
{"id":63910,"date":"2025-02-10T10:03:35","date_gmt":"2025-02-10T09:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=63910"},"modified":"2025-02-10T10:11:34","modified_gmt":"2025-02-10T09:11:34","slug":"mezzo-secolo-di-diritto-del-lavoro-il-senso-di-un-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=63910","title":{"rendered":"MEZZO SECOLO DI DIRITTO DEL LAVORO: IL SENSO DI UN LIBRO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">I motivi all&#8217;origine di questa iniziativa editoriale e una sintesi dei contenuti del libro, che ripercorre gli ultimi cinquant&#8217;anni<\/span>\u00a0 <span style=\"color: #993300;\">dell&#8217;evoluzione della disciplina del mercato della manodopera<\/span><\/h4>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nScheda per la presentazione del volume, febbraio 2025 &#8211; Altri documenti e notizie in proposito nel <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=63643\">portale dedicato al volume<\/a><br \/>\n<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_63929\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-63929\" class=\"wp-image-63929 size-medium\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Riva-Sanseverino-e-Pera-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Riva-Sanseverino-e-Pera-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Riva-Sanseverino-e-Pera-150x110.jpg 150w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Riva-Sanseverino-e-Pera.jpg 569w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-63929\" class=\"wp-caption-text\">La professoressa Luisa Riva Sanseverino con il suo primo allievo, Giuseppe Pera<\/p><\/div>\n<p>Tra le ragioni della nascita di questo libro sta un divieto: quello che la mia Maestra, Luisa Riva Sanseverino, impose ai propri allievi chiedendo loro di non attivarsi, al momento del suo pensionamento, per la consueta sollecitazione ai colleghi affinch\u00e9 contribuissero con un loro scritto al <em>Liber Amicorum<\/em> per la illustre cattedratica pubblicato in occasione della sua ultima lezione. Lo stesso divieto impose ai propri il primo allievo di Luisa Riva Sanseverino, Giuseppe Pera, con cui ho collaborato strettamente per venticinque anni, il quale considerava la spesa per quella pubblicazione come uno spreco di denaro destinato alla ricerca, poich\u00e9 il <em>Liber Amicorum<\/em> giova pi\u00f9 che altro all\u2019autocompiacimento del cattedratico cui \u00e8 dedicato, ma non giova gran che al progresso culturale, contenendo scritti che per lo pi\u00f9 sono gi\u00e0 pubblicati anche altrove. Per gli stessi motivi, approssimandosi il giorno del mio pensionamento anch\u2019io ho posto ai miei allievi quel divieto. Qualche tempo dopo la mia uscita dal ruolo, tuttavia, un gruppo di giovani giuslavoristi mi ha proposto un progetto diverso, che non mi risulta abbia dei precedenti, almeno in Italia: un\u2019antologia di miei scritti relativamente brevi pubblicati nell\u2019arco degli ultimi 50 anni, selezionati dai giovani colleghi secondo il criterio del maggiore impatto che gli scritti stessi possono avere avuto sull\u2019evoluzione del diritto del lavoro, ciascuno accompagnato da un\u2019ampia intervista dedicata a raccontare di ciascuno la storia, il contesto, il retroscena accademico e quello politico, ma anche a discutere dell\u2019attualit\u00e0 o no della tesi sostenuta.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-63651\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mezzo-secolo-di-diritto-del-lavoro-1a-di-cop-large-210x300.png\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mezzo-secolo-di-diritto-del-lavoro-1a-di-cop-large-210x300.png 210w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mezzo-secolo-di-diritto-del-lavoro-1a-di-cop-large-105x150.png 105w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mezzo-secolo-di-diritto-del-lavoro-1a-di-cop-large.png 548w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/>Una iniziativa editoriale inedita<\/strong> &#8211; L\u2019idea di ripercorrere mezzo secolo di evoluzione del diritto del lavoro, attraverso la rilettura critica e la discussione dei miei scritti che i trentenni e quarantenni di oggi ritengono avere maggiormente inciso su quell\u2019evoluzione, in un primo tempo mi ha un po\u2019 preoccupato: mi appariva un\u2019impresa difficile e persino rischiosa. Poi per\u00f2, considerato l\u2019interesse e l\u2019impegno dei giovani colleghi e in particolare di Francesco Alifano che accettava di accollarsi il ruolo non facile di coordinatore e curatore editoriale, mi sono convinto che il rischio meritasse di essere affrontato; e mi sono imbarcato nell\u2019avventura.