
{"id":62601,"date":"2023-04-26T18:45:43","date_gmt":"2023-04-26T17:45:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62601"},"modified":"2023-04-30T11:47:23","modified_gmt":"2023-04-30T10:47:23","slug":"la-riforma-possibile-del-reddito-di-cittadinanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62601","title":{"rendered":"LA RIFORMA POSSIBILE DEL REDDITO DI CITTADINANZA"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Oggi in Italia la sola condizionalit\u00e0 praticabile \u00e8 quella riferita alla disponibilit\u00e0 del beneficiario del sussidio per la frequentazione di un corso di formazione mirato a una delle occasioni di lavoro esistenti; ma l&#8217;idoneit\u00e0 del corso a produrre sbocchi coerenti dovrebbe essere oggetto di un monitoraggio rigoroso, che invece manca del tutto<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nIntervista a cura di Carlotta Scozzari, pubblicata su<\/em> Huffington Post <em>il 18 aprile 2023 &#8211;<\/em> <em>In argomento v. anche l&#8217;intervista all&#8217;<\/em>Avanti!\u00a0<em>di tre settimane prima,<\/em> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62505\">I cinque principi per una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta<\/a><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_62612\" style=\"width: 204px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Marina-Calderone.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-62612\" class=\"size-full wp-image-62612\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Marina-Calderone.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Marina-Calderone.jpg 194w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Marina-Calderone-112x150.jpg 112w\" sizes=\"auto, (max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-62612\" class=\"wp-caption-text\">Marina Calderone<\/p><\/div>\n<p><strong>Nel nuovo decreto Lavoro in arrivo, anche definito decreto sul Reddito di cittadinanza, il governo Meloni si appresta a modificare radicalmente il sussidio introdotto dal primo governo Conte a sostegno delle fasce reddituali pi\u00f9 basse, ridimensionandolo fortemente e abbassandolo di 1 miliardo all&#8217;anno nelle casse statali. Professor Ichino, secondo lei il governo Meloni si sta muovendo bene o si rischia di creare nuovi poveri?<br \/>\n<\/strong>Qualsiasi programma di assistenza contro la povert\u00e0 dovrebbe trovare un buon equilibrio tra l\u2019esigenza di sovvenire alle esigenze vitali di chi \u00e8 in grave difficolt\u00e0 e quella di non disincentivare la partecipazione di chi ne beneficia al mercato del lavoro.<\/p>\n<p><strong>E come lo si realizza questo equilibrio?<\/strong><br \/>\nIl primo problema \u00e8 quello di distinguere le persone \u201coccupabili\u201d, concetto dai contorni assai sfumati, da quelle che non lo sono. L\u2019altro \u00e8 quello di attivare la \u201ccondizionalit\u00e0\u201d del sostegno del reddito per le persone \u201coccupabili\u201d. Ora, a me sembra che su entrambi questi punti l\u2019intervento legislativo proposto dal Governo attuale sia difettoso. Come, del resto, lo era anche quello del Governo giallo-verde del 2019.<\/p>\n<p><strong>Come dovrebbe essere strutturata a suo giudizio una corretta riforma del reddito di cittadinanza?<br \/>\n<\/strong>Nel nostro Paese prevale il brutto vizio di considerare che la legge possa tutto e che il problema sia sempre e soltanto quello di migliorare il dettato legislativo, trascurando del tutto i problemi dell&#8217;implementazione.<\/p>\n<p><strong>Cosa si dovrebbe fare invece?<\/strong><br \/>\nSoprattutto in questa materia, nella quale contano moltissimo l\u2019assistenza alle persone sul campo e il comportamento concreto delle persone stesse, la bont\u00e0 di una riforma dipende per la maggior parte dalla predisposizione effettiva dei servizi appropriati, dunque dalle risorse operative necessarie e dall\u2019acquisizione del relativo <em>know-how<\/em>: cose che non si realizzano dall\u2019oggi al domani, come si approva una nuova norma e la si pubblica sulla <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>. Qui occorrerebbe, per esempio, un controllo capillare e rigoroso sull&#8217;efficacia dei corsi di formazione cui viene subordinato il godimento del beneficio, che \u00e8 previsto da una norma del 2015 ma di fatto manca del tutto. E sul quale il decreto tace.