
{"id":62360,"date":"2023-02-25T10:48:21","date_gmt":"2023-02-25T09:48:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62360"},"modified":"2023-02-25T10:48:21","modified_gmt":"2023-02-25T09:48:21","slug":"il-pd-ha-bisogno-di-una-politica-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62360","title":{"rendered":"IL PD HA BISOGNO DI UNA POLITICA DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Dal 2018 il Partito Democratico \u00e8 afono su temi cruciali come quello della difficolt\u00e0 crescente delle imprese per trovare il personale, dell&#8217;arretratezza delle politiche attive del lavoro, dell&#8217;adeguamento dei salari alle differenze del costo della vita effettivo &#8211; Ma le divergenze irrisolte in seno al partito riguardano anche altre materie<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Intervista a cura di Alessandra Ricciardi, pubblicata su<\/em> Italia Oggi <em>il 23 febbraio 2023 &#8211; In argomento v. anche <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62325\">L&#8217;ambivalenza del Pd sul JKobs Act<\/a><em>: ivi il link che consente di risalire ai post precedenti sullo stesso tema<br \/>\n<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-61691\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata-150x103.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italia-Oggi-Testata.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00abSe <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Stefano Bonaccini <\/span><\/strong>sar\u00e0 eletto non potr\u00e0 continuare a eludere la frattura che c\u2019\u00e8 nel partito sul lavoro. Dico di pi\u00f9: chiunque sia il segretario che uscir\u00e0 dal voto di domenica, dovr\u00e0 condurre il Pd a ridarsi una politica del lavoro, che da cinque anni a questa parte \u00e8 mancata del tutto\u00bb. <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Pietro Ichino<\/span><\/strong>, giuslavorista dell\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano, tra i fondatori del Pd e padre del Jobs act, guarda alla prossima segreteria, quella che uscir\u00e0 dalle primarie di domenica, come l\u2019ultima occasione per la rinascita del partito. A patto di sanare alcune fratture e infrangere alcuni tab\u00f9 duri a morire: dal tema dei licenziamenti, dove la sinistra interna capitanata da <strong><span style=\"font-family: 'Calibri',sans-serif;\">Elly Schlein<\/span><\/strong>, vorrebbe il ritorno all\u2019Articolo 18, ai salari adeguati alle differenze di costo della vita, al merito nella scuola. Le alleanze?\u00a0\u00abIl Pd commetterebbe un errore a rinunciare alla sua vocazione maggioritaria: solo se sa essere il punto di riferimento di una maggioranza pu\u00f2 allearsi con i 5stelle e con il Terzo polo\u00bb. L\u2019esperimento di Renzi-Calenda per\u00f2 alle ultime Regionali \u00e8 stato un mezzo fallimento. Si prospetta un destino simile a quello di Scelta civica? Ichino, che condivise l\u2019esperienza di Monti, risponde: \u00abL\u2019ideale liberal-democratico da solo non sembra in grado di mobilitare grandi masse di elettori&#8230; Forse questo significa che il compito dei liberal-democratici \u00e8 quello di impegnarsi dentro i partiti maggiori di centrodestra o di centrosinistra, contro i populismi e gli estremismi di destra e di sinistra\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><strong>Domanda. Professor Ichino, domenica ci sono le primarie del Pd. I due candidati in pole position sono d\u2019accordo nel mettere tra parentesi le loro differenze di visione e di programma. Lei invece ha pubblicato recentemente un saggio in cui parla di un Pd con \u201cdue anime che non si parlano\u201d. Come stanno veramente le cose?<br \/>\nRisposta.<\/strong> In questo passaggio congressuale la preoccupazione di evitare l\u2019ennesima scissione ha fatto aggio sull\u2019esigenza di chiarezza sui temi cruciali. \u00c8 una preoccupazione comprensibile. Per\u00f2 quindici anni fa il Pd \u00e8 nato proprio sulla scommessa di essere capace di tenere saldamente insieme queste due anime, di essere luogo di dialogo tra esse e di sintesi. Se vuole risorgere, dunque, il Pd deve mostrare di saper restare unito anche affrontando apertamente le divergenze.<\/p>\n<p><strong> Quali sono, secondo lei, le divergenze che questo congresso ha messo in sordina?<br \/>\n<\/strong>R. La pi\u00f9 grave riguarda la politica del lavoro. Ma a ben vedere serpeggia anche un dissenso sulla politica internazionale e in particolare sulla guerra in Ucraina, che non va sottovalutato.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monaco-1938.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-62365 alignleft\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monaco-1938.jpg\" alt=\"\" width=\"258\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monaco-1938.jpg 258w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monaco-1938-150x114.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/a>Visto che, tristemente, oggi \u00e8 l\u2019anniversario dell\u2019inizio dell\u2019invasione russa, incominciamo da questo punto di divergenza.