
{"id":62295,"date":"2023-02-04T10:58:06","date_gmt":"2023-02-04T09:58:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62295"},"modified":"2023-02-05T22:45:12","modified_gmt":"2023-02-05T21:45:12","slug":"alla-ricerca-del-centrosinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62295","title":{"rendered":"ALLA RICERCA DEL CENTROSINISTRA"},"content":{"rendered":"<h4><span class=\"s1\" style=\"color: #993300;\">In una democrazia competitiva, dove \u00e8 il Governo la posta in gioco alle elezioni, la presenza di un soggetto politico a vocazione maggioritaria non \u00e8 un\u2019opzione tra le altre (come in troppi pensano oggi in seno al PD): \u00e8 una precondizione sia per vincere le elezioni, sia per affrontare la prova del governo<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nSintesi dell\u2019intervento pronunciato a Orvieto, Assemblea nazionale di Libert\u00e0 Eguale, 15 gennaio 2023 &#8211; Della stessa Assemblea v. anche <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62179\">la relazione introduttiva di Giorgio Tonini<\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_52645\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-52645\" class=\"size-medium wp-image-52645\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Enrico-Morando-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-52645\" class=\"wp-caption-text\">Enrico Morando<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Sono molto grato a Giorgio Tonini. <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62179\">La sua relazione<\/a> indica con chiarezza un posizionamento politico-culturale dei riformisti di centrosinistra \u201cutile\u201c nella fase che si \u00e8 aperta con la sconfitta del settembre scorso.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u201cUtile\u201d per tre decisivi scopi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In primo luogo, ad attrezzare l\u2019opposizione ad un Governo -quello di Meloni-che nutre grandi ambizioni sulla possibilit\u00e0 di dar vita in Italia -con un robusto fondamento europeo- ad un lungo ciclo di governo della destra conservatrice. Qualsiasi sottovalutazione di questo disegno di Meloni -come hanno sottolineato Ranieri e Minopoli- ci costerebbe assai caro: utilizzando a suo vantaggio la collocazione all\u2019opposizione della CDU -la formazione asse del partito popolare europeo-, Meloni pu\u00f2 realisticamente aspirare a mettere in crisi il sistema di governo dell\u2019Unione, da anni fondato sulla cooperazione tra socialisti e popolari, emarginando i primi e attraendo i secondi verso un rapporto privilegiato con la destra conservatrice. Per questa via, il Governo italiano uscirebbe dallo stato di \u201canomalia\u201c in cui si trova e costituirebbe in qualche misura un modello di riferimento per l\u2019assetto politico del continente. Operazione molto difficile, date le posizioni ultranazionaliste sostenute da sempre da Meloni e mai motivatamente abbandonate? Certamente. Meloni dovrebbe realizzare un\u2019esplicita conversione della cultura politica sua e del suo partito. Ma non \u00e8 un\u2019operazione impossibile. Specie se il centrosinistra le facesse la grazia di continuare ad attribuirle disegni autoritari e nostalgie fasciste.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In secondo luogo, \u201cutile\u201c a ricomporre -nelle mutate condizioni, che hanno portato alla nascita di una federazione di forze di orientamento liberaldemocratico, tramite scissione del PD-, l\u2019unit\u00e0 riformista. L\u2019avevamo realizzata, con la nascita del PD. Ma questa enorme novit\u00e0 -forse a causa della storica debolezza del riformismo italiano- l\u2019abbiamo presto dispersa\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Infine, \u201cutile\u201c a ridefinire i termini fondamentali di un progetto che- al termine di cinque anni di opposizione- possa essere presentato al Paese, per ottenerne il consenso necessario a dare corpo ad un ciclo di governo riformista.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Grazie a questa relazione, io posso ora limitarmi ad alcune puntualizzazioni, senza l\u2019obbligo di tornare sul quadro generale di contesto.