
{"id":63933,"date":"2025-02-21T16:41:34","date_gmt":"2025-02-21T15:41:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=63933"},"modified":"2025-02-21T19:06:13","modified_gmt":"2025-02-21T18:06:13","slug":"a-tre-anni-da-quel-24-febbraio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=63933","title":{"rendered":"A TRE ANNI DA QUEL 24 FEBBRAIO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Un libro, che si legge d&#8217;un fiato, mette a fuoco la tragedia ucraina non soltanto nella sua cruda realt\u00e0 attuale, ma in tutta la sua complessit\u00e0 storica, che affonda le radici nel tempo della Russia zarista, dell&#8217;Unione sovietica staliniana, dell&#8217;invasione nazi-fascista &#8211; Chi lo legge percepisce tutta l&#8217;atrocit\u00e0 del tradimento di Trump nei confronti di Kiev <\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Editoriale telegrafico per la <\/em>Nwsl<em> n. 600, 24 febbraio 2025 (terzo anniversario dell&#8217;inizio dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte dell&#8217;esercito di Putin), dedicato alla segnalazione del libro di Francesca Melandri, <\/em>Piedi freddi <em>(Bompiani, 2024, pp. 260, \u20ac 16,15) &#8211; In argomento ricordo l&#8217;editoriale telegrafico del sette novembre 2022,\u00a0 <\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=61978\">Per capire meglio come si costruisce la pace<\/a><em>, con cui segnalai due libri (rispettivamente di Vittorio Emanuele Parsi e di Alessandro Maran) diversissimi da questo per genere letterario, ma intimamente legati a questo per ispirazione ideale<\/em>\u00a0 <!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-63935\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Piedi-freddi.jpeg\" alt=\"\" width=\"138\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Piedi-freddi.jpeg 138w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Piedi-freddi-98x150.jpeg 98w\" sizes=\"auto, (max-width: 138px) 100vw, 138px\" \/>A tre anni dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione sovietica dell&#8217;Ucraina, un libro bellissimo mette a fuoco questa tragedia non soltanto nella sua cruda realt\u00e0 attuale, ma in tutta la sua complessit\u00e0 storica, che affonda le radici nel tempo della Russia zarista, in quello dell&#8217;Unione sovietica staliniana (la strage dei kulaki fu strage soprattutto di ucraini) e in quello della folle avventura nazi-fascista del 1942-43 (della quale l&#8217;Ucraina assai pi\u00f9 che la Russia fu il vero teatro). \u00c8 un vero e proprio libro di storia &#8211; pochissimo conosciuta &#8211; di questo Paese al centro del nostro continente, che aspira ad appartenere all&#8217;Occidente ma \u00e8 considerato come terra propria dai nazionalisti russi, i quali al tempo stesso lo disprezzano. La cosa sorprendente \u00e8 che il libro \u00e8 scritto nella forma di &#8220;lettera aperta&#8221; di una figlia al padre che fece parte dell&#8217;Armir, la sciagurata &#8220;Armata italiana in Russia&#8221;: cos\u00ec che la Storia con la S maiuscola della dominazione zarista e di quella staliniana si intreccia con le memorie paterne della tragica rotta dell&#8217;esercito italiano nella sconfinata pianura che \u00e8 oggi teatro dell'&#8221;operazione militare speciale&#8221; putiniana, come se tutto fosse l&#8217;effetto di un&#8217;unica spaventosa maledizione gravante su questo &#8220;cuore&#8221; dell&#8217;Europa. Solo leggendo Piedi freddi mi sembra di aver capito fino in fondo il dramma di questo popolo, la cui storia \u00e8 la storia della Russia, ma che dalla Russia ha scelto di staccarsi per aggregarsi all&#8217;Unione Europea e per questo dalla stessa Russia viene crudelmente punito. Ed \u00e8 leggendo questo libro \u2013 credo \u2013 che molti italiani insofferenti dell&#8217;impegno dell&#8217;UE a fianco dell&#8217;Ucraina si convinceranno della necessit\u00e0 di non desistere da questo impegno. Necessit\u00e0 divenuta oggi vitale a seguito del vero e proprio tradimento perpetrato ai danni dell\u2019Ucraina dal neo-presidente degli U.S.A. Donald Trump: dal capo, cio\u00e8, di quello stesso Governo che nel 2014 fu il primo a cogliere il pericolo incombente di un salto di qualit\u00e0 nell\u2019aggressione russa e a mobilitarsi per attrezzare l\u2019Ucraina a resistere.