<br \/>\n<\/strong>R. Nel Pd, come nel resto del Paese, tutti sono a favore della pace in Ucraina. Su quale sia la pace a cui puntare, per\u00f2, si contrappongono due orientamenti. Uno \u00e8 quello secondo cui occorre prioritariamente far tacere le armi, per poi cercare se possibile di trasformare l\u2019armistizio in un vero e proprio trattato di pace. L\u2019altro \u00e8 quello di chi vede in questa prospettiva il rischio di un premio all\u2019aggressore, poich\u00e9 gli si consente cos\u00ec di consolidare il dominio di fatto sui territori occupati. Cio\u00e8 di chi vede il rischio di ripetere l\u2019errore della conferenza di Monaco del 1938, che cerc\u00f2 di evitare la guerra perdonando a Hitler le sue prime zampate imperialiste.<\/p>\n<p><strong> Chi ha ragione?<br \/>\n<\/strong>R. Penso che siano purtroppo fondati i timori dei Paesi che la Russia la hanno come vicina di casa. La Polonia e le altre repubbliche baltiche percepiscono come un pericolo incombente lo spirito revanchista che costituisce la radice profonda dell\u2019aggressivit\u00e0 di Mosca: il desiderio di ripristinare il proprio controllo sui Paesi confinanti, quando non annetterseli senz\u2019altro, per ritornare a una situazione in qualche modo analoga a quella precedente alla caduta del Muro. Nell\u2019ultimo ventennio le zampate imperialiste russe si sono susseguite senza sosta, in tutte le direzioni.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monaco-1938-b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-62366\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monaco-1938-b.jpg\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monaco-1938-b.jpg 253w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Monaco-1938-b-150x118.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 253px) 100vw, 253px\" \/><\/a>Nel Pd quale dei due orientamenti prevale?<\/strong><br \/>\nR. Mi sembra che prevalga nettamente il rifiuto di una soluzione che non preveda il ritiro dei russi entro i confini precedenti al 24 febbraio 2022, perch\u00e9 altrimenti l\u2019armistizio sar\u00e0 soltanto una pausa in una guerra che continuer\u00e0 a covare sotto le ceneri e prima o poi scoppier\u00e0 di nuovo. Ma nell\u2019ala sinistra del Pd \u00e8 ben rappresentato anche l\u2019orientamento favorevole all\u2019armistizio a tutti i costi, dunque contrario al sostegno militare all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><strong> Veniamo alla politica del lavoro. Nel 2007 l<\/strong><strong>ei fu coinvolto dal fondatore Veltroni per dare un contenuto riformista al partito sul fronte del lavoro. Da l\u00ec nacque l\u2019idea di una riforma che lei aveva battezzato \u201cCodice semplificato del lavoro\u201d e che poi con il Governo Renzi ha preso il nome di Jobs Act. A otto anni dalla sua entrata in vigore, per la Schlein \u00e8 da cancellare, per Bonaccini da ripensare. Sembra pi\u00f9 una convergenza che una divergenza.<br \/>\n<\/strong>R. In occasione della visita di Bonaccini alla Fiat di Torino \u00e8 sembrato emergere un suo allineamento con Schlein e Cuperlo sulla presa di distanza dal Jobs Act. Ma questa presa di posizione \u00e8 stata subito corretta: infatti non se ne trova traccia nella mozione congressuale che lo stesso Bonaccini ha poi presentato ed \u00e8 stata in seguito esplicitamente contraddetta da gran parte dei sostenitori del candidato emiliano, dai \u201claburisti\u201d di Marco Bentivogli e Giorgio Gori all\u2019Associazione Libert\u00e0Eguale presieduta da Enrico Morando. Qualche cosa di analogo era accaduto con la presa di posizione analoga del segretario \u00a0Enrico Letta durante la campagna elettorale per le politiche di settembre.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Bonaccini-e-Schlein.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-62367\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Bonaccini-e-Schlein-300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Bonaccini-e-Schlein-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Bonaccini-e-Schlein-150x81.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Bonaccini-e-Schlein.jpg 305w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non trova che questo ultimo silenzio di Bonaccini possa essere anche strumentale ad evitare di perdere consensi a sinistra a vantaggio della sua avversaria?<br \/>\n<\/strong>R. Lo si pu\u00f2 vedere anche cos\u00ec. Ma a me non sembra che Bonaccini sia preoccupato tanto dalla perdita di consensi a sinistra, quanto piuttosto dal rischio di una spaccatura del partito. Se sar\u00e0 eletto, per\u00f2, non potr\u00e0 continuare a eludere la frattura che, su questo tema, in seno al partito c\u2019\u00e8, eccome. Dico di pi\u00f9: chiunque sia il segretario che uscir\u00e0 dal voto di domenica, dovr\u00e0 condurre il Pd a ridarsi una politica del lavoro, che da cinque anni a questa parte \u00e8 mancata del tutto.<\/p>\n<p><strong>A partire dal tema\u00a0dei licenziamenti?