
{"id":62027,"date":"2022-12-01T18:57:50","date_gmt":"2022-12-01T17:57:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62027"},"modified":"2022-12-01T18:57:50","modified_gmt":"2022-12-01T17:57:50","slug":"sul-futuro-del-reddito-di-cittadinanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62027","title":{"rendered":"SUL FUTURO DEL REDDITO DI CITTADINANZA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Troppi esponenti della sinistra italiana non hanno mai capito l\u2019importanza delle politiche attive del lavoro. Non ci hanno mai creduto, hanno sempre prediletto le politiche passive: il sostegno del reddito ai disoccupati e basta<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Alessandra Ricciardi per Italia Oggi, 30 novembre 2022 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62011\">Perch\u00e9 e come il reddito di cittadinanza va corretto<\/a><em><br \/>\n<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=61691\" rel=\"attachment wp-att-61691\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-61691 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata-150x103.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00abTroppi esponenti della sinistra italiana non hanno mai capito l\u2019importanza delle politiche attive del lavoro. Non ci hanno mai creduto, hanno sempre prediletto le politiche passive: il sostegno del reddito ai disoccupati e basta\u00bb. <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Pietro Ichino<\/span><\/strong>, giuslavorista dell\u2019Universit\u00e0 statale di Milano, considerato uno dei padri del Jobs act, un passato in politica nel Pd, analizza con<em><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\"> Italia Oggi <\/span><\/em>cosa non ha funzionato nel reddito di cittadinanza e in generale nelle politiche di riqualificazione professionale per aiutare a ritrovare lavoro chi lo ha perso. \u00abSono mancati i corsi mirati agli sbocchi occupazionali esistenti; e comunque, anche dove sarebbe stato possibile attivarli, nessuno si \u00e8 occupato di farlo e di esigere che i beneficiari del Rdc li frequentassero\u00bb, dice Ichino. Eppure, il lavoro ci sarebbe ma \u00able imprese incontrano difficolt\u00e0 nel reperire il personale di cui hanno bisogno nel 45 per cento dei casi\u00bb. Il Movimento5stelle ha pensato di attivare le politiche attive \u00abimmettendo nel sistema tremila navigators addestrati al compito con un corso di 15 giorni, dimenticando che nei Paesi dove funzionano davvero i job advisors hanno una formazione specialistica post-laurea di almeno due anni\u00bb. E il Pd? Risponde Ichino: \u00abCon Orlando ha pensato bene di togliere di mezzo l\u2019Anpal, l\u2019Angenzia per il lavoro, come agenzia indipendente\u00bb. Ora i correttivi al reddito di cittadinanza previsti dalla legge di bilancio: \u00abL\u2019idea di condizionare il sussidio alla frequenza di un corso di formazione mirato a uno sbocco occupazionale esistente \u00e8 giusta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>D. Il reddito di cittadinanza \u00e8 arrivato al capolinea?<br \/>\n<\/strong>R. Mah\u2026 qualcuno potrebbe anche sostenere che il reddito di cittadinanza in Italia non \u00e8 mai esistito.<\/p>\n<p><strong> D. Perch\u00e9?<br \/>\n<\/strong>R. Perch\u00e9 con questa espressione, fino a quando non se ne \u00e8 appropriato il M5S, si indicava il c.d. <em>basic income<\/em>, cio\u00e8 un reddito cui hanno diritto tutti i cittadini per il solo fatto di essere cittadini. Senza il requisito dell\u2019essere in stato di indigenza. L\u2019unico esempio al mondo di questo, che \u00e8 il vero \u201creddito di cittadinanza\u201d, \u00e8 costituito dall\u2019Alaska. Viceversa, un sostegno economico per le persone in stato di indigenza, in Italia, esisteva gi\u00e0 prima che arrivasse il M5S: si chiamava <em>Reddito di inserimento<\/em>, o REI. Il M5S non ha fatto altro che aumentarne l\u2019entit\u00e0 e ridurre i requisiti per goderne.<\/p>\n<p><strong> D. Fatto sta che dal 2023 si applicheranno i primi correttivi, poi la riforma vera e propria dal 2024. Ridurre da subito gli aiuti, per oltre 700 milioni di euro, in una situazione congiunturale difficile \u00e8 contestato sia dal PD che dal M5s. Lei cosa ne pensa? \u00c8 un&#8217;operazione di destra?