al di sotto del livello indispensabile perch\u00e9 la scuola pubblica possa svolgere la propria funzione di \u201ccostruttrice di uguaglianza\u201d delle dotazioni di partenza di tutti. Se poi una sinistra pi\u00f9 coraggiosa ambisse a spingersi al di sopra del minimo sindacale, potremmo allora incominciare a discutere della possibilit\u00e0 di adattare al contesto italiano una delle esperienze straniere di maggiore autonomia dei singoli istituti pubblici, come quella della <em>Grant Maintained Schools<\/em> britanniche degli anni Ottanta o \u2013 meglio ancora \u2013 come quella delle <em>Charter Schools<\/em> statunitensi, che hanno prodotto risultati molto positivi proprio in termini di efficienza e di equit\u00e0. Il concetto \u00e8 questo: lo Stato si limita a fissare gli standard inderogabili del servizio, il costo standard (che resta a suo carico) e le regole inderogabili di accessibilit\u00e0, lasciando libero ciascun istituto circa il modo di selezionare il proprio personale e di autogovernarsi. \u00c8 poi la scelta degli studenti e delle famiglie quella che tiene in piedi l\u2019istituto stesso, perch\u00e9 \u00e8 solo in relazione alle loro iscrizioni che esso ottiene il finanziamento statale; e se queste difettano, cos\u00ec come nel caso in cui gli standard minimi di efficienza ed efficacia non vengano rispettati, l\u2019istituto chiude e tutto il personale perde il posto (rinvio in proposito a <em>Liberiamo la scuola<\/em>, di Andrea Ichino e Guido Tabellini, pubblicato nell\u2019ambito del <em>Forum Idee per la Crescita<\/em> dell\u2019Universit\u00e0 Bocconi). Nel contesto di una scelta di questo genere, non ci sarebbero ovviamente limiti alla possibilit\u00e0 di istituire sostegni ulteriori \u2013 per esempio sotto forma di borse di studio finalizzate ad aumentarne la mobilit\u00e0 e la libert\u00e0 effettiva di scelta della scuola \u2013 per i figli delle famiglie in situazione di maggiore difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9 l\u2019intero catalogo delle misure di cui sopra ho fatto cenno \u00e8 bollato dalla sinistra-sinistra come \u201cdi destra\u201d. Col risultato che \u201cdi sinistra\u201d resta soltanto la possibilit\u00e0 di tenerci una scuola pubblica di livello medio sempre pi\u00f9 basso e sempre meno capace di offrire ai ragazzi appartenenti alle famiglie pi\u00f9 sprovvedute lo strumento per colmare il divario di dotazione rispetto ai pi\u00f9 fortunati, le cui famiglie sono in grado di colmare le gravi lacune dell\u2019insegnamento pubblico.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-51366\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2-300x270.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2-300x270.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2-150x135.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2-768x690.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Formazione-professionale-2.jpg 812w\" sizes=\"auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a>2. <em>Il mercato del lavoro<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Un altro ascensore sociale di importanza cruciale \u00e8 costituito dai servizi al mercato del lavoro. \u201cOccuparsi dei poveri\u201d significa adoperarsi per risolvere un problema gravissimo: quel 40 per cento di posti di lavoro qualificato o specializzato \u2013 in Italia sono ogni mese centinaia di migliaia! \u2013 che le imprese hanno necessit\u00e0 di attivare ma non riescono a coprire per mancanza delle persone idonee. \u00c8 la conseguenza di un sistema della formazione professionale del quale nessuno controlla e misura in modo sistematico l\u2019efficacia.<\/p>\n<p>Per attivare il controllo che sarebbe necessario il modo c\u2019\u00e8 ed \u00e8 ben conosciuto nei Paesi del centro e nord-Europa (qui da noi \u00e8 previsto dal Jobs Act: artt. 13-16 del d.lgs. n. 150\/2015): istituire un\u2019anagrafe della formazione professionale e incrociarne i dati con quelli delle Comunicazioni obbligatorie al ministero del Lavoro sulle assunzioni, degli albi professionali, delle liste di disoccupazione. Sarebbe cos\u00ec possibile conoscere di ogni corso il tasso di coerenza tra la formazione impartita e gli esiti occupazionali effettivi, che \u00e8 l\u2019indice migliore della qualit\u00e0 del servizio. Ma questa previsione legislativa \u00e8 stata totalmente disattesa per un\u2019intera legislatura: non solo perch\u00e9 per la sinistra-sinistra il Jobs Act \u00e8 come il fumo negli occhi, ma anche, pi\u00f9 specificamente, perch\u00e9 una mappatura rigorosa dell\u2019efficacia della formazione porterebbe a chiudere una buona met\u00e0 dei centri che oggi vengono finanziati col denaro pubblico; e alla sinistra-sinistra \u2013 al di l\u00e0 dei proclami verbali \u2013 sta pi\u00f9 a cuore difendere la stabilit\u00e0 degli addetti a questi corsi che difendere l\u2019interesse della generalit\u00e0 delle persone che vivono del proprio lavoro a poter disporre di servizi efficaci nel mercato.<\/p>\n<p>Sono in\u00a0 gioco molte centinaia di migliaia di posti che potrebbero essere attivati senza necessit\u00e0 di nuovi investimenti o incentivi pubblici. Questi posti sono gi\u00e0 oggi l\u00ec, pronti a dare lavoro e reddito ad altrettante persone che siano in grado di candidarvisi: abbiamo dei veri e propri enormi giacimenti occupazionali che lasciamo inutilizzati. Ci\u00f2 che occorrerebbe per sfruttarli sarebbe solo la capacit\u00e0 del sistema di attivare, uno per uno, i percorsi specificamente necessari per mettere in comunicazione questa domanda con l\u2019offerta di manodopera; ma \u00e8 proprio questa capacit\u00e0 che in Italia fa difetto (devo rinviare in proposito, per un esame pi\u00f9 puntuale della questione al mio libro <em>L\u2019intelligenza del lavoro<\/em>, Rizzoli, 2020).