<br \/>\n<\/strong>A partire dall\u2019intera riforma che si \u00e8 progressivamente realizzata con la legge Fornero e il Jobs Act, con cui il diritto del lavoro italiano \u00e8 stato armonizzato con quello del resto della UE, ma soprattutto affrontando temi nuovi cruciali come quello degli enormi giacimenti occupazionali inutilizzati: le imprese hanno gravi difficolt\u00e0 a trovare persone qualificate o specializzate, ma anche manodopera non qualificata. \u00c8 urgente aprire un discorso serio sul controllo capillare del tasso di coerenza tra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi.<\/p>\n<p><strong> Lei davvero pensa che un Bonaccini segretario del Pd sarebbe capace di rompere i tab\u00f9 della sinistra contro la differenziazione dei salari in base alle differenze di costo della vita, contro il merito nella scuola, contro la misurazione dell\u2019efficacia della formazione professionale?<br \/>\n<\/strong>R. Tra i due candidati di testa alla segreteria Bonaccini \u00e8 quello che ha pi\u00f9 chiara la necessit\u00e0 di affrontare criticamente questi tab\u00f9 e ha la cultura politica e la statura necessarie per farlo.<\/p>\n<p><strong> Ma per far questo, il nuovo segretario dovrebbe proporre un\u2019idea-forza chiara, ben percepibile dagli elettori, e saper mobilitare il partito su di essa. Proprio quella che al Pd oggi sembra mancare.<br \/>\n<\/strong>R. Il nuovo leader dovr\u00e0 impersonare un\u2019idea di societ\u00e0 fondata sulla combinazione di cinque principi, che a ben vedere sono altrettante facce di un principio solo: economia aperta nel quadro di una Europa unita; piena contendibilit\u00e0 di ogni funzione, pubblica e privata; pari opportunit\u00e0 per tutti di accesso a ciascuna funzione; trasparenza totale di ciascuna struttura preposta a una funzione pubblica; valutazione rigorosa della sua efficienza ed efficacia.<\/p>\n<p><strong> Un\u2019intesa con i 5Stelle \u00e8 compatibile con una spinta rifomista ispirata a questi principi?<br \/>\n<\/strong>R. Se c\u2019\u00e8 una cosa che emerge chiara dalle vicende politiche recenti in tutta la UE \u00e8 la grande volatilit\u00e0 del consenso degli elettori. Questo \u00e8 il motivo per cui il Pd commetterebbe un grave errore se, in considerazione delle difficolt\u00e0 attuali, rinunciasse alla propria vocazione maggioritaria. Che non significa rifiutare pregiudizialmente le alleanze con altri partiti, ma aspirare a costituire la forza che guida una maggioranza di governo di centrosinistra. Se il Pd riesce a ritrovare questo ruolo, pu\u00f2 poi permettersi, dove necessario, anche un\u2019alleanza con il M5S, come con il Terzo Polo.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Renzi-e-Calenda.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-62368\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Renzi-e-Calenda-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Renzi-e-Calenda.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Renzi-e-Calenda-150x84.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Gi\u00e0, il Terzo polo. Che per\u00f2 alle ultime regionali \u00e8 andato maluccio.<br \/>\n<\/strong>R. Le difficolt\u00e0 che la forza politica guidata da Calenda e Renzi incontra devono far riflettere.<\/p>\n<p><strong> Quale riflessione? Lei \u00e8 stato protagonista di un\u2019altra esperienza terzopolista, quella di Scelta civica. Alle elezioni del 2013 il partito di Mario Monti ottenne il 10 per cento dei voti; gi\u00e0 dopo un anno, per\u00f2, il gruppo cominci\u00f2 a sfaldarsi. Significa che per un partito liberal-democratico in Italia non c\u2019\u00e8 spazio<\/strong><strong>?<br \/>\n<\/strong>R. L\u2019ideale liberal-democratico da solo non sembra in grado di mobilitare grandi masse di elettori. Dieci anni fa non fu in grado nemmeno di tenere unito un gruppo di persone colte e perbene elette sotto il simbolo di SC: al dunque hanno prevalso le divisioni fra \u201claici\u201d e \u201ccattolici\u201d, o fra chi era pi\u00f9 orientato a cercare alleanze a destra e chi pi\u00f9 a sinistra. Forse questo significa che il compito dei liberal-democratici \u00e8 quello di impegnarsi dentro i partiti maggiori di centrodestra o di centrosinistra proponendosi di diventare egemoni nell\u2019uno e nell\u2019altro schieramento. Ma anche \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 di lavorare, dove possibile, per indurre i partiti maggiori dell\u2019una e dell\u2019altra parte a fare fronte comune contro gli estremismi e i populismi di destra e di sinistra.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2018 il Partito Democratico \u00e8 afono su temi cruciali come quello della difficolt\u00e0 crescente delle imprese per trovare il personale, dell&#8217;arretratezza delle politiche attive del lavoro, dell&#8217;adeguamento dei salari alle differenze del costo della vita effettivo &#8211; Ma le divergenze irrisolte in seno al partito riguardano anche altre materie . 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