<\/span><span class=\"s1\"><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">1- La prima riguarda la presunta debolezza dell\u2019ideologia democratica, come forza di mobilitazione politica, sociale e ideale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>Lo scontro che si \u00e8 aperto sul Manifesto dei valori del PD ha questo significato: una delle <\/span><span class=\"s1\">tradizioni\/culture politiche del riformismo di centrosinistra -evidentemente non pi\u00f9 consapevole della sua \u201cinsufficienza\u201c-, pretende di affermare la sua \u201csuperiorit\u00e0\u201d e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>chiede di riconoscerla addirittura nella Carta fondamentale del PD. Questo tentativo ha suscitato una reazione forte, che ha ottenuto un risultato importante: il Manifesto dei valori adottato dal PD subito dopo la sua nascita rester\u00e0 in vigore. Si \u00e8 per\u00f2 operata una giustapposizione tra il Manifesto dei valori vigente e quello \u201cnuovo\u201c che d\u00e0 il segno della confusione e dell\u2019ambiguit\u00e0. Un\u2019incertezza che dovr\u00e0 essere superata dall\u2019Assemblea che nascer\u00e0 dal Congresso del PD in corso: sar\u00e0 bene che chi vuole cambiare il Manifesto lo scriva chiaramente nella sua mozione congressuale, acquisendo per questa via la legittimazione che mancava all\u2019Assemblea del PD giunta a fine mandato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Perch\u00e9 Libert\u00e0eguale, che non \u00e8 una corrente del PD, si \u00e8 attivamente occupata del Manifesto del PD stesso? Perch\u00e9 se fosse passata la linea proposta in un primo tempo da Letta e Speranza, sarebbero venute meno le condizioni di base per lavorare alla ricomposizione dell\u2019unit\u00e0 riformista, uno degli obiettivi essenziali -da sempre- di Libert\u00e0eguale. Ma c\u2019\u00e8 una seconda, pi\u00f9 importante domanda cui voglio rispondere: perch\u00e9 la reazione a questo tentativo di stravolgimento del Manifesto ha potuto avere un relativo successo? Petruccioli e Piras, coi loro interventi, hanno fornito una risposta convincente: perch\u00e9 l\u2019ideologia democratica, in quanto aperta alla conquista di sempre nuovi orizzonti, e in sempre nuovi contesti, manifesta nei fatti una straordinaria potenza e capacit\u00e0 di mobilitazione ideale, politica e sociale. Muove le menti, i cuori, gli interessi. Ecco il significato del trasformarsi dell\u2019aggettivo \u201cdemocratico\u201d in sostantivo, di cui ci ha parlato Tonini.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Non sono solo i giovani di Hong Kong, le ragazze iraniane, le donne afghane, a confermarcelo. C\u2019\u00e8 il contributo della resistenza ucraina: ci sono effettivamente valori non negoziabili -la libert\u00e0 individuale e la possibilit\u00e0 di auto determinazione-, che sono ritornati in forse, sotto l\u2019urto potente delle autocrazie, che considerano questi dei \u201cdisvalori\u201c, perch\u00e9 minacciano -con l\u2019esempio di successo che la loro stessa esistenza fornisce, e non con le armi- questi regimi autocratici, che coltivano insieme esigenze di autoconservazione e disegni neoimperiali.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Di qui l\u2019esigenza di una grande battaglia politico-culturale per sconfiggere l\u2019idea che \u201cs\u00ec, va bene, dobbiamo essere solidali con l\u2019Ucraina. Ma lo facciamo per buon cuore, perch\u00e9 -al fondo- la loro resistenza, la vittoria o la sconfitta, non ci riguardano\u201d. E invece no. Per una ragione evidente, ma troppo a lungo ignorata: l\u2019ordine internazionale, quello del contesto globale in cui viviamo, con le sue regole e le sue istituzioni, ci riguarda o no? La risposta \u00e8 ovvia: s\u00ec, ci riguarda. Ma l\u2019ordine internazionale dentro cui abbiamo potuto prosperare \u00e8 fondato -cambiato quello che c\u2019\u00e8 da cambiare-, sugli stessi valori, regole e istituzioni democratici che sono alla base delle nostre societ\u00e1. La Russia di Putin li considera disvalori e, aggredendo l\u2019Ucraina che intende abbracciarli, minaccia di travolgere quell\u2019ordine internazionale cui siamo vitalmente legati. Ecco perch\u00e9 la resistenza Ucraina ci riguarda direttamente: quando armiamo gli ucraini, consentendo loro di difendersi, difendiamo noi stessi. E deve essere chiaro che non c\u2019\u00e8 alleanza politica, calcolo elettorale, intesa di governo che possa spingerci ad un giudizio diverso, ad una scelta di disimpegno: i riformisti di centrosinistra -stando in un unico partito o, come purtroppo accade ora, in pi\u00f9 partiti-, debbono garantire oggi, dall\u2019opposizione, che il futuro governo di centrosinistra non avr\u00e0 alcuna incertezza. Il voto in Parlamento di qualche giorno fa, sull\u2019invio di nuove armi all\u2019Ucraina, da un lato conforta: l\u2019unit\u00e0 riformista ha retto. Dall\u2019altro, mostra l\u2019insidia cui siamo esposti: se si afferma la priorit\u00e0 delle alleanze politiche, non si forniscono ai cittadini italiani le garanzie elementari necessarie sulla collocazione internazionale del Paese.