
{"id":63,"date":"2008-03-14T10:27:31","date_gmt":"2008-03-14T09:27:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=63"},"modified":"2008-04-10T18:08:22","modified_gmt":"2008-04-10T17:08:22","slug":"dare-valore-al-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=63","title":{"rendered":"CHI PER PRIMO HA TARPATO LE ALI AD ALITALIA"},"content":{"rendered":"<p><font color=\"#800000\">OVVERO: I PRIMI PASSI DELLA NOSTRA COMPAGNIA DI BANDIERA VERSO IL PRECIPIZIO<\/font><\/p>\n<p><em>pubblicato su <\/em>Il Riformista<em>, 31 marzo 2008<br \/>\n(con l&#8217;aggiunta di una postilla dopo la rottura con Air France) <\/em><\/p>\n<p>Lo stesso Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi ha ripetutamente intralciato la trattativa tra Alitalia ed Air France con annunci fantasiosi di cordate italiane inesistenti (poi derubricati ad \u201cappelli patriottici\u201d), nel 1994 era a capo del Governo che mise il primo grosso bastone nelle ruote del risanamento della nostra compagnia di bandiera, imponendole di accreditare al proprio interno il peggiore sindacalismo autonomo. E, nel 2005, era a capo del Governo che al piano di risanamento diede il colpo di grazia con un intervento sostanzialmente identico; e non mosse neppure un passo sulla via della privatizzazione. Le note che seguono sono una sintesi delle pagine dedicate a quella vicenda nel mio libro A che cosa serve il sindacato? (Mondadori, 2005; Oscar Bestsellers, 2007).<!--more--><\/p>\n<p align=\"center\">*<\/p>\n<p>     Nel 1994 la nostra compagnia di bandiera, gi\u00e0 in situazione economica critica, avvia con Cgil Cisl e Uil una difficile trattativa sulle misure necessarie per riallineare la propria organizzazione e i propri costi del lavoro rispetto alle compagnie concorrenti. Una parte \u2013 ancora piccola \u2013 dei suoi assistenti di volo abbandonano i sindacati confederali, rifiutando la loro disponibilit\u00e0 per quella trattativa, e danno vita al sindacato autonomo Sulta. Alitalia, esercitando una facolt\u00e0 pacificamente attribuitale dallo Statuto dei lavoratori, rifiuta di riconoscere il nuovo sindacato autonomo, anche per non favorire una pericolosa frammentazione del fronte sindacale. Senonch\u00e9 il ministro dei trasporti del Governo Berlusconi, Publio Fiori, interviene a imporre il riconoscimento del Sulta, presumibilmente con l\u2019intento di indebolire i sindacati confederali e di guadagnare qualche consenso elettorale tra i lavoratori dissenzienti.<br \/>\nRafforzato dal riconoscimento e dal godimento dei conseguenti diritti sindacali privilegiati, il Sulta \u2013 che nel 2002 cambia la propria sigla in Sult \u2011 incomincia a crescere in seno ad Alitalia; e incomincia a praticare una linea via via pi\u00f9 aggressiva. Un uso sempre pi\u00f9 spregiudicato dello sciopero, in contrapposizione alla maggiore moderazione dei sindacati confederali, gli consente di presentarsi ai lavoratori come difensore pi\u00f9 intransigente ed efficace dei loro interessi.<br \/>\n1999 \u2013 La compagnia olandese KLM, che ha firmato un preliminare di fusione paritaria con Alitalia, paga una penale molto elevata per sottrarsi a quella che ora considera una trappola. Con fair play nordico, il suo amministratore delegato commenta: \u201cnon siamo adatti al vostro sistema di relazioni industriali\u201d.<br \/>\nGiugno 2003 \u2013 Un episodio emblematico: il Sult respinge seccamente, per l\u2019ennesima volta, la proposta di ridurre di una unit\u00e0 il numero degli assistenti di volo in cabina, al fine di allineare per questo aspetto l\u2019Alitalia alle altre maggiori compagnie aeree europee. La Direzione aziendale adotta quella misura con un atto unilaterale. Il giorno successivo, poich\u00e9 le norme vigenti non consentono la proclamazione dello sciopero senza preavviso, viene lanciata la parola d&#8217;ordine sostitutiva: mettersi in malattia. Un migliaio di assistenti di volo aderiscono. Centinaia di voli vengono cancellati senza preavviso.<br \/>\n24 settembre 2004 \u2013 Il Sult \u00e8 il solo sindacato a rifiutare il piano di riassetto industriale di Alitalia. Ma la sua capacit\u00e0 di interdizione \u00e8 forte, perch\u00e9 ha l\u2019adesione di circa il 20% dei 4000 assistenti di volo Alitalia (nonostante che questi siano soltanto il 4% rispetto ai 22000 dipendenti dalla compagnia).