<br \/>\n<\/strong>R. I correttivi previsti nel disegno di legge finanziaria del nuovo Governo per il 2023 sono un po\u2019 rudimentali, ma tutto sommato ragionevoli. L\u2019idea di condizionare il sussidio alla frequenza di un corso di formazione mirato a uno sbocco occupazionale esistente \u00e8 giusta. Quanto alla riforma annunciata, la valuteremo quando se ne conosceranno i contenuti. Ma la mia previsione \u00e8 che questa misura non verr\u00e0 affatto soppressa: forse torneranno a chiamarla come prima, oppure si inventeranno un nuovo nome. Sicuramente ne modificheranno la disciplina. Ma un Paese civile oggi non pu\u00f2 non essere dotato di una forma di assistenza alle persone in stato di indigenza.<\/p>\n<p><strong> D. Si aspettava l\u2019opposizione del Partito democratico?<br \/>\n<\/strong>R. S\u00ec, anche se avrei preferito una presa di posizione argomentata in modo pi\u00f9 ragionato e delle proposte precise sul punto importantissimo della condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito per chi \u00e8 in grado di lavorare e in particolare per i giovani che non studiano e non lavorano, i NEET.<\/p>\n<p><strong>D. Uno dei correttivi per il 2023 \u00e8 l&#8217;obbligo di partecipare a corsi di qualificazione professionale per non decadere subito dal beneficio. Ma l&#8217;obbligo di formarsi era gi\u00e0 previsto dalla legge istitutiva del RdC; \u00e8 stato rispettato?<br \/>\n<\/strong>R. Sono mancati i corsi mirati agli sbocchi occupazionali esistenti; e comunque, anche dove sarebbe stato possibile attivarli, nessuno si \u00e8 occupato di farlo e di esigere che i beneficiari del RdC li frequentassero. \u00c8 su questo punto che governo e opposizione ora dovrebbero concentrare la propria attenzione. I posti di lavoro ci sarebbero, eccome: secondo Unioncamere le imprese incontrano difficolt\u00e0 nel reperire il personale di cui hanno bisogno nel 45 per cento dei casi!<\/p>\n<p><strong>D. Chi dovr\u00e0 organizzare i corsi?<br \/>\n<\/strong>R. Questo \u00e8 il nodo cruciale. Da sempre gli esperti avvertono che i servizi di collocamento dovrebbero essere strettamente collegati e coordinati con i servizi di formazione. Questo consentirebbe di attivare tempestivamente i corsi mirati ai posti per i quali le imprese hanno difficolt\u00e0 a trovare le persone idonee, proponendoli ai disoccupati con le caratteristiche meglio corrispondenti ai posti stessi. Invece oggi, se si eccettuano casi isolati \u2013 come Afol, l\u2019Agenzia metropolitana milanese \u2013 la gestione dei Centri per l\u2019Impiego \u00e8 totalmente dissociata dalla gestione della formazione professionale.<\/p>\n<p><strong> D. Il sistema della formazione \u00e8 in grado di programmare e realizzare attivit\u00e0 formative utili per tornare nel mercato del lavoro?<br \/>\n<\/strong>R. In parte s\u00ec, in parte no. Il problema \u00e8 che non \u00e8 stato attivato il meccanismo di monitoraggio sull\u2019efficacia della formazione impartita previsto dal Jobs Act, fondato sull\u2019incrocio dei dati di una anagrafe della formazione e quelli delle Comunicazioni obbligatorie al ministero del Lavoro, delle iscrizioni agli albi professionali e alle liste di disoccupazione. Cos\u00ec non possiamo distinguere la formazione efficace da quella che non lo \u00e8.<\/p>\n<div id=\"attachment_56955\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=56955\" rel=\"attachment wp-att-56955\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-56955\" class=\"size-medium wp-image-56955\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Nunzia-Catalfo-300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Nunzia-Catalfo-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Nunzia-Catalfo-150x81.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Nunzia-Catalfo.jpg 305w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-56955\" class=\"wp-caption-text\">La ex-ministra del Lavoro Nunzia Catalfo<\/p><\/div>\n<p><strong>D. Dove ha fallito il RdC?