
{"id":62290,"date":"2023-02-05T15:51:48","date_gmt":"2023-02-05T14:51:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62290"},"modified":"2023-02-05T15:51:48","modified_gmt":"2023-02-05T14:51:48","slug":"la-settimana-cortissima-la-produttivita-e-i-salari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62290","title":{"rendered":"LA SETTIMANA CORTISSIMA, LA PRODUTTIVIT\u00c0 E I SALARI"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;idea della distribuzione dell&#8217;orario settimanale su quattro giorni<\/span> <span style=\"color: #993300;\">va sperimentata, ma come opzione a disposizione dell&#8217;impresa e di chi pu\u00f2 esservi interessato; non come modello di organizzazione imposto inderogabilmente<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Giuseppe Centore, pubblicata su <\/em>la Nuova Sardegna<em> il 5 febbraio 2023 &#8211; In argomento v. anche il mio articolo del 18 febbraio 2022, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=60762\">La settimana corta dei belgi e i confini del lavoro dipendente<\/a> <!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_48415\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IG-Metall-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-48415\" class=\"size-full wp-image-48415\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IG-Metall-2.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IG-Metall-2.jpg 225w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IG-Metall-2-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-48415\" class=\"wp-caption-text\">La mia vita \u00e8 il mio tempo &#8211; Ripensare il lavoro &#8211; Manifesto del sindacato tedesco IG-Metall<\/p><\/div>\n<p><strong>Professor Ichino, il segretario regionale della Cgil nel corso del congresso svoltosi nei giorni scorsi ha lanciato la proposta di \u201cfare della Sardegna un grande laboratorio per sperimentare la settimana di lavoro su quattro giorni: 32 ore a parit\u00e0 di salario\u201d. E ha citato diverse realt\u00e0, a cominciare dalla Spagna, nelle quali questo modello di riduzione e redistribuzione dell\u2019orario di lavoro sarebbe gi\u00e0 in atto. Lei che cosa pensa di questa proposta?<br \/>\n<\/strong>Penso che si debbano tenere distinte le tre misure che questa proposta coniuga: una \u00e8 la redistribuzione dell\u2019orario di lavoro settimanale su quattro giorni invece che cinque; un\u2019altra \u00e8 la riduzione dell\u2019orario settimanale a 32 ore, cio\u00e8 di un quinto; la terza \u00e8 che questa riduzione dell\u2019orario avvenga a parit\u00e0 di retribuzione complessiva, dunque con un aumento della retribuzione oraria del 25 per cento.<\/p>\n<p><strong>Distinguiamole pure. E andiamo per ordine:\u00a0 che cosa pensa della prima?<br \/>\n<\/strong>La redistribuzione del lavoro settimanale su quattro giorni \u00e8 cosa gi\u00e0 largamente sperimentata in Europa, negli U.S.A. e in Nuova Zelanda. Qui da noi \u00e8 stata annunciata in alcune grandi aziende, come Banca Intesa. In linea generale \u00e8 un modello di organizzazione del tempo di lavoro che piace pi\u00f9 agli uomini che alle donne, sulle quali grava ancora una parte maggiore del lavoro di cura tra le mura domestiche. L\u2019ideale sarebbe che i dipendenti di un\u2019azienda avessero la possibilit\u00e0 di scegliere tra l\u2019orario distribuito su cinque giorni e quello distribuito su quattro.<\/p>\n<p><strong>La tendenziale riluttanza della componente femminile, per\u00f2, potrebbe essere superata se alla distribuzione su quattro giorni si accompagnasse la riduzione a 32 ore settimanali. Che \u00e8\u00a0 la seconda componente della proposta della Cgil.<br \/>\n<\/strong>Gi\u00e0. Ma in una situazione come quella italiana, caratterizzata da livelli retributivi notevolmente pi\u00f9 bassi rispetto agli altri Paesi europei maggiori, l\u2019orario normale ridotto a 32 ore settimanali, se attuato a parit\u00e0 di retribuzione oraria, porterebbe a una riduzione di un quinto anche del contenuto delle buste-paga. Non credo n\u00e9 che un\u2019operazione come questa farebbe bene all\u2019economia nazionale, n\u00e9 che essa verrebbe salutata con favore dalla maggior parte dei lavoratori interessati.<\/p>\n<p><strong>Per questo la Cgil propone che l\u2019operazione sia compiuta a parit\u00e0 di retribuzione complessiva.<br \/>\n<\/strong>La tesi della Cgil \u00e8 che questa riduzione dell\u2019estensione temporale complessiva della prestazione sarebbe compensata da un aumento della produttivit\u00e0 del lavoro: in altre parole, che il personale delle aziende sarebbe in grado di fare in 32 ore ci\u00f2 che fino a oggi ha fatto in 40.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 una tesi sostenibile?