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 nato questo libro dalla struttura del tutto inconsueta. Le prime duecento pagine ospitano quindici ampie interviste, ciascuna condotta \u2013 senza esclusione di colpi \u2013 da un giovane giuslavorista in riferimento a un mio articolo o saggio, che viene ripubblicato nella seconda parte del volume. Ogni intervista parte dal motivo di politica del lavoro che all\u2019epoca mi spinse ad affrontare l\u2019argomento, essendo tutta la mia attivit\u00e0 giuslavoristica molto strettamente intrecciata con la mia attivit\u00e0 di sindacalista negli anni \u201970 e con la mia attivit\u00e0 politica nei decenni successivi: a partire dalla battaglia per il superamento del monopolio statale del collocamento\u00a0 e dell\u2019avviamento al lavoro \u201csu richiesta numerica\u201d, fino all\u2019impegno in Senato per il <em>Codice semplificato del lavoro<\/em> e per la riforma dei licenziamenti del 2012-2015 nella XVI e nella XVII legislatura.<\/p>\n<p><strong>A chi serve il diritto del lavoro<\/strong> \u2013 La prima intervista, riferita al saggio di mio fratello Andrea e mio che reca questo titolo, del 1994, \u00e8 dedicata alla questione circa le categorie di lavoratori che dalle regole vigenti sono effettivamente protette e quelle che possono invece esserne danneggiate. Dove a ben vedere la risposta \u00e8 di competenza esclusiva del giuslavorista solo in seconda battuta, in sede di valutazione delle norme ordinarie alla luce dei principi costituzionali, mentre in prima battuta essa pu\u00f2 scaturire soltanto dal dialogo tra giuslavorista ed economista del lavoro: \u00e8 compito di quest\u2019ultimo, infatti, accertare se in un determinato contesto l\u2019assetto del mercato del lavoro corrisponde in concreto di pi\u00f9 al modello fondato sul conflitto di interessi tra insider e outsider, oppure al modello dell\u2019interesse condiviso tra insider e outsider. Questo capitolo iniziale sottolinea dunque l\u2019esigenza del dialogo stretto fra giuslavorista ed economista del lavoro, che \u00e8 poi il filo conduttore di tutto il libro.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-56173\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/A-che-cosa-serve-il-sindacato.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/A-che-cosa-serve-il-sindacato.jpg 180w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/A-che-cosa-serve-il-sindacato-96x150.jpg 96w\" sizes=\"auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/>A che cosa serve il sindacato<\/strong> \u2013 Quest\u2019altro \u00e8 invece il tema di un mio libro del 2005, cui \u00e8 dedicata la seconda intervista. In quel libro sottoponevo a una critica serrata il regime di rigida inderogabilit\u00e0 della disciplina contenuta nel contratto collettivo nazionale di settore, sostenendo \u2013 anche con lo studio approfondito di due <em>case studies<\/em> \u2013 che quel regime fosse di ostacolo all\u2019afflusso degli investimenti stranieri e in particolare della candidatura dell\u2019Italia a ospitare nuovi insediamenti aziendali caratterizzati da piani industriali innovativi e forme di organizzazione del lavoro non riconducibili agli schemi codificati nei contratti collettivi nazionali. Solo cinque anni dopo esplose la crisi della Fiat che Sergio Marchionne si propose di risolvere con un piano industriale industriale fortemente innovativo che prevedeva tre deroghe al contratto nazionale. La Fiom vi si oppose con veemenza, ma alla fine quella linea pass\u00f2 e venne poi codificata, nel 2011, con un accordo interconfederale che prevedeva la derogabilit\u00e0 del contratto nazionale ad opera di quello aziendale su tutte la materie, con la sola esclusione dei minimi retributivi tabellari. Donde la mia tesi, che mi sembra abbia trovato piena conferma in quella, come in molte altre vicende aziendali, secondo cui il mestiere pi\u00f9 importante che il sindacato pu\u00f2 e deve svolgere consiste nell\u2019essere l\u2019intelligenza collettiva che guida i lavoratori di un\u2019azienda nella valutazione del piano industriale innovativo, della qualit\u00e0 tecnica ed etica dell\u2019imprenditore che lo propone; e, se la valutazione \u00e8 positiva, nel guidare i lavoratori in una scommessa comune con l\u2019imprenditore stesso su quel piano, riservandosi poi il compito di controllarne l\u2019implementazione e la corretta distribuzione dei frutti una volta che la scommessa sia stata vinta.