
{"id":62329,"date":"2023-02-17T18:43:19","date_gmt":"2023-02-17T17:43:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62329"},"modified":"2023-02-17T18:43:19","modified_gmt":"2023-02-17T17:43:19","slug":"il-grido-di-dolore-di-emma-ruzon-e-il-dibattito-sul-merito-nella-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62329","title":{"rendered":"IL GRIDO DI DOLORE DI EMMA RUZON E IL DIBATTITO SUL MERITO NELLA SCUOLA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Un\u2019espansione dell\u2019istruzione terziaria pi\u00f9 attenta al merito avrebbe consentito, nel Regno Unito, di ammettervi un numero maggiore di studenti con capacit\u00e0 cognitive almeno pari a quelle di chi li aveva preceduti, senza mettere a repentaglio l&#8217;acquisizione da parte loro delle competenze necessarie una volta entrati nel mondo del lavoro<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nArticolo di <span class=\"writer\">Andrea Ichino (professore di economia dell&#8217;Istituto Universitario Europeo di Firenze), Aldo Rustichini (professore di economia dell&#8217;Universit\u00e0 del Minnesota) e Giulio Zanella (professore di Economia dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna<\/span><\/em><em><span class=\"writer\">)<\/span>, pubblicato sul sito<\/em> corriere.it <em>il<\/em> <em>17 febbraio 2023 &#8211; In argomento v. anche il mio intervento al seminario organizzato da ADI-Associazione Docenti e Dirigenti Scolastici Italiani, <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62168\">Perch\u00e9 la valutazione del merito dell&#8217;insegnante e dell&#8217;allievo \u00e8 necessaria<\/a><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_62334\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Giulio-Zanella.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-62334\" class=\"size-medium wp-image-62334\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Giulio-Zanella-300x163.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Giulio-Zanella-300x163.png 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Giulio-Zanella-150x82.png 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Giulio-Zanella.png 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-62334\" class=\"wp-caption-text\">Giulio Zanella<\/p><\/div>\n<p>Al grido di dolore della studentessa padovana <a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/cronaca\/appello-emma-ruzzon-gli-studenti-basta-competizione-siamo-stanchi-piangere-nostri-coetanei\/4e6670e4-ac87-11ed-90fc-0a28becedb3f\">Emma Ruzzon<\/a>, che segnala la pressione alla quale sono sottoposti gli studenti universitari, si contrappone il grido di dolore di chi dovr\u00e0 servirsi di quegli studenti, una volta che saranno diventati professori, medici, ingegneri, architetti, avvocati e cos\u00ec via, se dovessimo rendere pi\u00f9 facile il conseguimento di una laurea. Aumentare il numero dei laureati consentendo un facile superamento degli esami, a cominciare da quello di ammissione, non \u00e8 privo di conseguenze. Lo dicono i dati del Regno Unito che abbiamo analizzato in <a href=\"http:\/\/www.andreaichino.it\/wp-content\/uploads\/IRZ_Sorting.pdf\">un nostro studio recente<\/a>. \u00c8 ragionevole pensare che, se dati simili fossero accessibili per l\u2019Italia, direbbero la stessa cosa.<\/p>\n<div id=\"attachment_55163\" style=\"width: 277px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Aldo-Rustichini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-55163\" class=\"size-full wp-image-55163\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Aldo-Rustichini.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Aldo-Rustichini.jpg 267w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Aldo-Rustichini-150x100.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-55163\" class=\"wp-caption-text\">Aldo Rustichini<\/p><\/div>\n<p>Tra il 1960 e il 2020, la frazione di laureati tra le persone in et\u00e0 compresa tra i 17 e i 30 anni \u00e8 aumentata dal 5% al 53% oltre la Manica. Nello stesso periodo, le capacit\u00e0 cognitive di questi laureati sono diminuite: quelli delle ultime coorti hanno un\u2019intelligenza inferiore rispetto a quelli delle prime coorti, in una misura pari al 13% della normale variazione di intelligenza nella popolazione (scarto quadratico medio). Ci\u00f2 significa che l\u2019espansione del numero di laureati \u00e8 stata realizzata conferendo il titolo di studio universitario a persone progressivamente meno intelligenti. Consideriamo per esempio un medico laureato negli anni \u201960 e uno degli anni 2000, entrambi osservati agli inizi delle loro rispettive carriere.\u00a0 Questi dati suggeriscono che il laureato pi\u00f9 recente sia probabilmente meno bravo a curare i suoi pazienti. Per essere ugualmente bravo, i suoi docenti e lui stesso avrebbero dovuto fare molta pi\u00f9 fatica per completare la sua preparazione. Questo perch\u00e9 non \u00e8 vero che chiunque, indipendentemente dalle sue capacit\u00e0 cognitive, possa diventare un bravo medico grazie a un colpo di bacchetta magica.<\/p>\n<div id=\"attachment_58950\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Ichino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-58950\" class=\"size-medium wp-image-58950\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Ichino-300x172.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Ichino-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Ichino-150x86.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Ichino.jpg 314w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-58950\" class=\"wp-caption-text\">Andrea Ichino<\/p><\/div>\n<p>L\u2019espansione del numero di laureati nel Regno Unito, ci offre un\u2019altra lezione interessante. L\u2019obbiettivo, pienamente condivisibile, era di raggiungere \u201cle riserve di abilit\u00e0 inutilizzata nelle fasce pi\u00f9 povere della popolazione\u201d. Cos\u00ec scriveva Lionel Robbins nel rapporto che il governo gli aveva chiesto e che gett\u00f2 le basi di quella espansione. Purtroppo, non \u00e8 andata cos\u00ec. La scarsa attenzione per una selezione basata sul merito ha fatto s\u00ec che i nuovi studenti universitari venissero dalle famiglie pi\u00f9 abbienti, indipendentemente dalle loro capacit\u00e0 cognitive. Il contrario, quindi, di quello che Robbins auspicava.<\/p>\n<p>Il nostro studio mostra che un\u2019espansione dell\u2019istruzione terziaria pi\u00f9 attenta al merito avrebbe consentito, nel Regno Unito, di ammettere nelle universit\u00e0 un numero maggiore di studenti con capacit\u00e0 cognitive almeno pari a quelle di chi li aveva preceduti. Quindi, senza mettere a repentaglio la qualit\u00e0 dei servizi da loro offerti, una volta entrati nel mondo del lavoro. Doveroso quindi prestare attenzione all\u2019appello di Emma Ruzzon e sostenere gli studenti universitari nel loro percorso, ma senza dimenticare quello che l\u2019esperienza del Regno Unito ci insegna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Andrea Ichino, European University Institute<\/p>\n<p>Aldo Rustichini, Minnesota University<\/p>\n<p>Giulio Zanella, Universit\u00e0 di Bologna<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019espansione dell\u2019istruzione terziaria pi\u00f9 attenta al merito avrebbe consentito, nel Regno Unito, di ammettervi un numero maggiore di studenti con capacit\u00e0 cognitive almeno pari a quelle di chi li aveva preceduti, senza mettere a repentaglio l&#8217;acquisizione da parte loro delle competenze necessarie una volta entrati nel mondo del lavoro . 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