<br \/>\n<\/strong>Entro certi limiti s\u00ec. Quando, nel 1981,\u00a0 il Governo Mitterrand appena insediato in Francia ridusse l\u2019orario da 40 a 39 ore, nella maggior parte delle aziende il risultato fu che i lavoratori presero a fare in 39 ore quello che prima facevano in 40, con un corrispondente aumento della produttivit\u00e0 oraria del lavoro.\u00a0 Questo spiega anche perch\u00e9 quell\u2019esperimento, secondo i dati rilevati e pubblicati in seguito dallo stesso Governo francese, non produsse alcun apprezzabile aumento dell\u2019occupazione. Per altro verso, poich\u00e9 la legge non stabiliva se la retribuzione dovesse ridursi in proporzione o rimanere invariata, si registr\u00f2 una flessione delle retribuzioni, ma di entit\u00e0 mediamente pi\u00f9 modesta rispetto alla riduzione dell\u2019orario.<\/p>\n<p><strong>Sembrerebbe dunque che la cosa si possa fare anche con una legge o un contratto collettivo che prevedano la riduzione dell\u2019orario a parit\u00e0 di retribuzione complessiva.<br \/>\n<\/strong>In Francia nell\u2019\u201881, per\u00f2, la riduzione autoritativa generalizzata fu soltanto di un\u2019ora rispetto alle 40 dell\u2019orario normale precedente: dunque una riduzione del 2,5 per cento. Quello che la Cgil sarda propone, invece, \u00e8 una riduzione di 8 ore: dunque del 20 per cento. Mentre \u00e8 facile comprendere come possa essere compensata da una modesta intensificazione del lavoro una riduzione dell\u2019orario pari a un quarantesimo, \u00e8 assai difficile pensare che lo stesso possa avvenire per una riduzione dell\u2019orario pari a un quinto.<\/p>\n<p><strong>Che conclusione se ne deve trarre, a suo modo di vedere?<br \/>\n<\/strong>Che una riduzione di un quinto dell\u2019estensione temporale della prestazione lavorativa, salvo eccezioni, determiner\u00e0 una riduzione della produzione <em>pro capite<\/em>. Probabilmente di entit\u00e0 proporzionalmente inferiore, ma pur sempre una riduzione. Se dunque la legge o il contratto collettivo che la disporranno prevederanno che essa avvenga a parit\u00e0 di retribuzione complessiva, questo comporter\u00e0 un aumento non solo del costo orario del lavoro, ma anche del suo costo per unit\u00e0 di prodotto.<\/p>\n<p><strong>Sta dicendo che dunque la cosa non si pu\u00f2 fare?<br \/>\n<\/strong>Non sto dicendo questo. Farla per legge, mi sembra sicuramente inopportuno: le controindicazioni sarebbero moltissime. Il discorso sul farlo mediante la contrattazione collettiva \u00e8 diverso, perch\u00e9 il contratto \u00e8 uno strumento molto pi\u00f9 flessibile della legge, pi\u00f9 adattabile alle esigenze di ciascun settore e di ciascuna struttura aziendale. Vedrei pi\u00f9 favorevolmente, per\u00f2, una contrattazione collettiva che delineasse diversi modelli di organizzazione del tempo di lavoro, lasciando a imprese e lavoratori di scegliere quello che meglio corrisponde alle esigenze caso per caso. Con l\u2019avvertenza, comunque, che \u201cnon esistono i pasti gratis\u201d.<\/p>\n<p><strong>Che cosa intende dire?<br \/>\n<\/strong>Intendo dire che mediante la contrattazione collettiva il sindacato pu\u00f2 perseguire un aumento delle retribuzioni sotto forma di aumento dei minimi tabellari, oppure sotto forma di una riduzione dell\u2019orario a parit\u00e0 di retribuzione; ma difficilmente pu\u00f2 perseguire le due cose insieme. In ogni caso, la contrattazione collettiva deve puntare a un aumento della produttivit\u00e0 del lavoro, perch\u00e9 finch\u00e9 questa ristagna \u2013 come sta accadendo in Italia da un quarto di secolo \u2013 ristagneranno anche i livelli retributivi.<\/p>\n<p><strong>Che cosa pu\u00f2 fare la contrattazione collettiva per far aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro?<br \/>\n<\/strong>Non molto al livello nazionale. \u00c8 al livello aziendale che pu\u00f2 fare molto. \u00c8 in ciascuna azienda che il sindacato deve saper guidare i lavoratori nella valutazione del piano industriale proposto dall\u2019imprenditore e, se la valutazione \u00e8 positiva, nella scommessa comune con l\u2019imprenditore su di esso.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea della distribuzione dell&#8217;orario settimanale su quattro giorni va sperimentata, ma come opzione a disposizione dell&#8217;impresa e di chi pu\u00f2 esservi interessato; non come modello di organizzazione imposto inderogabilmente . Intervista a cura di Giuseppe Centore, pubblicata su la Nuova Sardegna il 5 febbraio 2023 &#8211; In argomento v. anche il mio articolo del 18 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,9],"tags":[],"class_list":["post-62290","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62290"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62290\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}