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #993300;\">Due brani del libro<\/span><\/h4>\n<p>Io, noi conosciamo solo la pace. Ogni nostra attivita\u0300 da quando siamo nati, anche la piu\u0300 brutta, violenta, sgradevole, l\u2019abbiamo svolta nel tempo di pace. Anche chi ha ucciso, ha ucciso in tempo di pace. Perfino chi e\u0300 stato ucciso, e\u0300 stato ucciso in tempo di pace. La donna ammazzata dal marito violento aveva la sua personale guerra in casa, ma fuori dall\u2019uscio il mondo era in pace \u2013 e proprio questo l\u2019ha condannata alla solitudine. Allora noi la guerra riusciamo a immaginarcela solo cosi\u0300, come una tra le mille attivita\u0300 del tempo di pace. Magari la piu\u0300 orrenda, certo, la piu\u0300 brutale, ma non poi tanto diversa dalle mille altre cose che possono succedere. Perfino noi che nei romanzi abbiamo descritto la guerra, siamo scrittori del tempo di pace.<\/p>\n<p>E invece la guerra porta con se\u0301 un tempo diverso, dicono tutti coloro che hanno avuto la buia sorte di doverla conoscere. Un tempo in cui nemmeno il giro del sole e\u0300 uguale a prima. Che io non l\u2019abbia mai conosciuto e\u0300 la piu\u0300 strabiliante delle fortune della mia vita di abitante dell\u2019Europa dell\u2019ovest negli ultimi ottant\u2019anni, quella da cui sono dipese tutte le altre. Ma non la vedevamo, questa fortuna, come non vediamo l\u2019aria che respiriamo fino a quando diventa nera di fumo. Eppure questa fortunata ignoranza e\u0300 anche la nostra fragilita\u0300. Ora molte brave persone dicono: \u201cVogliamo solo la pace.\u201d Ma mentre infuria una tempesta di neve, che senso ha dire \u201cVogliamo solo l\u2019estate\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[&#8230;]<\/p>\n<p>I Mapuche abitavano quella che oggi chiamiamo Terra del fuoco. Li\u0300 vivevano da millenni, tra araucarie larghe come capanne e venti che piegano numinosi lo spazio come quelli nella tua steppa. Un giorno apparvero all\u2019orizzonte cinque giganti fantastici di tela e di legno, che volavano silenziosi sull\u2019onda lunga. Erano le navi di Magellano. Quando entrarono nella loro baia, i Mapuche non poterono non vederle \u2013 non erano ciechi. Ma nulla di cio\u0300 che sapevano del mondo, nulla di cio\u0300 che avevano conosciuto nella loro esistenza e che gli era stato tramandato dagli antenati, nulla di cio\u0300 che erano come individui e come societa\u0300 permetteva loro di attribuire un senso a cio\u0300 che stavano vedendo. I cinque velieri furono percepiti dai loro occhi, ma non dalle loro menti: quella era un\u2019immagine impossibile, quindi non esisteva. Si narra cosi\u0300 che i Mapuche voltarono la schiena a quella visione radicalmente incomprensibile, e proseguirono nelle loro faccende.<\/p>\n<p>Ho l\u2019impressione, papa\u0300, che per molti abitanti dell\u2019Europa dell\u2019Ovest questa nuova guerra in Ucraina sia come quei velieri per i Mapuche, altrettanto difficile da inserire nella loro cognizione non solo del mondo, ma soprattutto di se\u0301. E cosi\u0300 molti le voltano le spalle e si convincono che non ci sia.<\/p>\n<p>Eppure dovrebbe essere semplice. C\u2019e\u0300 un paese che ne ha invaso un altro, in barba al diritto internazionale. C\u2019e\u0300 un paese che fa piovere missili e bombe sui condomini dall\u2019altro. C\u2019e\u0300 un paese che deporta migliaia di abitanti dell\u2019altro, che ne saccheggia i musei, che tortura, uccide e butta la gente dell\u2019altro in fosse comuni, gli ruba le lavatrici, gli defeca sui letti e ne rapisce i bambini. Cosa c\u2019e\u0300 di difficile da capire? Dovrebbe essere facile scegliere da che parte stare. Soprattutto a noi Europei dell\u2019Ovest a cui piace tanto sentirci nel giusto senza fare chissa\u0300 quale sforzo. No, non dovrebbe essere complicato.<\/p>\n<p>Ma in molti s\u2019illudono che questo sia ancora il tempo di prima, quello in cui la guerra basta non volerla, anzi basta ripudiarla, ed essa cessera\u0300. Certo, di guerre ne abbiamo viste e ne vediamo tante alla televisione, proviamo intensa pena per le loro vittime. Ne siamo straziati, cosi\u0300 come deve essere, e giustamente chiediamo che ne siano fermati gli orrori. Ma sono altrove, e la pieta\u0300 per l\u2019altrove non ci ha mai costretto a metterci in discussione.