<br \/>\n<\/strong>R. Ha fallito dove non si \u00e8 saputo distinguere in modo attendibile tra persone idonee al lavoro e no. Ha fallito dove si \u00e8 posto come causa di decadenza dal beneficio il terzo rifiuto di una \u201cofferta congrua di lavoro\u201d, chiudendo gli occhi sul fatto che l\u2019\u201cofferta congrua\u201d non esiste, perch\u00e9 nessun imprenditore offre un lavoro a una persona purchessia, per di pi\u00f9 non motivata a svolgerlo con impegno: tanto \u00e8 vero che nessuno ha mai perso il sussidio per questo motivo. Ha fallito dove non si \u00e8 saputo subordinare il beneficio alla sola condizione che pu\u00f2 essere fatta funzionare davvero, cio\u00e8 la partecipazione a un corso di addestramento o formazione mirato alle esigenze di uno sbocco occupazionale effettivo.<\/p>\n<p><strong> D. Professore Lei \u00e8 considerato uno dei padri del Jobs act; quella riforma prevedeva l\u2019attivazione dei corsi in funzione della domanda espressa dalle imprese, l\u2019anagrafe della formazione, la rilevazione del tasso di efficacia dei corsi, la condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito ai disoccupati: tutte cose che non sono mai decollate&#8230;<br \/>\n<\/strong>R. \u00c8 vero. Per questa parte il decreto attuativo n. 150 del 2015 \u00e8 rimasto largamente inattuato. L\u2019ANPAL, l\u2019agenzia per le politiche attive del lavoro, \u00e8 stata paralizzata per tre anni da un presidente che pretendeva di governarla dal Mississippi e che era in guerra con il Direttore generale. I ministri del Lavoro Catalfo e Di Maio hanno pensato di attivare le politiche attive immettendo nel sistema tremila <em>navigators<\/em> addestrati al compito con un corso di 15 giorni, dimenticando che nei Paesi dove funzionano davvero i <em>job advisors<\/em> hanno una formazione specialistica post-laurea di almeno due anni.<\/p>\n<div id=\"attachment_43439\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?attachment_id=43439\" rel=\"attachment wp-att-43439\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-43439\" class=\"size-full wp-image-43439\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Orlando.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Orlando.jpg 280w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Orlando-150x96.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-43439\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ex-ministro del Lavoro Andrea Orlando<\/p><\/div>\n<p><strong>D. E il ministro del Lavoro Orlando?<\/strong><br \/>\nR. Ha pensato bene di togliere di mezzo l\u2019ANPAL come agenzia indipendente, facendone una costola del ministero, con perdita totale di autonomia e duplicazione delle funzioni rispetto alla Direzione Generale per le Politiche Attive. Il problema \u00e8 che troppi esponenti della sinistra italiana non hanno mai capito l\u2019importanza delle politiche attive del lavoro. Non ci hanno mai creduto. Quindi hanno sempre prediletto le politiche passive: il sostegno del reddito ai disoccupati, che senza le politiche attive \u00e8 necessariamente sganciato da ogni condizionalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong> D. Bruxelles ci chiede di ridurre i NEET, siamo il Paese che su questo terreno fa peggio in Europa. Perch\u00e9 a suo avviso le politiche scolastiche hanno finora fallito?<br \/>\n<\/strong>R. Alla radice del problema dei ragazzi inattivi, come di quello della disoccupazione giovanile, non vedo tanto i difetti del sistema scolastico, quanto piuttosto l\u2019assenza di un servizio capillare di orientamento scolastico e professionale, capace di prendere in carico ogni adolescente all\u2019uscita di ciascun ciclo scolastico, tracciare il profilo delle sue attitudini e delle sue aspirazioni, mettere in guardia l\u2019adolescente e la sua famiglia quando tra i due profili non c\u2019\u00e8 congruenza. Anche questa \u00e8 politica attiva del lavoro; e anche questa in Italia latita.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Troppi esponenti della sinistra italiana non hanno mai capito l\u2019importanza delle politiche attive del lavoro. Non ci hanno mai creduto, hanno sempre prediletto le politiche passive: il sostegno del reddito ai disoccupati e basta . 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