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">2- Vengo cos\u00ec a una seconda annotazione, che ha sempre a che fare con la democrazia, perch\u00e9 riguarda i rapporti tra i partiti politici (la Politica) e i cittadini. Il tema \u00e8 quello della partecipazione. In altri termini, quello della qualit\u00e0 della politica.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Uno studio di qualche anno fa di Eurobarometro ha preso in esame le promesse -o, se volete, gli impegni programmatici- dei partiti e le misure concrete adottate dai governi dopo le elezioni, in 12 Paesi europei negli ultimi 20 anni. Il risultato fu sorprendente: gli impegni programmatici venivano mantenuti, nella media dei 12 paesi, al 60%. In testa alla graduatoria, con il massimo livello di coerenza, il Regno Unito, con il 90%.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>A seguire, la Svezia, il Portogallo; poi la Spagna, fino alla Germania col 62%. Col 45%, veniva l\u2019Italia. Come vedete, una media di coerenza tra programmi e realizzazioni molto alta, anche se variabile da Paese a Paese. Questa stessa ricerca, ripetuta in Italia per gli ultimi cinque-sei anni, darebbe risultati imbarazzanti: \u00e8 dal 2018, ininterrottamente, che presentiamo come un grande merito dei partiti che vincono le elezioni quello di fare esattamente il contrario di quello che hanno promesso in campagna elettorale. Prendiamo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>Meloni. No, non<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>Meloni automobilista alla pompa di benzina\u2026 E nemmeno quella sulla ratifica del MES\u2026 Sarebbe troppo facile. Prendiamola sulla definizione dell\u2019Unione Europea. Da molti anni, un \u201cfondamentale\u201d per chi voglia fare politica in Italia. Nel marzo del 2019, alla Convenzione dei conservatori americani, Meloni afferma stentorea:\u201d L\u2019Unione europea \u00e8 un\u2019entit\u00e0 non democratica imposta alle nazioni europee da elite globali nichiliste guidate dalla finanza internazionale\u201c. Non vorrei essere equivocato: so che \u00e8 un bene &#8211; per l\u2019Italia &#8211; che Meloni non segua, nell\u2019azione di governo, questo indirizzo. Ben venga, dunque, la polemica contro il governo di Scholz che propugna la reazione \u201cnazionale\u201d alla politica industriale di Biden. Tuttavia, mi chiedo: veramente c\u2019\u00e8 qualcuno che pensa che la scelta &#8211; da parte di chi ha gonfiato il proprio consenso con queste posizioni -, di agire, dal Governo, rovesciandole nel proprio contrario, non logori in radice il filo che lega i cittadini elettori al partito che hanno votato, e al sistema dei partiti nel loro complesso?<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_45578\" style=\"width: 224px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Michele_Salvati-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45578\" class=\"wp-image-45578 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Michele_Salvati-2-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Michele_Salvati-2.jpg 214w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Michele_Salvati-2-107x150.jpg 107w\" sizes=\"auto, (max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-45578\" class=\"wp-caption-text\">Michele Salvati<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Perch\u00e9 \u00e8 importante riflettere seriamente su questa questione? Perch\u00e9 ora abbiamo di fronte un lungo periodo di opposizione. Se lo affrontiamo nell\u2019ottica opportunistica ben descritta da Salvati e Dilmore nel loro recente articolo sul Foglio, per cui ora promettiamo la qualunque -a partire niente di meno che dal \u201csuperamento del capitalismo\u201d e dal \u201cnuovo modello di sviluppo\u201d-, sapendo che domani, dal Governo, \u201cfaremo quello che potremo\u201c, magari nascondendoci dietro \u201cgli alleati che non vogliono\u201c e \u201cl\u2019Europa che non ci lascia\u201c, daremo un ulteriore colpo alla residua fiducia dei cittadini nella politica democratica. Dunque, ambizione al cambiamento elevata e ferrea determinazione nel garantire un robusto ancoraggio alla realt\u00e0. Silvio Mantovani, nel suo intervento, ci ha detto che -in fin dei conti- dobbiamo \u201cringraziare\u201c il COVID se abbiamo potuto giungere, col Next generation EU, ad un embrione di politica fiscale dell\u2019Unione. \u00c8 vero. Ma \u00e8 almeno altrettanto vero che -ben prima del COVID- c\u2019\u00e8 stato