
{"id":62325,"date":"2023-02-15T22:39:29","date_gmt":"2023-02-15T21:39:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62325"},"modified":"2023-02-15T22:39:29","modified_gmt":"2023-02-15T21:39:29","slug":"lambivalenza-del-pd-sul-jobs-act","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62325","title":{"rendered":"L\u2019AMBIVALENZA DEL PD SUL JOBS ACT"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Mentre sul terreno della politica internazionale la convergenza tra le diverse anime del Pd \u00e8 solida e senza zone d&#8217;ombra, sulla politica del lavoro la convergenza \u00e8 solo apparente, con una difficolt\u00e0 grave di discussione aperta sulla riforma dei licenziamenti 2012-2015<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nEditoriale pubblicato il 12 febbraio 2023 sulla<\/em> Gazzetta di Parma <em>&#8211; In argomento v. anche<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61430\">Un partito e due anime che non si parlano<\/a>\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il congresso del Partito Democratico si avvia al momento culminante dell\u2019elezione del nuovo Segretario generale, prevista per domenica prossima. I quattro candidati hanno chiarito le rispettive posizioni su tutte le questioni principali all\u2019ordine del giorno, smussando le divergenze non soltanto \u2013 come era scontato \u2013 sul terreno della politica internazionale (forte impegno nel processo di integrazione UE, collocazione dell\u2019Italia nell\u2019alleanza atlantica, sostegno all\u2019Ucraina contro l\u2019aggressione russa), ma anche sul terreno paradossalmente assai pi\u00f9 accidentato della politica del lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Jobs-Act.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-46153\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Jobs-Act.jpg\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Jobs-Act.jpg 276w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/Jobs-Act-150x99.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 276px) 100vw, 276px\" \/><\/a>Mentre, per\u00f2, sul tema della collocazione dell\u2019Italia nel contesto geo-politico globale la convergenza interna tra le diverse componenti del PD \u2013 a parte qualche sbandata occasionale \u2013 appare molto credibile e solida (merito non secondario del segretario uscente Enrico Letta), non altrettanto pu\u00f2 dirsi in riferimento alla politica del lavoro. Qui si \u00e8 assistito, in occasione della visita del candidato Stefano Bonaccini allo stabilimento Fiat di Torino, a una sorta di suo transitorio allineamento con Elly Schlein e Gianni Cuperlo sulla presa di distanza dal Jobs Act renziano, che andrebbe \u201csuperato\u201d; ma si \u00e8 trattato di una presa di posizione subito ridimensionata per il fatto di non essere neppure menzionata nella mozione congressuale dello stesso Bonaccini. Essa \u00e8 stata poi esplicitamente contraddetta da gran parte dei sostenitori del candidato emiliano (dai \u201claburisti\u201d di Marco Bentivogli e Giorgio Gori all\u2019Associazione Libert\u00e0Eguale presieduta da Enrico Morando, Stefano Ceccanti e Giorgio Tonini). Qualche cosa di analogo era accaduto con la presa di posizione analoga \u2013 e analogamente imprecisa e fumosa \u2013 del segretario \u00a0Enrico Letta durante la campagna elettorale per le politiche di settembre.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che il Jobs Act \u00e8 composto di otto decreti delegati emanati nel 2015 su materie che vanno dagli ammortizzatori sociali alla disciplina dei licenziamenti e delle dimissioni, dai servizi di collocamento e formazione a quelli di ispezione, dalla disciplina del contratto a termine a quella del part-time, dall\u2019apprendistato alla somministrazione di lavoro, dai controlli a distanza al lavoro dei disabili. Gi\u00e0 sarebbe un contributo alla chiarezza se chi auspica di \u201csuperamento del Jobs Act\u201d dicesse esplicitamente che si riferisce esclusivamente alla sua parte riferita ai licenziamenti, cio\u00e8 al decreto legislativo n. 23 del 2015, e non a tutte le altre. Ma l\u2019esponente politico che prendesse una posizione precisa in questo senso dovrebbe anche spiegare come intenderebbe ridisciplinare la materia.