<\/p>\n<p><strong>Vuole dire che finch\u00e9 non funzionano questi servizi la lotta alla povert\u00e0 in Italia non si pu\u00f2 fare?<br \/>\n<\/strong>No: voglio dire che la lotta alla povert\u00e0 deve andare di pari passo con una progressiva attivazione di questi servizi. Nella consapevolezza che l\u2019\u201coccupabilit\u00e0\u201d di una persona non \u00e8 cosa dai contorni netti: dipende dalle circostanze e dalla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei servizi di orientamento, informazione e formazione efficace mirata agli sbocchi esistenti.<\/p>\n<p><strong>In Italia \u00e8 come evocare l\u2019araba fenice.<\/strong><br \/>\nSta di fatto che, se questi servizi non funzionano, anche la nozione di \u201coccupabilit\u00e0\u201d diventa evanescente e il contrasto alla povert\u00e0 resta difettoso, col rischio di essere persino controproducente. Stesso discorso per la \u201ccondizionalit\u00e0\u201d cui deve essere subordinato il sostegno del reddito: non ci pu\u00f2 essere una condizionalit\u00e0 seria, senza politiche attive del lavoro funzionanti.<\/p>\n<p><strong>Il Governo infatti prevede un investimento sulle politiche attive.<\/strong><br \/>\nS\u00ec; per\u00f2 nel testo del decreto si continua a imperniare la condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito sul rifiuto dell\u2019\u201cofferta congrua di lavoro\u201d, ignorando quello che ormai tutti sanno: cio\u00e8 che l\u2019\u201cofferta congrua\u201d in Italia non esiste.<\/p>\n<p><strong>Che cosa intende dire?<\/strong><br \/>\nChe a sud delle Alpi nessun disoccupato ha mai perso il sussidio per aver rifiutato una offerta di lavoro, per il semplice motivo che le offerte di lavoro non passano per i Centri per l\u2019Impiego. Anche perch\u00e9 l\u2019incontro fra domanda e offerta di manodopera passa sempre di pi\u00f9 dalla formazione specifica. Oggi in Italia la sola condizionalit\u00e0 praticabile pu\u00f2 essere quella riferita alla disponibilit\u00e0 del beneficiario del sussidio per la frequentazione di un corso di formazione mirato a una delle occasioni di lavoro esistenti; del quale deve essere per\u00f2 controllata l&#8217;idoneit\u00e0 a produrre sbocchi occupazionali coerenti.<\/p>\n<p><strong>Ma se il lavoro non c\u2019\u00e8\u2026<\/strong><br \/>\nCi sono centinaia di migliaia di posti di lavoro, in tutti i settori e a tutti i livelli, che restano permanentemente scoperti per mancanza di candidati idonei.<\/p>\n<div id=\"attachment_49765\" style=\"width: 287px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Luigi-Di-Maio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-49765\" class=\"size-full wp-image-49765\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Luigi-Di-Maio.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Luigi-Di-Maio.jpg 277w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Luigi-Di-Maio-150x99.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-49765\" class=\"wp-caption-text\">Luigi Di Maio<\/p><\/div>\n<p><strong>Il governo si appresta a intervenire anche sul decreto Dignit\u00e0 firmato dall&#8217;ex ministro Di Maio sempre nel governo Conte 1, prevedendo un alleggerimento del meccanismo della causale per i contratti a termine. Che ne pensa di questo provvedimento?<br \/>\n<\/strong>La storia recente insegna che il meccanismo della \u201ccausale\u201d per la limitazione dei contratti a termine giova soltanto agli avvocati: da quando sono state adottate tecniche di limitazione diverse il contenzioso giudiziale si \u00e8 drasticamente ridotto. Se il decreto Calderone correggesse davvero il \u201cdecreto Dignit\u00e0\u201d del 2018 tornando al regime previsto dal Jobs Act, sarebbe una scelta tutto sommato ragionevole. Per\u00f2 la previsione in questo senso contenuta in un precedente draft del decreto sembra essere stata sostituita dal solo rinvio alle causali previste dai contratti collettivi: se questo sar\u00e0 il contenuto della nuova norma non cambier\u00e0 molto su questo fronte.