un intenso lavoro politico-culturale -e una battaglia politica dura-, sul tema della capacit\u00e0 fiscale dell\u2019Unione. Senza quella battaglia, non ci saremmo trovati pronti\u2026 E non \u00e8 finita: c\u2019\u00e8 un ritorno di fiamma dei \u201cfrugali\u201c, pronti ad utilizzare qualsiasi incertezza italiana nell\u2019uso del Next generation EU. C\u2019\u00e8 l\u2019indebolimento politico di Macron. C\u2019\u00e8 un Patto di stabilit\u00e0 da ridefinire\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">3-Vengo ora a qualche osservazione sulla sostanza del confronto interno al centrosinistra in Italia, in Europa e nel mondo occidentale. In queste settimane affrontiamo questo tema con riferimento al Congresso del PD, ma vorrei rassicurare chi ancora nutrisse dei dubbi: Libert\u00e0eguale \u00e8 un\u2019associazione di cultura politica riformista -ispirata alla tradizione liberaldemocratica, liberalsocialista e cristiano democratica- che lavora per l\u2019unit\u00e0 riformista e per questo non \u00e8 stata, non \u00e8 e non sar\u00e0 mai una corrente di partito. Libert\u00e0eguale \u00e8 una protagonista \u201cdi parte\u201d nel confronto tra le due posizioni che si battono per la leadership in tutti i partiti di centrosinistra a vocazione maggioritaria d\u2019Europa e del mondo. Salvati e Dilmore le hanno descritte in modo sintetico e convincente. Secondo le posizioni della sinistra che chiamer\u00f2 \u201cmodernamente massimalista\u201d, la sinistra pu\u00f2 tornare a vincere se punta tutto sulla seguente triade: redistribuzione; investimenti nella green economy ; politica industriale, anche e soprattutto nel senso dello Stato imprenditore. Il resto (la crescita, ecc.) seguir\u00e0, un po\u2019 come l\u2019intendenza napoleonica. C\u2019\u00e8 poi la \u201cnostra\u201c posizione: la sinistra vince quando riesce a coniugare in modo coerente, nel suo programma fondamentale, crescita economica, transizione ambientale e riduzione delle disuguaglianze, facendo in modo che ogni sua scelta tenga in equilibrio queste tre componenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Perch\u00e9 il confronto -e, quando \u00e8 tempo, anche il conflitto- tra queste due posizioni sia produttivo, va rispettata una precondizione:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>i loro rispettivi sostenitori debbono essere consapevoli che la presenza nel partito dei sostenitori dell\u2019altra posizione \u00e8 essenziale per acquisire e mantenere vocazione maggioritaria. Una consapevolezza che \u00e8 mancata, nel caso del PD, addirittura a due segretari nazionali, che -votati da milioni di elettori del PD- non hanno poi saputo e voluto restare nel partito quando la loro posizione \u00e8 stata (o stava per essere) democraticamente messa in minoranza.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Alla consapevolezza della \u201cnecessit\u00e0\u201c della posizione avversaria, deve accompagnarsi -deve, non \u201cpu\u00f2\u201d- la chiara battaglia politica per prevalere nel \u201ccongresso\u201d, cio\u00e8 nella competizione che definisce leadership e linea politica pro tempore del partito a vocazione maggioritaria. Questa chiarezza \u00e8 a sua volta indispensabile per lo sviluppo dell\u2019iniziativa politica. Senza chiarezza, il partito a vocazione maggioritaria si condanna alla paralisi, come dimostra il caso del PD sul tema giustizia. Nel lontano 1999, il centrosinistra ha partecipato attivamente alla riscrittura dell\u2019articolo 111 della Costituzione, per introdurre il \u201cgiusto processo\u201d. Per la sua effettiva attuazione, \u00e8 opinione diffusa anche nel centrosinistra che sia indispensabile la separazione delle carriere di magistrati requirenti e magistrati giudicanti. Il governo di destra-centro ha un Ministro della Giustizia che sostiene questa soluzione. Una decisione a maggioranza nel Congresso del maggiore partito del centrosinistra su questo nodo pu\u00f2 consentire a larga parte dell\u2019opposizione di prendere l\u2019iniziativa e sfidare la maggioranza. Se si continua a traccheggiare, ci si condanna alla paralisi. Oppure, peggio, alla sostanziale subalternit\u00e0 o al giustizialismo del M5S e della sinistra populista, o all\u2019idea della \u201crivincita\u201d della politica sulla magistratura, via subordinazione della seconda alla prima. Un modo sicuro per apparire completamente inutili a quei cittadini che si trovano a fare i conti con i limiti e le storture del sistema Giustizia in Italia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">4- Infine, qualche osservazione sugli errori