<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/High-education-and-training.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-62012\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/High-education-and-training-300x282.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/High-education-and-training-300x282.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/High-education-and-training-150x141.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/High-education-and-training.jpg 349w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a>3. <em>Valutare il \u201cmerito\u201d degli studenti e dei partecipanti ai corsi di formazione?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Fin qui si \u00e8 discusso della necessit\u00e0 imprescindibile di una costante e rigorosa attenzione al \u201cmerito\u201d delle strutture preposte all\u2019educazione dei giovani e alla formazione professionale delle persone interessate a usare a proprio vantaggio il mercato del lavoro, nonch\u00e9 al \u201cmerito\u201d di chi a queste strutture \u00e8 addetto. Non pu\u00f2 essere elusa, per\u00f2, la questione \u2013 politicamente assai delicata \u2013 se e quanto, nell\u2019ottica del servizio che scuola e sistema della formazione devono svolgere come fattori di equalizzazione delle dotazioni di partenza delle persone, debba essere rilevato e valutato anche il \u201cmerito\u201d delle persone stesse che del servizio si avvalgono.<\/p>\n<p>Da una pluridecennale esperienza diretta, sia nel campo dell\u2019insegnamento sia in quello dell\u2019organizzazione e del governo dei servizi al mercato del lavoro, traggo diversi argomenti a sostegno della tesi secondo cui le strutture stesse preposte all\u2019educazione e alla formazione professionale non possono svolgere fino in fondo la propria funzione di \u201cascensore sociale\u201d, di fattore di equalizzazione delle opportunit\u00e0, se non sono capaci di rilevare e valutare il merito individuale degli allievi nell\u2019ambito del rapporto di insegnamento\/addestramento. Merito che, qui, assume rilievo non certo al fine di una selezione dei migliori e tanto meno di una esclusione dei peggiori, bens\u00ec come terreno di confronto personale tra il docente e il discente, impegnato il primo a stimolare nei modi pi\u00f9 appropriati il secondo a dedicare tutte le proprie energie e risorse per il migliore apprendimento. Il merito che qui assume rilievo deve dunque essere inteso non tanto nel senso del livello assoluto di apprendimento, che pu\u00f2 essere raggiunto dalla singola persona, quanto nel senso<\/p>\n<ul>\n<li>del livello di apprendimento effettivamente raggiunto da ciascuna singola persona in rapporto al suo punto di partenza;<\/li>\n<li>del livello di impegno profuso da ciascuna singola persona per raggiungerlo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una struttura scolastica o di formazione professionale che rinunci a rilevare questi due dati e a discuterne con ciascun allievo abdicherebbe a una parte rilevante della propria funzione formativa, privando l\u2019interessato della possibilit\u00e0 di verifica del risultato del proprio investimento di tempo e di fatica. Questa verifica, quale che ne sia il risultato, costituisce invece una fase essenziale del percorso formativo: escluderla in nome dell\u2019egualitarismo finisce dunque col rendere un pessimo servizio alla causa dell\u2019uguaglianza.<\/p>\n<p>Ma, a ben vedere, non si fa un buon servizio alla causa della costruzione delle pari opportunit\u00e0 tra le persone neppure coll\u2019escludere del tutto la rilevazione e valutazione del livello assoluto di apprendimento della singola persona. Perch\u00e9 questo dato sar\u00e0 comunque rilevante nel momento in cui la persona medesima dovr\u00e0 confrontarsi con la realt\u00e0 del tessuto produttivo, che \u00e8 cieca e sorda alle istanze egualitaristiche, del tutto indifferente al <em>politically correct<\/em>, molto reattiva invece alle differenze di capacit\u00e0 degli individui di rendersi concretamente utili. Ancora una volta, si fa un pessimo servizio alla causa della costruzione delle pari opportunit\u00e0 tra le persone privandole, nella scuola o nel mercato del lavoro, di un servizio di orientamento capace di porre a confronto le rispettive aspirazioni professionali con le capacit\u00e0 effettive. Eppure, proprio questo servizio \u2013 per il quale la valutazione di cui si \u00e8 detto \u00e8 imprescindibile \u2013 ai poveri italiani viene erogato assai meno e assai peggio rispetto a tutti i Paesi del centro e nord-Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valutare l&#8217;efficienza delle strutture scolastiche e della formazione professionale e l&#8217;efficacia dell&#8217;istruzione da esse impartita \u00e8 essenziale per garantire l&#8217;assolvimento della loro funzione di &#8220;ascensore sociale&#8221; &#8211; Ma \u00e8 parte essenziale del loro compito anche la valutazione dei risultati dell&#8217;impegno dei singoli allievi . Articolo pubblicato nel quaderno della Fondazione PER di dicembre 2022 &#8211; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14,27],"tags":[],"class_list":["post-62003","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-26-saggi","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62003"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62003\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}