
{"id":62923,"date":"2023-10-08T08:43:10","date_gmt":"2023-10-08T07:43:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62923"},"modified":"2023-10-08T08:51:37","modified_gmt":"2023-10-08T07:51:37","slug":"infortuni-sul-lavoro-e-possibile-parlarne-in-modo-non-retorico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=62923","title":{"rendered":"INFORTUNI SUL LAVORO: \u00c8 POSSIBILE PARLARNE IN MODO NON RETORICO?"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Muoiono sul lavoro lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e imprenditori; ma, per nostra fortuna, <\/span><span style=\"color: #993300;\">oggi in azienda <\/span><span style=\"color: #993300;\">si muore cinque volte meno di mezzo secolo fa &#8211; La superficialit\u00e0 con cui prevalentemente se ne parla non aiuta a individuare i modi per rendere le fabbriche e i cantieri pi\u00f9 sicuri<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nSeconda parte dell&#8217;articolo di Claudio Negro contenuto nel numero 152 del bollettino<\/em> Mercato del lavoro News<em>, organo della Fondazione Anna Kuliscioff, il 2 ottobre 2023 &#8211; V. anche, in proposito, quello che risposi 14 anni fa a un RLS (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza):\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=247\">Non c\u2019\u00e8 nulla di bianco nelle morti bianche<\/a><\/em>\u00a0 <!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-44464\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"106\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-300x77.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff-150x38.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Fondazione-Kuliscioff.jpg 349w\" sizes=\"auto, (max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/a>[&#8230;] Ci\u00f2 detto per quanto concerne il sentiment che avviluppa le morti bianche, \u00e8 anche opportuno fare qualche numero per rimettere i piedi nella realt\u00e0, premettendo che anche la morte di una sola persona \u00e8 un evento inaccettabile: nel 1\u00b0semestre 2023 i morti per causa di lavoro sono stati 463, 13 in meno del 1\u00b0 semestre 2022 e 32 meno del 2019 (non si fa il confronto con il 2020 perch\u00e8 ovviamente il Covid ha pesantemente condizionato i dati). Per il 2022 intero i morti sono stati 1090, di cui 300 per incidenti stradali. Sono dati non dissimili da quelli dell\u2019Europa: nel 2021 (ultimo dato disponibile) il tasso di infortuni mortali in Italia \u00e8 stato di 2,6 ogni 100.000 lavoratori, la media UE\u00a0 di 1,77, la Germania 0,86 ma la Francia 3,32. Non solo: la mortalit\u00e0 \u00e8 in costante\u00a0 calo: se ci si prende la briga di andare a consultare le serie storiche dell\u2019Inail si osserva che nel 1951 i casi furono 3.511 (con un numero di lavoratori significativamente inferiore a quello attuale), ha poi toccato il massimo nel 1963 con 4.644 per arrivare a 1.104 nel 2008 e toccare il minimo storico nel 2022 (1.090). Non una strage sempre pi\u00f9 grande, ma un male contro il quale si combatte con risultati tangibili. In Italia le normative sulla sicurezza del lavoro sono avanzate, e coinvolgono con responsabilit\u00e0 dirette anche il Sindacato. Se regole e procedure non vengono rispettate c\u2019\u00e8 soltanto da condannare responsabilit\u00e0 individuali, non da evocare scenari di inesorabile macello o di additare misteriose responsabilit\u00e0 del genocidio. Il punto \u00e8 che dobbiamo avviare al pi\u00f9 presto\u00a0 strategie e comportamenti concreti per ottenere una pi\u00f9 netta inversione di tendenza in materia di infortuni sul lavoro.<br \/>\nLe morti sul lavoro devono essere combattute, con tutti i mezzi che la tecnica e la conoscenza mettono a disposizione, non essere evocate a dimostrazione spettacolare delle efferatezze del capitalismo o dell\u2019inefficienza dello Stato.<br \/>\n<em>Last but not least<\/em>: la L. n. 626 e le norme successive istituiscono una precisa responsabilit\u00e0 (diritti + doveri) dei Sindacati nella vigilanza e codeterminazione dell\u2019applicazione delle regole sulla sicurezza nelle aziende: magari meno appelli e slogan e un utilizzo pi\u00f9 assiduo, preciso, rigoroso degli strumenti che ci d\u00e0 la Legge?<br \/>\nAl proposito mi pare retorica, superficiale ed emotiva la proposta di istituire il reato di \u201comicidio sul lavoro\u201d che ricorre nei discorsi del sindacato. Trascurando come essa riprenda in sindacalese un vezzo della cultura nazionale, per la quale \u00e8 importante avere una legge ad hoc per ogni specifico crimine molto pi\u00f9 che far funzionare quelle che gi\u00e0 esistono, come se la catalogazione del reato fosse requisito indispensabile per reprimerlo, \u00e8 opportuno notare che quando una Procura, a fronte di una morta bianca, aprisse un\u2019indagine per omicidio cambierebbero natura anche le trascuratezze di chi avrebbe dovuto vigilare sull\u2019applicazione rigorosa delle norme di sicurezza: non solo dirigenti dell\u2019azienda e capi reparto, ma anche RLS e Organismi Sindacali che dovrebbero orientare e controllare l\u2019attivit\u00e0. La tecnologia consente l\u2019utilizzo di strumenti sempre pi\u00f9 efficaci ma anche le cose pi\u00f9 semplici potrebbero divenire di grande utilit\u00e0 se cogestite a livello aziendale. Per esempio l\u2019uso delle telecamere, se riservata esclusivamente a fini di formazione, potrebbe aiutare a correggere comportamenti che mettono a rischio la sicurezza dei dipendenti.<br \/>\nAncor pi\u00f9 necessario \u00a0sarebbe raccogliere e promuovere proposte come quella di introdurre nella scuola la cultura della sicurezza, anche per evitare che il lavoratore consideri la misure di sicurezza come una cosa che riguarda l\u2019azienda o addirittura come una noiosa perdita di tempo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Muoiono sul lavoro lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e imprenditori; ma, per nostra fortuna, oggi in azienda si muore cinque volte meno di mezzo secolo fa &#8211; La superficialit\u00e0 con cui prevalentemente se ne parla non aiuta a individuare i modi per rendere le fabbriche e i cantieri pi\u00f9 sicuri . 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