<br \/>\n26 febbraio 2005 \u2013 Il Sult \u00e8 il solo sindacato a rifiutare di sottoscrivere un nuovo accordo aziendale volto a salvare 900 posti di lavoro mediante un contributo di solidariet\u00e0 di tutti gli assistenti di volo.<br \/>\nI conti peggiorano, la conflittualit\u00e0 aumenta. Nel solo primo semestre del 2005 all\u2019Alitalia vengono proclamati scioperi per un totale di 496 ore, a fronte delle 248 del primo semestre 2004; ed effettuati scioperi per un totale di 96 ore, a fronte delle 52 del primo semestre 2004. Di questi, alcuni scioperi proclamati dal Sult vengono sanzionati come illegittimi dalla Commissione di Garanzia.<br \/>\n5 agosto 2005 \u2013 La Direzione Alitalia, forte anche di una sentenza favorevole del Tribunale di Roma, comunica la decisione di sospendere ogni rapporto negoziale con il Sult, in quanto sindacato non firmatario di alcun contratto collettivo applicato in azienda, nonch\u00e9 a causa della sua indisponibilit\u00e0 a rispettare le regole poste dalla Commissione di Garanzia.<br \/>\n11 agosto 2005 \u2013 Il Sult reagisce proclamando provocatoriamente uno sciopero di due giorni di fila, il 30 e il 31 agosto, in pieno periodo di franchigia e nel momento pi\u00f9 critico dell\u2019estate.<br \/>\n20 agosto 2005 \u2013 Il ministro del lavoro del Governo Berlusconi Roberto Maroni rilascia una dichiarazione pubblica nella quale bolla come \u201cinaudita\u201d la scelta di Alitalia di interrompere le relazioni sindacali con il Sult. E due giorni dopo, in aperta polemica con il consiglio di amministrazione di Alitalia, convoca il sindacato autonomo.<br \/>\n28 agosto 2005 \u2013 Dichiarazione del ministro Maroni riportata dalla stampa: \u201cSe l\u2019azienda [Alitalia] ha deciso di escludere dal dialogo il Sult, allora si becchi gli scioperi. \u00c8 una sua responsabilit\u00e0\u201d.<br \/>\nNel frattempo, le perdite di Alitalia hanno raggiunto e superato il livello di un milione di euro al giorno; ma quello stesso Governo Berlusconi, che si attiva con tanta determinazione in difesa del peggiore sindacalismo autonomo dentro Alitalia, non muove un dito per avviare la privatizzazione dell\u2019impresa.<\/p>\n<p align=\"center\">*<\/p>\n<p>     Nei due anni della legislatura successiva, lo stesso Silvio Berlusconi \u2013 in veste di grande imprenditore privato \u2013 non mostra alcun interesse nei confronti della gara internazionale aperta a questo scopo dal Governo Prodi. E si capisce: neanche lui pu\u00f2 improvvisarsi grande vettore aereo internazionale da un giorno all\u2019altro. Come pu\u00f2 pensare, dunque, con questa storia recente alle spalle \u2011 come politico e come imprenditore \u2011 di essere credibile oggi quando chiede agli italiani di fidarsi delle sue strategie per il salvataggio di Alitalia?<\/p>\n<p align=\"center\">*<\/p>\n<p>Qui terminava il mio editoriale pubblicato l&#8217;altro ieri.<br \/>\nOggi (mercoled\u00ec 2 aprile) apprendiamo che da questa lunga storia di errori neppure il sindacato confederale ha saputo trarre gli insegnamenti che avrebbe dovuto: la sua incapacit\u00e0 di negoziare con realismo la sola ipotesi di salvezza che ancora si presentava ha portato alla rottura della trattativa con il solo grande vettore internazionale ancora disponibile per tentare questa difficile impresa. Come gi\u00e0 KLM nel 1999, ora anche Air France scappa da un sistema ostile agli operatori stranieri.<br \/>\nOra possiamo  tenerci  tutta per noi, italianissima, la nostra compagnia di bandiera, senza temere incursioni straniere. Berlusconi sar\u00e0 contento: nessuno contender\u00e0 le spoglie di Alitalia alle cordate padane che vorranno spartirsele. Ma per Cgil, Cisl e Uil \u00e8 una Caporetto, resa ancor pi\u00f9 tremenda dal fatto che non si vede quale possa essere la linea del Piave.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OVVERO: I PRIMI PASSI DELLA NOSTRA COMPAGNIA DI BANDIERA VERSO IL PRECIPIZIO pubblicato su Il Riformista, 31 marzo 2008 (con l&#8217;aggiunta di una postilla dopo la rottura con Air France) Lo stesso Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi ha ripetutamente intralciato la trattativa tra Alitalia ed Air France con annunci fantasiosi di cordate italiane inesistenti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,11],"tags":[],"class_list":["post-63","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}