<\/p>\n<p>In materia di licenziamenti il contenuto originario del Jobs Act consisteva nell\u2019armonizzazione dell\u2019ordinamento italiano rispetto a quello degli altri Paesi europei, e in particolare a quello spagnolo, che prevede, per il caso di licenziamento non adeguatamente motivato, l\u2019indennizzo della persona interessata fino al limite massimo di 24 mensilit\u00e0: esattamente quello che \u00e8 stato introdotto in Italia nel 2015. Poi da noi, nel 2018, il \u201cdecreto dignit\u00e0\u201d ha aumentato il limite dell\u2019indennizzo a 36 mensilit\u00e0; l\u2019Italia torna cos\u00ec ad avere il primato europeo per quel che riguarda l\u2019indennizzo per il licenziamento ritenuto dal giudice ingiustificato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Contenzioso-lavoro-2012-21-grafico-e1657016657281.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-61562\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Contenzioso-lavoro-2012-21-grafico-300x202.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" \/><\/a>L\u2019allineamento del diritto del lavoro italiano a quello di tutti gli altri Paesi dell\u2019UE era stato graduale incominciando con la legge Fornero del 2012. Non ne \u00e8 comunque conseguito alcun aumento dei licenziamenti apprezzabile: come mostrano i dati forniti periodicamente dall\u2019Inps, la probabilit\u00e0 di essere licenziati, per i dipendenti delle imprese con pi\u00f9 di 15 dipendenti, non ha subito variazioni rilevanti n\u00e9 in corrispondenza con la legge Fornero, n\u00e9 in corrispondenza col Jobs Act. \u00c8 invece cessata un\u2019altra grave anomalia italiana: il tasso elevatissimo del contenzioso giudiziale in materia di licenziamenti, oltre che di contratti a termine: il quale dal 2012 al 2018 si \u00e8 pi\u00f9 che dimezzato. La sola categoria seriamente danneggiata da questa riforma, a ben vedere, \u00e8 quella degli avvocati.<\/p>\n<p>A dire il vero, anche i magistrati del lavoro, oltre che gli avvocati, hanno digerito male la riforma dei licenziamenti. Essi hanno percepito una riduzione del proprio ruolo, corrispondente alla drastica contrazione del contenzioso giudiziale in questa materia e in quella dei contratti a termine. Ma la situazione precedente era caratterizzata da una grave ipertrofia del contenzioso giudiziale rispetto a tutti gli altri Paesi su questa materia, e soprattutto quella dei contratti a termine: una vera e propria malattia, dalla quale il sistema-Italia ora pu\u00f2 dirsi, se non guarito, almeno in via di guarigione.<\/p>\n<p>La Corte costituzionale ha apportato alcuni ritocchi alla nuova disciplina dei licenziamenti dettata dalla legge Fornero del 2012 e dal Jobs Act. Il dato pi\u00f9 significativo \u00e8, per\u00f2, che la Corte ne ha confermato l\u2019impianto fondamentale: cio\u00e8 il passaggio dalla sanzione della reintegrazione del lavoratore, che genera un regime di sostanziale\u00a0<em>job property<\/em>, alla sanzione indennitaria, come in tutti gli altri Paesi del mondo. Questo \u00e8 il passaggio che la sinistra-sinistra, in Italia, non ha ancora digerito. Ma \u00e8 un passaggio da cui non \u00e8 pensabile che l\u2019Italia torni indietro.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre sul terreno della politica internazionale la convergenza tra le diverse anime del Pd \u00e8 solida e senza zone d&#8217;ombra, sulla politica del lavoro la convergenza \u00e8 solo apparente, con una difficolt\u00e0 grave di discussione aperta sulla riforma dei licenziamenti 2012-2015 . 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