politici che spiegano la sconfitta\u2026 Li ho riassunti, in ultimo, richiamando le tre posizioni assunte dal PD in campagna elettorale: l\u2019alleanza \u00e8 elettorale, non programmatica; non abbiamo un candidato Presidente del Consiglio; il voto al PD \u00e9 utile per impedire che il destra-centro prenda i due terzi dei seggi. \u00c8 stato facile dimostrare che queste tre posizioni contraddicono in radice i punti cardine della Carta fondamentale del PD: partito perno del governo; partito che assume e democratizza la personalizzazione della politica; partito del \u201cper\u201c prima che del \u201ccontro\u201c. Non insisto: \u00e8 troppo palese il contrasto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La domanda che dobbiamo porci \u00e8 la seguente: perch\u00e9 si \u00e8 giunti a tanto?<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Per l\u2019essenziale, perch\u00e9 nel corso dell\u2019ultima legislatura -dopo la sconfitta politica del referendum del 2016-, si \u00e8 pensato (nel centrosinistra tutto),gli uni che non fosse possibile, gli altri che non fosse necessario un partito a vocazione maggioritaria, perno di una<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>pi\u00f9 ampia coalizione, cui conferisce credibilit\u00e0 e capacit\u00e0 espansiva.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">S\u00ec, si ripetevano le parole \u201cvocazione maggioritaria\u201c, ma si proponeva l\u2019alleanza \u201cstrategica\u201c col M5S, sotto la leadership del \u201cpunto di riferimento fortissimo del progressismo\u201c e si teorizzava apertamente la divisione del lavoro, nel centro-sinistra (col trattino, mi raccomando). Si rispolveravano addirittura le famose tre gambe: faccia Renzi un partito liberal-democratico di centro\u2026,a rappresentare la sinistra pensiamo noi, il resto lo porter\u00e0 Conte col suo \u201cnuovo\u201d Movimento cinque stelle.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_45991\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Giorgio-Tonini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-45991\" class=\"size-medium wp-image-45991\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Giorgio-Tonini-300x179.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Giorgio-Tonini-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Giorgio-Tonini-150x90.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Giorgio-Tonini.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-45991\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio Tonini<\/p><\/div>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Non poteva funzionare, e non ha funzionato. Il fatto \u00e8 che in una democrazia competitiva &#8211; dove \u00e8 il Governo la posta in gioco alle elezioni &#8211; la presenza di un soggetto politico a vocazione maggioritaria non \u00e8 un\u2019opzione tra le altre. \u00c8 una precondizione, sia per vincere le elezioni, sia per affrontare la prova del governo. Politologia a buon mercato? Prendete il caso della coalizione che ha stravinto il 25 settembre scorso. Tonini nella relazione ce lo ha ripetuto e mostrato con i numeri: non abbiamo perso da uno schieramento a forte capacit\u00e0 espansiva. Abbiamo perso perch\u00e9 nel destra-centro c\u2019\u00e8 stato un partito a vocazione maggioritaria &#8211; diverso da quelli che in passato hanno svolto questa stessa funzione -, il cui leader ha incarnato di fronte agli elettori la proposta di governo. L\u2019ha resa credibile, \u201cpositiva\u201c, addirittura rassicurante. In assenza della capacit\u00e0 espansiva della coalizione, \u00e8 stata la capacit\u00e0 espansiva di Meloni e Fratelli d\u2019Italia a creare le condizioni per la vittoria. Le tre scelte che ho richiamato all\u2019inizio di quest\u2019ultimo paragrafo dimostrano che, contemporaneamente, il centrosinistra tornava a coltivare l\u2019idea della divisione del lavoro dentro una coalizione priva di un collante che non fosse la contrariet\u00e0 alla destra. Dobbiamo essere consapevoli che il venir meno dell\u2019unit\u00e0 dei riformisti ha favorito questo esito\u2026 C\u2019\u00e8 tanto lavoro da fare, per noi di Libert\u00e0eguale.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una democrazia competitiva, dove \u00e8 il Governo la posta in gioco alle elezioni, la presenza di un soggetto politico a vocazione maggioritaria non \u00e8 un\u2019opzione tra le altre (come in troppi pensano oggi in seno al PD): \u00e8 una precondizione sia per vincere le elezioni, sia per affrontare la prova del governo . 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