<\/p>\n<p><strong>I contratti a termine restano comunque troppi.<br \/>\n<\/strong>Attenzione, per\u00f2, a non confondere \u2013 come troppo spesso fa l\u2019informazione giornalistica poco accurata \u2013 tra la percentuale dei contratti a termine nel flusso delle nuove assunzioni, che \u00e8 sempre fisiologicamente alta (perch\u00e9 questo contratto viene usato come periodo di prova), con la percentuale di contratti a termine sul totale dell\u2019occupazione: questa quota, in Italia, \u00e8 perfettamente allineata alla media europea, che vede circa cinque sesti della forza-lavoro impiegati a tempo indeterminato.<\/p>\n<p><strong>Sono in arrivo anche incentivi per i NEET, i giovani che non studiano n\u00e9 lavorano. Tuttavia, il tetto previsto alla spesa complessiva \u00e8 di soli 80 milioni. Non \u00e8 un po&#8217; poco per un intervento incisivo?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec: lo stanziamento appare poco pi\u00f9 che simbolico. Ma anche qui non ci si pu\u00f2 illudere di risolvere il problema con un tocco di bacchetta magica: il problema dei NEET si risolve soltanto con servizi di orientamento scolastico e professionale efficienti e capillari, capaci di raggiungere ogni adolescente all\u2019uscita di ogni ciclo scolastico e di individuare l\u2019eventuale gap tra il profilo delle sue capacit\u00e0 e quello delle sue aspirazioni.<\/p>\n<p><strong>Restando nel mercato del lavoro, con un&#8217;inflazione che sta dando segnali di discesa ma resta comunque alta e con salari che in Italia non sono cresciuti per tenere il passo dei prezzi al consumo, \u00e8 giusto ipotizzare un impoverimento costante dei lavoratori dipendenti, legato proprio alla perdita del potere di acquisto?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, l\u2019inflazione erode il potere di acquisto delle retribuzioni. Per\u00f2 il problema pi\u00f9 grave non \u00e8 questo: ci\u00f2 che deve preoccuparci di pi\u00f9 \u00e8 che ormai da un quarto di secolo la produttivit\u00e0 del lavoro in Italia ristagna: finch\u00e9 essa non aumenta non \u00e8 pensabile un aumento \u201cindipendente\u201d delle retribuzioni.<\/p>\n<p><strong>E qual \u00e8 la ricetta perch\u00e9 aumenti la produttivit\u00e0 del lavoro, in modo che possano aumentare anche i salari reali?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto, favorire in tutti\u00a0 i modi la mobilit\u00e0 delle persone verso le imprese pi\u00f9 capaci di valorizzare il loro lavoro: come dicevo prima, sono centinaia di migliaia i posti che restano scoperti per difetto dei servizi nel mercato del lavoro. Inoltre migliorare il sistema scolastico insieme a quello della formazione: e qui torniamo al problema dei servizi al mercato del lavoro. Infine rendere pi\u00f9 attrattivo il nostro Paese per le imprese multinazionali, che invece noi tendiamo a considerare come dei soggetti socialmente pericolosi.<\/p>\n<p><strong>Non lo sono?<br \/>\n<\/strong>Non certo pi\u00f9 di quanto lo siano le imprese nostrane. Ma la produttivit\u00e0 del lavoro nelle imprese di grandi dimensioni \u00e8 mediamente molto maggiore che nelle piccole e medie; e le nostre sono per lo pi\u00f9 piccole o medie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi in Italia la sola condizionalit\u00e0 praticabile \u00e8 quella riferita alla disponibilit\u00e0 del beneficiario del sussidio per la frequentazione di un corso di formazione mirato a una delle occasioni di lavoro esistenti; ma l&#8217;idoneit\u00e0 del corso a produrre sbocchi coerenti dovrebbe essere oggetto di un monitoraggio rigoroso, che invece manca del tutto . 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