<\/p>\n<p>Questa guerra e\u0300 diversa. Questa guerra ci obbligherebbe \u2013 se la guardassimo \u2013 a renderci conto che molti degli schemi con cui interpretavamo il mondo erano, a essere benevoli, incompleti. Per molti il rampicante del senso di se\u0301 e\u0300 avviluppato intorno a un albero ormai mezzo secco. In realta\u0300, anche se il tronco crollasse il rampicante potrebbe crescere altrove, e chi ci ha provato lo sa: non e\u0300 impossibile cambiare idea, a farlo non si muore mica. Non e\u0300 impossibile provare ad ascoltare punti di vista sulla storia d\u2019Europa finora sconosciuti, come quello ucraino, o bielorusso, o estone. Potrebbe essere perfino liberatorio. Pero\u0300 molti si avvinghiano con ancora piu\u0300 determinazione al legno tarlato. Quasi che l\u2019illuminata e umile fatica di rivedere opinioni obsolete sia appunto spaventosa quanto il morire.<\/p>\n<p>Ci sono quelli che affermano \u201cNon vogliamo la guerra!\u201d, e considerano quest\u2019affermazione il loro utile contributo alla pace. E poi ci sono quelli che hanno costruito l\u2019intero senso di se\u0301 sull\u2019opposizione alle guerre stupide e brutali dell\u2019unico imperialismo piaga egemonica del mondo: quello americano.<\/p>\n<p>C\u2019e\u0300 un problema, pero\u0300.\u00a0In Ucraina, chi ha mosso una guerra stupida e brutale non sono gli Usa.<\/p>\n<p>E\u0300 qualcun altro.<\/p>\n<p>Che fare, quando i presupposti su cui per decenni si e\u0300 costruito il senso di se\u0301 contrastano con i dati di realta\u0300?<\/p>\n<p><em>Im Kampf zwischen Dir und der Welt, sekundiere der Welt, <\/em>diceva Kafka. Nella lotta tra te e il mondo, stai dalla parte del mondo. Ma <em>sekundiere \u2013 assecondare <\/em>\u2013 significa anche fare da secondo in un duello; ed ecco che con una sola parola il tuo omonimo Franz evoca da par suo un\u2019intera scena grottesca e surreale: due duellanti intabarrati che in un\u2019alba brumosa si preparano a spararsi a vicenda \u2013 Tu, e il Mondo. Con beffarda saggezza, Kafka suggerisce di sdoppiarci in un terzo personaggio, meno stolto e vanaglorioso, che veda quanto assurdo e ridicolo sia sfidare a duello il Mondo. E di offrirglisi quindi come alleato.<\/p>\n<p>Ecco, papa\u0300: questo invito oggi e\u0300 ignorato da tutti coloro che proprio non ci riescono a <em>sekundieren <\/em>una realta\u0300 in cui i morti in Ucraina non sono le ennesime vittime dell\u2019egemonia Usa, bensi\u0300 della Russia. Una realta\u0300 in cui se l\u2019Ucraina fosse lasciata senz\u2019armi per difendersi subirebbe in ogni citta\u0300 quello che ha subito a Buc\u030ca, Mariupol\u2019 e Izjum. Contro questa realta\u0300 oggi duellano le decennali definizioni di se\u0301 di molti Europei dell\u2019Ovest: pacifista, antimperialista e soprattutto antiamericano. Verso questo senso di se\u0301 sono leali a oltranza, intendono proteggerlo a qualunque costo. E se questo significa porsi nella squadra avversaria a quella della realta\u0300, si puo\u0300 sempre fare come i Mapuche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un libro, che si legge d&#8217;un fiato, mette a fuoco la tragedia ucraina non soltanto nella sua cruda realt\u00e0 attuale, ma in tutta la sua complessit\u00e0 storica, che affonda le radici nel tempo della Russia zarista, dell&#8217;Unione sovietica staliniana, dell&#8217;invasione nazi-fascista &#8211; Chi lo legge percepisce tutta l&#8217;atrocit\u00e0 del tradimento di Trump nei confronti di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-63933","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63933","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63933"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63933\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63933"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63933"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63933"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}