
{"id":64070,"date":"2025-05-02T11:00:00","date_gmt":"2025-05-02T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64070"},"modified":"2025-05-02T11:00:00","modified_gmt":"2025-05-02T10:00:00","slug":"come-si-puo-rilanciare-la-contrattazione-di-secondo-livello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=64070","title":{"rendered":"COME SI PU\u00d2 RILANCIARE LA CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #993300;\">Per far aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro, e dunque anche le retribuzioni, occorre che la contrattazione destini una parte maggiore del monte-salari alla parte della retribuzione che varia in relazione ai risultati aziendali &#8211; La contrattazione decentrata \u00e8 necessaria anche per adattare gli standard retribuitivi alle differenze di costo della vita<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<em>Intervista a cura di Michele Carniani, in corso di pubblicazione su <\/em>il Riformista, <em>maggio 2025 &#8211; In argomento v. anche la mia intervista al <\/em>Corriere della Sera<em> del 27 ottobre 2024,\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=63736\">L&#8217;iniziativa per un minimum wage milanese<\/a>\u00a0 <!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-41179\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/contrattazione.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/contrattazione.jpg 226w, https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/contrattazione-150x106.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><strong>Professor Ichino, solo il 30% delle imprese italiane ha una contrattazione di secondo livello. Il restante 70%, che ne \u00e8 privo, sono soprattutto imprese piccole e medie. Dobbiamo considerarla una battaglia persa?<\/strong><br \/>\nPer rilanciare la contrattazione di secondo livello sarebbe molto utile che tutti i contratti collettivi nazionali istituissero un premio di produzione determinato secondo una formula elementare, suscettibile di applicarsi in qualsiasi impresa, ma destinata a essere riscritta dalla contrattazione aziendale secondo le esigenze e caratteristiche specifiche di ciascuna unit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p><strong>Come funzionerebbe? Pu\u00f2 fare un esempio?<\/strong><br \/>\nIl contratto nazionale potrebbe prevedere un monte-premio, da distribuire ai dipendenti in proporzione alla loro paga-base, pari al 20 o al 30 per cento dell\u2019aumento del margine operativo lordo registrato nell\u2019ultimo anno rispetto a quello precedente, se aumento c\u2019\u00e8 stato. Il m.o.l. \u00e8 un dato molto grezzo di cui necessariamente dispone qualsiasi impresa, anche individuale. Il contratto nazionale stesso potrebbe prevedere esplicitamente che questa clausola si applichi solo in assenza di un contratto aziendale che disciplini diversamente la materia: cos\u00ec le imprese sarebbero incentivate ad attivare la contrattazione aziendale.<\/p>\n<p><strong>Le associazioni imprenditoriali obietteranno che il meccanismo \u00e8 troppo oneroso.<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 cos\u00ec, dal momento che lo stesso contratto nazionale in cui viene inserita questa clausola, terr\u00e0 conto dell\u2019impatto del \u201cpremio di produzione di default\u201d nel determinare la parte fissa della retribuzione, i c.d. \u201cminimi tabellari\u201d. Sar\u00e0 comunque l\u2019accordo tra le parti nazionali a decidere quanta parte del monte-salari complessivo spostare dallo zoccolo fisso alla parte variabile. Ma questa operazione \u00e8 comunque indispensabile se vogliamo tornare a incentivare l\u2019aumento della produttivit\u00e0 del lavoro \u2013 che in Italia ristagna ormai da tre decenni \u2013 e con esso l\u2019aumento delle retribuzioni.<\/p>\n<p><strong>Nel suo ultimo libro Mezzo secolo di diritto del lavoro lei sostiene che il rilancio della contrattazione di secondo livello \u00e8 necessario anche per adattare gli standard retributivi ai diversi livelli del costo della vita nelle varie zone del Paese.<\/strong><br \/>\nS\u00ec. Per\u00f2 l\u00ec mi riferisco pi\u00f9 alla contrattazione territoriale che a quella aziendale.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 chiarire meglio?<\/strong><br \/>\nSe nel milanese il costo della vita \u00e8 del 20 per cento pi\u00f9 alto rispetto a quello medio italiano, logica vorrebbe che i sindacati chiedessero alle loro controparti imprenditoriali di negoziare un accordo interconfederale per questa zona, nel quale venisse stabilito almeno un salario minimo orario che tenga conto del minore potere d\u2019acquisto della moneta in questa parte del Paese. C\u2019\u00e8 una proposta concreta che muove in questa direzione, sulla quale mi sembra che il Sindaco Sala si sia pronunciato favorevolmente.<\/p>\n<p><strong>Le obietteranno che \u00e8 un modo per reintrodurre le \u201cgabbie salariali\u201d.<\/strong><br \/>\n\u00c8 proprio il contrario: la proposta \u00e8 di sgabbiare la contrattazione collettiva, attraverso uno sviluppo della contrattazione di secondo livello che aiuti ad adattare gli standard retributivi alle condizioni di ciascuna zona.<\/p>\n<p><strong>Il prossimo 8 e 9 giugno si terranno le votazioni per il referendum sul Jobs Act. Come giudica questa iniziativa della Cgil?<\/strong><br \/>\nLa giudico male, soprattutto per il risultato paradossale e irragionevole dell\u2019ipotetico prevalere dei \u201cs\u00ec\u201d: per il licenziamento nelle piccole imprese verrebbe previsto un indennizzo illimitato, mentre i dipendenti delle imprese maggiori vedrebbero il proprio indennizzo massimo ridursi da 36 a 24 mensilit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per far aumentare la produttivit\u00e0 del lavoro, e dunque anche le retribuzioni, occorre che la contrattazione destini una parte maggiore del monte-salari alla parte della retribuzione che varia in relazione ai risultati aziendali &#8211; La contrattazione decentrata \u00e8 necessaria anche per adattare gli standard retribuitivi alle differenze di costo della vita . 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