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-51274\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Il-collocamento-impossibile.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Il-collocamento-impossibile.jpg 194w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Il-collocamento-impossibile-112x150.jpg 112w\" sizes=\"auto, (max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/>L\u2019abrogazione del monopolio statale del collocamento<\/strong> \u2013 \u00c8 questa un\u2019altra vicenda del nostro ordinamento del lavoro che molti giovani, persino tra i giuslavoristi, ignorano. Pochi sanno, infatti, che fino agli anni \u201990 in Italia una regola generale vietava a datori e prestatori di lavoro di scegliersi a vicenda, imponendo che l\u2019incontro avvenisse nel rispetto di graduatorie pubbliche tra i disoccupati gestite dagli uffici di collocamento (i quali, ciononostante, riuscivano a intermediare soltanto l\u2019uno o il due per cento degli incontri fra domanda e offerta di manodopera). Quel regime, contro il quale condussi una ventennale battaglia solitaria, venne finalmente abrogato, anche per merito di una sentenza della Corte di Giustizia europea del 1997 in un giudizio in cui fui parte attiva contro il Governo italiano. Caduto quel regime, per\u00f2, l\u2019Italia ha tardato molto (al punto che, salvo limitate eccezioni, non \u00e8 ancora arrivata) a dotarsi di un sistema efficiente e moderno di servizi al mercato del lavoro. Sono questi i temi di altri due scritti selezionati dai miei giovani interlocutori e di altrettante corpose interviste, che ripercorrono l\u2019intera vicenda di questo \u201cgiallo\u201d storico-giuridico-politico tutto italiano.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-55228\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro-96x150.jpg 96w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Lintelligenza-del-lavoro.jpg 616w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/>Il rovesciamento del paradigma del mercato del lavoro<\/strong> \u2013 Il ritardo italiano rispetto agli altri Paesi europei sul terreno dei servizi al mercato del lavoro \u00e8 tanto pi\u00f9 dannoso, quanto pi\u00f9 va delineandosi un mutamento epocale della struttura e del modo di funzionare del mercato del lavoro nell\u2019Occidente sviluppato: da una situazione di monopsonio strutturale, quale quella che caratterizzava questo mercato all\u2019indomani della prima rivoluzione industriale, con l\u2019impresa manifatturiera \u201ccattedrale nel deserto\u201d a fronte di un immenso esercito di disoccupati o sottoccupati agricoli, si \u00e8 passati nel secolo attuale a una situazione di cronica e diffusissima carenza di offerta di manodopera rispetto alla domanda espressa dal tessuto produttivo. Oggi il mercato del lavoro non \u00e8 pi\u00f9 un luogo dove \u00e8 soltanto l\u2019imprenditore a scegliersi i collaboratori, perch\u00e9 sono sempre pi\u00f9 diffusamente anche le persone che vivono del proprio lavoro a scegliere l\u2019impresa pi\u00f9 capace di valorizzarlo. Le due interviste riferite ad altrettanti miei scritti su questi temi discutono di questo rovesciamento del paradigma e del suo impatto rilevantissimo sulla ragion d\u2019essere stessa del diritto del lavoro e sulle tecniche di protezione del lavoro, che richiedono un profondo aggiornamento rispetto alle tecniche dominanti nel XX secolo.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che le politiche attive del lavoro assumono un ruolo cruciale. Ed \u00e8 in questo stesso contesto che assumono un rilievo inedito anche i temi trattati nelle altre interviste contenute nel libro: da quello dell\u2019autonomia negoziale individuale, troppo a lungo disconosciuta dai giuslavoristi, a\u00a0 quello del tempo della prestazione lavorativa, sul quale pi\u00f9 che su altri l\u2019ordinamento riconosce sempre maggiore spazio all\u2019autonomia individuale; dal fenomeno della segmentazione dell\u2019impresa e dei suoi riflessi sulle relazioni di lavoro a un nuovo approccio multidisciplinare, giuridico-economico, alla definizione del giustificato motivo di licenziamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I motivi all&#8217;origine di questa iniziativa editoriale e una sintesi dei contenuti del libro, che ripercorre gli ultimi cinquant&#8217;anni\u00a0 dell&#8217;evoluzione della disciplina del mercato della manodopera . 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